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07 febbraio 2026 cronache della religione pagana
Maghi e Apprendisti Stregoni
Terza parte

Claudio Simeoni

Cronache mese di febbraio 2026

Maghi e Apprendisti Stregoni
Terza parte

L'Apprendista Stregone non collabora mai con il "Comando Sociale" contro le persone della propria società. L'Apprendista Stregone vuole ampliare la propria percezione nel mondo in cui vive e, per farlo, deve continuamente spingere affinché vengano migliorate le condizioni sociali e sempre un maggior numero di persone accedano al benessere e alla sicurezza sociale.

Mentre il mago mette sé stesso al centro dei suoi interessi, l'Apprendista Stregone mette gli interessi del mondo in cui vive, sociale e della Natura, al centro dei propri interessi. Il mago proclama "in verità, in verità ti dico...", l'Apprendista Stregone tenta di spiegare, anche se è consapevole che chi vive nei modelli mentali della "verità" non è in grado di comprendere la necessità della libertà dalla verità stessa.

L'Apprendista Stregone, quando inizia il suo cammino, inizia da come pensa la realtà in cui vive. La realtà che lo appassiona e lo coinvolge. Progressivamente, trasformazione dopo trasformazione, rimuove, uno dopo l'altro, i veli illusori che ricoprono il reale vissuto. Supera le idee formate attraverso la forma e la quantità e inizia a penetrare la realtà in cui vive. Un po' alla volta, per quanto complesso possa essere riportare tutto nella descrizione, inizia a pensare alle trasformazioni come oggetti in sé e alle emozioni come oggetti che abitano il mondo.

Il cammino dell'Apprendista Stregone è un percorso di trasformazione soggettiva che lo porta a svelare aspetti diversi della realtà in cui vive. Lo stesso cammino è il cammino di ogni uomo o donna della società in cui viviamo. Ogni uomo e donna nascono con la necessità di ampliare la loro coscienza, la loro consapevolezza e la loro cultura. A mano a mano che crescono, la società in cui vivono, estingue questa necessità per adattare le persone alle proprie esigenze. L'individuo, per la società, nasce merce e deve essere lavorato affinché diventi un prodotto che la società può usare per perpetuare sé stessa nelle condizioni in cui é impedendo l'ingresso di ogni tensione che tenderebbe a modificarla. Per questo motivo, la grande maggioranza di uomini e donne vivono in una perenne ricerca di piacere, alienati da sé stessi, e muoiono ricordando i "bei tempi passati" rimpiangendo, in realtà, la propria giovinezza e le scelte che avrebbero potuto fare, ma non sono stati in grado di fare. Portando la propria percezione al di fuori della forma e della quantità, l'Essere Umano produce uno "strappo" all'educazione ricevuta e inizia a rendersi conto dell'esistenza di una realtà diversa da come l'aveva immaginata come forma e quantità. Trovando il piacere di allargare questo strappo, l'individuo si allontana dalla formazione delle idee mediante la forma e la quantità. Inizia il suo percorso per alimentare la modificazione della sua percezione del mondo. In quel momento, l'individuo è nudo. Si scopre privo di armi e scudi con cui affrontare il mondo nella nuova situazione in cui lo percepisce. In quel momento, l'Apprendista Stregone non si deve limitare ad ampliare la percezione, ma deve far fronte alle aggressioni che intendono bloccare il suo camminare su quel sentiero.

Quali aggressioni subisce l'Apprendista Stregone?

-- Primo: sensazione d'onnipotenza. Percependo il mondo anche in maniera diversa dall'usuale, si ha la sensazione di essere padroni del circostante. Sembra di poter fare qualsiasi cosa. Si è coscienti dell'esistenza dei due livelli percepiti: il piano della ragione e quello in cui si vive alterando la percezione della realtà. Si è convinti che qualora l'azione, all'interno del livello percepito attraverso l'alterazione della percezione, non ottenga il risultato voluto o qualcosa vada male, ci si può sempre rifugiare nel mondo del quotidiano della ragione sottraendosi al livello della percezione alterata e dalle sue reazioni. Lo stesso vale per il mondo razionale dal quale si pensa di sottrarsi alterando la percezione usuale. Solo che, in quel caso, non è più il mondo descritto con una diversa percezione, ma è il mondo della follia, intesa come perdita di aggancio con la realtà quotidiana. Troppo tardi, chi altera la percezione, si accorge che non esiste più rifugio nel mondo quotidiano della ragione. In qualsiasi momento i campi di energia emotiva percepiti (e nel modo in cui vengono percepiti dal soggetto) possono venirci a cercare per piegarci ai loro bisogni e ai loro fini. All'inizio, quando l'Apprendista Stregone altera la propria percezione percependo le emozioni nel circostante in cui vive, i campi energetici emotivi (che sono tutte Coscienze di Sé) sospendono il giudizio, come per pesare e valutare il nuovo venuto. Aspettano. Sarà l'Apprendista Stregone a scegliere il proprio ruolo e il fine della propria percezione alterata con cui costruire delle relazioni emotiva nel mondo in cui è appena giunto. Le sue scelte e le sue azioni nel quotidiano stabiliranno, per chi osserva, il suo intento e la sua collocazione nel mondo emotivo. La collocazione, viene costruita da ogni individuo, giorno dopo giorno, attraverso la sequenza delle sue scelte; sia per quanto riguarda il quotidiano della ragione che in ogni quotidiano in cui la manipolazione dei sensi, dell'attenzione e della percezione lo porterà a muoversi. Anche chi non altera la propria percezione, diventando cosciente dell'esistenza del mondo emotivo in cui vive, comunque, attraverso le sue scelte e le sue azioni interviene nel mondo emotivo; solo che non diventa consapevole delle azioni e delle reazioni del mondo emotivo nei suoi confronti.

La sospensione del giudizio; la discrezione; la capacità (d'origine morale) d'allineare sé stesso con quanto percepisce diventandone parte; l'agilità intellettuale; l'ecletticità; la profondità e l'interesse del proprio pensato attraverso il quale coinvolgere i sensi; il piacere di compenetrare l'esistente; sono armi formidabili, atte a creare l'invulnerabilità in ogni mondo in cui un Apprendista Stregone si può muovere. Al contrario, la volontà di agire sui campi di energia per piegarli ai propri fini per ottenere vantaggi sul piano del quotidiano della ragione, non solo provoca una reazione violenta dei campi emotivi stessi, ma cortocircuita la propria energia emotiva in sé stessi bloccando la veicolazione emotiva che porta la persona al delirio di onnipotenza.

Per citare:

"il cielo dura eterno la terra eterna dura
che il cielo duri sempre che la terra permanga
la causa è che non per se stessi essi vivono
per questo sono eterni e duraturi
per questo l'uomo saggio
pospone se stesso onde se stesso avanza
esclude se stesso onde se stesso conserva
non è perch'ei non cerca il suo vantaggio
e perciò può compiere il suo vantaggio"

Da: Lao Tse, La regola celeste (Tao Té Ching), Editore Sansoni, 1984, pag. 12 La sensazione d'onnipotenza è la via che porta ogni uomo alla tomba. Tanto più chi ha alterato la percezione pensandosi superiore agli altri Esseri Umani. La sensazione d'onnipotenza è l'appagamento del bisogno di "Potere di Avere", appagamento del dominio dell'uomo sull'uomo. In questo caso, il mondo emotivo si assicura un pagliaccio in più con cui divertirsi.

--Secondo: l'atto di magia, come manipolazione dei campi d'energia emotiva, non ha un referente immediato nel mondo quotidiano della ragione. Il mondo della ragione vive il "tempo storico", è il prodotto di una storia, al di là che si conoscano o meno gli eventi di quella storia. Nel mondo del tempo, del mutamento, tutto è presente nell'attimo presente in cui avviene il mutamento. Il mondo delle emozioni capitalizza consapevolezza delle emozioni coinvolte in ogni mutamento. Sia l'Apprendista Stregone, di cui stiamo parlando, che donne e uomini o ogni altro Essere della Natura, con la loro vita e la loro attività, manipolano le modificazioni del mondo dell'energia emotiva coinvolgendo le proprie emozioni in ogni azione e in ogni trasformazione. Attraverso l'azione viene in essere un cambiamento e ciò che è ora, muore, in funzione di un diverso "ora", adesso. Solo il Gesù di Nazareth e i suoi imitatori vengono descritti come coloro che, con un colpo di bacchetta magica, modificano l'esistente. L'Apprendista Stregone non vive solo il presente attuale, ma tutti i presenti che hanno concorso a generare il presente attuale in cui vive e i possibili presenti di cui l'attuale è la loro manifestazione.

Quando chi altera la percezione desidera diventare colui che agisce a colpi di bacchetta magica, ha già costruito il proprio fallimento. Egli tende ad imitare un descritto fantastico attraverso il quale il "Potere d'Avere", "il Comando Sociale", indicando il miracolo come esempio di magia, deride gli sforzi di chi, manipolando sé stesso attraverso il soggettivare l'oggettività, vorrebbe percorrere un sentiero di libertà, accrescendo il proprio "Potere di Essere" sottrarndosi al controllo del "Comando Sociale".

Si può dire che l'Apprendista Stregone distende le proprie "ali della percezione"; segue la scia dei mutamenti sociali, sia sul piano della ragione che nel mondo emotivo; li vive, li abita, e in quei mutamenti agisce introducendo, per quanto è possibile, delle variabili. Si può dire, anche, che l'Apprendista Stregone sta "respirando l'universo". Non perché lo respiri, ma perché la sua energia emotiva è parte attiva del mondo emotivo e costruisce le relazioni con le emozioni del mondo in cui vive. Tuffarsi nell'infinito mare emotivo che ci circonda, in fondo, è il desiderio e l'obbiettivo dell'Apprendista Stregone.

Fine terza parte - continua: revisione totale di un testo del 1995 (la revisione è tale da essere un nuovo testo)

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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30175 Marghera - Venezia

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