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La Danimarca chiede di acquistare la California dagli USA.
Febbraio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

01 febbraio 2026 cronache della religione pagana
Aspetti dell'etica nell'antico Egitto

Claudio Simeoni

Cronache mese di febbraio 2026

01 febbraio 2026

Aspetti dell'etica nell'antico Egitto

Il capitolo 125 del "libro dei morti" Egiziano, racconta di come il defunto si rivolga davanti ai suoi "giudici" enumerando le "colpe che non ha commesso".

Si tratta di un aspetto etico estremamente importante. Il defunto risulta consapevole delle regole del buon vivere e queste regole le ha applicate a sé stesso costruendo il proprio cammino di vita.

Le regole che il defunto enumera affermando di non averle mai violate, ci forniscono uno spaccato etico della vita in Egitto e ci permettono di comprendere come e perché, nei millenni della storia egiziana, le guerre intraprese dall'Egitto contro altre popolazioni si contano sulle dita di una mano.

Guarda, sono venuto davanti a te, ti ho portato le Due Verità! Ho sgominato il male per te!
Non ho commesso mancanze contro di te!
Non ho commesso mancanze contro il popolo.
Non ho provocato infelicità ai miei compagni.
Non ho commesso errori nella sala del giudizio, Sede della Verità.
Non ho conosciuto malvagità né uomini indegni.
Non ho commesso alcun male.
Non ho fatto svolgere ad altri il primo lavoro del giorno al posto mio.
Non ho proposto il mio nome per ottenere onori.
Non ho privato nessun uomo umile della sua proprietà.
Non ho fatto ciò che è inviso agli Dei.
Non ho denigrato alcuno schiavo parlando al suo padrone.
Non ho inflitto dolore.
Non ho affamato nessuno.
Non ho fatto piangere nessuno.
Non ho commesso assassinio.
Non ho ordinato di assassinare.
Non ho fatto soffrire nessuno.
Non ho rubato le offerte nei templi.
Non ho fornicato2’ né mi sono masturbato nei santuari del Dio della mia citta.
Non ho aumentato il peso della bilancia, e non ne ho nemmeno abbassato l’indice.
Non ho tolto il latte di bocca ai bambini.
Non ho cacciato il bestiame dai suoi pascoli.
Non ho preso pesci con [esca fatta di] loro corpi.30
Non ho bloccato l’acqua al momento dello scorrimento, e non ne ho nemmeno incanalato il flusso.31
Non ho estinto alcun fuoco al momento della bruciatura.
Non ho cacciato il bestiame dalle tenute degli dei.
Non ho fatto tornare indietro un dio nelle sue apparizioni.
Sono puro! Sono puro! Sono puro! Sono puro!

Joseph Kaster, "La saggezza dell'Antico Egitto", ed. Newton, 1998, p. 115-116

Il defunto non dice "Ho fatto questo!", non si accredita meriti per essere gradito agli Dèi. Si accredita l'onore di essersi comportato con onestà e attenzione nei riguardi delle persone.

Soprattutto il defunto si vanta di non aver mai fatto del male alle persone più deboli.

 

01 febbraio 2026

I proverbi egiziani di Amen-em-Ope

Proverbio n. 4 di Amen-em-Ope

Non rimuovere la pietra di confine dai limiti di un campo;
non cambiare la posizione della corda di misurazione.
Non bramare nemmeno un cubito di terra,
e non violare il confine di una vedova.
Colui che prende a torto un solco di un campo,
anche se lo rivendica con falsi giuramenti,
sarà fatto prigioniero dal potere del Dio-Luna!
Ara nel tuo stesso campo e troverai ciò di cui hai bisogno;
ricava il pane dalla tua stessa aia.
Meglio un solo bushel datoti dal dio
che cinquemila presi a torto.
Migliore è la povertà nella mano del dio
che la ricchezza in un magazzino.
Migliore è il pane con cuore felice
che le ricchezze nel dolore!
Non lanciare il tuo cuore dietro alle ricchezze;
nessuno ignora la Dea-Fortuna!
Non lasciare che il tuo cuore brami le esteriorità;
per ogni uomo c'è un'ora designata!
Non ti dar pena di inseguire le ricchezze, di cercare l'eccesso
una volta che ti sia assicurato ciò di cui hai bisogno;
se ottieni la ricchezza attraverso il ladrocinio,
essa non si fermerà con te per la durata di una notte.
Allo spuntar del nuovo giorno non sarà più nella tua casa;
la terra avrà aperto la sua bocca e l'avrà inghiottita;
sarà sprofondata agli inferi.
Avrà messo le ali come le oche,
e sarà volata via in cielo!
Piuttosto loda il Sole quando esce e risplende,
e di' : "Dammi benessere e salute!".
Ed egli ti darà il necessario per questa vita,
e tu sarai libero dalla paura.

Joseph Kaster, "La saggezza dell'Antico Egitto", ed. Newton, 1998, p. 149-150

Osservate come in tutto il proverbio, pur essendo un'invocazione al non rubare, al non truffare non viene messo in evidenza il terrore della pena, ma piuttosto la convenienza del vivere senza comportamenti ingiusti.

Ha delle analogie con i proverbi della bibbia ebrea e cristiana, ma non c'è un dio padrone che impreca maledizioni su chi tocca la sua proprietà.

Il proverbio invita ad impegnarsi nella propria proprietà, nel proprio lavoro. Lo puoi migliorare e, se vuoi, puoi guadagnare di più.

Perché inseguire le ricchezze? Se ciò di cui hai bisogno lo hai conquistato e ti sei assicurato di poter vivere fuori dall'indigenza per molti anni, il di più è relativo. Tutti gli uomini devono morire.

C'è la società in cui vivi che deve vivere anch'essa nel benessere. Se tu sposti le pietre di confine o rubi il terreno ad una vedova, crei sofferenza sociale e costruisci pessime condizioni sociali in cui tu stesso devi vivere.

Il proverbio parla al cuore delle persone, alle loro emozioni.

Se tu rubi puoi venir processato e perdere quanto hai rubato, e anche di più!

Ti conviene correre questo rischio? Può essere che a qualcuno convenga, ma l'intero Inno non manifesta il terrore e la distruzione di chi usa questa pratica. Questo proverbio non è un'esaltazione della povertà e della sottomissione, ma piuttosto da un lato indica la necessità del rispetto nei confronti di chi non si può difendere e dall'altro invita ad usare mezzi appropriati per garantirsi il necessario.

L'Inno non proibisce di rubare a chi è ricco, ma solo indica il disonore nel derubare chi è povero e indifeso.

Tutto avviene qui, in questa vita!

Tutto è finalizzato a costruire delle buone relazioni fra gli uomini.

Gli Dèi esistono ed agiscono, ma non cambiano le condizioni di vita né comminano pene o premi!

Sia in questo che negli altri proverbi sono tutte strategie d'esistenza per il buon vivere come persona. In tutto il proverbio non c'è l'ordine di un Dio, ma viene presentata la convenienza della persona nelle sue relazioni con la società umana e con gli Dèi.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

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