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Gennaio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

09 gennaio 2026 cronache della religione pagana
Riflessione sulla superstizione

Claudio Simeoni

Cronache mese di gennaio 2026

09 gennaio 2026

Riflessione sulla superstizione

Che cos'è la superstizione al giorno d'oggi?

Lasciamo perdere l'etimologia della parola e guardiamo al lato pratico. Uso un esempio prendendolo dal lavoro che ho fatto relativo "Sulla formazione della percezione e la selezione dei fenomeni percepiti" per spiegare la pratica del "Crogiolo dello Stregone".

La madre, in stato di gravidanza, dopo i primi mesi subisce uno sbalzo umorale che coinvolge le sue emozioni e il suo modo di porsi davanti al mondo.

Come è noto dalla cronaca, se questi sbalzi umorali non sono seguiti attentamente, la madre finisce in uno stato psichico depressivo e succede che può uccidere il neonato.

Cosa sta avvenendo nella pancia della madre?

Sta avvenendo un'interazione psico-emotiva fra sé e il feto. Un'interazione nella quale il feto modifica la struttura psico-emotiva della madre al fine di assicurarsi il miglior sviluppo possibile. Per il feto la madre è il mondo! Per contro, la madre deve rispondere alle richieste che le vengono rivolte dal mondo quotidiano col risultato che lei vive una feroce situazione conflittuale fra la necessità di rispondere a ciò che il mondo le chiede e ciò che il feto manipola dentro di lei.

Alcune ricerche scientifiche stanno mettendo in luce questo conflitto. Ma lascio alla scienza risolvere le proprie contraddizioni.

Noi, però, ci troviamo di fronte alla variazione psico-emotiva della madre che si traduce in scelte e in sbalzi d'umore (a volte di malattia e a volte di eccessivo benessere; sempre che si possa valutare un eccessivo benessere o di semplice euforia) davanti al quale DIAMO DELLE SPIEGAZIONI!

Noi possiamo anche non conoscere i meccanismi che producono lo sbalzo umorale della madre, ma come noi ci poniamo davanti a questi sbalzi, dal giudizio che diamo, siamo o non siamo SUPERSTIZIOSI.

Quand'è che siamo superstiziosi?

Quando attribuiamo quello sbalzo umorale a fattori esterni alla relazione che la madre sta vivendo.

Per esempio, se la madre scoppia in un pianto di cui non conosciamo le ragioni, o si mete ad urlare o a mangiare come un'ossessa, se noi consideriamo le sue azioni come risposta a tensioni che sta vivendo, NON SIAMO SUPERSTIZIOSI, se noi attribuiamo le azioni che sta facendo alla volontà di un ente esterno che agisce sulla madre (tipo il demonio che si sta impossessando del bambino, o quant'altro la storia ha visto fare dai cristiani) SIAMO SUPERSTIZIOSI.

In sostanza siamo superstiziosi quando attribuiamo le azioni che fanno gli oggetti del mondo, nel mondo della ragione, a soggetti esterni agli oggetti stessi; non siamo superstiziosi quando, di fronte a delle azioni, riconosciamo all'oggetto delle necessità per cui deve fare quelle azioni.

Imputare delle azioni nel quotidiano al dio dei cristiani o al Gesù è, da parte dei cristiani, un atto di superstizione! "Hai superato l'esame di matematica? Ringrazia dio!" Veramente ho studiato parecchio, al massimo ringrazio la mia buona volontà!

Imputare il "miracolo" ad un ente esterno all'oggetto è un atto di superstizione; la guarigione del paralitico avveniva anche in Roma Antica e nell'Antica Grecia e non era superstizione quando gli uomini riconoscevano gli DEI nelle loro azioni ed era superstizione quanto gli uomini attribuivano agli dei le loro azioni.

Alla fine si è finito per attribuire al Dio la responsabilità di ogni accadimento fino al terremoto di Lisbona quando, durante quel massacro, i Gesuiti farneticarono che era la volontà di dio che puniva gli abitanti per i loro peccati. Gli abitanti di Lisbona cacciarono i Gesuiti!

Questa è la superstizione ed oggi come oggi la superstizione può essere attribuita soltanto alla religione cristiana con tutto il suo corollario di ciarlatani!

Scrive Epicuro nella lettera a Meneceo:

Gli dèi di fatto esistono: evidente è la conoscenza che noi ne abbiamo; quali i più li credono, non esistono: le condizioni stesse della loro esistenza essi vengono togliere loro con la credenza che ne hanno. Ed empio non è chi nega gli Dèi dei più, ma chi alla nozione degli Dèi aggiunge quanto è nella nozione dei più: giacché non pre nozioni, ma false supposizioni sono i giudizi che dai più vengono espressi sugli Dèi, ed è in tal modo che i più grandi danni " di cui solo in esse è" per i malvagi la causa - vengon fatti derivare dagli dèi, e con essi i più grandi benefici. Famigliarizzati infatti con le virtù che hanno proprie, essi non ammettono se non ciò che loro somiglia, stimano estraneo tutto ciò che non è tale.

Epicuro, Lettera a Meneceo

Attribuire un accadimento a cause esterne all'accadimento stesso, è superstizione. La superstizione ignora la storia delle condizioni che hanno, di fatto, generato l'accadimento.

Come la scienza, fino ad ieri, voleva ignorare la capacità del feto di interferire nella sfera psico-emotiva della madre e l'attività della madre di condizionare la struttura psico-emotiva del feto.

La superstizione è l'attribuzione di cause esterne ai fenomeni il cui scopo è costringere l'interlocutore a non indagare sulle cause e a non formulare ipotesi diverse da quanto afferma il superstizioso.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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