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Febbraio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Cronache mese di febbraio 2026
16 febbraio 2026

Il Paganesimo Politeista definisce e descrive soggettivamente le Coscienze per poter costruire le relazioni fra i singoli soggetti e gli infiniti soggetti del mondo che lo circondano.
L'infinito delle coscienze in cui siamo immersi non lo possiamo circoscrivere, ma possiamo circoscrivere alcune coscienze che sono importanti per la nostra vita e per l'insieme sociale in cui viviamo. Vengono definite alcune coscienze, sia pur innumerevoli, di un immenso insieme di coscienze.
Attraverso la descrizione e la definizione delle Coscienze il Paganesimo Politeista indica la direzione del fare agli Esseri Umani affinché, attraverso le relazioni col circostante, costruiscano sé stessi.
La costruzione del futuro è l'intento religioso del Paganesimo Politeista e della Stregoneria.
Costruire il futuro era l'azione delle Sibille.
Le Sibille avevano lo scopo di intervenire quando una persona, che credeva nel destino possibile o nel futuro prodotto dalla volontà degli Dèi, chiedeva il suo responso. La Sibilla era enigmatica. Dava responsi attraverso giochi di parole e, come la Sibilla Cumana, scriveva i propri responsi su delle foglie che, chi la interrogava, doveva mettere nel giusto ordine.
In sostanza, le Sibille davano responsi senza dare responsi perché, in realtà non c'era nessun futuro da conoscere, ma solo delle azioni da fare nel presente per costruire il futuro possibile.
Le Sibille erano una barriera fra l'uomo superstizioso e l'uomo che abita il mondo. Nei responsi c'era che cosa l'uomo avrebbe dovuto fare, non quale sarebbe stato il risultato della sua azione. Il risultato lo avrebbe costruito mediante le sue azioni nel mondo in cui stava vivendo che comprendeva le azioni di innumerevoli altri soggetti che stavano agendo.
Proteggere la costruzione del futuro è l'impegno divino dell'uomo e della donna in ogni presente in cui l'uomo e la donna nascono e vivono.
Nel presente noi possiamo descrivere un mondo di Dèi in quanto noi siamo i protagonisti del presente che abitiamo. In questo presente, ci siamo chiesti: "Come lo hanno descritto nel passato?"
Interpretare gli antichi è molto complesso. Noi sappiamo leggere, ma non conosciamo le emozioni con cui gli antichi abitavano il loro mondo e come interpretavano le emozioni che dal mondo giungevano loro. Non conosciamo la percezione che avevano e la gerarchia delle priorità che avevano nella loro testa. Cosa era importante? Cosa non era importante per loro?
Nella Religione di Roma antica l'oggetto divino non era il sostantivo, ma il verbo che si faceva oggetto in sé. Questo permetteva di fissare la cultura e di trasmetterla come tradizione orale. Si trattava di una cultura talmente comune che non necessitava di essere scritta. Il senso della Religione di Roma Antica, che poi si tratta di un sistema religioso italico, è la costruzione del futuro. Un futuro prodotto dalla trasformazione del presente. Gli uomini possono non essere attenti alle loro azioni nel presente. Anche questo costruisce un futuro, magari un futuro indesiderabile, distruttivo, ma sempre di un futuro si tratta.
Al di là delle opere di antichi scrittori di Roma, Virgilio, Ovidio, un'importanza particolare ha l'opera di Varrone. Varrone scrive le Antiquitates rerum humanarum et divinarum che è un'opera che trattava particolarmente le divinità "popolari" di Roma. L'opera è del I° secolo a.c. L'opera oggi è andata perduta, ma è stata usata da Agostino d'Ippona per diffamare l'antica religione di Roma. La diffamazione di Agostino d'Ippona in "La città di Dio contro i Pagani" e le altre opere pervenuteci ci hanno permesso di ricostruire il senso della religione di Roma Antica.
Scrive Agostino d'Ippona nella Città di Dio contro i pagani (IV, 8):
Se volete, ora possiamo ricercare in mezzo all'interminabile schiera degli dèi venerati dai Romani quello o quelli che, come essi credono, hanno particolarmente accresciuto e mantenuto l'impero. Per quest'impresa così illustre e degna di tanto onore non oseranno certo chiamare in causa la dea Cloacina, o Volupia, che deriva il suo nome dalla voluttà, o Libentina, così detta dalla libidine, o Vaticano, preposto ai vagiti dei neonati, o Cunina, che sorveglia le loro culle. Ma come si possono ricordare in un solo capitolo di questo libro tutti i nomi degli dèi e delle dee, che quelli a malapena riuscirono a raccogliere in enormi volumi, individuandone mansioni specifiche per ogni aspetto della realtà?
Agostino d'Ippona, Città di Dio contro i pagani (IV, 8), Editore Bompiani, 2015, pag. 226
Scrive Agostino d'Ippona nella Città di Dio contro i pagani (IV, 8):
Non si sono neppure accontentati di affidare ad un'unica divinità l'incombenza di proteggere i campi; hanno scelto la dea Rusina per le campagne, il Dio Giugatino per i monti, la dea Collatina per i colli, la dea Vallonia per le valli. Né sono riusciti a trovare almeno la sola dea Segezia a cui affidare esclusivamente le messi, ma hanno voluto preporre la dea Seia alle sementi che giacciono nel terreno, la dea Segezia a quelle che spuntano e diventano messi, la dea Tutilina alla conservazione e alla protezione delle messi che vengono riposte dopo il raccolto. Chi non vedrebbe che la dea Segezia poteva bastare per tutto il tempo in cui la messe passa dal primo germogliare alle spighe ormai disseccate? Eppure non bastò per uomini che amavano una moltitudine di dèi, al punto da prostituire la loro anima infelice a questa schiera di demoni, disdegnando il casto abbraccio dell'unico vero Dio. Preposero dunque Proserpina alla germinazione del frumento, il Dio Noduto ai piccoli nodi degli steli, la dea Volutina alla guaina che li protegge, la dea Patelana al suo aprirsi per favorire l'uscita della spiga, la dea Ostilina alla maturazione e al livellamento delle spighe (poiché nella lingua arcaica livellare si dice hostire), la dea Flora 9 al frumento in fiore, il Dio Latturno al frumento quand'è lattiginoso, la dea Matuta io alla sua maturazione, la dea Runcina alle operazioni di mietitura, cioè allo sradicare dalla terra. E non ricordo tutti, poiché mi infastidisce ciò di cui quelli neppur si vergognano.
Comunque, ho fatto questi brevissimi cenni perché si possa capire che costoro non debbono assolutamente arrivare a sostenere che la edificazione, l'accrescimento e il mantenimento dell'impero romano fosse dovuto a questi numi, i quali avevano dei doveri talmente specifici che è inconcepibile per qualcuno di essi un potere su tutte le cose. Quando mai, perciò, Segezia avrebbe potuto prendersi cura dell'impero, se non le era concesso neppure di proteggere contemporaneamente e le messi e le piante? Quando mai Cunina avrebbe potuto occuparsi di armi, se la sua incombenza le impediva di lasciare le culle dei neonati? Quale aiuto avrebbe potuto portare in guerra Noduto, che era competente solo nei nodi dello stelo e neppure nella scorza della spiga? Si mette un solo portinaio alla propria casa e, come uomo, è più che sufficiente; costoro invece hanno scelto tre dèi, Forculo per le porte, Cardea per i cardini, Limentino per le soglie degli ingressi. Così Forculo non era stato capace di controllare contemporaneamente il cardine e la soglia dell'ingresso!
Agostino d'Ippona, Città di Dio contro i pagani (IV, 8), Editore Bompiani, 2015, pag. 227-228
Ciò che porta a diventare eterni nella Religione di Roma Antica è la descrizione di un insieme di percorsi che attraverso le relazioni, in particolare con le così dette "divinità minori", dove ogni azione quotidiana, in ogni situazione, nell'uomo e nella donna emergeva un Dio che sollecitava un'azione affinché il presente fosse in grado di costruire il futuro. Il divino poteva emergere nell'uomo e nella donna, dall'ambiente, dalla relazione, dai soggetti con cui entravano in relazione. La relazione che si costruiva fra il soggetto e l'oggettività o l'oggetto della relazione era in sé manifestazione di un Dio.
Proviamo a vedere le divinità che interagiscono in uno di questi percorsi:
La nascita
La nascita è un atto di magia col quale un soggetto della Natura inizia il proprio percorso di trasformazione.
Per l'Antica Religione di Roma ogni gesto, ogni atto, è la manifestazione di un Dio che emerge nell'uomo, nella donna, nel bambino e nel circostante in cui si vive.
Vediamo quali sono le divinità che insorgevano per curare la nascita:
NIXI - Il potere della fatica nel partorire dell'Essere Umano femminile; Tensione-Carica-Scarica;
ANTEVORTA E POSTVORTA - Il potere del momento del parto;
UTERINA - Il potere dell'utero che trasforma quanto partorisce;
FLUONIA - Il potere della trasformazione da Essere Feto a Essere Bambino;
DECIMA NONA E NUMERIA - Il potere del mutamento, della trasformazione dell'Essere in gestazione;
PICUMNUS - Il potere della determinazione nella crescita dell'Essere Feto che si manifesta con i calci nella pancia della madre;
PILUMNUS - Il potere e la determinazione messa nel nascere dall'Essere Feto (pestello);
SENTINUS - Il potere del sentire dell'Essere Feto con cui costruire le relazioni col mondo;
LEVANA - Il potere che avvolge costringendo il padre a riconoscere il bambino;
RUMINA - Il potere che predispone la madre per favorire la gestazione;
GIUNONE LUCINA - La fonte da cui provengono e a cui ritornano per tornare a manifestarsi questi poteri; veniva onorata sciogliendo ogni nodo: compreso quello del cordone ombelicale;
INTERCIDONA - Il potere che batte alla porta della vita per allontanare i mali che la potrebbero ostacolare;
Oppure un altro percorso:
La crescita del bambino.
La crescita del bambino è un atto di costruzione magica.
Vediamo quali sono le divinità che insorgevano per curarne la crescita.
NUNDINA - Il potere della purificazione e l'atto di volontà della presentazione del nuovo nato al mondo;
EDUSA - Il potere dell'attenzione (bambino e genitori) di mangiare senza soffocarsi;
OSSILAGO - Il potere dell'ossificazione delle cartilagini;
STATANO - Il potere per camminare in posizione eretta;
CARNA CARDA E GRANE - Il potere per affrontare quanto opprime e gli Incubi;
VAGITANO - Il potere attraverso il quale il bambino fonda la propria ragione;
FABULINUS - Il potere di sviluppo della ragione: la descrizione attraverso la parola;
CUBA - Il potere che costruisce la crescita nel sognare;
SENTIA - Come Sentinus - Il potere del percepire, del sentire, attraverso il quale il bambino affronta il mondo circostante;
STIMULA - Il potere del bisogno della crescita della ragione nel bambino;
ORBONA - Il potere della coesione familiare affinché i genitori onorino i figli;
BARBATUR - Il potere della crescita che sta giungendo a compimento: con la barba;
GIOVENTÙ o JUVENTAS - Il momento della morte del bambino e della bambina e la nascita dell'Essere Umano adulto;
Tutto si trasforma, tutto diviene. Gli uomini e le donne partecipano ad ogni trasformazione perché in essi abitano gli Dèi in quanto essi stessi stanno percorrendo un sentiero di trasformazione che li porterà a diventare eterni.
Io ho distinto il divenire della Religione di Roma antica in quadri e percorsi che favoriscono la trasformazione dell'Essere Umano. Ovviamente, la mia descrizione è parziale e lacunosa perché il suo senso è un senso religioso. Il significato del mio lavoro è costruire una prospettiva con cui guardare il mondo antico e il mondo attuale.
Di percorsi, oltre ai due che ho presentato in sintesi, ne ho individuati altri sedici, ma si tratta del mio personale modo di leggere le informazioni giunteci dagli antichi e tradurle nell'attuale modo di vivere e di abitate il mondo e la società in cui viviamo.
Queste sono le diciotto vie dell'Antica Religione di Roma su cui ho riflettuto.
La nascita del corpo fisico nella Religione di Roma antica
Gli Dèi che favoriscono la crescita del bambino nella Religione di Roma antica
La casa come Tempio, gli Dèi della casa nella Religione di Roma antica
Il lavoro agricolo e lo sciamanesimo nella Religione di Roma antica
Modificare l'attenzione nello sciamanesimo della Religione di Roma antica
Costruire il Genio superando la morte del corpo nella Religione di Roma antica
Il senso dell'epiteto nella Religione di Roma Antica
La Religione di Roma e le relazioni con la natura
I Grandi Guardiani che portano gli Esseri Umani a diventare Dèi
La danza che porta all'eternità del Pagano Politeista nella Religione di Roma
Il movimento verso l'eternità nella Religione di Roma
Il lavoro come magia nella Religione di Roma
Le relazioni con gli Esseri Animali nella Religione di Roma
Il divino del lato femminile della vita umana nella Religione di Roma
La guerra, la contraddizione e il divenire ella Religione di Roma
Osservazioni sul concetto di guerra nella Religione di Roma
La felicità che costruisce nella Religione di Roma
Trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso nella Religione di Roma
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