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Marzo 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
02 marzo 2026

Il sistema giuridico italiano è venuto costruendosi partendo dall'assolutismo con cui i cristiani dominavano, e ancora dominano, gli Esseri Umani.
Siamo abituati, oggi, a pensarci in una società dei "diritti umani", ma ci siamo dimenticati che quei diritti umani sono stati conquistati contro l'assolutismo del Dio dei cristiani e che i cristiani, in ogni istante dell'esistenza, calpestano i diritti umani in nome del "diritto di Dio" di stuprare e violentare gli Esseri Umani.
Il diritto di Dio, fatto proprio dai cristiani, è stato costruito con l'inganno per legittimare un padrone col quale i cristiani si identificano quando sottomettono, stuprano, violentano, massacrano gli uomini.
Ed è da qui che si deve partire per ragionare sulla libertà dell'uomo, il suo sistema sociale e il sistema giuridico che regola il sistema sociale nel quale viviamo.
Scrive la bibbia dei cristiani:
Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: "Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti".
Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: "Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!". Mosè tornò dal Signore e riferì le parole del popolo.
Il Signore disse a Mosè: "Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a te".
Mosè riferì al Signore le parole del popolo.
Il Signore disse a Mosè: "Va' dal popolo e purificalo oggi e domani: lavino le loro vesti e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai alla vista di tutto il popolo. Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: Guardatevi dal salire sul monte e dal toccare le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte.
Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato o colpito con tiro di arco.
Animale o uomo non dovrà sopravvivere.
Quando suonerà il corno, allora soltanto essi potranno salire sul monte".
Mosè scese dal monte verso il popolo; egli fece purificare il popolo ed essi lavarono le loro vesti. Poi disse al popolo: "Siate pronti in questi tre giorni: non unitevi a donna".
Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell'accampamento fu scosso da tremore.
Allora Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte.
Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.
Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì.
Poi il Signore disse a Mosè: "Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si tengano in stato di purità, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!".
Mosè disse al Signore: "Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertiti dicendo: Fissa un limite verso il monte e dichiaralo sacro".
Il Signore gli disse: "Va', scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!".
Mosè scese al popolo e riferì loro ogni cosa.
Esodo 19, 3-25
Se il patto Abramo e il suo Dio può essere ricondotto a pratiche di intossicazioni da oppio; il patto del Dio ebraico con Mosè appare una truffa, un inganno, estremamente rozzo. Un inganno gratuito se non fosse per il fatto che Mosè non è mai esistito come non è mai esistito l'esodo di ebrei dall'Egitto come raccontato dalla bibbia.
Innanzi tutto, è necessario rammentare il potere presentato da Mosé con cui, attraverso il suo Dio, avrebbe devastato l'Egitto massacrando, per divertimento, anche i primogeniti degli egiziani. Per divertimento, in quanto il Dio di Mosé dichiara che il Faraone li avrebbe fatti partire, come richiesto, ma il Dio di Mosé gli ha "indurito il cuore" affinché potesse affliggere agli egiziani il genocidio dei primogeniti. Non si comprende perché, con una sola frazione di quel potere, non ha agito per far uscire gli ebrei dall'Egitto e, dal momento che c'era, non lo ha usato per costruire un po' di benessere.
Il Dio degli ebrei ha una sola passione: uccidere e sterminare.
Se chi ha scritto di Mosé avesse descritto un Dio diverso, si sarebbe privato del piacere di ottenere sottomissione attraverso il terrore. Nel ricordare la sua attività in Egitto è come se dicesse agli Ebrei: "la stessa cosa la posso fare a voi!". Se voi obbedirete e farete quello che voglio io, voi sarete il mio bestiame preferito, la mia proprietà speciale. Il "popolo eletto". L'aggiunta del "poiché tutta la terra è mia" è incomprensibile nel contesto. Non dice infatti vi do la terra in quanto voi siete la mia proprietà speciale. Il patto, inoltre, non è fatto in libertà, ma è un patto sotto terrore. Come se a qualcuno chiedessi di sottoscrivere un patto mettendogli un fucile alla gola. Ci sono nel testo, a mio avviso, due affermazioni distinte e slegate. La prima è che il Dio di Mosè si ritiene proprietario della terra, la seconda che il Dio di Mosè si ritiene proprietario di ogni popolo (bestiame umano) e promette agli ebrei di godere di favori particolari qualora si sottomettano.
Dal momento che questo è il patto, il termine "gente santa" deve essere interpretato come "coloro che sottomettono al volere del loro Dio". Però prima è necessario imporre quel Dio. Dal momento che quel Dio non riesce ad imporsi agli egiziani, quel Dio devasta. E' buffo che si ometta di parlare degli Dèi egiziani. E' evidente che chi si è inventato la favola di Mosè non sapeva nulla dell'Egitto e della vita dei suoi abitanti.
La truffa di Mosè agli ebrei è rappresentata dalla nube caliginosa dietro la quale il Dio di Mosè manifesta la sua voce affinché chiunque, ascoltandola, si sottometta a Mosè. Si tratta di un trucco scenico e banale che abbiamo visto riprodotto in vari contesti in molti teatri e in molti film.
I preparativi che Mosè impone per incontrare il suo Dio appaiono dei tentativi dilatori attraverso i quali creare suspense e dare credibilità alla truffa. Dietro la nube si manifesta la voce che dice di obbedire a Mosè. Dopo tre giorni di preparativi e di astinenza sessuale sotto il sole a picco nel deserto, viene descritta un'allucinazione collettiva che permette di controllare le persone. Probabilmente si tratta di descrizioni di fenomeni comuni in un ambiente desertico.
Per evitare di essere scopeto Mosè afferma che il suo Dio gli ha imposto di indicare al popolo un limite attorno al monte che non deve superare. Li ha minacciati non solo se salgono sul monte ma anche di toccarne la base e chi tenterà di farlo dovrà morire. Ucciso dall'ira divina? Se non fosse stata una volgare truffa ordita da Mosè il Dio creatore dell'universo avrebbe potuto far si che chiunque toccava la base del monte morisse. Ma essendo una truffa erano necessari uomini che spargessero terrore. "Ma non toccatelo" dice Dio, "sarà lapidato o colpito da frecce", sia l'animale che l'uomo. "Quando il corno suonerà a distesa", cioè quando si sono cancellate le tracce della truffa "allora salgano essi al monte".
Cosa si prefiggeva Mosè?
Mosè si prefiggeva di dare valore divino ai precetti che egli imponeva. Prima c'era Dio, poi Mosè ed Aronne, poi i sacerdoti e infine il popolo. Ognuno aveva dei privilegi che derivavano da Dio. Mosè doveva dunque incutere il timore di Dio per imporre se stesso e il proprio volere. I comandamenti impongono Dio come l'assoluto padrone che non può essere processato quando ruba o quando uccide perché il mondo e gli uomini sono roba sua.. Questo assoluto è un assoluto vuoto, privo di contenuti, frutto di desiderio di onnipotenza e imposto mediante enfasi fin dall'infanzia.
Questo assoluto vuoto doveva essere riempito dalle farneticazioni interpretative di un Mosè prima e dei sacerdoti poi. Il vero terrore che Mosè impone è la propria soggettività attraverso lo scoccare delle frecce o la lapidazione di chi osava andare a vedere il suo inganno. Il terrore imposto dal Dio è il terrore imposto da Mosè rispetto al bestiame che sta conducendo. Il terrore di Mosè è la distruzione del divenire di quel, e di ogni altro popolo, attraverso le sue leggi vuote e vane che ogni padrone forcaiolo interpreterà innalzando sé stesso al ruolo di Dio.
Lo fine di quelle leggi è costringere le persone in ginocchio, privarle del loro divenire, privarle della forza e della capacità di andare a vedere l'inganno messo in atto da Mosè.
Generazione dopo generazione; racconto enfatico dopo racconto enfatico alimentato dalle botte con cui i genitori sono obbligati ad educare i figli, il delirio di onnipotenza viene soggettivato, fagocitato e fatto proprio dalle persone.
Non verificare l'inganno. Non discutere la volontà di Dio, ma obbedire. La libertà consiste nel sottomettersi a Dio.
Questo è il senso dell'azione di Mosè dimenticando che il suo Dio è senza coraggio ma, soprattutto, un Essere assolutamente inutile incapace di relazionarsi col mondo. Si nasconde dietro una nube caliginosa solo per vergogna e per viltà. Chiunque voglia vedere la sua vergogna, la sua viltà, la sua impotenza, verrà ucciso con pietre e sassi.
Bisogna ricordare che il Dio degli ebrei non è Zeus che può assumere l'aspetto umano, ma che ha ben altri aspetti, come dimostra la vicenda con Semele. Il Dio dei cristiani è un uomo. Strutturamente un uomo. Altrimenti non avrebbe creato, come dicono ebrei e cristiani, l'uomo a sua immagine e somiglianza.
La viltà del Dio degli Ebrei è la viltà di Mosè!
Egli non ha "liberato delle persone da un giogo", ma si è appropriato delle persone per sottometterle al proprio personale giogo. Si può obbiettare che in Egitto erano schiavi. Questo dice la bibbia degli ebrei. Le prove storiche hanno dimostrato che la schiavitù ebraica in Egitto non c'è mai stata.
Nel patto non c'è scritto che non saranno più schiavi, non stà scritto che in cambio di essere schiavi del loro Dio essi non saranno mai più asserviti. Pertanto, non viene descritto un processo di liberazione. Nella bibbia ebrea si descrive il passaggio da un proprietario di uomini ad un altro proprietario di uomini.
La stessa schiavitù in Egitto, descritta dalla bibbia andrebbe valutata in maniera diversa visto che il loro Dio, prima della fuga, dice agli Ebrei
"...anzi non solo vi lascera partire, ma sarà lui a cacciarvi di qui. Avverti dunque il popolo che ciascuno chieda al suo amico e ogni donna alla sua amica oggetti d'argento e d'oro".
Gli schiavi non possiedono oro e non possiedono oggetti. Un operaio si! Uno schiavo, no! Gli operai possono arricchirsi; gli schiavi no!
Uno schiavo ha un padrone che possiede oggetti d'oro, non un amico o, peggio ancora, un'amica che gli possa dare oggetti d'oro.
A questo punto sembra evidente che l'intera struttura giuridica imposta da Mosè agli Ebrei altro non era che un inganno per sottometterli a sé col terrore divino e con le armi.
Mosè non era "re", né nobile nel senso che non poteva vantare all'origine il diritto di guidare il popolo ebraico. Per questo motivo ha inventato l'investitura divina alla quale chiese agli ebrei di sottomettersi; pena l'essere trafitti da frecce e da lapidazione.
Il terrore fu l'arma attraverso la quale gli Assiri (guarda caso stesso periodo, anno più anno meno, degli Ebrei di Mosè) estendessero e fissassero il loro dominio. Ma il terrore degli Assiri derivava dai loro rè feroci, quello di Mosè dal suo Dio. Il terrore degli Assiri era preciso e finalizzato al dominio, quello di Mosè era puro terrore supportato dalle armi. Quello degli Assiri potè essere annientato in guanto aveva una solidità, quello di Mosè veniva continuamente rinnovato riempito di contenuti diversi a seconda di chi voleva servirsene per sottomettere gli Esseri Umani. Era sufficiente impossessarsi del controllo del Dio di Mosè per spargere terrore.
I cristiani si impossessarono di quel Dio, di quel terrore, lo riempirono con le loro interpretazioni e lo sparsero in ogni angolo della terra.
Ecco la vera essenza giuridica di Mosè. Un'assoluta vuotezza finalizzata alla sottomissione degli Esseri Umani. Le leggi di Mosè non liberano gli Esseri umani, distruggono il loro divenire! Questo è il senso esoterico della bibbia.
Pratiche di magia nera attraverso le quali sottomettere gli Esseri Umani!
La storia di Mosè è stata inventata perché Mosè non è mai esistito come non è mai esistita la schiavitù in Egitto descritta dalla bibbia.
La questione è che il metodo usato in questa descrizione per fare le leggi è stato assunto per duemila anni dalle società occidentali che pur smussandone qualcosa che stonava con la loro cultura, è finito con l'essere il modello attraverso il quale fare le leggi in occidente.
Leggi che opprimono e violentano l'uomo anziché leggi che liberano l'uomo. Anche oggi che parliamo di "diritti umani", questi diritti, in opposizione alla legge mosaica, vengono continuamente violati in funzione del ripristino della legge mosaica finendo per sterminare popoli interi.
Il meccanismo inventato in questo passo della bibbia non è mai stato messo in discussione né da chi ritiene che Mosè possa essere esistito, discutendone i contenuti e i meccanismi; né da coloro che ritengono che Mosè non è mai esistito perché hanno sempre ritenuto inutile discutere il meccanismo anche se quel meccanismo, esistito o non esistito Mosè, riproduce continuamente la violenza che i popoli subiscono da duemila anni.
Io, che so che Mosè non è mai esistito, ho qualche difficoltà a discutere la storia che, probabilmente, è stata inventata dagli ebrei quando tornavano da Babilonia. Tuttavia, il meccanismo di repressione e di odio sociale che la vicenda di Mosè presenta, appare chiaro.
02 marzo 2026

Mi sembra superfluo dire che le scuole cattoliche furono sconfitte in tribunale perdendo il diritto di frustare i ragazzi (come indica la loro bibbia).
Tenete presente che hanno smesso di frustare i ragazzi nel 1999, non nel medioevo.
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