La flotta Usa si dirige verso l'Iran e non ha intenzioni pacifiche. L'oro aumenta di valore. Gli USA dichiarano guerra economica al Canada.
La Danimarca chiede di acquistare la California dagli USA.
Febbraio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Cronache mese di febbraio 2026
20 febbraio 2026

Che Israele sia uno Stato fascista e terrorista, non ci sono mai stati dubbi. Solo che è riuscito a colpevolizzare gli stati occidentali per il genocidio messo in atto da Hitler. In questo modo questi Stati vogliono autorizzare gli ebrei ad esercitare il genocidio nei confronti dei palestinesi pensando, in questo modo, di ripagare gli ebrei per il genocidio subito. E' come se si autorizzasse a sterminare tutti i cittadini bianchi degli USA per ripagare il genocidio che, i cittadini bianchi degli USA, hanno messo in atto contro i nativi americani.
Le dinamiche di identificazione e complicità del prigioniero torturato con il suo carnefice ha dei riscontri nella psicologia. Solo che in Israele questa sindrome, chiamata "Sindrome di Stoccolma", non solo è stata diffusa dai primi insediamenti ebraici provenienti dall'Europa, ma è stata trasformata in ideologia da imporre ad ogni nuovo nato in nome dell'autoidentificazione col "popolo eletto" che altro non è che la stessa identificazione con la "razza ariana".
Questi comportamenti vengono studiati; solo che gli studiosi, se non sono di altissimo rango, subiscono ricatti continui e sistematici per costringerli ad allinearsi all'ideologia dominante: come avviene in ogni paese nazista.
Nel giornale La Repubblica del 01 maggio 1995 il corrispondente da Gerusalemme, Alberto Stabile, scriveva:
GERUSALEMME - "Prendiamo ad esempio i figli dei coloni di Kiryat Arba: sono esattamente come la Hitlerjugend, la gioventù hitleriana. Sin dalla nascita gli gonfiano la testa con la storia degli arabi cattivi, l'antisemitismo imperante, il mondo contro di noi, e li trasformano in paranoidi membri di una razza superiore". Con questo paragone che accomuna i rampolli della estrema destra israeliana con le avanguardie giovanili del nazismo, il professor Moshè Zimmerman, titolare della cattedra di Germanistica all'università ebraica di Gerusalemme, ha scatenato un putiferio. Un deputato del Likud, Ron Nachman, sindaco di Ariel, uno dei più grandi insediamenti costruiti nella Cisgiordania occupata, ne ha chiesto l'allontanamento dalla cattedra. Le organizzazioni dei coloni, l'internamento in un ospedale psichiatrico. Ma a protestare per quel ragionamento considerato offensivo sono stati anche molti israeliani in qualche modo toccati dalla tragedia dell'olocausto. Insomma, una vera tempesta. Il professor Zimmerman, che ha fatto quelle affermazioni incriminate nel corso di un'intervista al settimanale locale Yerushalaym, Gerusalemme, non è nuovo a questo genere di provocazioni intellettuali, nelle quali d'altro canto dichiara di credere fermamente. Docente di chiara fama, egli gode della simpatia degli studenti che, numerosissimi, seguono le sue lezioni.
Davanti al nazismo, Zimmerman preferisce utilizzare le armi della ricerca e non quelle della propaganda, e questo crea parecchi malumori.
Recentemente ha ridotto in frantumi un tabù, autorizzando la traduzione in ebraico a scopi scientifici del "Mein Kampf", il manifesto politico-ideologico di Hitler scritto in forma di autobiografia. Qualcuno, da sinistra, gli ha rimproverato che facendo tradurre il libro c'era il rischio di fomentare passioni estremistiche. Se è così, ha risposto, bisognerebbe bandire anche la Bibbia da cui l'estrema destra nazionalista e messianica trae più d'un motivo d'ispirazione.
L'intervista era stata richiesta in vista di un convegno sul Terzo Reich "Cinquant'anni dopo la sua caduta", che si terrà a Gerusalemme a metà maggio con la partecipazione di storici israeliani e tedeschi. Zimmerman ne ha approfittato non soltanto per ribadire le sue teorie sul nazismo ma anche per inviare un messaggio di tipo morale, mettendo in guardia dal "mostro che cova in ciascuno di noi". In aperto dissenso con buona parte della storiografia ufficiale e dei politici israeliani, lo storico ritiene che le responsabilità della guerra e dell'olocausto non siano soltanto da attribuire a Hitler e alla leadership da lui forgiata, ma si debba anche parlare di una responsabilità collettiva dei tedeschi che hanno costantemente e maggioritariamente appoggiato l'operato della dittatura.
Ma che c'entra tutto questo con i coloni di Hebron? Con la sua provocazione Zimmerman ha voluto sottolineare i contenuti di violenza, di arbitrio e autoritarismo insiti in certi settori dell'estrema destra israeliana, davanti ai quali altri storici hanno parlato di fascismo sionista. Utilizzando il nazismo "come esempio che dobbiamo sempre avere davanti agli occhi", ha voluto mettere in guardia da certi movimenti politici, come il movimento di estrema destra del Kach, fondato dal rabbino Meir Kahane e messo fuorilegge lo scorso anno dal governo Rabin dopo la strage dei fedeli palestinesi nella moschea di Hebron, che propugnano un'ideologia razzista e anti-araba.
La Repubblica del 01-05-1995
A 30 anni di distanza da questo articolo, noi assistiamo al genocidio di Gaza, allo sterminio del popolo palestinese (sterminio che va avanti da 70 anni) nell'assoluta indifferenza delle popolazioni occidentali e con la partecipazione attiva al genocidio di alcuni Stati occidentali, primo fra tutti gli USA.
La Nuova Venezia si limitava ad un trafiletto dell'01-05-1995 dicendo:
TEL AVIV - Polemiche in Israele per quanto dichiarato dal professor Moshe Zimmerman - capo del dipartimento di studi tedeschi all'università ebraica di Gerusalemme - secondo il quale "i bambini ebrei di Hebron (Cisgiordania) sono paranoici che credono di appartenere a una razza superiore, esattamente come la gioventù hitleriana. Gonfiano l'antisemitismo fino a portarlo a una visione paranoica della realtà".
Nuova Venezia del 01-05-1995
Questa condizione è comune a tutto l'occidente in cui, dalla fine degli anni '80 del secolo scorso, è iniziato un processo psicologico di induzione della superiorità della razza che, un po' alla volta, ha scalzato ogni partecipazione sociale all'interno dei paesi occidentali trasformando i partiti politici in dittature personali, partiti personali, dove il capo-partito è visto come il messia capace di condurre i suoi elettori in una nuova età dell'oro.
Tutti gli israeliani sono corresponsabili di genocidio. Non esiste una distinzione fra uomini, donne e bambini. Gli israeliani usano i loro bambini a livello militare. Li usano per occupare le terre dei palestinesi, rubando loro la casa e distruggendone i raccolti per affamarli e trasformarli in accattoni.
E' quella forma di terrore per la quale tutti i tedeschi sono responsabili di genocidio e, come scrive Daniel Jonah Goldhagen in "I volonterosi carnefici di Hitler":
"Nessuno è mai arrivato ad una stima attendibile del numero di persone che contribuirono al genocidio, dei realizzatori veri e propri; alcune strutture dello sterminio e le persone che le facevano funzionare sono state a malapena prese in considerazione."
Questo discorso vale per ogni israeliano e per ogni ebreo che ha finanziato lo Stato d'Israele affinché comperasse armi per sterminare i palestinesi. Il fatto che qualcuno deliri da "popolo eletto" non ne legittima l'attività di sterminio e di persecuzione delle persone come non legittima l'occidente, che guarda con simpatia allo sterminio dei palestinesi, a considerare "terroristi" la resistenza palestinese. Questo, purtroppo, appartiene ai giochi politici che sono sempre stati fatti sulla pelle delle persone indifese.
20 febbraio 2026

Il pensiero di Arthur Schopenhauer è viziato da una situazione esistenziale di assoluta demenza che porta l'individuo all'autodistruzione.
Siamo davanti ad un personaggio fallimentare che fa del suo fallimento esistenziale teoria ed etica della sua vita.
In un articolo del 05 dicembre 1995 Franco Marcoaldi, nel presentare il libro di Ingrid Harbeck "La famiglia Schopenhauer", scriveva:
L'unica via per uscire da questo spaventoso scannatoio, continua l'eurobuddhista Schopenhauer, è l'annullamento della volontà, la rinuncia. Ben sapendo che l'ostacolo maggiore è rappresentato dall'appetito erotico. Soltanto la vecchiaia dunque, e il raffreddamento che la connota, consentirà di tenere a bada la "cagna della sessualità", questa tortura. Soltanto allora si potrà mettere a distanza la tirannia del desiderio, la trappola delle passioni in cui l'uomo cade concupito dalla donna che "come la seppia, fugge e uccide sparando il suo inchiostro; navigando poi a suo agio in quell'acqua melmosa".
La volontà come mezzo per distruggere la volontà d'esistenza dell'uomo. Le sue passioni, i suoi desideri, le sue tensioni verso un cambiamento che Schopenhauer percepisce come caos distruttivo e angosciante.
Agli studenti di filosofia non si racconta di questa miseria. Si esalta il discorso sulla "volontà" di Schopenhauer senza precisare che in quel contesto filosofico la volontà serve solo per distruggere l'uomo. Non a caso Schopenhauer era terrorizzato dagli scioperi per la rivendicazione salariale degli operai.
Si tratta dell'ideologia autodistruttiva propria del buddismo come, del resto, l'ideologia del cristianesimo è dolore da imporre alle persone ad imitazione del loro cristo.
Non si tratta di "misoginia", si tratta di odio per il mondo. Il fallito imputa il suo fallimento non alle singole perone che lo hanno portato al disastro, ma alla realtà complessiva del mondo. Questo odio si trasforma in filosofia nel tentativo di renderlo un sentimento collettivo. Solo in questo modo, il fallito esistenziale, trova sollievo dal dolore che lo attanaglia. Solo col "Muoia Schopenhauer con tutti i filistei" Schopenhauer trova una sua ragione d'esistenza.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
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