L'Universo in cui viviamo è Caos
Nessuno mette ordine in Caos: ogni soggetto si adatta e abita Caos con la propria volontà.
Agosto 2025: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
29 agosto 2025
Nel post precedente relativo alla Contemplazione, avevo scritto:
'"La ragione, messa da parte dalla contemplazione, tenta di riprendere il controllo dell'individuo mediante forme di delirio di onnipotenza. Le immagini allucinatorie vengono alimentate dalla ragione facendo credere all'individuo di essere al centro di un '"interesse divino'" o di "possedere il dono...'" da super uomo o super donna.
Le sensazioni che permettono all'individuo di anticipare fatti o accadimenti futuri, fenomeni presenti in maniera massiccia nella prima fase dell'attività del contemplatore prima che la ristrutturazione neuronale e sinapsica sia completata, vengono usati dalla ragione per far credere all'individuo di essere un superuomo che vede il futuro.
L'individuo si illude che continuando gli esercizi della contemplazione aumenterà la sua capacità di vedere '"ancora meglio e con più precisione'" il futuro. Invece, quando la ristrutturazione neuronale si è completata non solo le allucinazioni di quell'anticipazione del futuro possibile scompaiono, ma l'illusione di poterlo fare in modo sempre più perfetto ha creato nuove e diverse barriere per impedire alla nuova ristrutturazione neuronale di supportare adeguatamente la sua coscienza."
Questo non è scritto a caso e appartiene, come tutti gli elementi del Crogiolo dello Stregone, all'esperienza personale.
Quando con la contemplazione si aprono '"le porte della percezione'", cioè la capacità dell'individuo di portare alla coscienza elaborazioni della realtà vissuta fatte con la parte interna e antica del cervello (gli antichi direbbero '"liberare i Titani dal Tartaro'" oppure '"aprire le bronzee porte del Tartaro'"), l'inizio avviene spesso, così nel mio caso, per allucinazioni o percezione rivestita da aspettative soggettive che si presentano come allucinazioni.
Il problema da risolvere, per chi pratica contemplazione, è stabilire quando è allucinazione, quando è percezione e quando si tratta di un'allucinazione che riveste una percezione.
Quando iniziai il mio percorso di Stregoneria, oltre quaranta anni or sono, io fui costretto ad affrontare questo problema. La prima cosa che feci, probabilmente in seguito alle mie scelte di vita, fu quello di non permettere alle allucinazioni o alla percezione allucinatoria di interferire o di '"guidare'" il proseguo della mia attività.
Allora io non potevo distinguere fra allucinazioni e percezioni. Il pericolo di abbandonarsi alle illusioni fornite dalle visioni allucinatorie o dalle percezioni trasformate in immagini allucinatorie, era molto forte.
Abbandonarsi alle illusioni era una tentazione straordinariamente affascinante. Avrebbe interrotto l'attività di contemplazione che in quel periodo, sto parlando fra il 1983 e il 1985, io esercitavo nei confronti della luna piena. Ad ogni luna piena io mi sedevo in terrazza, ascoltavo la musica del Bolero di Ravel e contemplavo la Luna fermando il dialogo interno.
Una parte delle visioni che ebbi le ho raccontate nei vari scritti. Tali visioni, in cui proiettavo me stesso, furono descritte nella quarta parte della prima stesura del Libero dell'Anticristo. Quella quarta parte va sotto il nome di '"Il libro degli Stregoni'". Un libro che non è mai stato reso pubblico perché è difficile, nelle visioni allucinatorie, distinguere quanto può essere reale, in relazione alla realtà vissuta dalla ragione, e quanto deve essere confinato in un immaginario da tenere accuratamente distinto dalla quotidianità.
Quel capitolo è '"tutto sbagliato'". Nel senso che i riferimenti che fanno funzionare quello che dico, sono tutti presi dalle nozioni culturali o dai ricordi che avevo in quel tempo. L'unica cosa esatta è il meccanismo della nascita della Stregoneria. Motivo, intenti e fini. Il meccanismo è reale, non la forma o la rappresentazione.
Riguardando oggi quelle storie, mi rendo conto che rappresentano la descrizione, fatta con la mia fantasia, di come alcuni '"antichi'" costruirono e modificarono la vita perché la modificazione del presente in cui vivevo coinvolgeva l'Intento della mia vita.
Altre persone che praticano Contemplazione, con altri Intenti, hanno visioni diverse.
Non possono non avere delle visioni perché la contemplazione spinge alla modificazione della struttura neuronale e per farlo il cervello rilascia naturalmente una serie di sostanze allucinatorie al fine di favorire la costruzione di diverse connessioni neuronali (simil mescalina e simil marijuana fra l'altro...) che producono effetti allucinatori e spesso simili agli effetti della schizofrenia.
Solo che, a differenza degli ammalati o dei drogati, il contemplatore ha il controllo sugli effetti allucinatori e li può gestire senza mettere in pericolo la sua vita quotidiana. Come uno sciamano.
Fine quindicesima parte... Continua... con "gli aspetti delle Tre Arti Magiche in Stregoneria - Riflessioni scientifiche sugli effetti della Contemplazione nella modificazione delle connessioni neuronali.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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