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Febbraio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Cronache mese di febbraio 2026
27 febbraio 2026

Stavo riflettendo sulla mia visione sulla formazione dell'universo e mi sono ricordato come quella visione non fosse stata l'unica. La visione non era apparsa in se, ma si era formata preceduta da un percorso percettivo che mi aveva portato alla visione. Così sono andato a rivedere i concetti sulla creazione che alcuni popoli hanno elaborato e ne ho tratto alcune considerazioni relazionando tali descrizioni col percorso sulla sviluppo della mia percezione.
La creazione è ogni atto nel presente in quanto, ogni atto, determina la qualità del futuro, dell'attimo seguente. Nell'alterare la percezione si seguono i mutamenti attraverso i quali il presente è divenuto. Quando mio nonno uscì dal brodo primordiale, o comunque dalla situazione nella quale prese coscienza, modificò l'atmosfera. Fu un atto della creazione. Se un Essere Umano, alterando la percezione, percepisce una situazione che nel "passato" contribuì grandemente nella fondazione del presente vissuto, quel momento gli appare come un atto di creazione. La verità è la descrizione del grado di Libertà raggiunto dall'Essere Umano nel suo presente come capacità soggettiva di percepire e descrivere il circostante in cui vive.
Ogni volta che un Essere Umano allarga la sua percezione della realtà e modifica, ampliandola, la descrizione del reale, aggiunge Libertà alla propria Libertà. Aggiunge fenomeni nuovi alla propria Verità; amplia la propria descrizione del circostante; sviluppa il proprio corpo emotivo.
Questo permette di costruire la descrizione della realtà nella relazione fra il "veggente" e il circostante.
Partendo da questa considerazione, si fonda la descrizione mitizzata delle relazioni fra gli Esseri Umani del Sistema Sociale, cui quel "veggente" vive e il circostante.
L'Essere Umano, quando altera la percezione diventando "veggente", porta con se le proprie predilezioni e il proprio Condizionamento Educazionale anche se, per diventare "veggente", lo ha limitato per poter ampliare la propria percezione. Un Apprendista Stregone della foresta vedrà la creazione, ciò che ha portato al suo divenuto, con gli elementi della foresta. Un Apprendista Stregone dedito all'esercizio del pensiero astratto vedrà la creazione, che ha portato al suo divenuto, priva di elementi naturali e piena di astrazioni simboliche. Cercherà l'origine del suo presente oltre la realtà che vive, oltre la natura cercando l'origine che ha generato il suo esistente.
Il presente, l'esistente, condiziona la descrizione della creazione percepita o immaginata in quanto parte del "veggente". Così, i bisogni del "veggente" entrano nella descrizione della creazione in quanto un "veggente" non può estraniarsi da sé stesso; al massimo può disciplinarsi e rendere innocui i loro interventi sulla sua "visione".
Risalire i mutamenti verso il passato è un'impresa soggettiva dell'Apprendista Stregone. E' la sua verità soggettiva in relazione con lo sviluppo della sua libertà!
- I Peripatetici e gli Stoici ritenevano il mondo eterno in quanto necessità creativa della mente suprema quale sua prima estrinsecazione consapevole e attiva (esiste ab-aeterno).
- Accademici ritenevano la materia, comunque formata, non poteva preesistere o coesistere al principio ordinatore a meno di identificarsi con esso.
Gli Stoici e i Peripatetici pongono la creazione come effetto e necessità del padrone supremo ad esistere in eterno.
Gli Scettici ritengono che la materia non poteva preesistere al principio ordinatore a meno che non si affermi che il principio ordinatore non sia la materia stessa (e per estensione l'intero esistente).
I Peripatetici e gli Stoici sottomettono il mondo e gli Esseri Umani ad un padrone; gli scettici incontrano l'essenza dell'origine dell'universo nel circostante.
Un esempio di creazione legata al brodo primordiale è il concetto di creazione dei popoli pagani australo-pacifico. Per costoro la creazione è il prodotto della Coscienza che esce dall'acqua e la cui forma è legata al circostante. Spesso la Coscienza è identificata con un Essere Animale che sta ad indicare, nel "veggente", una Coscienza in divenire diversa da quella dell'Essere Umano.
Un altro esempio è l'azione del "dio animale" agente in un primitivo Caos dove la Coscienza di Sé, diversa da quella dell'Essere umano comincia a formarsi e a strutturarsi.
Questo quando la "visione" supera quella del brodo primordiale ed arriva fino all'origine della formazione della Coscienza ma non incontra il punto d'origine del Caos.
La "visione" del veggente è arrivata all'origine delle Coscienze e dei loro processi di adattamento. Queste Coscienze sono diverse da sé e l'Essere Animale, del quale prendono forma descrittiva nella "visione", appartiene alla proiezione del "veggente".
Nella visione del "veggente" è necessario distinguere quanto viene proiettato dal "veggente" e quanto, della "visione", interviene nella coscienza del "veggente" come sua percezione dei mutamenti subiti dal reale in cui vive.
La prima coppia. Abisso e Notte (Nun e Nawne) sta ad indicare che i "veggenti" Egiziani giunsero al momento del perfetto buio dell'universo e furono sospesi nel profondo nulla.
Là essi scorsero Rà.
Rà, per i "veggenti" Egiziani, è dunque l'origine; un disco giallo in campo nero avvolto dall'Abisso e dalla Notte. Lo splendore di Rà avvenne quando Rà cessò di essere cosciente e si sparse in frammenti mettendo fine alla Notte e riempiendo l'Abisso di sé. In quel momento era la luce di Caos, ma non c'era Coscienza.
Quando le prime Coscienze di sé si formarono, iniziando i loro percorsi di trasformazione, misero ordine nel Caos.
In Mesopotamia erano giunti, con i loro "veggenti", al Caos nel quale le Coscienze di Sé presero forma e iniziarono i loro cammini.
Marduk uccide il Caos quando acquista Coscienza di Sé.
Caos, come inizio della percezione della creazione.
E' un motivo ricorrente in tutta l'antica cultura mediterranea.
Caos è percepito dai "veggenti" in quanto, l'alterazione della percezione, si ottiene silenziando la coscienza, uscendo dai confini della descrizione della ragione e strutturandosi per muoversi nelle emozioni del circostante.
Per questo motivo, ad un "veggente" che pratica il pensiero astratto è facile giungere, seguendo a ritroso la Coscienza dei mutamenti, il momento in cui Rà sconfisse Abisso e Notte dando origine al Caos da cui l'universo diviene.
Caos è il momento in cui cessa di essere la Coscienza di Sé Universo e il momento in cui la prima concentrazione di Energia Vitale sviluppa la propria Coscienza di Sé esprimendo il bisogno di espansione: il momento in cui Marduk uccide Caos.
Caos è il momento dal quale la filosofia greca e la mitologia mediterranea prendono avvio.
Se l'esistenza del disco giallo in campo nero era un fatto, è altrettanto vero che dal disco giallo in campo nero non c'è divenire attraverso i mutamenti.
La sequenza dei mutamenti della Coscienza di Sé Disco Giallo in campo nero non portano al momento attuale.
L'attuale è figlio di Rà solo perché Rà produce Caos attraverso la sua distruzione. Caos, come non esistenza di Coscienza di Sé.
Diventa corretto affermare che l'attuale realtà è figlia di Caos e non è figlia di Rà, o Disco Giallo in campo nero, in quanto quella Coscienza di Sé, quel Rà, è andata distrutta.
Che la memoria coesista nell'esistente è un altro discorso. La memoria è il Sapere e la Conoscenza, ma il Sapere e la Conoscenza esistono immote e impotenti fintanto che non diventano parte della Coscienza di Sé in divenire di un Essere, qualunque sia la sua natura, che si trasforma seguendo le trasformazioni che lo hanno portato ad essere.
Pertanto, a ragione la Religione dell'Antico Egitto identifica Rà con l'Essere Sole. Il Rà della percezione dei "veggenti" non esiste più.
La sua Coscienza ha cessato di esistere originando Caos ed ora attende di essere ricostruita come fine del divenire dell'universo. Rà diventa il fine cui l'universo tende.
Considerando Rà l'Essere Sole, i "Veggenti" spostano l'attenzione del Sistema Sociale su una Coscienza con cui questo si può relazionare e in grado di fornire un modello di ispirazione al divenire degli Esseri Umani. Come l'Essere Sole e la sua Coscienza di Sé rappresentano il divenire degli Esseri Umani, così il Rà Universo rappresenta il fine ultimo delle Coscienze di Sé dell'universo.
Rà-Caos-Divenire-Rà; rappresentano quanto descritto nel Bramanesimo dove i cicli dell'universo sono descritti attraverso Essere-NonEssere-Divenire-Essere. Dove, Essere è la Coscienza di Sé in quanto Rà, disco giallo in campo nero, il NonEssere è il Caos nel quale si formano le Coscienze di Sé che attraverso i mutamenti costruiranno la Coscienza di Sé Universo; Rà; Disco Giallo in campo nero.
Nel Caos i "Veggenti" scorgano vari percorsi attraverso cui le varie coscienze e i vari metodi attraverso i quali la materia diventa consapevole, fondano il loro divenire.
Caos è l'origine. L'attuale è quanto prodotto attraverso i suoi mutamenti.
Come da Caos è divenuto l'esistente? Le spiegazioni sono tutte di natura filosofica, non fisica.
Nell'antica tradizione cinese si legge che Fu-hsi e Niikua sostennero il cielo con quattro zampe di tartaruga infisse nei quattro angoli della terra; dandogli i 5 colon [i 5 colori fondamentali, noti come Wu Se, sono associati ai cinque elementi, alle direzioni cardinali, alle stagioni e alle virtù. Questi colori rappresentano la completezza cosmica e l'equilibrio dell'universo], fondendo le pietre; arginando le acque fluenti; costringendo i mari entro i litorali e uccidendo i Draghi.
Questa visione è la visione dell'adattamento soggettivo alle variabili oggettive determinate da Necessità. E' la visione del divenuto del circostante come trasformazione dal Caos primordiale. A questi "Veggenti" non interessava scorgere la "visione di come il circostante si è formato" ma interessava capire il meccanismo attraverso la quale il presente si era formato. Pertanto, questa visione viene contemplata da Chu-hsi (tardo filosofo Confuciano) secondo cui è il Caos primordiale che per evoluzione (o per trasformazione e adattamento) ha generato l'esistente.
A tutto questo si contrappone la "creazione biblica" dove il padrone dal nulla dà origine all'esistente.
La bibbia, di ebrei e cristiani, descrive con forza l'azione del padrone per poi negarne miseramente l'onnipotenza. La nega quando nega al padrone, creatore dell'universo, la lungimiranza e la conoscenza della sua creazione. Quando distrugge il pianeta, incapace di opporsi al "male" da lui stesso creato e determinato. quando stringe un patto con Abramo per trasformare gli Esseri Umani in schiavi. Quando, incapace di opporsi alle Coscienze di Sé del pantheon delle "divinità" Babilonesi o Egiziane, è costretto a soccombere.
La creazione ex-nihilo (dal nulla) appare o un puro parto della fantasia di chi si serviva di bugie per sottomettere gli Esseri Umani o la percezione alterata ottenuta da un Essere Umano intossicato da oppio capace di dare corpo alle sue fantasie di onnipotenza nel possesso degli Esseri Umani.
Un "creatore" pronto, in altre parole, all'assoluto disprezzo della propria creazione e pronto a distruggere chiunque non si sottomette. Quell'idea di creazione non offre modelli esistenziali che stimolano la ricerca del Potere di Essere attraverso le relazioni nell'esistente, ma è offre modelli al più forte per sottomettere il più debole ai propri voleri.
Questi modelli di dominio sono sottolineati nel discorso sul "Verbo" nel vangelo cristiano di Giovanni. Giovanni dichiara che il Verbo è l'origine del mondo. La parola e quanto conchiuso nella parola, è l'origine del mondo. Tutto è parola, nulla è emozione.
La sottomissione degli Esseri Umani da parte del creatore cristiano avviene attraverso il Verbo: la parola. Prima del Verbo egli è impotente.
Gesù, come figlio del dio creatore, è il modello ideologico dellasottomissione.
Prima di Gesù c'era la libertà degli uomini di percepire il circostante attraverso il quale fondare il proprio divenire. Dopo, la presa del Comando Sociale da parte dei cristiani, la libertà sarà solo quella di mettersi in ginocchio davanti a lui (e ai suoi rappresentanti) in quanto egli diventa "verità" in cui esaurire ogni libertà soggettiva.
II circostante non si arrende al dio biblico.
Il circostante riprende a fondare sé stesso tenendo presente che deve divenire con una nuova variabile: il terrore cristiano.
Quando un Comando Sociale agisce mettendo in ginocchio gli Esseri Umani del Sistema Sociale impedendo loro l'alterazione della percezione e la definizione di diverse forme della realtà per seguire la loro sequenza dei mutamenti, non rimane che un solo modo (sia in Stregoneria che nel Paganesimo) per ripristinare una via di libertà: allargare i confini della ragione. Dal momento che il creatore cristiano crea mediante la parola, la parola, la definizione della realtà mediante la parola, parola come ricerca scientifica, è il mezzo attraverso il quale annientarlo ripristinando la libertà dell'uomo.
Così, quanto la ferocia cristiana caccia dalla vita dell'uomo l'emozione, impedendo la percezione, questa rientra dalla porta della ragione fra mille vicissitudini. Dopo un processo di trasformazione di cui Libertini, Libertari, Illuministi, democratici ecc. ecc. ecco che la creazione viene rielaborata allontanandola dall'idea di "creazione dal nulla" come pretende il Dio creatore dei cristiani.
La scienza, la fisica in particolare, elaborano concetti di tempo e spazio; concetti di energia cinetica col calcolo della massa delle singole stelle; elabora gli spettri di luce e su dati probabili calcola i mutamenti possibili dell'universo. La ragione non comprende tutti i meccanismi dell'universo; le elaborazioni sono approssimative. La scienza è una ricerca continua del vero anche se qualcuno tende a presentare le sue scoperte come delle verità quasi fossero delle rivelazioni divine e non il risultato del lavoro di uomini e donne.
Secondo Von Weiszacker la scienza accoglie l'idea ai una "nebulosa iniziale di neutrini condensati" in uno spazio riempito ad elevata densità di energia raggiante che per la pressione esercitata all'interno avrebbe fatto esplodere tale nebulosa primigenia dando origine alla trasformazione dell'universo.
Da queste condizioni nasce un universo in continua espansione, in continuo divenire.
Le stelle ancora si formano e continua la sua marcia di espansione e di trasformazione.
I dati in possesso della scienza sono incompleti. Le sue teorie monche ma, comunque, in grado di negare un universo creato da un Dio pazzo e trascendente. Sono in grado di confermare aspetti del Rà Egiziano; del Caos dei Greci; i cicli di Brahama. Per la scienza l'universo è divenuto in sé e per sé e nessun soggetto esterno all'universo lo ha costruito o creato.
Così il respiro di Brahama lo si scorge nelle trasformazioni dell'universo come il divenuto della Natura è opera della Coscienza di Sé Sole, della Coscienza di Sé Tellus, della Coscienza di Sé Giove.
Si scorge l'azione di Necessità e di Libertà.
Si scorge il Potere di Essere forgiato attraverso l'adattamento soggettivo alle variabili oggettive come forza portante di ogni Essere dell'universo.
La ricerca scientifica conferma, a modo suo nella limitatezza della descrizione della ragione, che Greci, Egiziani, Fenici, Amerindi, Cinesi, Vedici, Romani, Sumeri, Babilonesi, Africani ecc. avevano colto l'essenza dell'universo e il suo respiro mentre il cristianesimo, con le religioni rivelate, lo hanno negato uccidendo chi osava cogliere dall'albero della vita.
E' bene ricordare che le religioni rivelate sono il risultato di intossicazioni da oppio, non rappresentano tappe di ricerca di Libertà dell'Essere Umano.
La Gnosi stessa fa del Demiurgo un divenuto nell'universo.
Un suo figlio che dimentico del proprio divenuto bestemmia proclamandosi dio unico a cui chiunque deve sottomettersi.
Interessante è la visione degli iranici attraverso il mito di Ormuzd. Per quei veggenti la creazione è frutto della contraddizione fra Bene e Male. Essi afferrano due aspetti proiettandoli in due piani diversi. Uno è la contrapposizione delle forze in espansione della libertà dell'Essere (ogni Essere) nell'oggettività contrapposto alle forze che vogliono annullare quell'espansione e, sull'altro piano, compenetrano le tensioni dell'universo dove il Bene è la sua forza espansiva e il Male è l'idea di contrazione che permea l'universo e che diventerà in essere alla fine del processo di espansione.
Che cos'è dunque la creazione?
Quando nasce l'universo?
Quando nasce l'Essere Sole?
Quando l'Essere Tellus prende Coscienza di Sé?
Quando l'Essere Natura si forma e trasforma Giove?
Quando vengono uccisi gli Esseri Drago?
Quando l'Essere Umano diventa Homo Sapiens e contende il pianeta all'Homo di Neanderthal [se ma l'ha fatto]?
Quando si forma la ragione?
Quando si usa la parola?
Quando si scopre il fuoco?
Si potrebbe continuare all'infinito. Ogni trasformazione dell'esistente è un momento di trasformazione del futuro: un momento creativo del futuro. La sua creazione!
Oltre a questo, interviene la volontà dei soggetti, la loro forza di adattamento alle condizioni, la forza di adattamento attraverso la quale avviene la trasformazione.
La forza di adattamento che, negata dai cristiani, viene trasformata nella trascendenza del loro Dio pazzo.
Ognuna delle letture sulla "creazione" che ho accennato si colloca in un ambito preciso delle trasformazioni che dettero origine al presente. I vari aspetti appartengono alla soggettività del veggente, ai suoi bisogni, alla sua forza e al suo divenuto.
Veggenti che coltivano il pensiero astratto hanno visioni e percezioni articolate diverse dai veggenti che vivono ambiti specifici della Natura. Comunque, mai una visione è in contraddizione con le altre. Semmai si completano a vicenda aggiungendo elementi nuovi.
Tutte le visioni dei veggenti hanno una sola direzione: l'universo e tutte le Coscienze di Se che lo compongono, attraverso le loro specifiche trasformazioni, riformeranno la Coscienza di Sé Rà!
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