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Febbraio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Cronache mese di febbraio 2026
10 febbraio 2026

Quando si contesta il dominio della religione ebraica e della religione cristiana sulla società, le obbiezioni messe in campo, da chi ne difendono il dominio nella società, sono sempre più o meno uguali alle obbiezioni che mette in campo Freud in "L'avvenire di un'illusione".
Freud non concepisce la trasformazione dell'uomo, della sua coscienza e della sua consapevolezza, attraverso il suo vivere come accumulo della sua esperienza.
Per Freud l'uomo è creato ad immagine di Dio e le pulsioni che attraversano l'uomo, con i suoi bisogni e i suoi desideri, sono "naturali" in quanto prodotto della creazione di Dio. Per Freud non c'è modo di rapportarsi nella società in maniera diversa da come l'uomo è stato creato da Dio. Per questo motivo, il sistema pulsionale dell'uomo, secondo Freud, deve essere socialmente controllato e questo, secondo lui, è il ruolo della religione.
Freud non pensa che sia proprio la religione a costruire la veicolazione delle pulsioni umane. Sa che la religione cristiana ed ebrea reprimono regole morali a cui l'uomo si deve sottomettere, ma non si rende conto che ciò che viene represso è proprio ciò che la religione cristiana ed ebrea hanno costruito come obbligazione nella veicolazione delle pulsioni dell'uomo.
Scrive Freud:
In che cosa consiste il valore particolare delle rappresentazioni religiose? Abbiamo parlato di ostilità alla civiltà, prodotta dalla pressione esercitata dalla civiltà stessa e dalle rinunce pulsionali da essa richieste. Se si immagina che i suoi divieti siano soppressi, allora chiunque può scegliersi come oggetto sessuale ogni donna che gli piaccia, può uccidere senza esitazioni il suo rivale in amore o chiunque gli sbarri il cammino, può prendersi anche un qualunque bene di un altro senza chiedergliene il permesso: che bello, che catena di soddisfazioni sarebbe allora la vita! Certo s'incontra subito la prima difficoltà. Ogni altro ha esattamente gli stessi miei desideri e non risparmierà me più di quanto io non risparmi lui. In fondo, dunque, una sola persona potrebbe diventare illimitatamente felice per tale soppressione delle restrizioni imposte dalla civiltà, un tiranno, un dittatore che abbia avocato a sé tutti i mezzi di coercizione; ma anche costui avrebbe ogni ragione di desiderare che gli altri osservassero almeno quest'unico comandamento della civiltà: non uccidere! E però come sarebbe ingrato e soprattutto miope mirare alla soppressione della civiltà! Quel che allora resterebbe sarebbe lo stato di natura, e questo è di gran lunga più difficile da sopportare. E' vero, la natura non richiederebbe da noi nessuna restrizione pulsionale, ci lascerebbe fare; ma essa ha un modo di tenerci a freno che è particolarmente efficace: ci ammazza freddamente, crudelmente, spietatamente, come a noi sembra, e magari proprio in occasione della nostra soddisfazione. E proprio a causa di questi pericoli con cui la natura ci minaccia che noi ci siamo messi insieme e abbiamo creato la civiltà, la quale deve fra l'altro rendere anche possibile la nostra convenienza. In effetti il compito principale della civiltà la sua vera ragion d'essere, è difenderci dalla natura E' noto che in molte cose essa lo fa già adesso sufficientemente bene, e chiaramente lo farà in seguito anche meglio. Ma nessuno si abbandona all'illusione di credere che la natura sia ormai soggiogata; pochi osano sperare che essa possa essere un giorno del tutto assoggettata all'uomo.
Da Freud, L'avventura di un'illusione", Editore Newton, 2010, pag. 41-42
Per Freud, una volta soppressa la coercizione, non nasce un uomo diverso con diversi equilibri fra gli uomini, ma si scatenano tutte le perversioni che la religione ebrea e cristiana hanno imposto all'uomo e che la religione ebrea e cristiana combattono per reprimere nell'uomo. Si tratta di una condizione mentale al limite della follia che porta a legittimare la repressione dell'uomo sull'uomo per paura che l'uomo, non contenuto all'interno della repressione, scateni un conflitto autodistruttivo.
Le soddisfazioni non sarebbero quelle dell'uomo che abita il mondo, ma quelle di un uomo che si fa Dio padrone, ebreo e cristiano, che si comporta come il Dio cristiano macellando, rubando e stuprando.
Questo tipo di delirio, sta solo nella testa di Freud.
Freud continua col delirio quando afferma che "compito principale della civiltà è difenderci dalla natura". Compito principale della civiltà è la legittimazione del dominio dell'uomo sull'uomo. Non è la civiltà che ci protegge dalla natura; semmai è la civiltà del dominio dell'uomo sull'uomo che saccheggia la natura.
L'idea secondo cui "Nessuno si abbandona all'illusione di credere che la natura sia ormai soggiogata..." appartiene all'ideologia ebraica e cristiana . Il soggiogare e il dominare la natura è un principio creazionista della bibbia secondo cui l'uomo è creato da Dio affinché domini la natura. Per i creazionisti, l'uomo non è divenuto nella natura come parte di essa, ma è stato creato al di fuori di essa, ad immagine del Dio padrone ebreo e cristiano, affinché la domini.
Solo dei pazzi possono pensare che un giorno l'uomo "dominerà la natura"; più facile che la distrugga in un forsennato delirio di onnipotenza indotto dal Dio ebreo e cristiano.
Come l'uomo vive nel terrore davanti al Dio padrone, secondo la bibbia; così per Freud l'uomo vive del terrore davanti alla natura.
Se Freud avesse realizzato che l'umo è divenuto, con tutta la Natura, in centinaia di milioni di anni di trasformazioni e adattamenti in essa, non avrebbe trasformato il suo terrore personale in un terrore proprio degli Esseri Umani:
Ecco qua gli elementi che sembrano irridere ogni atto di forza umano, la terra che trema, che squarcia e seppellisce tutto quanto è umano e opera umana, l'acqua che sollevandosi inonda e sommerge tutto, la tempesta che lo spazza via; ecco le malattie, che solo da poco conosciamo come gli attacchi di altri esseri viventi, e infine il doloroso mistero della morte, contro il quale finora nessuna medicina è stata trovata e probabilmente non lo sarà mai.
Da Freud, L'avventura di un'illusione", Editore Newton, 2010, pag. 42
in un terrore attribuito all'uomo anziché attribuirlo all'attività della religione cristiana e della religione ebraica contro l'uomo affinché viva nel terrore per meglio controllarlo e sottometterlo.
Per milioni e milioni di anni l'uomo è vissuto nella Natura, al di là della forma che allora aveva l'uomo, e ha trasmesso l'esperienza di milioni di generazioni alla generazione umana che seguiva. Il cristianesimo e l'ebraismo, con la manipolazione mentale a cui sottopongono l'uomo fin da quando è nella pancia della madre, hanno spezzato quest'esperienza introducendo la paura di Dio e di ogni sconosciuto che circonda l'uomo.
Continua Freud dopo aver ripercorso le tesi di Durkheim:
Ora, poiché Dio era uno solo, i rapporti con lui poterono riacquistare l'intimità e intensità del rapporto del bambino col padre. Dato comunque che si era fatto tanto per il padre, si volle anche esserne ricompensati, essere perlomeno i soli figli amati, il popolo eletto. Molto tempo dopo, l'America devota accampò la pretesa di essere God's own country [il vero paese di Dio], e, per una delle forme in cui gli uomini venerano la divinità, essa era anche fondata.
Da Freud, L'avventura di un'illusione", Editore Newton, 2010, pag. 46
Dice Freud: "poiché Dio era uno solo" anziché dire: "poiché impongono il dio unico!" Freud non osserva la violenza attraverso la quale viene imposta l'idea del Dio unico e la sottomissione del bambino, futuro adulto, alla dipendenza di un'autorità alla quale non sarà mai in grado di ribellarsi. Gli verrà lasciata un'unica scelta: identificarsi col il sanguinario Dio unico allo stesso modo con cui si identificherà col padre e con la madre.
Freud ritiene:
Ho cercato di spiegare che le rappresentazioni religiose sono scaturite dallo stesso bisogno di tutte le altre conquiste della civiltà, dalla necessità di difendersi dallo strapotere schiacciante della natura.
Da Freud, L'avventura di un'illusione", Editore Newton, 2010, pag. 48
Freud fugge dalla considerazione secondo cui è la necessità di controllare le persone, da parte di uno o più esseri umani, che inventa l'ebraismo e il cristianesimo per dominare l'uomo. Per giustificare il genocidio di chi non si sottomette. Per giustificare la violenza sulle persone che non si sottomettono. Da qui le malattie mentali come forma di ribellione al dominio dell'uomo sull'uomo.
Ciò che a Freud sfugge, o non vuole vedere, è che l'uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un Dio criminale e assassino com'è quello di ebrei e cristiani, ma è divenuto nel mondo e compito della religione ebrea e cristiana è quello di stuprare l'uomo affinché si sottometta alla morale di Dio e legittimi il dominio dell'uomo sull'uomo a cui egli si deve sottomettere.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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