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Marzo 2026
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Claudio Simeoni

Argomenti del sito Religione Pagana

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31 marzo 2026

Considerazioni sull'articolo di Francesco Alberoni
"I filosofi tacciono perché la gente non ha più domande"

 

Francesco Alberoni sul Corriere della Sera del 18 agosto del 2003 scriveva un articolo, dai contenuti offensivi per le persone, e dai toni volti a giustificare quella massa di intellettuali codardi che hanno sempre sfruttato a proprio vantaggio le pulsioni sociali finendo per tradire il ruolo che le persone immaginavano dovessero avere.

Il titolo dell'articolo era: "I filosofi tacciono perché la gente non ha più domande".

Affermazione spocchiosa, arrogante e presuntuosa.

In realtà, i filosofi tacciono perché davanti alla realtà del vissuto delle persone si comportano da vigliacchi. Come tanti Dio biblico, dall'alto osservano questi uomini miserabile nel tentativo illusorio di costruire un futuro migliore di quello in cui vivono e li deridono.

Come il Dio della bibbia ebrea e cristiana macella gli Esseri Umani per compiacersi dello spettacolo, così i filosofi si compiacciono nel deridere e persone nei loro sforzi di sopravvivere nelle difficoltà sociali che gli stessi filosofi hanno contribuito a costruire.

Scriveva Alberoni:

Se confrontate il panorama della cultura europea di oggi con quello degli anni Sessanta-Settanta, trovate uno spettacolo desolante. Sono scomparsi i filosofi, i pensatori, coloro che scavano nelle profondità dell'essere umano, della società per rivelarci chi siamo e immaginare altri mondi possibili. La mente mi si riempie di nomi; dico i primi che capita: Sartre, Camus, Foucault, oppure Fromm, Heidegger, in Italia Fornari, in America Marcuse, Brown, Rawls.

Sono scomparsi i servi che, per conto del potere ideologico nazi-fascista, dicevano alle masse, che spingevano per la democrazia sociale, che cosa le masse volevano dal potere affinché il potere potesse continuare a costruire la società nazi-fascista illudendo le masse che quella fosse la democrazia.

E' come se questi intellettuali avessero scavato un buco nella terra, illudendo le persone di trovare il petrolio e dopo aver esaurito la pazienza delle persone in anni di fatica, le masse hanno abbandonato l'attività lasciando solo il vuoto e la fatica in chi si è illuso.

Erano tutti pensatori nazional-socialisti al servizio del Macellaio di Sodoma e Gomorra e complici del genocidio umano fatto dal Dio padrone cristiano col Diluvio universale. Nessuno di questi "pensatori" lo ha mai condannato.

Scrive nell'articolo Alberoni:

E lo stesso con i grandi scrittori, i grandi registi. Certo anche oggi ci sono studiosi, artisti di valore, ma nessuno ha il peso, il ruolo, l'importanza dei maestri del recente passato. I loro libri non sono attesi con ansia, le loro tesi non sono discusse in modo appassionato. I giornali sono pieni solo di politica quotidiana. La gente parla di salute e di cibo. Non legge più saggi che pongono problemi, che costringono a pensare. In Europa, per secoli, ci siamo sempre domandati il perché delle cose, abbiamo sempre voluto capire i meccanismi che stanno dietro i nostri comportamenti.

Quando i democratici, che si organizzano e protestano nella società civile, vengono traditi dall'informazione, dall'Organizzazione dell'Ordine dei Giornalisti che trasforma il diritto di cronaca in diritto alla propaganda esaltando personaggi ambigui e, spesso, vili come Sartre, Fromm, Marcuse e nazisti come Heidegger nascondendone le ambiguità per trasformarli in "maestri del pensiero" o in "buoni e cattivi maestri"; allora i democratici trattano la stampa e i loro eroi come qualche cosa che deve essere abbandonato.

La gente vuole capire i meccanismi dell'esistenza; si è stancata di comprare farneticazioni illusorie spacciate per i meccanismi dell'esistenza.

I filosofi sono al servizio del nazi-fascismo, della monarchia assoluta, di un cristianesimo che continua ad imporre sottomissione alle persone negando loro i diritti Costituzionali conquistati in tempi difficili. Quei diritti Costituzionali che filosofi e giornalisti rubano ai cittadini spacciandoli come diritti di Dio, di un'autorità, che si sottrae ai propri doveri nei confronti dei cittadini.

Scrive ancora Alberoni:

Pensiamo alla psicoanalisi. La psicoanalisi non dà ricette, è un metodo per capire te stesso, affrontare i tuoi dubbi, risolverli. Come non davano ricette gli autori che abbiamo nominato più sopra. Ti aiutavano a capire, ti insegnavano a pensare, infatti erano chiamati maitre à penser.

Quando parla della psicoanalisi Alberoni esalta ciò che lui pensa sia il lato positivo di una cultura nella società. Non è interessato ai danni che la psicoanalisi ha fatto illudendo le persone con rimedi "psicoanalitici" che in realtà non c'erano. Hillman stesso disse che dopo 100 anni la psicoanalisi ha lasciato un cumulo di macerie. Lo sforzo dei psicoanalisti di ricondurre le diversità dell'uomo al modello unico creato da Dio è quanto di più squallido e inumano abbia fatto la psicoanalisi. La psicoanalisi ha contribuito a costruire delle alternative culturali rispetto al suo presente, ma ha agito devastando la vita delle persone che, speranzose, si erano rivolte a lei. Quello che avrebbe potuto essere un metodo per liberare l'uomo dalla manipolazione mentale messa in atto dal cristianesimo e dalla chiesa cattolica, in particolare sui ragazzi, ha finito per diventare uno strumento per supportare la manipolazione mentale dell'infanzia da parte della chiesa cattolica: l'infinito numero di stupri dei ragazzi messo in atto dai preti cattolici, senza nessuna azione di contrasto sociale, sta a dimostrare proprio questo.

Violenza sociale a tutti i diversi che costituivano la ricchezza sociale e che il lavoro dei psicoanalisti doveva distruggere in una missione al servizio del Macellaio di Sodoma e Gomorra. E questo fino a riempire le persone, i bambini, di psicofarmaci affinché rispondessero ai modelli comportamentali richiesti.

Questi filosofi non "insegnavano a pensare", ma imponevano che cosa "si doveva pensare" sotto minaccia di aggressioni, diffamazione, bullismo e mobbing per chi non si adeguava a modelli imposti.

In questo modo, come nel terrore che i cittadini subiscono negli USA, il terrore ha costretto i cittadini europei a ritirarsi nel proprio privato. A sopravvivere nonostante l'odio sociale che i giornalisti diffondono esaltando intellettuali che sono solo l'immondizia arrivista della società.

Il manuale, a differenza del trattato, fornisce la ricetta per fare; il trattato dovrebbe fornire la lettura dell'oggettività nella quale si può fare. Avete violentato i ragazzi costringendoli in ginocchio ad identificarsi col crocifisso e i ragazzi hanno finito coll'identificarsi col Dio padrone e onnipotente che risolve i suoi problemi psicologici macellando il mondo. Pensavate di farne dei servi obbedienti e sottomessi all'autorità; avete finito per far dei soggetti che pretendono di essere i padroni, come Dio, anche se di poco o di nulla. In questo modo gli imprenditori sono diventati dei banditi che delinquono usando le imprese come armi contro la società civile; uomini che accoltellano le donne che non si sottomettono; genitori che violentano i loro figli e poi si stupiscono se i loro figli usano i coltelli per affermare la loro supremazia.

Avete costruito persone ignare dei propri diritti; ignare della propria collocazione nella società; ignare delle possibilità di agire e di abitare la società; avete costruito persone come voi, Alberoni, arroganti e spocchiose che si ritengono in diritto di sputare sugli uomini collocandosi nell'alto dei cieli.

Scrive ancora Alberoni:

Oggi non si cercano più dei maestri del pensiero. Non si vuol più capire il processo che produce il nostro comportamento individuale o sociale, si vogliono delle ricette. Come negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, in cui vi sono stupende università, ma dove la cultura media è infinitamente inferiore a quella europea e domina una mentalità pragmatica, sono sempre usciti migliaia di libri di ricette per fare tutto, da come trovare l'anima gemella a come coltivare le orchidee, da come addestrare i pappagalli a come comportarsi con i suoceri. L'americano medio non perde tempo a filosofare, prende un manuale e lo applica. L'anno dopo ne esce uno nuovo e applica quello. Ma oggi questi libri e questa mentalità si sono diffusi anche in Europa. Prima in Germania, poi da noi, in Spagna, persino in Francia. La società europea ha subito una mutazione profonda si è americanizzata nel modo peggiore.

Oggi la gente non cerca più i "maestri del pensiero" perché le persone hanno subito la violenza dell'illusione.

In quel tempo Gesù disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.

Vangelo di Matteo 11, 25-27

E ancora

Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore.

1 Corinzi 1, 26-31

E dopo aver imposto queste scemenze ai ragazzi, come si fa a non pensare che i ragazzi non si sentano degli "unti del signore" in diritto di sottomettere i più deboli? La loro stupidità, che chiamano conoscenza, gliela data Dio!

Cosa serve pensare se ciò che penso mi viene da Dio?

Qualunque pensiero idiota si formi nella mia mente è la verità di Dio e io, essendo un eletto di Dio, devo essere il padrone degli uomini.

Questo cancro, voluto da personaggi come Alberoni, o come i suoi "filosofi", ha infettato l'intera società perché questi "maestri del pensiero" erano coloro che pensavano che il loro pensare fosse generato dal Dio padrone che li aveva elevati a profeti di Dio e mai avrebbero criticato il Dio di ebrei e cristiani perché questo avrebbe comportato, nella loro coscienza, un peccato di lesa maestà, e, nella società, un'emarginazione che avrebbe ridotto i loro profitti e il loro peso sociale.

L'arroganza dei "maestri del pensiero" ha dato alimento all'arroganza sociale e l'arroganza sociale ha contribuito ad emarginare tutti coloro che avevano a cuore il benessere sociale.

Alla fine, le persone che hanno a cuore la società hanno preferito coltivare le orchidee anziché farsi emarginare come coloro che protestavano contro il colonialismo USA in Vietnam o come coloro che oggi vengono criminalizzati perché protestano contro il genocidio dei Palestinesi a Gaza.

Scrive ancora Alberoni:

Possiamo perciò domandarci: mancano gli autori, i pensatori o è cambiato il pubblico, è cambia la mentalità? Venti, trent'anni fa c'erano meno laureati di oggi, meno università, meno corsi di laurea. Ma c'era, diffusa in tutte le classi sociali, una straordinaria curiosità intellettuale, una fame di sapere, fantasia e curiosità. Ricordo in Brianza dei ragazzi dell'istituto tecnico che leggevano i poeti americani. Tantissimi si affollavano al Piccolo Teatro per guardare il Galileo di Brecht e discutevano per giorni. Le conferenze erano incandescenti, si conversava nei caffè con i libri in mano. Nelle università gli studenti sedevano attorno ai professori che portavano idee nuove e restavano a discutere fino a tarda notte. Oggi studiano le poche pagine obbligatorie e, come esame, fanno un test. Non devono nemmeno parlare. E' quindi la gente che non ha più voglia di capire, di pensare, di porsi domande. I filosofi nascono per rispondere a domande. Se nessuno chiede, tacciono.

La domanda vera è perché, quelli che avrebbero dovuto essere i pensatori della società hanno venduto la società omaggiando l'assolutismo e disprezzando quei cittadini che difendevano quei principi, che ritenevano obsoleti, della Costituzione della Repubblica italiana?

Non sono forse quei pensatori che dalle pagine dei giornali e dei quotidiani omaggiavano il "bunga-bungaro" Silvio Berlusconi? o il razzista Umberto Bossi con i suoi slogan criminali del tipo "Indipendenza del nord" o "fuori i negri o i marocchini" o il "vestire gli immigrati da leprotti per far divertire i cacciatori"? Aggressioni all'ordine democratico che la stampa trattava come il diritto di una destra nazista di aggredire le Istituzioni e, con esse, tutti i cittadini costretti alla sofferenza e all'insicurezza sociale.

Un tempo c'era fame di conoscenza, ma gli intellettuali, anziché nutrirla, hanno versato piombo fuso nelle gole delle persone che vivevano la società con passione. Si spacciava di sinistra Galimberti e, intanto, spacciava il nazista Heidegger nella società civile come fosse una dose di eroina.

Nelle università gli studenti cercavano "manuali in cui organizzare la propria esistenza in funzione dello sviluppo della società civile", ma i professori universitari spacciavano loro il diritto del Dio padrone cristiano di stuprarli e violentarli costringendoli in ginocchio affinché si sottomettessero. E tutto in collaborazione con una Polizia di Stato che a manganellate spaccava le teste ai cittadini.

I docenti di filosofia si sono alienati dal mondo. Non abitano la catena di montaggio. Non battono il ferro. Non coltivano campi e non sanno che cosa significa vivere attraverso la fatica quotidiana di un lavoro che ti consuma giorno dopo giorno. Non avendo abitato la società in cui vivono, si limitano a farneticare sull'onnipotenza di Dio spiegando agli allievi che a loro conviene sottomettersi a Dio.

Nota: L'articolo a firma di Francesco Alberoni è stato pubblicato dal Corriere della Sera il 18 agosto del 2003

www. corriere. it/ alberoni

 

Pagina specifica dell'argomento

 

30 marzo 2026

Aristotele l'assolutista contro il relativismo

In filosofia, l'assolutismo ha i suoi filosofi teorici. Filosofi che auspicano l'assolutismo sociale in nome di una verità che pensano come oggetto in sé che deve essere usata contro chi ha opinioni diverse ed esprime verità diverse attraverso le sue opinioni.

Scrive Aristotele nella Metafisica

Dal medesimo punto di vista muove anche il ragionamento di Protagora, e queste dottrine non possono non essere tutte e due ugualmente vere o ugualmente false: infatti, se sono vere tutte le opinioni e tutte le apparenze, allora inevitabilmente tutte le cose sarebbero nello stesso tempo vere e false (giacché molti formulano giudizi che sono tra loro contrari e credono che siano caduti in errore coloro che non professano le loro stesse opinioni; é necessariamente la medesima cosa è e non-è), e se le cose stanno così, necessariamente tutte le opinioni debbono essere vere (giacché quelli che sono caduti nell'errore e dicono la verità hanno opinioni opposte; e pertanto, se questa è la realtà delle cose, tutti quanti sono nel vero). E' chiaro, dunque, che entrambe queste dottrine provengono dalle medesime riflessioni; tuttavia non si possono usare verso tutti le stesse maniere, giacché verso alcuni basta servirsi della persuasione, verso altri bisogna far ricorso ad argomentazioni più energiche.

Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 109 - 110

Fra chi esprime opinioni, ritengo rispetto a qualche cosa che hanno assistito, si formano opinioni diverse davanti al medesimo avvenimento. Tanto più diverse se l'avvenimento coinvolge fazioni favorevoli o contrarie rispetto alle emozioni di chi assiste all'avvenimento.

Oggi si potrebbe portare ad esempio una gara di calcio sportiva dove due tifoserie, due masse distinte di individui, assistono al medesimo avvenimento.

Soggettivamente, tutte le opinioni sono vere. Non tanto perché registrano perfettamente l'avvenimento, ma perché l'avvenimento, a cui assistono, viene filtrato dalle loro aspettative che si riversano sulle loro emozioni. Il fatto non viene visto in quanto fatto oggettivo, ma in quanto oggettivazione della soggettività che assume, nella coscienza dell'individuo, la condizione del "vero".

La verità dell'avvenimento è data dall'oggettivazione della soggettività che diventa falso nel momento in cui questa oggettivazione della soggettività incontra una diversa soggettivazione dell'oggettività che viene manifestata come vero.

Per ovviare a questo, al giorno d'oggi, si usano telecamere che filmano l'avvenimento. Le immagini vengono ripresentate agli spettatori un attimo dopo che si è ritirata l'insorgenza emotiva e lo spettatore è più distaccato.

Che cos'è vero?

Vero è il fatto in sé. Un fatto che non può essere conosciuto, nemmeno dalle riprese di una telecamera, perché il fatto, prodotto da individui, alla telecamera presenta le immagini formali dell'avvenimento, ma non, per esempio, gli stati d'animo di chi fu protagonista dell'avvenimento e che si è fatto attore dell'avvenimento stesso.

La verità in sé non è conoscibile, è conoscibile l'interpretazione che do della cosa o dell'avvenimento che chiamo "la mia verità". La "mia verità" entra in relazione con altre "mie verità" con le quali ci può essere "affinità", amicizia, o "divergenze", contesa.

Queste "dottrine", dice Aristotele, provengono dalle stesse riflessioni.

Qui io mi fermerei, ma Aristotele si pone come terzo incomodo; come colui che detiene la verità della cosa o dell'avvenimento e necessità di imporre tale verità. Cosa dice Aristotele per sostituire quella che lui ritiene verità a chi, attraverso la sua opinione, esprime "la sua verità"? Dice: "tuttavia non si possono usare verso tutti le stesse maniere, giacché verso alcuni basta servirsi della persuasione, verso altri bisogna far ricorso ad argomentazioni più energiche". Che, in altre parole, non esclude espressioni come torturateli o bruciateli vivi.

Aristotele esprime la necessità di imporre la verità. Solo che, dal momento che anche lui può solo elaborare "la sua verità" altro non fa che mettere in atto azioni di violenza con cui imporre la "sua verità" a coloro che, attraverso la loro opinione, esprimono la "loro verità".

Tutto il sistema giuridico di oggi sulla libertà di pensiero, che implica la libertà di opinione, deriva proprio dalla violenza che socialmente è stata messa in atto da affermazioni come quelle fatte da Aristotele. Non per nulla Tommaso d'Aquino insisteva per bruciare chi aveva opinioni diverse al fine di salvare la loro anima.

Continua Aristotele:

Infatti, tutti quelli che hanno abbracciato tali dottrine perché sono partiti da difficoltà reali, si trovano in uno stato di ignoranza che è ben suscettibile di guarigione (giacché noi, andando incontro a loro, non abbiamo a che fare con un discorso preconcetto, ma con una loro posizione mentale); quelli, invece, che parlano solo per il piacere di parlare possono essere medicati soltanto mediante la confutazione delle teorie in piena conformità col modo in cui queste sono espresse nel loro linguaggio e nelle loro stesse parole.

Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 110

Noi, dice Aristotele, quando affrontiamo questi filosofi non portiamo un nostro discorso preconcetto. Non abbiamo confezionato un discorso da fare a loro, ma discutiamo solo su ciò che loro affermano, la loro posizione mentale. E' la stessa cosa che faceva Socrate con i cittadini di Atene. Si guardava bene dall'esporre la sua opinione, ma chiedeva le opinioni delle persone, le confutava usando la retorica e affermando che loro erano degli ignoranti.

Se Aristotele vuole discutere, con Protagora e altri, oppone la sua opinione alla loro opinione: le sue teorizzazioni alle loro teorizzazioni. Opinione contro opinione: contesa. Contesa annulla un'opinione, oppure, contesa nega entrambe le opinioni e permette la nascita di una diversa opinione; amicizia.

Affermare che "Quelli che parlano solo per il piacere di parlare possono essere medicati soltanto mediante la confutazione delle teorie." Se è per questo puoi anche bruciarli vivi.

La questione è un'altra, se quella teoria non ti sta bene, la contrasti con una diversa teoria. E' il minimo fra chi pratica filosofia.

Continua Aristotele:

Quei filosofi che sono partiti da difficoltà reali hanno seguito questa opinione in base ad osservazioni sulle cose sensibili. Essi hanno creduto che le contraddizioni e i contrari coesistono nel medesimo oggetto, perché vedevano che i contrari sono generati dalla medesima cosa; se, pertanto, non è ammissibile che si generi il non-essere, allora si deve pur ammettere, a parer loro, la preesistenza dell'oggetto che si identificava indifferentemente con entrambi i contrari, proprio nel senso in cui Anassagora afferma che il tutto era mescolato col tutto, e in cui Democrito sostiene che il vuoto e il pieno sono presenti indifferentemente in qualsivoglia parte della realtà, solo che il pieno è l'essere e il vuoto è il non-essere.

Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 110

Le contraddizioni e i contrari convivono nel medesimo oggetto a seconda dell'insieme che tu chiami oggetto. Se io affermo un oggetto, chiamandolo "uomini" e in questo insieme ci sono uomini e ci sono donne, nell'oggetto che definisco uomini ci sono elementi di contraddizione e alcuni contrari. Se definisco come oggetto una relazione, la relazione è fatta da contrari anche se c'è amicizia.

Come fa a non generarsi il non-essere? Ogni soggetto che si definisce "essere", cessa l'esistenza e si trasforma, nella forma vissuta, in non-essere. Ovviamente c'è l'oggetto o la situazione che definiva i contrari, si tratta di individuare quali sono le condizioni e le contraddizioni sviluppate da quei contrari affinché emergesse ciò che ora è. Il fatto che io non lo sappia individuare, non significa che non siano esistiti in quanto esiste l'oggetto che ricade sotto i miei sensi.

Anassagora elabora un'ipotesi: afferma che il tutto che esiste doveva essere mescolato col tutto finché da quel tutto è emerso ciò che esiste. Esiodo fa una diversa elaborazione: tutto emerge da Nera Notte, da quell'uovo luminoso da cui tutto diviene per trasformazione. Non sono, obbiettivamente, diversa l'una dall'altra. Per Esiodo dall'uovo, che allora era il tutto in Notte Nera, emerge, per trasformazione la realtà, per Anassagora le forme, del tutto presente, erano presenti amalgamate e si sono, progressivamente separate. In altre parole, tutto era presente in potenza all'origine della nascita dell'universo come noi lo conosciamo.

Lo stesso Democrito afferma il vero quando dice che il pieno e il vuoto sono presenti indifferentemente in qual si voglia parte della realtà. Se ciò non fosse, Aristotele non potrebbe camminare perché quando cammina il suo corpo occupa il vuoto anche quando, spostandosi, sposta l'aria meno densa che quel vuoto occupa.

Aristotele, almeno per ora, a quelle opinioni non oppone la sua opinione, ma si limita a deridere le opinioni di filosofi che non è in grado di comprendere.

 

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29 marzo 2026

Inizio del viaggio della metafisica nella filosofia cattolica

Quando si parla di filosofia della chiesa cattolica si tende a pensare ai vari filosofi cattolici che, oggi come oggi, stanno occupando, quasi militarmente, le facoltà di filosofia delle università italiane.

La filosofia non è una materia oggettiva, è un'arma con cui si argomentano e si giustificano sia un infinito numero di infamie sociali che un certo numero di necessità di ribellione dai dominatori di una società che tende a diventare sempre più assolutista.

La chiesa cattolica, in quanto chiesa cattolica, si è sempre occupata poco di filosofia preferendo esercitare controllo e terrore nei confronti di chi studiava filosofia.

Cartesio era terrorizzato dal trattamento subito da Galileo e Galileo era terrorizzato dal trattamento subito da Giordano Bruno.

Dal momento che oggi la chiesa cattolica è costretta a limitarsi ad emarginare le voci critiche e contrarie al suo dominio, nell'ultimo decennio del XX secolo e nel primo ventennio del XXI secolo, è stata costretta ad entrare direttamente in campo per giustificare il suo dominio e il suo controllo sugli uomini e sulle società civili.

L'Ordine dei Giornalisti, tradendo la sua missione, si è schierato immediatamente a favore di tesi pseudo filosofiche dei vertici cattolici e violentemente contro, spesso fingendo di ignorare, ogni voce contraria, salvo registrarla per "pro forma".

Chi aveva tesi diverse dalla chiesa cattolica era il malvagio che non aveva diritto di esporre le proprie tesi contro le tesi farneticanti della chiesa cattolica.

Scriveva il Corriere della sera il 05 aprile 1994:

Trasmissione inglese choc

La BBC: ma il papa è davvero cattolico?

Negli ultimi tempi migliaia di anglicani si sono riconvertiti alla chiesa di Roma. Al riguardo la Bbc fornisce una notizia in anteprima: "La maggior parte dei membri del governo di sua maestà britannica sono orientati oggi verso il cattolicesimo", lasciandosi alle spalle il credo anglicano di cui la regina è capo supremo. Ed ecco il vero motivo della trasmissione. E' più cattolico il Papa, si è chiesta l'autorevole emittente britannica, o i cattolici tradizionalisti inglesi (custodi di un'antica fede, lontana da compromessi, e da secoli oppositori della religione di Stato nata dallo scisma del 1534)? O magari sono più cattolici proprio quegli anglicani che ora tornano al cattolicesimo?

[...]

Il Papa è il vero custode della tradizione cristiana, o solo cattolica, o ormai non è più custode di nulla, visto che da una parte il gregge gli sta sfuggendo e dall'altra gli cadono tra le braccia nuovi, inattesi accoliti, fino a ieri rigorosamente "protestanti" come la duchessa di York, primo membro della famiglia reale a lasciare Canterbury per Roma? Il Papa è ancora cattolico o è ormai un ibrido? Sta anch'egli cambiando, con soddisfazione di alcuni e scoramento di altri? Nessuno si è pronunciato chiaramente in proposito.

Corriere della Sera, 05 aprile 1994, titolo: Trasmissione inglese choc - La BBC: ma il papa è davvero cattolico?, (articolo non firmato)

Era quanto si stava notando in Wojtyla. Stava cessando di essere cattolico accentuando sempre di più la sua attività politica volta a distruggere ogni nemico, reale o apparente che fosse, in nome del dominio assoluto della chiesa cattolica sul mondo.

Wojtyla è cattolico?

La domanda se la stavano facendo gli inglesi, ma agli USA la cosa non interessava. Era sufficiente la sua guerra contro l'uguaglianza dell'uomo per qualificarlo come cristiano che chiede alle persone di sottomettersi al suo Dio e, per estensione, a tutti coloro che il suo Dio delega a comandare e a dominare l'uomo.

In effetti, Wojtyla necessita di riformare la percezione che i cristiani hanno delle sue "sacre scritture". La percezione di illegalità nei comportamenti del suo Gesù e dei suoi accoliti.

Scrive il Corriere della sera il 05 aprile 1994 in un articolo dal titolo: "Capi di Stato difendete la famiglia":

Auguri all'Italia, perché si muova verso il futuro con "saggezza e coraggio": li ha fatti il papa il giorno di Pasqua, alla fine del messaggio "Urbi et orbi". Durante il quale aveva annunciato che sta scrivendo ai capi di Stato di tutto il mondo, perché difendano la famiglia, che rischia di non essere più riconosciuta come "principale fonte di umanità".

Corriere della sera del 05 aprile 1994, Titolo: "Capi di Satato difendete la famiglia", sottotitolo: Poi il pontefice parla di Gesù: apparve alla madonna., articolo firmato da Luigi Accattoli

Era parte della sua guerra al "comunismo" in cui Hegel osservava come la proprietà privata, intesa come proprietà delle persone ridotte ad oggetti di possesso, nasce con la famiglia monogamica in cui il "capofamiglia" possiede moglie, figli e schiavi.

Scrive Engels:

Accanto alla differenza tra liberi e schiavi appare quella tra ricchi e poveri; con la nuova divisione del lavoro appare una nuova scissione della società in classi. Le differenze dei possessi tra i singoli capifamiglia spezzano l'antica comunità familiare comunistica, dovunque si era mantenuta fino allora, e con essa la coltivazione comune del suolo a prò e per conto di questa comunità. La terra coltivabile è assegnata per lo sfruttamento a famiglie singole, dapprima per un periodo di tempo, più tardi una volta per sempre. Il passaggio alla piena proprietà privata si compie gradualmente e parallelamente a quello dal matrimonio di coppia alla monogamia.

La famiglia singola comincia a divenire l'unità economica della società.

La maggiore densità della popolazione costringe a stabilire legami più stretti all'interno come all'esterno. La federazione di tribù affini diviene dappertutto necessaria e presto lo diviene anche la loro fusione e conseguentemente la fusione dei territori separati delle tribù in un territorio comune del popolo. Il capo militare del popolo -. rex, basilèus, thiudans - diviene un funzionario permanente indispensabile. Dove non c'era già, compare l'assemblea popolare. Capo militare, consiglio, assemblea popolare, formano gli organi della società gentilizia che si sviluppa progressivamente in una democrazia militare. Militare, poiché la guerra e l'organizzazione per la guerra sono ora divenute funzioni regolari della vita del popolo.

Le ricchezze dei vicini eccitano l'avidità di popoli che già vedono nella conquista della ricchezza uno dei primi scopi della loro esistenza. Essi sono barbari: reputano più facile ed anche più onorevole diventare ricchi con la rapina che con il lavoro. La guerra, che una volta era fatta solo per vendicare soprusi o per estendere il territorio divenuto insufficiente, viene ora condotta a fine di semplice rapina, diventa ramo permanente di produzione. Non invano le mura si ergono minacciose intorno alle nuove città fortificate. Nei loro fossati sta spalancata la tomba della costituzione gentilizia e le loro torri si proiettano già nella civiltà. Non diversamente vanno le cose nell'interno. Le guerre di rapina accrescono la potenza sia dei supremi capi militari che dei sottocapi; l'elezione consuetudinaria dei loro successori nella stessa famiglia, specie dopo l'introduzione del diritto patriarcale, passa a poco a poco in eredità, dapprima tollerata, poi reclamata e infine usurpata; si pongono le fondamenta della monarchia e della nobiltà ereditarie. Cosi gli organi della costituzione gentilizia recidono le radici che avevano nel popolo, nella gens, nella fratria, nella tribù e l'intera costituzione gentilizia si capovolge nel suo opposto: da organizzazione di tribù avente per scopo il libero ordinamento dei propri affari diventa organizzazione per il saccheggio e l'oppressione dei vicini e, corrispondentemente, i suoi organi, da strumenti della volontà popolare, si trasformano in organi autonomi per dominare ed opprimere il proprio popolo.

Engels, L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato, Editori Riuniti, 1963, pag. 194-195

Lo schema delineato da Engels, per quanto al giorno d'oggi potrebbe presentare delle lacune, è lo schema generale della relazione fra famiglia, proprietà privata e Stato.

E' quella relazione senza la quale la chiesa cattolica non può esercitare il proprio dominio e il proprio controllo all'interno della società civile.

Wojtyla e la sua cerchia di accoliti è ben cosciente che lo sfilacciamento o lo smembramento dei rapporti di forza e di dominio all'interno della famiglia finiranno per sfilacciare e smembrare il controllo della chiesa cattolica nelle società civili.

Per questo motivo Wojtyla scrive ai capi di Stato affinché impongano ai cittadini le relazioni familiari come metodo di vita nella società civile. E' cosciente che la società vuole più e diversi diritti da assicurare ai suoi stessi cittadini. Già col divorzio, qualche anno prima, e con il Diritto di famiglia che ha sancito la parità giuridica fra i coniugi nel 1975, i rapporti di proprietà fra coniugi e sui figli venivano aboliti. Gli stessi figli iniziavano ad avere diritti nei confronti dei genitori che erano chiamati a rispettare i doveri che avevano nei confronti dei figli.

Questo non aboliva la proprietà privata che si stava, già da tempo, trasformando in proprietà finanziaria, ma liberava forze sociali e forze psichiche che sfuggivano al controllo militare della chiesa cattolica.

Scrive nell'articolo citato sopra il Corriere della Sera:

Poco prima degli auguri all'Italia, aveva annunciato la sua seconda e più forte iniziativa in difesa della famiglia, dopo la convocazione degli ambasciatori accreditati in Vaticano, avvenuta il 25 marzo: cioè la lettera ai capi di Stato. Ha ricordato - con un'espressione che gli è abituale - "la cultura di morte che umilia l'essere umano non rispettando le creature più deboli e fragili e tentando persino di scardinare la dignità sacra della famiglia, cuore della società e della chiesa". Ed ecco l'annuncio: "Preoccupato da tali minacce, sto inviando in questi giorni una lettera a tutti i capi di Stato del mondo, in occasione dell'anno internazionale della famiglia, indetto dall'Onu".

"Nella lettera - ha detto ancora il papa - chiedo che sia compiuto ogni sforzo affinché non venga sminuito il valore della persona umana, né il carattere sacro della vita, né la capacità dell'uomo di amare e di donarsi. La famiglia rimane la principale fonte di umanità. Ogni Stato deve tutelarla come prezioso tesoro".

Corriere della sera del 05 aprile 1994, Titolo: "Capi di atato difendete la famiglia", sottotitolo: Poi il pontefice parla di Gesù: apparve alla madonna., articolo firmato da Luigi Accattoli

Il comunismo, a differenza del nazismo, non è definito con un "libro sacro", ma è una rappresentazione contingente delle necessità degli uomini di liberarsi da quanto percepiscono come oppressivo nel momento presente. I rapporti di potere e di dominio all'interno della famiglia, in cui un soggetto non gode dei diritti dell'altro, è percepito come oppressivo. Un'oppressione che necessita di rimozione in funzione di un'uguaglianza che la Costituzione della Repubblica Italiana ha già dichiarato, ma che la società non ha ancora realizzato.

D'altro canto, Wojtyla sa perfettamente che il diritto di voto alle donne fu una conquista dell'allora Partito Comunista che pagò l'estensione del diritto di voto alle donne con una sconfitta alle elezioni politiche. Eppure, il diritto è stato acquisito come un primo passo verso l'uguaglianza. La chiesa cattolica si sforza di far dimenticare i meriti del Partito Comunista attribuendo la situazione di uguaglianza alla religione cristiana e non alla ribellione ai principi della religione cristiana.

Scrive il Corriere della sera del 05 aprile 1994:

Ieri, durante la preghiera del "lunedì dell'Angelo", recitata da una finestra della villa di Castelgandolfo, Wojtyla ha ricordato la tradizione - non attestata dai Vangeli - che Gesù dopo la Resurrezione sia apparso alla Madonna, prima che a ogni altro e prima che l'angelo desse l'annuncio alle donne. "Gesù - ha detto il pontefice parlando a braccio - era un figlio fedele e sapeva bene quanto la sua passione fosse costata alla madre. Cristo, nel momento della sua resurrezione, pensò di dare la notizia a Maria. Anche se non ne parlano le Scritture, vi è la convinzione che la prima annunciazione venne fatta alla Madonna".

Corriere della sera del 05 aprile 1994, Titolo: "Capi di atato difendete la famiglia", sottotitolo: Poi il pontefice parla di Gesù: apparve alla madonna., articolo firmato da Luigi Accattoli

Ovviamente, questa affermazione è legata alle farneticazioni deliranti di Wojtyla, alla sua necessità di violentare l'uomo in funzione del dominio della chiesa cattolica sull'uomo. L'articolista, Luigi Accattoli, precisa che le affermazioni di Wojtyla non sono attestate, ma sono inventate da Wojtyla. L'invenzione ha finalità militari, di dominio dell'uomo sull'uomo, per ribadire la figura della madre alla quale il figlio si sottomette. Per riflesso, la figura del padre alla quale madre e figlio si sottomettono: la famiglia cristiana.

Nei vangeli, quello di Luca, Maria recita il Magnificat. La stuprata che canta le lodi al suo stupratore che l'ha scelta definendo il reale ruolo (la parola esatta sarebbe "uso della donna") della donna nella società.

D'altro canto, i vangeli cristiani dicono chiaramente che il Gesù, descritto in essi, nutre un disprezzo assoluto per sua madre, a dispetto di quanto affermato da Wojtyla.

Ad esempio, scrive il Vangelo di Matteo:

Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: "Ecco di fuori tua madre e i tuoi fratelli che vogliono parlarti". Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?". Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: "Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre".

Vangelo di Matteo 12,46-50

Ricordo che per la dottrina religiosa cristiana, i vangeli sono stati scritti da Dio e quanto è scritto è quanto Dio ha voluto scrivere. I vangeli cristiani possono essere criticati e derisi da chi non è cristiano, ma il cristiano, per adesione ideologica, se si ritiene cristiano, deve accettare letteralmente quanto è scritto perché il suo Dio crea attraverso la parola e attraverso la parola istruisce gli uomini all'obbedienza e alla sottomissione.

Dopo aver ribadito la parola di Dio per 2000 anni, la chiesa cattolica si sta accorgendo che le persone tendono a sottrarsi a quella parola in quanto confligge con i bisogni di libertà e di uguaglianza che gli uomini manifestano nella società in cui vivono.

Non si tratta più di combattere il comunismo come "Stato comunista", si tratta di combattere quella sorta di "marxismo sociale" che non è identificabile in uno "Stato comunista", ma nel bisogno degli uomini di uscire dalla sottomissione e dalla coercizione che i cristiani impongono all'uomo.

Per i cristiani diventa urgente ribadire i principi assolutistici contro il relativismo espresso dai bisogni delle soggettività umane.

Per questo motivo Wojtyla scrive ai Capi di Stato del mondo affinché riaffermino il diritto alla violenza con la quale imporre la famiglia dei ruoli come voluta dalla chiesa cattolica in modo da riaffermare il diritto al possesso dell'uomo sull'uomo.

Da qui voglio far partire la mia riflessione sulla lunga guerra condotta contro l'uomo da parte della chiesa cattolica costretta ora ad agire con i metodi mafiosi nella società e a fornirsi di una struttura filosofica che possa superare, riaffermandola, la teologia cristiana ribadendo il suo diritto a possedere l'uomo come un oggetto d'uso.

 

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28 marzo 2026

Riflessione sul concetto di libido in Freud

Freud non dice che cos'è la libido, ma racconto come il corpo esprime la sua libido all'interno delle sue attività sessuali.

Freud è un creazionista e per lui ogni modificazione di un essere della natura non avviene perché l'essere ha forze in sé che lo inducono a trasformarsi, ma perché l'essere obbedisce al disegno di Dio che lo ha creato a sua immagine e somiglianza.

E' la premessa fondamentale per comprendere il pensiero psicoanalitico di Freud.

Libido significa desiderio.

Gli antichi sapevano benissimo che tutto è desiderio. La vita stessa è un desiderare continuo. Una trasformazione che avviene in una perenne tensione volta alla ricerca di soddisfazione dei propri desideri.

Non è un caso che le religioni monoteiste e buddista hanno al loro fondamento la negazione o la condanna del desiderare perché in questo modo, condannando il desiderare, si condanna l'uomo alla sottomissione. Controllando il desiderio dell'uomo, si impedisce la libertà sociale dell'uomo. Questo è ciò che il Dio degli ebrei, cristiani, islamici e buddisti, desidera.

Che cos'è il desiderio?

Il desiderio è una forza psichica della materia in grado di trasformare la materia inconsapevole in materia consapevole.

Nella mitologia esiodea c'è una stretta relazione fra Eros, che esce dall'uovo dell'universo al momento del Big Bang, e il piccolo Eros, Desiderio, che segue Afrodite.

Il primo Eros è il desiderare, l'intento dell'azione che si cala in ogni unità della materia-energia dell'universo; il secondo Eros, il Desiderio che segue Afrodite, è il desiderare umano. E' il "Cupido" che lancia le sue frecce facendo desiderare le persone.

Scrive Freud in "Tre saggi sulla sessualità" (1905):

Distinguiamo questa libido rispetto alla sua origine particolare dall'energia che si suppone stia alla base dei processi mentali in generale, e quindi le attribuiamo anche un carattere qualitativo. Separando in tal modo le forme libidiche dalle altre forme di energia psichica presumiamo, in effetti, che i processi sessuali che avvengono nell'organismo si distinguono dai processi nutritivi per uno speciale chimismo. L'analisi delle perversioni e delle psiconevrosi ci ha fatto vedere che questa eccitazione sessuale deriva non dalle cosiddette parti sessuali soltanto, bensì da tutti gli organi del corpo. Ci formiamo dunque il concetto di una libido determinabile quantitativamente, alla cui rappresentazione psichica diamo il nome di «libido dell'io», e la cui produzione, aumento o diminuzione, distribuzione o spostamento, ci forniranno la possibilità di spiegare i fenomeni psicosessuali osservati.

Freud, "Tre saggi sulla sessualità", in Opere 1886-1905, Newton Editore, 1992, pag. 1032

Desiderio è un unico soggetto che si esprime in ogni vivente e ogni vivente veicola desiderio non solo nelle specificità di specie, ma anche in modo individualmente diverso, nei diversi momenti della sua quotidianità.

Per Freud è diversa l'energia emotiva che si esprime nella sessualità dall'energia che si esprime nei processi mentali in generale. Eppure, lui stesso afferma che "ci ha fatto vedere che questa eccitazione sessuale deriva non dalle cosiddette parti sessuali soltanto, bensì da tutti gli organi del corpo". E' l'intero corpo che abita il mondo. Il corpo nella sua interezza. Il corpo come mente, come stomaco, come sesso, come necessità di spostamento, come sentimento, come percezione, ecc.

Freud separa il desiderio sessuale dell'individuo dal suo desiderio di vivere, di persistere e di trasformarsi nella sua esistenza.

Essendo Freud convinto che l'uomo sia stato creato da Dio, ignora gli effetti dell'energia emotiva. Vuole distinguere l'energia emotiva fra libido ed energia psichica, che è alimento e sostanza di ogni soggetto della natura sovraintendendo a tutte le sue trasformazioni e ripagandolo col piacere ogni volta che il desiderio raggiunge l'oggetto desiderato soddisfacendosi con esso.

Il desiderio spinge al piacere e il piacere permette la trasformazione del soggetto

Freud, data la sua educazione, voleva ignorare il ruolo dell'energia emotiva, o energia vitale, in quanto riteneva che la sessualità dell'uomo fosse peccaminosa; un istinto da controllare e da reprimere qualora non rispondesse ai dettami biblicamente imposti.

Innanzi tutto, in Freud c'è un'ossessiva ricerca dei caratteri sessuali dell'infanzia. Secondo i suoi concetti aprioristici, educazionalmente imposti, la sessualità e la veicolazione della sessualità hanno origine in comportamenti sessuali della primissima infanzia. Per lui, tutti i comportamenti infantili sono comportamenti che rispondono agli input sessuali.

A Freud sembra sfuggire l'ovvietà: tutti i comportamenti dell'infanzia sono finalizzati alla sopravvivenza e alla crescita e per farlo l'infante si adatta soggettivamente ai comportamenti che gli adulti approvano. Il bambino difende il suo desiderare cercando di veicolare le sue emozioni per la soddisfazione del desiderio nelle pieghe e nei comportamenti oggettivamente approvati dall'ambiente umano in cui vive.

La pulsione emotiva è quella della crescita.

Che poi Freud proietti sul bambino le sue fantasie erotiche e agisca per cercare dai bambini le risposte che confermino le sue fantasie, ha poco a che vedere con l'analisi clinica in quanto manca l'analisi dell'ambiente e l'interferenza dell'ambiente sul sistema dei bisogni dell'infante.

Non esiste che Freud prenda in considerazione le azioni dell'ambiente: per lui l'uomo è creato da Dio e l'ambiente umano, secondo lui, non può modificare la creazione di Dio. Le scelte del bambino, che Freud interpreta attraverso le "azioni", sono quanto Dio ha stabilito per il bambino. Purtroppo, l'interpretazione di Freud nasce dalle idee preconcette, religiose e morali che Freud proietta sul bambino come dati di verità.

Freud sa che l'energia emotiva, che lui scinde in energia psichica e in libido, è coinvolta in ogni azione della persona ma, anziché considerare la persona nel suo insieme e il coinvolgimento dell'energia emotiva in ogni attività, preferisce concentrarsi sull'attività sessuale riducendo la libido a puro desiderio sessuale.

Scrive Freud:

Lavoro intellettuale. Infine, è un fatto inequivocabile che la concentrazione dell'attenzione su un compito intellettuale e lo sforzo intellettuale producono in generale una eccitazione sessuale concomitante in molti giovani ed anche negli adulti. Indubbiamente questa è la sola base che giustifica ciò che per altri aspetti è assai discutibile: attribuire i disturbi nervosi all'"affaticamento" intellettuale.

Precisa Freud in una nota subito sotto:

L'analisi dei casi di abasia nevrotica e di agorafobia elimina ogni dubbio sulla natura sessuale del piacere del movimento. Come è noto, l'educazione moderna impegna molto i bambini nei giochi al fine di distoglierli dall'attività sessuale. Sarebbe più corretto dire che in questi giovani essa sostituisce il godimento sessuale col piacere e regredire l'attività sessuale a uno dei suoi componenti autocratici.

Freud, "Tre saggi sulla sessualità", in Opere 1886-1905, Newton Editore, 1992, pag. 1025

Freud sapeva che il lavoro intellettuale veicola una quantità considerevole di energia emotiva; sapeva che l'attività fisica veicola una quantità considerevole di energia emotiva, sapeva che l'energia emotiva, che chiama libido, veniva veicolata nell'attività sessuale.

Se Freud non fosse stato un integralista ebreo, che credeva che Mosè sia esistito, avrebbe compreso che la libido è coinvolta nel processo di crescita della persona modificando continuamente il corpo fisico anche in base all'attività fisica che la persona svolge.

Avrebbe compreso che l'attività intellettuale, per essere proficua, deve coinvolgere quella che lui chiama libido, energia emotiva, che, attraverso lo sforzo appassionato, viene veicolata nell'attività.

E forse, avrebbe compreso che impedire ai ragazzi di masturbarsi bloccando, di fatto, la veicolazione dell'energia emotiva, avrebbe significato imporre non solo nevrosi, ma turbe psichiche che avrebbero indotto i ragazzi a veicolare le loro pulsioni nella violenza e nella sopraffazione sessuale dell'altro.

Questo è uno dei problemi della psicoanalisi. Chiamare l'energia emotiva, impegnata nella sessualità "libido" distinguendola da altre presunte diverse forme di energia proprie dell'individuo, è fuorviante e, infatti, ha portato al fallimento della psicoanalisi come pratica medica.

Freud è ancora pieno del "tu devi", quel senso morale che l'ebraismo gli ha imposto e la sua ricerca è una ricerca volta ad individuare la correttezza morale di quel "tu devi" contro le spinte centrifughe che le pulsioni soggettive impongono all'uomo affinché esca dal sistema di doveri e sensi di colpa che l'educazione ebraica e cristiana gli impone.

 

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Pillole di Religione Pagana - seconda parte

 

27 marzo 2026

Il vivere degli Dèi

Zeus vive un presente manifestato dal passato e si muove per un incerto futuro.

Crono vive un presente manifestato dal futuro.

Urano vive un presente perché ciò che si modifica non è né futuro né passato, ma la sua coscienza che è pura emozione.

Zeus è dunque il costruttore del passato che si fa presente.

L'oggettività della vita

La vita sgorga da Nera Notte;

Zeus la rende compatta;

Cronos la trasforma attimo dopo attimo;

Urano è l'alito emotivo che la nutre;

Hera è la natura nella quale geminano le coscienze che chiamiamo "viventi";

Estia è il loro persistere;

Demetra è la libertà che rimuove gli ostacoli allo sviluppo della vita di ogni Essere.

L'onore

La gloria appartiene a colui che fu sconfitto in battaglia e che, sopravvissuto, seminò briciole affinché ad altri uomini sia data una diversa possibilità.

Osservare e scegliere

E' un atto di violenza costringere le persone a scegliere fra parteggiare per i carnefici o parteggiare per le loro vittime.

Ogni nostra scelta viene circoscritta alla nostra persona: tutto si conchiude nel giudizio che noi attribuiamo alle azioni delle persone che si fanno carnefici o che si fanno vittime.

In questo modo, la nostra attenzione non si sposta dalle persone che agiscono o subiscono al complesso di idee e di scelte che hanno portato quelle persone a ricoprire quel ruolo.

Le nostre emozioni, coinvolte nello spettacolo, non si elevano a considerare ciò che quello spettacolo ha prodotto.

In questo modo, si finisce per riprodurre in continuazione la relazione carnefici e vittime all'infinito declinandola in un infinito numero di diverse rappresentazioni.

Cessiamo di analizzare la storia e i suoi perché in una continua ricerca di conferme dei preconcetti che presentiamo e che proiettiamo sulla relazione carnefici e vittime alla quale assistiamo.

Spesso nella vita, carnefici e vittime sono ugualmente responsabili per le scelte che fecero e che portarono a quella situazione. Spesso, vittime e carnefici si scambiano di ruolo e chi ieri fu carnefice, oggi vive il ruolo della vittima di vittime che si sono fatte carnefici.

L'uomo e l'infinito

Non esistono uomini o donne capaci di affrontare l'infinito.

Esiste solo un infinito che costringe uomini e donne ad affrontarlo.

Nascita di una religione

La Religione Pagana non viene costruita perché gli uomini lo vogliono; ma perché alcuni uomini e alcune donne non ne possono fare a meno.

 

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Pillole di Religione Pagana - prima parte

 

26 marzo 2026

Trasformazione

Nera Notte, eterna madre dei viventi

Intuire la coscienza nel momento stesso in cui gli Esseri vengono in essere.

Da una materia non cosciente che diventa cosciente solo quando le emozioni agiscono in essa.

Una madre generata dai figli che in essa diventano consapevoli germinando.

La ragione non afferra questa visione, né può comprendere le conseguenze che hanno nella vita quando la visione guida il mio pensiero.

Tutto questo è il mistero che Orfeo cantò in tempi antichi.

Gli Dèi e il tempo

Dèi dai mille volti, cercati nelle pieghe delle forme, nascosti dietro bastioni di azioni invisibili.

Il tempo signore, nasconde un divenire a cui non sono in grado di assistere pagando il pegno di miei mutamenti.

Cronos, padre invisibile e assente nelle vite dei mortali della natura che ricordano solo il loro presente, ignari di come quel presente si è formato.

Urano Stellato, padre invisibile e assente nella vita dei mortali che ricordano passioni senza coinvolgimento; desideri struggenti da cui le loro emozioni sono assenti.

Gli Esseri Umani, come giudici, si staccano dallo scorrere della vita trascinando la loro esistenza in un presente che pensano eterno. Attendono solo la morte davanti alle alte mura di bronzo che vorrebbero abbattere per liberare i Titani che sono per realizzare l'Urano che avrebbero potuto diventare.

Il razzismo

Non importa come si esprime. Il razzismo è il desiderio di creare emarginazione; creare dei soggetti a cui sono negati i diritti.

Il razzismo è l'atto con cui si emarginano le persone nella società e ci si emargina emarginando.

L'idea cristiana (di derivazione ebraica) di razze dovute al sangue è l'idea ebrea che ha qualificato la qualità religiosa del suo Dio.

L'idea della discendenza del sangue che porta cultura, sapere e conoscenza, è quanto di più odioso l'umanità ha elaborato attribuendola alla volontà del proprio Dio padrone.

Solo gli incapaci, coloro che non sono in grado di costruire un futuro sociale, migliore del presente, distruggono il presente dividendo la società in razze, etnie, emarginano le donne, chi non fa sesso come piace a loro per creare conflitto e distruggere il più debole.

Gli uomini e il futuro

Ci sono spazi che non hanno dimensioni in cui ci sono uomini che si muovono come ciechi.

Ci sono spazi che si rivelano a mano, a mano che le scelte vengono fatte.

Ci sono uomini convinti che progettare il futuro sia come un generale che si prepara per una battaglia.

Il futuro, ogni futuro, vive e vivono in questo presente come possibilità e noi progettiamo il futuro solo vivendo intensamente.

Conoscenza e illusione

La conoscenza non è un elenco di nozioni che si può fare mediante la ragione, ma è generata dal silenzio nel quale veicoliamo le nostre urgenze emotive.

Io sono consapevole di essere una preda in un mondo di predatori. Solo lasciando che i predatori mettano in atto i loro agguati, io posso afferrare le mie prede.

Fate attenzione all'esoterismo. Alimenta l'illusione di una possibilità per chi vive solo nella ragione. Se gli neghi la possibilità di coinvolgerti gli neghi l'esistenza e la sua capacità di imprigionare le tue emozioni.

Illusione dopo illusione, fa degli illusi le sue prede.

 

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25 marzo 2026

Segreti e fantasmi

Non esistono segreti nascosti in antri o ricoveri segreti.

Esistono solo individui che temono la vita e si nascondono davanti ad ogni sconosciuto negandosi ogni possibilità nella loro esistenza.

Lo sconosciuto, in loro assume forme di fantasmi davanti ai quali l'uomo fugge negando loro esistenza e sostanza.

Il mondo delle possibilità è l'unica realtà dell'umana esistenza.

Senza le possibilità non c'è percezione della necessità di Libertà.

E' la necessità di Libertà che dobbiamo coltivare, qualunque sia il presente in cui viviamo; qualunque sia la forma con cui immaginiamo Libertà

 

25 marzo 2026

Riprendere il viaggio della metafisica nel pensiero filosofico

In questi 6 mesi ho passato il tempo a preparare le valigie per poter continuare il viaggio nella metafisica pagana in contrapposizione alla filosofia assolutista.

Cosa significa preparare le valigie per continuare quel viaggio? Significa mettere ordine fra i libri della mia libreria, catalogarli, in modo di renderli fruibili quando mi servono anziché dover ricordare titoli e collocazione che sfuggono alla memoria e, soprattutto, digitalizzare l'archivio che si è costruito dal 1996 al 2010 capace di registrare passaggi fondamentali che hanno portato al presente filosofico e sociale.

Resta la domanda: da dove riprendere il viaggio?

Nella storia della filosofia contemporanea ci sono due momenti fondamentali che possono fungere da punti di partenza per il nuovo viaggio della metafisica.

Il primo è il discorso sulla "libido" introdotto da Freud e Jung (e continuato da altri). Attraverso la nascita della psicologia e della psicoanalisi si è scisso il discorso dell'uomo che abita il mondo dal discorso teologico mantenendo, di fatto, il discorso teologico cristiano sulla creazione dell'uomo e mettendo l'idea creazionista a fondamento della psicologia e della psicoanalisi.

Questo, naturalmente, ha portato al fallimento sia della psicologia che della psicoanalisi che, dopo gli iniziali successi e le speranze prospettate, hanno presentato tutti i limiti propri delle idee preconcette dei suoi fondatori. La psicologia e la psicoanalisi, anche se si sono perfezionate nel leggere i comportamenti umani, hanno i loro limiti nell'interpretare i comportamenti umani rispetto ad un modello che, secondo loro, è voluto e creato da Dio. Anche quando la psicologia o la psicoanalisi dicono che "Si dovrebbe ...", riferendosi ai comportamenti umani, altro non fanno che cercare soluzioni che riconducano a quel modello ideale di persona. Ovviamente, questo è fallimentare perché infinite sono le possibilità di adattamento soggettivo delle persone anche in presenza di fenomeni oggettivi uguali, simili o diversi.

Il secondo discorso, legato più all'Italia che non ad altri paesi, è il tentativo della chiesa cattolica di ripristinare l'assolutismo sociale e, con esso, l'assolutismo teologico nella società italiana.

Il tentativo di ripristinare l'assolutismo sociale, attraverso l'assolutismo religioso, iniziato con il sanguinario Wojtyla è continuato con Ratzinger che ha veicolato la sua guerra contro il relativismo anche quando, nominalmente, Bergoglio era a capo della chiesa cattolica.

Per la chiesa cattolica era fondamentale riprendere in mano il controllo della filosofia. Tutte le facoltà universitarie di filosofia sono dominate da docenti cristiani il cui scopo è quello di disarmare i ragazzi affinché non comprendano l'uso della filosofia, ma si limitino a pensare alla filosofia come un esercizio per dimostrare l'esistenza di un Dio creatore o di un assoluto al quale essi appartengono e del quale, essi stessi, hanno il compito di formulare delle dimostrazioni logiche sulla sua esistenza e sulla necessità di sottomettersi.

Non sarà una partenza semplice per questo viaggio. Il materiale da consultare è molto, ma non si può costruire la Religione Pagana mettendosi addosso un costume per una rievocazione storica o attraverso uno scavo archeologico. Si possono fare delle buone rievocazioni storiche o un buon lavoro archeologico, ma non per questo si fa Religione Pagana.

Per fare Religione Pagana è necessario affrontare le idee fondamentali sulle quali si regge la qualità della cultura nel mondo in cui viviamo e questo richiede, da un lato, una trasformazione soggettiva basata sull'esperienza del proprio vissuto e, dall'altro lato, una ricerca culturale attraverso la quale definire l'esperienza che ha manipolato e trasformato la percezione soggettiva del mondo in cui si vive.

Questo non si fa in un tempo definito, ma nell'intera esistenza umana sperando di accumulare sufficienti esperienze nel proprio vissuto e di poter accedere ad un sufficiente grado di cultura per poter mettere in discussione le "idee" fondamentali sulle quali si regge l'assolutismo e la sua pretesa di sottomettere l'uomo a sé.

 

 

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24 marzo 2026

La Dea Artemide

Gli Dèi erano soggetti conosciuti dagli antichi che sapevano distinguere ciò che gli Dèi erano da come gli Dèi venivano rappresentati.

Quello che presento è l'Inno ad Artemide di Callimaco.

L'immagine di Artemide che ne esce dall'Inno ha poco a che vedere con la rappresentazione che viene data di Artemide, specialmente in epoca rinascimentale.

Scrive Callimaco:

Artemide (non è cosa da poco dimenticarla nel canto)
celebriamo - lei, che ha cari l'arco e la caccia alla lepre
e l'ampio coro e i giochi sui monti cominciando
da come, seduta sulle sue ginocchia,
ancora bambina eoa disse al padre una volta:
"Dammi di conservare, babbo, verginità eterna,
e ricchezza di nomi, ché Febo non gareggi con me,
e dammi le frecce e l'arco- su!, padre, non una faretra
ti chiedo, né un arco grande: per me i Ciclopi saette
subito costruiranno, e per me un arco ricurvo.
Ma fa che fiaccole io porti e vesta il chitone
fino al ginocchio, frangiato, per uccidere le bestie feroci.
E dammi sessanta danzatrici Oceanine,
tutte di nove anni, tutte ancora bambine senza cintura.
E dammi ad ancelle venti ninfe, figlie deH'Amniso,
che a me i calzari e i cani veloci accudiscano,
quando né linci più né cervi io saetti.
E dammi tutti i monti. Delle città assegnami
quella che vuoi: di rado Artemide scende in città
Sui monti avrò dimora, e visiterò le città degli uomini
solo quando, da acute doglie tormentate,
mi invocheranno in aiuto le donne; a loro soccorso,
quando nacqui, mi assegnarono le Moire,
poiché nel parto mia madre e ancora portandomi in grembo non
patì doglie, ma senza sforzo mi depose dalle sue membra".

Da Inno ad Artemide di Callimaco ed. BUR 2001

Questa è l'introduzione dell'inno ad Artemide di Callimaco.

Callimaco, vissuto nel terzo secolo prima dell'era volgare. Scrive a proposito degli Dèi una serie di Inni e li scrive nella città di Alessandria d'Egitto.

Nell'Inno dedicato ad Artemide descrive, nel dialogo fra la DEA e ZEUS, ciò che ARTEMIDE è.

Artemide è il PRINCIPIO FEMMINILE DELLA VITA!

LATONA, l'utero della Natura, dà origine ai bisessuati. Da un'oggettività femminile, di cui Lei è parte, partorisce il femminile e il maschile.

Solo che il femminile deve, ora, relazionarsi col maschile e combinarsi con esso.

Prima che ciò avvenga, prima che la maturità sessuale femminile si manifesti, la manifestazione del divino ARTEMIDE espone le sue richieste a Zeus.

Le richieste che Artemide fa a Zeus hanno lo scopo di proteggere il principio femminile della vita dalla violenza con la quale Apollo, il principio maschile della vita, potrebbe prevaricare il principio femminile, Artemide.

"Dammi di conservare, babbo, verginità eterna,"

Il termine "verginità" sta per "non essere posseduta", "non essere soggiogata", "non essere dipendente".

Artemide non è manifestazione dell'Essere Femminile adulto. E' manifestazione del femminile!

Il femminile che non accetta restrizioni, né catene o sottomissione.

La promessa di Zeus non è relativa all'imene (come nei cristiani), ma è la promessa che nessuna forza sottometterà mai l'essenza femminile della vita ad un giogo.

I molti nomi sono le specie con cui l'essenza femminile si rappresenta all'interno dell'Essere Natura e l'impedimento che Febo (il principio maschile della vita) gareggi con lei è l'impedimento di sottomettere il principio femminile della vita al principio maschile.

Chiede armi Artemide, armi con le quali combattere e cacciare.

Febo ha i muscoli e la possenza, le armi che chiede Artemide sono più sottili: arco ricurvo e saette. Chiede di portare fiaccole: diventa una PORTATRICE DI LUCE!

Il termine con cui i romani indicavano Artemide era "Diana" e il nome "Diana" deriva da "luce".

Artemide chiede di poter muoversi rapida nella caccia.

Chiede di essere assistita da danzatrici figlie di Oceano e da Ninfe figlie del fiume Amniso affinché accudiscano i calzari e i cani mentre non deve cacciare.

Artemide vive sui monti, al di fuori del Sistema Sociale umano, ma accorre a soccorrere le donne in ogni loro battaglia e specialmente nella battaglia del parto.

In questo monologo di Artemide, Callimaco ha colto buona parte dell'essenza della Dea Artemide, ma dubito che coloro che non hanno rispetto per la vita siano in grado di cogliere la sua manifestazione negli Esseri Umani che ci circondano.

 

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23 marzo 2026

Riflessione sull'esperienza Pagana

Costruire la Religione Pagana è un lavoro religioso che coinvolge sia la teologia che la filosofia; la sociologia e la pedagogia; con una specifica ritualità.

Per il cristianesimo, che domina la società attuale, assistere a qualcuno che mette in discussione la sua ideologia religiosa intervenendo in campo teologico, filosofico, sociologico e pedagogico, senza che i cristiani dispongano di argomenti da opporre, è quanto meno angosciante. Tanto più angosciante quando con la sua teologia, filosofia, pedagogia e sociologia, in realtà, reggono il loro potere economico e coercitivo della società.

La nascita di un sistema teologico e filosofico è intollerabile a tutte le organizzazioni cristiane (costituzionalmente sovversive per scelta religiosa rispetto alla nostra Costituzione) in quanto vedono, proprio per questo, sfuggire loro il controllo degli Esseri Umani.

C'è una relazione fra religione e sistema sociale dove l'attività, filosofica e teologica, dei Pagani va a rimuovere quello che è l'orrore imposto alla società dal cristianesimo.

Uno degli aspetti più importanti attraverso il quale il cristianesimo controlla gli Esseri Umani e i Sistemi sociali è la produzione di varie organizzazioni nella società, con cui diversificare la veicolazione del cristianesimo nei vari ambiti sociali, anche in posizione concorrenziale o antagonista fra di loro, per costringere le persone a confrontarsi con la veicolazione e non con il sistema ideologico che viene veicolato.

Quando parliamo di "ideologie politiche" come il nazismo, il comunismo (più corretto "catto-comunismo"), l'anarchia, il liberalismo, il socialismo, ecc. stiamo parlando di partiti politici che veicolano il cristianesimo nella società nascondendo alle persone i contenuti ideologici cristiani e impediscono alle persone di affrontare la sostanza da cui deriva il loro fondamento ideologico.

Dal momento che il cristianesimo, attraverso il condizionamento educazionale, impone all'Essere Umano di identificarsi col suo Dio assassino, gli Esseri Umani elaborano quest'identificazione riportandola nel Sistema Sociale attraverso una propria interpretazione.

Le differenze fra dei sistemi ideologici politici, altro non sono che reinterpretazioni soggettive degli individui del condizionamento educazionale subito in relazioni alle condizioni oggettive nelle quale vivono.

Gli individui aderiscono, di volta in volta, a questo o a quella proposta politica (magari variandola, data la diversa soggettività delle persone) a seconda della necessità di soddisfare specifici interessi; sia che questi siano di natura economica o di natura psicologica, etica e morale.

Di fatto, il cristianesimo ha costruito un insieme di manifestazioni ideologiche che contribuiscono, attraverso le relazioni dialettiche che intercorrono fra di loro, a controllare il Sistema Sociale al fine di salvaguardarsi il diritto soggettivo di stuprare bambini (costruire dipendenza generazionale), spacciare eroina (costruire il vuoto emozionale e propositivo nelle persone) e trafficare in schiavi (costringere le persone a rinunciare ad essere dei soggetti di diritto e trasformarsi in oggetto di possesso).

Il cristianesimo organizza bande sovversive (nei confronti del dettato costituzionale a cui i cittadini devono riferirsi per il sistema di valori morali nella società) al fine di impedire alle persone di sviluppare il proprio sentimento religioso e trasformalo in un sistema di pensiero in contrapposizione alla religione di morte, di possesso e sottomissione che il cristianesimo rappresenta.

La Religione Pagana, per le sue caratteristiche di LIBERTA' (intesa come processo di rimozione degli ostacoli alla vita sociale), non è in grado di convertire nessuno ad essa in quanto non ha strumenti di pensiero che portano alla sottomissione e all'appropriazione delle persone.

Dal punto di vista sociale, il suo scopo è quello di far "esplodere" le persone affinché, manifestando sé stesse, arricchiscano il Sistema Sociale in cui vivono.

I cristiani non sono in grado di opporre nulla ai principi etico e sociali proposti dalla Religione Pagana, agli Dèi che manifesta, ai percorsi di Stregoneria che pratica: i cristiani agiscono soltanto attraverso la diffamazione sociale, fingendo incomprensione per i principi sociali a loro avversi!

Costruendo la Religione Pagana si alza una sorta di antenna a tutte le sensibilità religiose (religio, le sensibilità che lega gli Esseri Umani al mondo circostante). A quest'antenna rispondono le persone di diversa estrazione sociale, di diversa provenienza politica, di diversa provenienza religiosa, di diversa provenienza etnica. Ogni persona, con la sua sensibilità, ha costruito il proprio sentiero nella vita.

La religione Pagana è una religione complessa. Se oggi può apparire semplice è solo perché la diversificazione religiosa Pagana avvenne nel passato fra numerose culture apparentemente diverse fra loro. Nel presente di oggi, per costruire la religione Pagana è necessario fare una sintesi delle idee del passato in relazione ai bisogni e alle necessità degli uomini di oggi.

Non è importante che di tutta la mole del lavoro per costruire la religione Pagana una persona percepisca solo un aspetto, molti aspetti o l'intero insieme: i Pagani parlano alla sua sensibilità.

Quando una persona viene dai pagani, noi non gli si chiede la carta d'identità. Non gli si chiede di far proprie idee pagane precostituite. Non gli si chiede di sottomettersi con tutto il suo cuore e con tutta la sua anima. Si accetta per come lei si presenta nell'ambito religioso. La si accetta per la sua sensibilità.

La si accetta per come lei si presenta e collabora con gli altri Pagani. I Pagani non disquisiscono sul partito politico a cui è iscritta: ai Pagani interessa come si comporta nel loro ambito religioso!

I Pagani non disquisiamo sulla sua etnia; ai Pagani interessa come si comporta nel loro ambito religioso!

I Pagani non disquisiscono sul suo passato o sul suo percorso, politico o religioso, che l'ha portato a venire in ambito pagano: ai Pagani interessa come si comporta nel loro ambito religioso!

Ai Pagani non interessa come lei organizza socialmente o politicamente la sua vita: ai Pagani interessa come si comporta nel loro ambito religioso!

Ciò che una persona ha nel cuore è quanto una persona dà a quanto fanno i Pagani e prende quanto gli necessita: i Pagani non sono cristiani che fanno inquisizione sui sentimenti religiosi delle persone.

Fra i Pagani non ci sono rapporti in denaro, non girano soldi, a differenza della chiesa cattolica che deve comperare gli adepti (vedi la Teresa di Calcutta), né si impongono dogmi sessuali di sottomissione.

Pertanto, dai Pagani le persone non trovano nessun vantaggio se non quello di trovare delle persone affini ai loro sentire. Non hanno obblighi! Non hanno decaloghi a cui sottostare! Non fanno nessun giuramento di fedeltà! Non ricevono una tessera di appartenenza!

Molti cristiani sono venuti in ambito Pagano con intenzioni malevole. Fra i Pagani cercavano qualche cosa con cui accusare i pagani. Ma se ne sono andati delusi.

Questo rende i cristiani feroci!

Tentano di creare conflitto alimentando contrapposizioni fra i Pagani di diversa estrazione politica. Spesso qualcuno fa il loro gioco e questo fa sorgere un dubbio: considerava sé stesso un Pagano o ha finto di essere un Pagano per creare conflitto?

I cristiani tentano di diffamare i Pagani attribuendo il significato al termine "pagano" ciò che loro vogliono siano i Pagani al fine di poterli controllare (vedi i neoplatonici o gli stoici).

La diffamazione, messa in atto dai cristiani, spesso accusando o avvicinando i Pagani ai loro satanisti, è alimentata dalla rabbia perché i Pagani non giocano al gioco che i cristiani vorrebbero che giocassero.

I Pagani non hanno un'ideologia della violenza nei confronti dei bambini, a differenza di cristiani ed ebrei. I Pagani non hanno un'ideologia di sottomissione e, pertanto, non spacciano quanto costringe gli uomini a sottomettersi (eroina, altre droghe, o qualche cosa che li renda dipendenti).

I Pagani non giocano ai giochi che i cristiani propongono per alimentare la gloria del loro Dio padrone.

Essere Pagani non significa solo non essere cristiani, ma significa vivere senza usare i modelli di pensiero e di relazione che i cristiani impongono agli uomini.

Non basta riconoscere nel cristianesimo il nemico dell'uomo, è necessario chiarire come e perché il cristianesimo è nemico dell'uomo analizzando la struttura ideologica del cristianesimo attraverso i suoi testi sacri con i quali i cristiani manipolano la struttura emotiva dell'infanzia trasformando le persone in pecore del loro gregge, anziché cittadini consapevoli del loro ruolo nella società civile.

 

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22 marzo 2026

Celebrazione privata dell'Equinozio di Primavera

Celebrazione dell'Equinozio di Primavera 2026

La pagina per il filmato della celebrazione dell'Equinozio di Primavera è sul sito federazionepagana.eu ed ha lo scopo di fornire un esempio delle celebrazioni private fatte dai Pagani quando, per una qualche ragione, sono impossibilitati a partecipare a riti pubblici e collettivi.

Si tratta di un esempio. In seguito ne farò altri partendo dal fatto che a 74 anni anche la mia capacità di sopportare fatiche sta diminuendo.

La celebrazione privata non ha meno valore delle celebrazioni pubbliche. Tutto sta nella quantità di emozioni che si coinvolgono nella celebrazione.

 

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21 marzo 2026

Pontificia Università Salesiane e il terrorismo sociale contro la Costituzione Italiana

Tutte le aggressioni che ho subito in questi 26 anni hanno la sua origine da un documento scritto da tale Francesco Greco e pubblicato a nome e per conto della "Pontificia Università Salesiane" nel 2000.

E' difficile pensare che degli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce, l'inventore dei forni crematori, abbiano una qualche capacità di capire il pensiero religioso di chi rifiuta il diritto di un assassino di macellare l'umanità col diluvio universale.

Nel 1999, Marco Dimitri degli allora "Bambini di Satana", per ringraziarmi della solidarietà che gli espressi durante il procedimento penale ingiusto che ha subito, e che lo ha visto assolto da tutte le accuse, si offrì di mettere in internet una parte dei miei scritti. Era il giugno del 1999 e io avrei iniziato ad usare internet solo nel settembre di quell'anno.

Alcune parti del Libro dell'Anticristo e poco altro fu pubblicato su un sito promosso da Marco Dimitri.

Quelle pagine vennero prese da Francesco Greco e spacciate come se i Bambini di Satana avessero fatto proprio il pensiero dei Pagani Politeisti. Ciò, ovviamente, non era vero. Marco Dimitri era un materialista razionalista, diciamo più ateo, e difficilmente avrebbe sposato tesi di una religione per quanto questa ritenesse il Dio dei cristiani come il "male assoluto".

Scrive Francesco Greco:

4. Il Paganesimo Politeista

Il satanismo dei Bambini di satana sviluppa la sua dottrina prendendo in prestito i concetti-base del "paganesimo politeista" 13, una teoria filosofico-religiosa che si sviluppa su una visione magico-panteista dell'universo.

L'universo viene concepito come il risultato di una "Energia vitale" che pervade tutto. Il principio positivo dell'universo è che l'energia si deve espandere, crescere, evolvendosi verso una progressiva coscienza di sé.

Nell'uomo questa presa di coscienza (espansione dell'energie vitale) si ottiene quando questo soddisfa i propri desideri, totalmente.

Non esiste nascita, non esiste morte, tutto è in trasformazione.

Il contrario, il negativo è l'immobilità, la stasi, L'Energia di Morte", l'arresto della coscienza di Sé. Il Dio cristiano, creazione di entità negative, è il male, poiché con le sue regole morali impedisce ogni espansione di energia nell'universo, "mette in ginocchio" le persone, limita l'espressione della propria libertà... opprime ogni spontaneismo, rende schiavi.

"E' bene imprecare e riprovare davanti alle difficoltà (serve a compattare se stessi) è male arrendersi e "pregare" come fanno gli adoratori di dei; ci si ripiega su se stessi e s'appassisce" 14.

Solo alcuni uomini riescono ad intuire nel profondo tale verità ed ergersi a padroni dell'universo prendendo coscienza di sé (gli "apprendisti stregoni').

Esistono alcuni stadi l'ultimo dei quali, attraverso la completa consapevolezza di sé, trasforma la persona in "essere luminoso".

Evidentemente i concetti sono troppo complessi per un adoratore del Macellaio di Sodoma e Gomorra.

Quando Greco afferma che i Pagani hanno: "... una teoria filosofico-religiosa che si sviluppa su una visione magico-panteista dell'universo", sono menzogne.

Energia e materia sono la stessa cosa organizzate in maniera diversa; l'una si trasforma nell'altra e viceversa. Per i Pagani non esiste né una coscienza dell'universo e nemmeno una coscienza creatrice dell'universo. L'universo diviene in sé e per sé in una trasformazione continua come risultante delle trasformazioni di ogni soggetto che compone l'universo. L'universo non si evolve, si trasforma. Il concetto di evolversi implica l'idea che ci sia un fine nelle trasformazioni, ciò che non è.

L'uomo non ha mai una presa di coscienza (il cristiano, che si considera creato dal suo Dio, ha una "presa di coscienza"!) dell'espansione dell'energia vitale perché l'energia vitale è il mattone primo dell'energia e della materia. Pertanto, dell'uomo stesso. Se ciò non fosse, l'uomo sarebbe solo un cadavere.

Certo che esiste la morte del corpo fisico. Ed è certo che per un cristiano esiste la morte come cessazione di ogni trasformazione o, se voglio usare i termini cristiani, per un cristiano la morte del corpo fisico coincide con la morte della sua "anima".

La cessazione delle trasformazioni della vita avviene con la morte. Una morte che può essere vissuta a vari livelli. Noi conosciamo la morte del corpo fisico, ma la psichiatria assiste spesso alla contrazione psicologica degli individui in cui appare la morte della coscienza e del desiderio. In troppi individui entra la morte che uccide il desiderio di essere persone socialmente propositive; si chiudono su sé stessi e pregano il pederasta in croce affinché dia loro una seconda possibilità per rimediare al loro fallimento esistenziale.

Il Dio cristiano si nutre della sottomissione degli uomini. Uccide il desiderio e la passione per imporre ai suoi schiavi l'amore per il proprio padrone al quale devono sacrificare la loro vita, come tanti Abramo che ammazzano l'Isacco che cresce dentro di loro.

Gli Apprendisti Stregoni non sono coloro che " alcuni uomini riescono ad intuire nel profondo tale verità", ma sono coloro che abitano il mondo in cui vivono e che sanno prendersi nelle proprie mani la responsabilità della propria vita. Proprio perché agiscono prendendosi la responsabilità della propria vita nella loro quotidianità vengono definiti "Apprendisti Stregoni". Sono coloro che manipolano la loro energia vitale, energia emotiva, costruiscono il loro "corpo luminoso", quello che i cristiani chiamerebbero "anima", consentendo a questo di superare la morte del corpo fisico.

Greco, ovviamente, non essendo mai stato un operaio, non conosce la differenza fra l'operaio che compatta sé stesso per risolvere i problemi del proprio lavoro e l'operaio che davanti ai problemi prega e supplica qualcuno che glieli risolva. Il cristianesimo preferisce questi ultimi: distrussero la medicina di Roma per consentire al loro Dio di fare i miracoli.

Solo un cristiano può pensarsi padrone di qualche cosa, come il pederasta in croce che si pensava padrone delle persone in quanto figlio del Dio padrone.

Greco deve insultare le persone appiattendole nelle categorie ideologiche che gli sono famigliari, ma si tratta di insulti quando dice: "Solo alcuni uomini riescono ad intuire nel profondo tale verità ed ergersi a padroni dell'universo prendendo coscienza di sé". Gli apprendisti Stregoni sono "padroni di sé stessi" come padrona di sé stessa è la donna che decide di abortire e alla quale i cristiani si oppongono affinché lei accetti di essere "la vacca che partorisce schiavi al loro Dio".

Un Apprendista Stregone, in quanto Apprendista Stregone, possiede la somma della proprie esperienze; dei problemi che ha affrontato e dell'energia emotiva che in quelle esperienze ha coinvolto.

Non è la "consapevolezza" che porta a costruire il "corpo luminoso" ma l'esperienza materiale della propria esistenza, la quantità di situazioni conflittuali che si sono vissute; la quantità di problemi che si sono affrontati impegnando la propria volontà e la propria intelligenza.

L'Università Pontificia Salesiane è fatta da diffamatori e, come tali, corresponsabili morali di tutti i crimini commessi contro l'umanità in nome del Macellaio di Sodoma e Gomorra e del pederasta in croce.

 

 

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20 marzo 2026

Riflessione sulla guerra di Israele e USA contro l'Iran

Quella contro l'Iran non è una strana guerra. E' il delirio di chi si pensa come il Dio della bibbia che chiama malvagi tutti gli uomini che non fanno quello che lui vuole e, pertanto, si ritiene in diritto di sterminarli.

Questa guerra è iniziata con le manifestazioni contro il regime. Manifestazioni dirette da Israele e gli USA che hanno fatto leva su sacche di malcontento interno. Un po' come se un paese straniero avesse fatto leva sull'indipendentismo bossiano per creare le premesse per l'invasione dell'Italia.

La guerra è iniziata allora.

Israele e gli USA hanno spinto all'eversione interna costringendo lo Stato Iraniano a preservare la sua unità politica ed economica che paesi stranieri stavano minando.

Sono tecniche che si sono già viste.

Quando la CIA USA finanziava il Dalai Lama per azioni di terrorismo nel tentativo di separare il Tibet dalla Cina. Abbiamo visto i cristiani alimentare le proteste ideologiche ad Hong Kong o sette religiose tentare di creare conflitto sociale in Cina.

E' difficile tenere l'unità di una nazione quando le persone si sentono oggetti posseduti da una minoranza che lo governa anche se quel governo è il meno peggio che quel paese può avere.

Un esempio lo abbiamo avuto in Libia. Gli USA e la Francia hanno devastato la Libia e, da allora, la Libia non solo non ha avuto una tregua, ma è diventata la preda di ogni predatore internazionale che si preoccupa più di vendergli armi affinché si ammazzino a vicenda che di commerciare pagando il giusto prezzo per ciò che viene portato via.

Quella in Iran è la solita guerra per rapina con l'aggiunta dell'ideologia razzista e nazista di Israele il cui progetto è la distruzione dei paesi vicini per poterli dominare.

Trump, nel suo delirio, ha provato a chiedere alla Cina di aiutarlo a tener aperto lo stretto attraverso il quale l'occidente si rifornisce di petrolio e gas dimenticando che l'Iran è un paese vicino alla Cina e, fino a prova contraria, a differenza dei dazi di Trump, la Cina non ha mai rapinato coloro con i quali può fare affari.

Non è una strana guerra quella dell'Iran. Una guerra che abbiamo visto in tanta cinematografia americana. Si fa una banda e si va a rapinare una banca, una diligenza, una città, una nazione in nome del diritto di chi sa sparare meglio e uccidere chi si oppone alla rapina. Non è altro che una riproposizione del Dio della bibbia dove, chi si identifica col Dio biblico può stuprare Giobbe e Giobbe deve amare il Dio che lo stupra per non essere stuprato ulteriormente. D'altro canto, della moglie e i figli di Giobbe che vengono ammazzati per il divertimento di Dio, al lettore della bibbia, che si identifica con Dio, non frega assolutamente nulla.

In questo contesto, Trump si è fatto Dio e non sta macellando Giobbe affinché si sottometta (l'Iran), ma ha macellato i figli (gli Stati arabi del golfo) di Giobbe e la moglie di Giobbe (l'economia mondiale) affinché Giobbe si sottometta.

Trump sventolava la bibbia, ma le persone vogliono attribuire alla bibbia il significato che loro credono che la bibbia abbia anziché leggere e analizzare per comprendere le intenzioni di chi si crede di essere un eletto del Dio assoluto padrone del mondo.

Se gli abitanti degli USA avessero avuto un minimo di cultura, avrebbero capito in anticipo le intenzioni di Trump che, usando il ruolo di Presidente degli USA, sta facendo gli affari propri mandando all'aria tutte le regole della società americana e coinvolgendo i propri cittadini in avventure che porterà il mondo in grande crisi.

Quando arrivò alla presidenza, Trump dichiarò: "Faremo così tanti soldi che non sapremo più come spenderli!" Gli abitanti degli USA sono contenti di aver fatto tanti soldi. Sono contenti delle deportazioni di massa; sono contenti della crescita esponenziale dei campi di concentramento; sono contenti che centinaia di miliardi vengano spesi per favorire le speculazioni in borsa del proprio presidente e dei suoi lacchè.

Il bandito non sale sul cavallo per rapinare una banca, manda le portaerei dei suoi servi affinché rapinino, per lui, la ricchezza che altri hanno costruito e che lui non sarà mai in grado di costruire.

 

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19 marzo 2026

Celebrazione Equinozio di Primavera

Equinozio di primavera: Carmina Saliaria, Inno dei Fratelli Arvale

 

Equinozio di primavera: Inno al serpente

 

19 marzo 2026

Cronaca di oggi

 

 

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18 marzo 2026

Evoluzione e divinità delle specie
Le prove scientifiche e la riflessione religiosa

Noi non abbiamo idea degli effetti e dei meccanismi per i quali gli Esseri della Natura dirigono la volontà all'interno di sé stessi, concentrandola sul proprio organismo, per adattarsi alle condizioni oggettive in modo favorevole.

La scienza parla quasi sempre di "reazione di riflesso", ma solo perché l'analisi scientifica è esterna a quell'abitare il mondo in cui il soggetto, analizzato, manifesta la sua volontà adattando sé stesso alle condizioni esterne.

Si tratta della differenza che esiste fra il Potere di Essere e il Potere di Avere. Dove il Potere di Essere altro non è che la capacità del soggetto di manifestare sé stesso nell'oggettività adattandosi alle variabili che dall'oggettività lo costringono a modificarsi. A prendere delle decisioni. Noi siamo abituati a considerare la volontà di possesso. Quell'atto di violenza con cui dei soggetti si impongono su altri ed obbligano altri a fare quello che loro vogliono. E' un esempio preso dalla violenza del dio della bibbia e tanto decantata. Poi, quando scopriamo che una rana cambia il proprio sesso per adattarsi a situazioni particolari, allora ci stupiamo. Dimentichiamo che la volontà della rana è una volontà di adattamento soggettivo alle variabili oggettive e non la violenza con cui si costringono le variabili oggettive a conformarsi al desiderio soggettivo.

In questo articolo, pubblicato da La Repubblica, Piergiorgio Odifreddi parla di un esperimento sui batteri durato venti anni e che ha dimostrato alcuni principi fondamentali di evoluzione come adattamento all'ambiente.

Ciò che manca, in questo articolo e che la scienza non è in grado di valutare, è la volontà soggettiva dei batteri, la loro necessità di sopravvivenza e di trasformazione in un ambiente ostile: la ricerca di felicità là dove l'ambiente crea dolore.

I batteri dimostrano la loro realtà divina. Al punto tale da poter modificarsi per divenire nonostante venga sistematicamente modificato l'ambiente in cui vivono.

Mentre lo sperimentatore è convinto che i soggetti, i batteri, vivano la manipolazione dell'ambiente in maniera passiva, la vita non è mai passiva e sa dirigere la volontà di adattamento al variare dei fenomeni che la stimolano.

Si sta parlando di batteri, non di organismi complessi. Che cosa sono i corpi se non strutture di batteri? Strutture mitocondriali? Batteri che hanno costruito corpi e strategie per la costruzione di corpi nella loro continua ricerca di felicità?

L'articolo tratta anche della stupidità di Ratzinger che prosegue imperterrito nella follia della sua fede dimostrando di non capire la vita. Ratzinger ha eretto una barriera che separa la vita dall'intelligenza che la esprime. Si chiama fede; quel prodotto della patologia psichiatrica che, proprio perché blocca i cervelli, qualcuno va farneticando che smuoverebbe le montagne.

Scrive La Repubblica del 11 ottobre 2008:

Con Darwin in pancia

Articolo di Piergiorgio Odifreddi

All'insegna del motto "il presente è la chiave del passato", chiaramente espresso nel sottotitolo "Un tentativo di spiegare gli antichi cambiamenti della superficie terrestre partendo dalle cause attualmente operanti", i Princìpi di geologia di Charles Lyell introdussero nel 1830 una nuova concezione della natura: il fatto, cioè, che i fenomeni geologici globali sono il risultato di una lenta accumulazione di piccoli effetti locali su enormi scale temporali. Il giovane Charles Darwin lesse il libro due anni dopo, durante il suo viaggio sul Beagle, e dichiarò in seguito che "il più grande merito dei Princìpi è stato di aver rivoluzionato l'intero modo di pensare". Egli adattò nel 1859 la teoria di Lyell a L'origine delle specie, ma il fatto che i fenomeni evolutivi sono il risultato di una lenta accumulazione di piccole mutazioni locali su enormi scale temporali finì per essergli ritorto contro, storpiato come affermazione della non verificabilità sperimentale dell'intera teoria dell'evoluzione per selezione naturale.

Ironicamente, sono stati i fondamentalisti cristiani ad adottare questa critica: come se le storie della Bibbia fossero invece verificabili sperimentalmente, e la stessa espressione "tempi biblici" non derivasse comunque proprio da esse! Recentemente, l'argomento è stato sposato addirittura da papa Benedetto XVI, che negli atti della conferenza su Creazione ed evoluzione (Edizioni Dehoniane, 2007) dice testualmente: "la teoria dell' evoluzione in gran parte non è dimostrabile sperimentalmente in modo tanto facile perché non possiamo introdurre in laboratorio 10.000 generazioni". Queste parole sono state pronunciate il pomeriggio del 1 settembre 2006 a Castelgandolfo, dopo che quella stessa mattina e nello stesso luogo il papa aveva udito Peter Schuster, presidente dell' Accademia delle Scienze austriaca, riportare invece nella sua conferenza: "Richard Lenski dell' Università del Michigan a East Lansing nell'anno 1988 ha iniziato un esperimento che continua anche oggi con batteri del tipo Escherichia coli, che egli lascia evolvere in condizioni costanti. A tutt'oggi ha isolato e analizzato circa 40.000 generazioni". Naturalmente, non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Ma per chi vuole invece prestare attenzione, la ricerca in questione rappresenta una spettacolare confutazione della non dimostrabilità sperimentale del darwinismo, come dice già il suo stesso nome: Long-term evolution experiment, "Esperimento di lunga durata sull' evoluzione". Esso è iniziato il 15 febbraio 1988 con dodici ceppi di Escherichia coli, tutti derivati da uno stesso batterio iniziale e mantenuti in incubazione a 37 gradi in dodici provette: ogni mattina si aggiunge in ciascuna un po' di glucosio (25 milligrammi per litro), che viene consumato entro il pomeriggio. Il giorno dopo si estrae da ciascuna provetta una stessa quantità di ciascun ceppo, la si rimette in un' altra provetta con un po' di glucosio, e così via. Ogni 75 giorni, pari a 500 generazioni di riproduzione (asessuata), si congela una parte di ciascun ceppo per creare una specie di "testimonianza fossile" dell' intero esperimento: diversamente dai fossili, però, queste testimonianze possono non solo essere studiate, ma anche scongelate per far ripartire l' esperimento da un certo punto, o per mescolare vecchie generazioni con altre più giovani e osservare come esse interagiscono e quale risulti essere meglio adattata.

Per vent' anni e nel corso di 45.000 generazioni, raggiunte nel 2008, si sono costantemente monitorati e registrati i dati relativi ai cambiamenti indotti nei batteri da modifiche dell'ambiente in cui essi sono mantenuti, al loro comportamento sociale, alla loro resistenza ai parassiti e agli antibiotici, alla velocità di comparsa delle mutazioni e alla loro interazione reciproca. A causa delle piccole dimensioni del genoma del batterio e del gran numero di generazioni succedutesi, si è calcolato che ormai ogni possibile mutazione individuale dev'essersi manifestata più volte. Alcune di queste mutazioni sono ad alta probabilità, visto che hanno prodotto gli stessi effetti in tutti i dodici ceppi: ad esempio, un aumento di volume delle cellule e una diminuzione della densità di popolazione. Altre sono a probabilità intermedia, visto che hanno prodotto gli stessi effetti in alcuni ceppi, ma non in tutti: ad esempio, in quattro si sono sviluppati difetti nella capacità di riparazione del Dna.

La cosa più interessante che è accaduta ha a che fare col fatto che, durante il trasferimento giornaliero di un ceppo da una provetta all'altra, questo può essere contaminato da batteri in grado di nutrirsi del citrato che fa parte della soluzione nella quale vengono mantenuti gli Escherichia coli (il cosiddetto brodo minimale di Davis, che è comunemente usato per studiarne i mutanti e contiene il minimo dei nutrienti necessari per la loro sopravvivenza e autoriproduzione). Poiché gli Escherichia coli non sono invece in grado di nutrirsi direttamente del citrato, i batteri invasori prendono il sopravvento su di essi e l' effetto è visibile anche a occhio nudo, in quanto la soluzione della provetta diventa opaca. Se questo accade Lenski butta via il ceppo contaminato e riparte dalla precedente generazione, scongelandone una parte. Ma una volta, nel giorno della 33.127 generazione, si accorse che il liquido nella provetta era diventato opaco senza essere contaminato: il ceppo degli Escherichia coli aveva sviluppato da solo la capacità di nutrirsi del citrato! Scongelando le generazioni precedenti ed esaminandole, Lenski si accorse che fino alla 31.000 non c' erano mutanti in grado di digerire il citrato, alla 31.500 ne erano apparsi il cinque per mille, alla 32.500 costituivano quasi il venti per cento, alla 33.000 erano praticamente scomparsi, ma alla 33.127 essi erano improvvisamente diventati dominanti e avevano appunto reso opaco il liquido nella provetta. Esaminando varie generazioni congelate degli altri ceppi, Lenski non vi ha mai trovato batteri in grado di mangiare il citrato: a differenza di altre mutazioni, che tendono a ripetersi più o meno uniformemente nei vari ceppi, siamo dunque di fronte a un evento di probabilità molto bassa (che esperimenti successivi hanno calcolato essere dell'ordine di uno su mille miliardi). Inoltre l' andamento delle percentuali nelle varie generazioni mostra che quella mutazione non è sufficiente, da sola, a rendere i batteri in grado di mangiare il citrato più adatti alla sopravvivenza nella lotta per vita, di quelli in grado di mangiare il glucosio: i batteri della generazione 33.127 dovevano dunque aver subìto qualche ulteriore mutazione, e come tali erano il risultato di un evento a bassissima probabilità. Ora, questo è precisamente il genere di cose che i detrattori dell'evoluzionismo sostengono non possano accadere in natura senza l' intervento divino!

Puntualmente, tre giorni dopo che i risultati dell'esperimento erano stati pubblicati da Lenski e due suoi collaboratori il 10 giugno 2008 nei Proceedings dell' Accademia Nazionale delle Scienze statunitense, il sito Conservapedia (un nome, un programma) ha pubblicato un attacco alla loro ricerca, in cui si intimava a Lenski di rendere pubblici i protocolli e i dati dell'esperimento, e di specificare come questi supportassero le conclusioni annunciate. Lenski ha dapprima risposto cortesemente, invitando i critici a leggere l' articolo originale e consultare il sito dell'esperimento, invece di limitarsi a citare un articolo di giornale che riportava la notizia di seconda mano.

Ma quando il sito ha insistito imperterrito, egli ha smascherato la pretesa dei fondamentalisti religiosi di pretendere che ogni qualvolta i dati scientifici supportano conclusioni contrarie alle loro prevenzioni, allora si deve per forza essere di fronte a un errore o una frode. Come ogni scienziato che si rispetti, Lenski è pronto a fornire a ogni altro scienziato che si rispetti non solo esemplari dei batteri originari che si nutrono di glucosio, ma anche di quelli mutati che si nutrono di citrato. Ai fondamentalisti, invece, consiglia di accontentarsi del miliardo di Escherichia coli che ciascuno di essi ha nel proprio intestino: oltre al fatto che bisogna lavarsi bene le mani dopo essere andati in bagno, questo significa anche che al mondo ci sono miliardi di miliardi di Escherichia coli, ciascuno dei quali si riproduce più volte al giorno. E poiché all'incirca una volta su un miliardo si verifica una mutazione, più o meno tutte le possibili mutazioni avvengono ogni giorno, comprese quelle estremamente improbabili.

Da: La Repubblica dell'11 ottobre 2008

Sono buffe e irritanti quei fondamentalisti cristiani che chiedono dimostrazioni alle conclusioni scientifiche e loro non dimostrano razionalmente l'esistenza di quel Dio criminale che il loro fondamentalismo afferma l'esistenza ma si nasconde in nome di quella malattia mentale che chiamano "fede". La scienza è un cammino progressivo di sviluppo della conoscenza; la fede, sempre militarmente imposta, è la negazione del diritto dell'uomo di abitare e conoscere il mondo in cui è nato.

Riconoscere agli Esseri Batteri una volontà di adattamento, significa riconoscere loro la capacità di mettere in atto strategie di sopravvivenza dato il variare delle condizioni oggettive. Ma, quando le condizioni oggettive sono delle costanti, avviene comunque che una mutazione favorevole?

Che cos'è la ricerca di felicità del battere?

Se condizioni sfavorevoli impongono un processo adattativo messo in atto dai soggetti che quelle condizioni vivono, significa che il meccanismo adattativo è in potenza nel soggetto e viene attivato da fenomeni esterni.

Il meccanismo adattativo, proprio per essere comunque presente: può mettersi in moto anche senza essere attivato da sollecitazioni esterne? E le sollecitazioni esterne agiscono sul meccanismo o agiscono sulla volontà del soggetto di far scattare quei meccanismi? Quell'animale che trattiene il parto per far nascere il figlio solo nelle condizioni oggettive favorevoli, fa un atto di volontà soggettiva o sono le condizioni sfavorevoli che fanno scattare quel meccanismo? In altre parole, i fenomeni del mondo che sollecitano le risposte dei soggetti, agiscono su soggetti muti che rispondono di riflesso o agiscono sulla volontà del soggetto che mette in atto quelle azioni?

La differenza fra religioni monoteiste, cristianesimo in particolare, e la religione pagana, in fondo, è tutta qui.

Guardare agli Esseri che riconosciamo come tali, come Esseri Intelligenti di cui osserviamo le azioni come fenomeni e fenomeni che rispondono a fenomeni, implica, a nostra volta, usare l'intelligenza per manifestare la nostra intenzionalità all'interno di un mondo che sappiamo comprenderci. Un mondo nel quale noi, come singoli individui e come specie, siamo germinati e divenuti. Siamo germinati e divenuti in un mondo che è germinato e divenuto a sua volta. Intelligenza immersa in un universo di intelligenze. Volontà immersa in un insieme di volontà. Percezione soggettiva dello spazio immerso in un numero infinito di percezioni dello spazio. Percezione soggettiva del tempo inserita in un numero infinito di percezioni soggettive del tempo. Veicolazione soggettiva degli intenti, dei bisogni e dei desideri soggettivi, all'interno di un infinito numero di veicolazioni soggettive degli intenti, dei bisogni e dei desideri soggettivi.

Come Pagani siamo consapevoli di vivere in un immenso che sollecita le nostre risposte nei modi più disparati.

Per questo, come Pagani onoriamo Zeus che combattendo la Titanomachia ha disciplinato, limitato e circoscritto, l'azione delle forze dell'immenso universo sugli Esseri della Natura. E lo onoriamo quando usiamo le forze titaniche che abbiamo dentro di noi per dare l'assalto al cielo della vita. E onoriamo Zeus padre quando il Tifone che abbiamo dentro di noi scuote le colonne del cielo permettendo alla percezione delle emozioni degli infiniti Soggetti del mondo, gli infiniti Dèi, di fondere con noi le emozioni per camminare e progettare assieme un tempo infinito di trasformazioni.

 

 

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17 marzo 2026

Venti di guerra soffiano sul mondo

 

I venti di guerra soffiano sempre più forti. Trump vuole portare l'Europa in guerra e poi pasteggiare sul suo cadavere. L'uomo che voleva il Nobel per la Pace, vive il delirio del Dio onnipotente della bibbia con cui si identifica.

Gli USA non volevano un Presidente, ma volevano un padrone in nome di Dio.

 

 

Trump minaccia un futuro "molto negativo" per la NATO se gli alleati non contribuiranno a garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz dopo che lui, Trump, ha agito per renderlo insicuro e privare il mondo del suo petrolio.

L'Iran afferma che lo stretto è "chiuso solo ai nostri nemici", in un contesto di tiepida risposta all'appello di assistenza del presidente statunitense.

 

 

L'Iran attacca il centro petrolifero del golfo mentre gli alleati si oppongono al piano di Trump su Hormuz.

Trump riceve una risposta fredda dagli alleati alla richiesta di aiuto per Hormuz. Gli stessi alleati ai quali Trump ha imposto dazi illegali per poterli rapinare.

La richiesta di Trump di navi da guerra cinesi tocca un tema delicato per Xi. L'Iran è un semi alleato della Cina e la Cina ha deciso di non fare mai guerra a nessuno per imporre la propria ideologia a differenza del cristiano integralista Trump.

 

 

Trump dice: "Credo che Parigi aiuterà con Hormuz". No di Londra e Berlino. Tajani: "Complesso cambiare missione Aspides".

Alla domanda rivolta a Mosca se Khamenei era a Mosca per cure, il Cremlino ha risposto con un "No comment".

 

 

Pechino chiude alla proposta di Trump sulla flotta ad Hormuz.

Trump ha minacciato di disdire l'incontro con Xi; come un bambino che rompe i giocattoli affinché altri bambini non ci giochino.

 

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16 marzo 2026

Il Brodo Primordiale della vita: Fulmini e vulcani
Zeus e Rea

Il "brodo primordiale" non è solo una definizione scientifica relativa ad un determinato ambiente. Il "brodo primordiale" è una definizione che può e deve essere assunta dalla Religione Pagana per indicare la presenza costante di "brodi primordiali" dai quali, in ogni generazione, ogni Essere della Natura, di ogni specie, tende ad emergere sommando agli strumenti e alle possibilità che la propria specie gli ha messo a disposizione, la propria volontà d'esistenza.

Le combinazioni del presente generano delle condizioni nelle quali la materia modifica sé stessa. E modifica sé stessa attraverso un processo adattativo in cui le intenzioni della materia è la ricerca di quella stabilità che rappresenti la maggiore felicità nelle condizioni in cui esiste. Nella ricerca di felicità mediante l'adattamento la materia diviene.

Così lo scienziato, il misuratore, come un estraneo ai processi di trasformazione, assiste, misura, descrive, uno stato di essere e dei comportamenti adattativi dei quali non conosce né l'esercizio della volontà, né le scelte intelligenti, né la percezione, della soggettività della materia. Lo scienziato, come l'uomo in generale e nella condizione di giudice e di dio padrone, si trova a descrivere degli oggetti separato dalla materia, separato da quei processi adattativi che egli VUOLE imputare al "caso". Il "caso" è una categoria generica del pensiero, una categoria indefinita, in cui la sua ragione inserisce ciò che sfugge ai suoi processi cognitivi.

La scelta di attribuire alla materia, o agli Esseri della Natura, "reazioni di riflesso" o, in alternativa, scelte intelligenti di adattamento, appartiene alle convinzioni religiose dello scienziato. Convinzioni religiose che condizionano e determinano aprioristicamente il pensiero col quale lo scienziato descrive i processi di trasformazione.

Quando è apparse l'intelligenza nell'Essere Umano?

E quando si può considerare intelligenti gli Esseri della Natura?

Innanzi tutto iniziamo a dire che l'intelligenza non è una manifestazione astratta di un soggetto, ma è quanto lo spettatore rileva dalle azioni fatte dal soggetto in relazione ALLA SUA VITA!

E' la consapevolezza nella vita di un soggetto che lo spinge a mettere in atto delle strategie affinché le sue condizioni di vita, e della sua specie, si dilatino nella sua oggettività. Quella ricerca di dilatazione è ricerca del piacere.

Se oggi come oggi, noi ci giriamo indietro e assistiamo a tutte le strategie della materia che ha portato fino a noi, non possiamo far altro che scorgere, in ogni gesto della materia, azioni intelligenti. Esattamente quelle che noi mettiamo in atto per fondare il nostro futuro e costruire condizioni favorevoli alle future generazioni.

Nessun individuo dispone di parametri per misurare l'intelligenza dell'individuo che gli sta di fronte. Può solo dedurre la sua intelligenza in base alle sue azioni e in riferimento alle azioni che, il soggetto che sta misurando, avrebbe fatto in quella situazione.

Sono le azioni che determinano l'intelligenza di un soggetto. Le azioni in base ai suoi bisogni e ai suoi desideri nella perenne ricerca di felicità.

Questo vale anche per quella che noi chiamiamo la "nascita della vita". Condizioni che una parte della materia ha sfruttato adattandosi opportunamente dati stimoli e fenomeni che si sono manifestati nell'ambiente in cui esisteva.

L'educazione religiosa monoteista, e cristiana in particolare, nega la qualità divina della materia. Nega che la materia abbia come qualità quella di passare da uno stato di inconsapevolezza ad uno stato di consapevolezza in presenza di condizioni che ne stimolano il passaggio. L'educazione religiosa monoteista, e cristiana in particolare, impone alle persone di pensare il mondo in cui vivono, muto ed immobile.

Così, come il monoteista, e il cristiano in particolare, deve sottomettere la vita a volontà ed intelligenze esterne alla vita, lo scienziato cristiano fa derivare la vita da un presunto "caso". Una combinazione casuale di concomitanze dalla quale nasce la vita che si esprime mediante volontà ed intelligenza. Non vede le cause quali azioni di altre intelligenze nella loro ricerca di felicità. Come il cristiano non coglie nelle concause un'azione di intelligenza, così non coglie nelle trasformazioni della materia, per le quali egli stesso è divenuto, delle trasformazioni intelligenti messe in atto da ogni soggetto concorrente nella sua ricerca di felicità. Mentre gli Esseri, qualunque Essere, vive per sé stesso, il cristiano si immagina che, invece, vivono in funzione di lui e della gloria del suo dio padrone. Il cristiano deve necessariamente far dipendere le azioni dei soggetti da un finalismo che imputa al progetto o alla volontà di un soggetto esterno alla materia e, con questo, priva la materia della sua qualità divina: poi finisce per usare le camere a gas perché toglie agli Esseri della Natura i loro diritti di divinità.

Questo articolo di Elena Dusi sulla ripetizione dell'esperimento di Stanley Miller ci permette di introdurre il discorso sulla volontarietà dei gesti della materia. E quando parlo di materia intendo la materia in tutte le sue organizzazioni fisiche anche quando alcuni fisici distinguono la materia dall'energia.

Cosa ci interessa dell'articolo?

Ci interessa l'idea per il quale la vita è una effetto prodotto dalla materia. Parlo in questo caso della vita della Natura, come noi la intendiamo. La materia ha la "qualità" intrinseca di passare dallo stato "inconsapevole" allo stato di consapevolezza formando, di volta in volta, corpi che agiscono come unità o come insieme di unità distinguendo sé stessi diversi da un circostante diverso da sé. Inoltre, quando noi incontriamo un corpo non possiamo partire dal presupposto che tale corpo non abbia intelligenza se non attribuendo l'intelligenza come qualità a noi stessi diversi da ogni altro corpo presente nell'universo. Inoltre, a meno che non ci consideriamo creati ad immagine e somiglianza di un dio padrone e creatore, non possiamo assumere i parametri di intelligenza, tempi, modi d'azione, scopi, che attribuiamo a noi stessi privando di intenzionalità, scopo e intelligenza, i corpi che ci circondano solo perché non sono uguali a noi. Né possiamo pensare che la percezione del tempo e l'uso dello spazio dei corpi che ci circondano debba essere uguale alla percezione del tempo e all'uso dello spazio che ne fa la nostra ragione.

Lo scienziato, esterno alla vita, può solo descrivere i movimenti della vita ai quali assiste o tenta di riprodurre. In quel momento, quella persona, non è più colei che vive, ma colei che come un dio padrone giudica e descrive. Una persona esterna alla vita ed estranea al flusso emotivo di chi vive. Come esterno alla vita, lo scienziato-giudice può solo interpretandone le azioni in base alla propria cultura e al proprio credo religioso. Riporto dal giornale La Repubblica del 17.10.2008 alcuni estratti di un articolo di Elena Dusi:

Nei gas dei vulcani in eruzione i segreti del "brodo primordiale"

di Elena Dusi

ESPERIMENTI 1953-54" diceva l'etichetta sulla cassa di legno che nessuno sospettava di avere, in un laboratorio dell'università di Chicago. Le provette e gli alambicchi in cui Stanley Miller - il padre del "brodo primordiale" - simulò la nascita della vita erano rimasti imballati lì. Nel 2007, alla morte dello scienziato, alcuni ex studenti si ritrovarono insieme e mentre parlavano si ricordarono dell'esistenza di quei vecchi strumenti.

Leggendo le idee appuntate da Miller e mai tradotte in pratica, gli allievi di un tempo oggi sono riusciti ad aggiungere un tassello all'esperimento che creò la vita partendo da un brodo. Gli ingredienti della "zuppa primordiale" - spiegano su Science gli ex studenti diventati nel frattempo professori - avevano bisogno di un robusto sottofondo di vulcani in eruzione, e non solo di quelle scariche elettriche nell'atmosfera ricreate dal maestro usando due elettrodi artigianali.

[...]

L'idea che all'origine ci fosse un brodo primordiale venne abbozzata la prima volta da Charles Darwin nel 1871, sotto forma di un "piccolo e tiepido stagno" ma venne descritta nei dettagli negli anni '20. Fu però in un giorno di primavera del 1953 che Stanley Miller - a 23 anni e appena laureato - si presentò nell'aula magna dell'università di Chicago con un'apparecchiatura degna di un alchimista e fece scoccare la scintilla nel brodo primordiale di fronte a una platea che comprendeva Enrico Fermi e altri scienziati del progetto Manhattan. Tutti piuttosto scettici. Ma nel 1969 a Murchison, in Australia, venne trovato un meteorite. Conteneva esattamente gli stessi aminoacidi creati da Miller nei suoi alambicchi.

(17 ottobre 2008)

Tratto da: La Repubblica del 17 ottobre 2008

Gli esperimenti con cui Stanley Miller dimostrò il "brodo primordiale" vennero presentati nel 1953, cinquantacinque anni or sono.

Dimostra come la vita della Natura è la conseguenza di azioni e situazioni, come i fulmini dell'atmosfera o la lava della Terra eruttata dai vulcani. Fulmini ed eruzioni sono azioni che trasformano l'ambiente. Noi non sappiamo se questi esperimenti possono fornire la parola ultima sulla nascita della vita: certamente la vita della Natura è espressione della materia.

Certamente gli Orfici avevano capito quando nel Papiro di Derveni parlavano di Zeus (l'atmosfera) che si accoppia con Rea (la Terra).

Noi siamo i figli del fulmine e delle eruzioni vulcaniche allo stesso modo che siamo figli dell'accoppiamento fra nostro padre e nostra madre.

Commento al Papiro di Derveni:

concepì poi il grande sole, che è un bene per i mortali,
e gli astri splendenti, di cui il cielo si fa corona,

[...]

L'ultima concezione di Zeus è ciò di cui deve prendere atto per far nascere i suoi figli: l'Essere Sole e Urano Stellato. Entrambi diventano forma e concorrono a formare la vita dell'Essere Natura che Zeus intende far nascere.
E' tutto pronto.
L'iniziato ha fatto un bilancio del mondo in cui deve operare; l'Iniziato ha presente gli elementi che concorreranno a formare il suo progetto. Elementi che sono NECESSITA' all'interno della quale agirà. NECESSITA' come limitazione del suo agire e NECESSITA' come forza che spinge la sua azione. L'Iniziato ha liberato le forze della vita imprigionate. L'Iniziato ha elaborato l'Intento cui il suo progetto, in questo caso la vita stessa, tende.
Ora a Zeus non resta altro che far sgorgare la vita degli Esseri della Natura: il suo Capolavoro!

poi, dopo che ebbe concepito tutto ciò, Zeus saggio e prudente
voleva unirsi in amore con sua madre.

Il mito è descrizione della ragione di Esseri Umani che hanno abitato il mondo fondendo le loro emozioni con il loro presente; la scienza descrive sviluppando quella continua ricerca del vero che può confermare la percezione degli Esseri Umani che abitano il mondo o la può smentire.

La scienza non aiuta l'Essere Umano ad abitare il mondo, ma descrive il mondo in cui l'Essere Umano abita. Così l'Essere Umano può confrontare la sua idea del mondo. Come la scienza smentisce ogni idea di creazione, in quanto frutto di un desiderio soggettivo patologicamente malato; così conferma la visione che gli Antichi trasferirono nel mito.

Mentre i Pagani Politeisti, attraverso la religione Pagana, abitano il mondo aperti al futuro, i monoteisti e i cristiani cattolici in particolare, sono chiusi al mondo all'interno di una patologia delirante da onnipotenza. Mentre per i Pagani Politeisti la ricerca scientifica trova conferme nell'approfondimento della conoscenza del mondo in cui viviamo, per i cristiani la scienza conferma sia l'origine malata della loro fede, ma soprattutto smentisce la realtà oggettiva di ogni credenza che mettono a fondamento della loro esistenza.

 

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15 marzo 2026

L'Anticristo

Chissà se qualcuno si ricorda perché io firmo tutti le mie migliaia di pagine web col mio nome e cognome e con il mio ruolo nella società di:

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Eppure, 30 anni fa ciò suscitò molta apprensione, molta confusione e molti fraintendimenti.

Perché meccanico?

Ho fatto il meccanico come lavoro, ma il meccanico, metafisicamente inteso, è una sorta di mia predisposizione. Una predisposizione abbastanza sconosciuta nella società finché non è stata veicolata nella programmazione dei computer. Io, comunque, non l'ho veicolata in mansioni tecniche, ma in mansioni metafisiche.

Il termine "Apprendista Stregone" indica un percorso di percezione della realtà sganciato dalla forma e dalla quantità e legato al mutamento e alle trasformazioni. Oggi come oggi posso dire di aver sviluppato i fondamenti eraclitei in opposizione al platonismo e all'aristotelismo.

Altro termine che ha lasciato perplessi è quel "Guardiano dell'Anticristo". Ogni cristiano pensa ad una persona nemica del suo Gesù. Solo che il suo Gesù non è mai esistito e, al contrario, la sostanza del suo Gesù è costituita da un'ideologia di morte e di sottomissione definita nei quattro vangeli dei cristiani, nelle lettere di Paolo di Tarso che riprendono i principi di odio sociale della bibbia ebraica. Questo odio è la sostanza dell'ideologia assolutista di ebrei e cristiani che devono trasformare gli uomini in schiavi sottomessi ad una morale e a dei principi che impongono sofferenza e dolore.

Assolutismo di Gesù e della bibbia che legittimano ogni dittatore, ogni schiavitù e ogni miseria sociale.

L'Anticristo non è altro che la voce che il mondo in cui viviamo rivolge agli uomini di uscire dalla sottomissione e riprendere il proprio posto nella società e nella Natura.

Le persone non si rendono conto della violenza che hanno subito nell'infanzia per costringerle alla ricerca di un padrone buono, che identificano con Gesù, l'assassino che ordina di sgozzare chi non si mette in ginocchio, il criminale che inventa i forni crematori. Il pederasta che viene arrestato col bambino nudo. Un povero demente che va farneticando "In verità, in verità ti dico..." e giù con le farneticazioni prive di senso logico perché, tanto, non sarebbe passata quella generazione senza che le stelle sarebbero cadute sulla terra e lui sarebbe venuto con grande potenza sulle nubi.

L'anticristo è la libertà dell'uomo dalla sottomissione e dall'odio con cui il "Dio buono" della bibbia si vanta di aver macellato l'umanità con un fantomatico diluvio universale.

 

15 marzo 2026

I valori dell'occidente europeo

Il discorso sulla "libertà" è un discorso arduo da farsi perché, nella società in cui viviamo, convivono due concetti di libertà, uno giuridico e uno educazionalmente imposto all'individuo con la violenza.

Posso rivendicare la libertà di ucciderti? Posso importi tutte quelle cose che tu non desideri?

E' una libertà che viene rivendicata a gran voce e che si scontra col concetto giuridico della libertà di non essere ucciso o di non dover subire violenza o prevaricazione.

Sono due concetti di libertà che vengono rivendicati a seconda del ruolo sociale che un individuo occupa: la libertà, rivendicata da Salvini, di far violenza agli immigrati è diversa dalla libertà di vivere chiesta dagli immigrati.

Quale di queste due libertà rientra fra i valori dell'Europa?

Quando qualcuno parla di "valori occidentali", di solito evita di dire quali sono questi valori occidentali. Evita di dire se questi valori hanno forza di legge o se sono "semplici congetture immaginarie". Pertanto, con costoro, non si può discutere. Stanno sempre ingannando le persone.

Quando la legge determina un principio che definiamo "valore occidentale", ci sono nella società almeno dieci organizzazioni mafiose che con i se e i ma, evitano di rispettare quei valori e, di fatto, agiscono per fini eversivi nella società.

Proviamo ad enunciare due valori occidentali presi dal Trattato di Nizza e sottoscritti da tutti i paesi d'Europa. Valori che sono alla base della Costituzione Europea:

Articolo 4

Proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti

1. Nessuno può essere sottoposto a tortura, né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

Articolo 5

Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato

1. Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù.

2. Nessuno può essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio.

3. E' proibita la tratta degli esseri umani.

Dal Trattato di Nizza

Ebbene, questi valori sono violati dalle Istituzioni quando torturano o umiliano le persone; sono violati attraverso la legittimazione del lavoro nero; dalla violazione degli orari di lavoro; dal caporalato.

Se avvengono le violazioni non è perché la legge lo consente, ma perché la Polizia di Stato e la Magistratura, per fini eversivi dell'ordine Costituzionale, lo consentono.

In questo consiste il tradimento dei valori dell'occidente e, guarda caso, il cristianesimo esalta la schiavitù, vedi Paolo di Tarso; esalta la tratta degli Esseri Umani, vedi lo stupro dei bambini legittimato da Gesù col bambino nudo; esalta il non rispetto del dovere del proprietario nei confronti dei dipendenti, vedi la storia dell'industria.

 

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14 marzo 2026

La Maria dei cristiani e l'ideologia cristiana dello stupro come diritto divino.

Il problema che voglio sottolineare, con questa lunga citazione, è l'origine di aspetti fondamentali del cristianesimo. Questioni dottrinali che determinano le relazioni fra l'uomo e il mondo. La prostituzione sacra di Maria, il sacrificio del primogenito del dio padrone, il concetto di resurrezione l'uso del corpo in relazione al mondo. Come Dèi e le concezioni prima del cristianesimo consideravano il corpo in relazione al mondo? La resurrezione? Come il cristianesimo ha modificato i significati delle Antiche dottrine? E per quali fini?

Sono le domande sulle quali è necessario riflettere.

In queste pagine vengono presentate delle riflessioni. Queste riflessioni erano ispirate dal libro di Christopher Dawson "L'età degli Dèi" editore Longanesi 1950 . Un libro che ho trovato in biblioteca a Venezia. Anche se si tratta di un libro piuttosto vecchio, ho deciso di usarlo per far riflettere sugli Dèi, il cristianesimo e la vita degli Esseri Umani.

La prostituzione sacra viene sostanziata nel cristianesimo con l'esaltazione di Maria e della sua relazione sessuale col dio dei cristiani dalla quale nasce Gesù. Il sacrificio del primogenito viene assunto dal cristianesimo sia attraverso l'esaltazione del sacrificio di Isacco da parte di Abramo che deve scegliere fra il suo dio e suo figlio, sia, portata all'estremo, dell'esaltazione del sacrificio di Gesù che nel cristianesimo sta a significare e a sancire il diritto del dio, attraverso le chiesa cristiane, a sacrificare l'umanità per la gloria di dio o, se preferite, per purificarla dai peccati. Che, in ultima analisi, è la stessa cosa.

Le donne che si prostituiscono è una delle idee centrali del cristianesimo. Nel cristianesimo le donne non hanno il diritto ad amare, ma solo quello di prostituirsi che, in tempi appena trascorsi, veniva significato con "indurre l'uomo al peccato". Al concilio di Magonza nel 589 per un solo voto la chiesa cattolica decise che anche le donne avevano l'anima! Prima di allora, i cristiani consideravano la donna una bestia senz'anima; una prostituta, come Maria! Un corpo da usare; qualunque ne sia il padrone; meno che lei! Lei non ha diritto al proprio corpo; non può discriminare fra le persone che lo usano: può solo recitare il suo magnificat della prostituta che accetta il violentatore di turno.

L'idea cristiana delle donne come prostitute e del sacrificio del primogenito è mutuata dalle antiche religioni: l'ebraismo la importa da Babilonia. Ma mentre a Babilonia la donna ha la funzione "anche di ..." per il cristianesimo ogni donna diventa una prostituta nel senso più deleterio, offensivo e disprezzato del termine.

E' il cristiano che usando il modello Maria esalta la prostituzione assoluta e sparge disprezzo sulle donne rivendicando il diritto di violentarle. Maria, colei che recita il magnificat, è il modello di prostituzione assoluta per il suo dio assoluto. La rinuncia di Maria ai suoi desideri, progetti, scopi e intelligenza, è l'ideale di donna del cristiano. Lo ribadirà Paolo di Tarso dall'alto del suo odio per un piacere sessuale che gli è negato (Paolo di tarso è impotente e la sua impotenza la spaccia come "dono del suo dio").

Proviamo a leggere alcune interpretazioni delle Antiche religioni e cogliere il ruolo femminile all'interno della religione:

Tratto da: Christopher Dawson "L'età degli Dèi" editore Longanesi 1950

"I più antichi prodotti letterali del culto vanno ricercati negli inni e nelle liturgie sumeriche; la loro origine però rimonta certamente ad epoche assai remote, anteriori alla civiltà storica.

La religione dei sumeri, nei tempi storici, consisteva in un politeismo assai sviluppato, con una gerarchia di Dèi e Dee i quali sopraintendevano i vari aspetti della natura. Ma nel sottofondo appaiono ovunque stracce di un più antico tipo di religione, caratterizzato dal culto della Dea della fertilità e delle nascite e del suo consorte, il dio della terra. nella forma più antica sembra che la Dea madre venisse rappresentata da un serpente bisessuato, adorato sotto i nomi di Kadi e Izir, a Der, a oriente del Tigri. Il carattere di dualità persiste, entro certi limiti, anche in epoche più recenti; lo si trova nelle invocazioni di Gudea alla sua "madre-padre" Enlil e al suo "padre-madre" Ninlil, e nel fatto che anche Tammuz è descritto come la "signora" della città di Kinunir. Successivamente, tuttavia, il tipo primitivo andò differenziandosi secondo la natura delle sue attribuzioni e il luogo dove veniva adorato. Abbiamo la Signora dei Cieli a Erech, la Signora della Montagna a Nippur, la Gran Signora ad Ur, l'Augusta Signora o la Signora della Nascita a Kish, la Signora delle Messi a Umma, e infinite altre. Il suo consorte e figlio Izir attraversa un identico processo evolutivo. Come dio supremo della vegetazione, era identificato con il preistorico re Dumuzi o Tammuz. Il focolaio del suo culto era ad Erech, la città santa della Dea Madre Innini o Isthar.

La Dea madre assume due aspetti principali. Da un lato è la Dea dell'agricoltura, la Madre delle messi, la protettrice della vita civile; dall'altro è la Dea della foresta, la vergine cacciatrice, la Signora delle belve, come l'Artemide greca e come le cretesi Britomartide e Dictynna.

Questo secondo aspetto dev'essere il più antico, perché rimonta all'epoca dei cacciatori, l'epoca in cui la natura non era ancora assoggettata. Analogamente il dio appare, non solo come la personificazione del frumento, ma anche, in Siria e in Asia Minore, in forma animale, ed è raffigurato dal maiale e dal toro.

Tuttavia, nella sua forma evoluta, quale ci appare fra i Sumeri all'alba del periodo storico, la religione è essenzialmente espressione della civiltà e dell'agricoltura. Essa rappresenta il grande mistero cosmico della morte e della resurrezione annuale della natura, il ciclo inverno-primavera che costituisce l'annata agricola."

Tratto da: Christopher Dawson "L'età degli Dèi" editore Longanesi 1950

La prima cosa che osserviamo è: prima l'uomo è una cosa e poi l'uomo è un'altra cosa. Prima è cacciatore e poi è agricoltore; dice Christopher Dawson "L'età degli Dèi". Ma prima ancora; che cos'era l'uomo?

Christopher Dawson è un cristiano e per un cristiano non esiste l'uomo o il soggetto della Natura che diviene in un'infinita trasformazione di cui egli è l'artefice, ma è un prodotto creato da un dio padrone e, dunque, per l'uomo c'è un primitivismo data la sua ignoranza dovuta alla cacciata dal "paradiso terrestre". Per Christopher Dawson l'uomo non è divenuto con la Natura e dunque, con essa non ha delle relazioni né ha sedimentato una conoscenza sia dal punto di vista dell'esperienza relazionale sia dal punto di vista del suo divenuto come specie.

Pensare le Antiche Religioni per ciò che le antiche religioni indicavano. E quando, non si è in grado di comprendere che cosa esattamente indicavano esiste, comunque, un metodo per sapere CHE COSA SICURAMENTE NON VOLEVANO SIGNIFICARE!

Il problema sta nel monoteismo che affronta le antiche religioni. Alla base delle Antiche religioni, contro le quali il monoteismo si scontrerà, c'è la MAGIA PER ECCELLENZA: la nascita!

La nascita come atto magico; manifestazione divina; manifestazione del DIO che venendo in essere si dispiega nella vita.

Diventa divino ogni atto sessuale che donando piacere manifesta il DIO dentro i partecipanti nell'atto e costruisce le condizioni potenziali perché un nuovo DIO germini dalle relazioni.

E' superficiale interpretare le Antiche Religioni con i parametri del materialismo dialettico interpretato nella cultura monoteista. Gli uomini non sono stati creati, sono venuti in essere con la Natura; fin dagli albori del tempo, in una Terra giovane!

Ogni atto religioso, degli Esseri della Natura, è rivolto alla nascita. Costruire la nascita della propria specie. Dall'uccello al verme della terra, dalla rana all'albero della foresta fin dal più piccolo filo d'erba, TUTTI, dico tutti gli Esseri della Natura hanno la loro religione nella veicolazione della loro libido dalla quale, inevitabilmente generano la nascita. Una nascita ed una crescita che comunque ha la funzione di veicolare la sua libido nell'oggettività e nella qualità di specie in cui è venuta in essere.

L'essere soggetto religioso dell'Essere Umano è la venerazione della nascita in sé. Il DIO che nasce DEVE necessariamente morire affinché possa, quel dio, rinascere. Così la primavera DEVE necessariamente morire affinché una nuova primavera possa rinascere. E come il seme muore, così la pianta nasce.

Esistono religioni di un solo tipo: COLORO CHE VENERANO LA NASCITA!

Col monoteismo abbiamo un altro tipo di religione: COLORO CHE VENERANO LA SOFFERENZA E LA MORTE!

La sessualità è la manifestazione della vita.

Una manifestazione che, in ossequio alla ricerca del piacere come soddisfazione del desiderio, permette la nascita della vita futura: il parto!

QUESTA E' LA TENSIONE RELIGIOSA DEGLI ANTICHI!

Dove tutto, e SOLO ciò che riguarda la veicolazione della libido, è religioso. E proprio perché ciò che è veicolazione della libido è religioso, il parto è "la messa fiorente che arricchisce la società".

Così la ricchezza della società, la sua manifestazione libidica, diventa la rappresentazione religiosa della società stessa. Gli Dèi si manifestano nella sessualità PERCHE' GLI DEI SONO LA SESSUALITA' DI OGNI ESSERE DELLA NATURA E LE CONDIZIONI AFFINCHE' LA SESSUALITA' POSSA DISPIEGARSI.

La religione degli "antichi" altro non è che quella fusione, "legame", che gli Antichi hanno col mondo che li circonda e nel quale vivono. Gli Dèi dentro agli Esseri Umani sono gli stessi Dèi negli Esseri della Natura che li circondano, nella Natura stessa; e si dispiegano in un'incessante trasformazione del loro presente, in ogni presente, in un eterno divenire magico e divino.

Per le religioni degli Esseri Umani, il divino SONO GLI OGGETTI DEL MONDO! Per le religioni degli Esseri Umani, il divino SONO LE AZIONI COMPIUTE NEL MONDO CHE CHIEDONO O IMPONGONO RISPOSTE! Per le religioni degli Esseri Umani, il divino è L'EMOZIONE CHE DAL MONDO GIUNGE LORO E L'EMOZIONE CHE DA LORO SI DISPIEGA NEL MONDO!

Da questo insieme si può capire come due condizioni della vita umana abbiano un certo valore per le necessità di controllo di coloro che, negando il divino negli oggetti del mondo, nelle azioni che veicolano la libido e nelle emozioni, hanno la necessità di appropriarsi degli individui. Gli individui cessano di essere degli Dèi come parte della Natura dalla quale sono germinati per diventare oggetti d'uso. Come abbiamo visto, negare alla donna l'aspetto divino, come i monoteisti.

Il monoteismo, considera la donna un oggetto d'uso. Senza anima e senza nessun'altra funzione che non quella di "partorire i figli dell'uomo".

Così la "vagina vergine", intesa in senso fisico, è l'elemento centrale del monoteismo. Se nell'ebraismo la moglie è un oggetto di possesso (vedi Abramo che usa la moglie come una bestia da cedere con cui ingraziarsi il faraone) come oggetto sessuale privo di personalità, volontà e capacità di decisione, il cristianesimo eleverà questa condizione a VOLONTA' DEL DIO PADRONE. La donna senza anima e senza dignità sociale diventa dogma religioso definito da Paolo di Tarso come, del resto è Paolo di Tarso e Pietro che elevano la condizione la schiavitù come condizione assoluta determinata dalla volontà del loro dio.

Il monoteismo, ebraico e cristiano, si pongono in maniera antagonista alla visione religiosa degli antichi. Negli antichi premonoteisti, non esisteva una "Dea madre" come è inteso il "dio padre" dei monoteisti. Esisteva il riconoscimento della centralità della sessualità e dei suoi effetti, la nascita, sui quali edificare la società. Il monoteismo ebraico si impone di impossessarsi della società e fa della condanna della sessualità, della libido umana, il male da perseguire. Un male che il monoteismo identifica con la donna e la sua sessualità. Una donna che deve essere privata della gestione del proprio corpo per impedire alla società di manifestare la libido della vita.

Dal momento che i monoteisti non sono in grado di impedire la gravidanza, devono imprigionare la libido della donna all'interno della funzione. Qual è la funzione della mucca? Fare il latte! Qual è la funzione della pecora? Fare il latte e dare la lana all'uomo! Qual è la funzione della donna? Fare i figli per l'uomo! E' in quest'ottica che nell'Esiodo (e nel Deuteronomio) gli ebrei impongono l'uguaglianza della donna con lo schiavo, la schiava, il bue, l'asino o la roba in generale. Per il dio degli ebrei e dei cristiani, la donna si equipara alla roba; un oggetto d'uso che come tale deve essere sottoposto alla volontà del padrone; di dio padrone e dell'uomo padrone per volontà del dio padrone. Scrive la bibbia cristiana in Esodo:

"Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la donna del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue o il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo."

Esodo 20, 17

Per gli ebrei e i cristiani la vita non è più sacra, ma è oggetto!

Un oggetto che si può rinchiudere nei campi di sterminio in olocausto al proprio dio. Ed è il dio padrone che promette agli ebrei di poter impunemente praticare l'olocausto e la distruzione dei popoli:

"Imprimetevi dunque nel cuore e nell'anima queste mie parole; legatele alla mano come un segno, e vi siano come frontali fra gli occhi. Insegnatele ai vostri figli, parlane quando te ne stai in casa tua, quando cammini per via, quando vai a letto e quando ti alzi. Scrivile sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte, affinché i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, nel paese che il dio padrone giurò di dare ai vostri padri, durino quanto i giorni del cielo che è su tutta la terra.
Poiché se custodirai con fedeltà tutti questi comandamenti che io vi do e li metterete in pratica amando il dio padrone, iddio vostro, camminando in tutte le sue vie e tenendovi stretti a lui, il vostro padrone caccerà tutte quelle genti di fronte a voi e vi impadronirete di nazioni più grandi e più potenti di voi. Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, sarà vostro. I vostri confini si estenderanno dal deserto fino al Libano, dal fiume Eufrate fino al mediterraneo. Nessuno vi potrà stare a fronte; il dio padrone, iddio vostro, getterà lo spavento e il terrore di voi per tutto il paese dove passerete, come egli vi ha detto.
"Riflettete bene! Io metto oggi dinanzi a voi la benedizione e la maledizione: la benedizione se ubbidite ai comandamenti del dio padrone, iddio vostro, che io oggi vi promulgo; la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti del dio padrone, iddio vostro, e se v'allontanate dalla via che oggi vi prescrivo, per andare dietro a Dèi stranieri, che voi non avete mai conosciuto."

Deuteronomio 11, 18-28

Per gli ebrei e i cristiani non vi è nulla di sacro. Né la vita, né le persone: solo il loro dio padrone a cui tutto il mondo deve obbedienza e sottomissione!

Non troverete più nell'ebraismo e nel cristianesimo la rinascita della Natura; né troverete le divinità femminili perché, sia per l'ebraismo che per il cristianesimo, il femminile non è portatore di vita, ma solo servo del dio padrone identificato col "maschile" attento al "maschile".

Scrive John Allegro ne "Il fungo sacro e la croce" editore Cesco Ciapanna a pag. 105

"Non si può fare a meno di ricordare l'editto più volte ripetuto dalla Chiesa secondo cui il fine del matrimonio è la procreazione. Rappresenta un vero shock per noi occidentali, dopo secoli di puritanesimo ispirato, apprendere che gli Antichi attribuivano alle donne la maggiore inclinazione verso l'intemperanza sessuale. Si racconta che l'indovino Tiresia fu chiamato da Giove ed Era per decidere sulla questione se sia il maschio o la femmina a trarre più piacere dall'atto sessuale. Egli replicò che "delle dieci possibilità del coito l'uomo ne gusta una soltanto, mentre la donna le gode tutte dieci".
Comunque non vi sono dubbi che il potere sessuale della donna fosse vitale per le religioni misteriosofiche e che, dai tempi più remoti, le donne siano state considerate in larga misura in base alle loro attrattive fisiche. Questo ha anche a che fare con l'avversione pr la sessualità in generale e la diffidenza verso la donna che la Chiesa [Nota: le Chiese cristiane hanno a fondamento delle loro pulsioni l'omosessualità che, nella sua espressione perversa, fa della donna la concorrente nella veicolazione pulsionale sessuale dei membri delle chiese cristiane che devono aggredire la sessualità femminile per preservare il loro dominio pulsionale sulla società; nota mia Claudio Simeoni] ha sempre dimostrato, e la fretta con cui i cristiani, fino a un'epoca abbastanza recente, perseguitavano le streghe e chiunque fosse semplicemente sospettato di esserlo. Il controllo telepatico esercitato sulla mente delle persone da queste donne, conosciuto come "malocchio", deriva originariamente da tale capacità di suscitare le passioni dell'uomo. Il latino fascinus, da cui il nostro "fascino", "affascinare", ha anche il significato di "stregare", e divenne il nome di una divinità il cui emblema era il pene eretto, e questo, come oggi sappiamo, è anche l'origine della stessa parola del greco baskanos, "stregone". Si riteneva che le influenze malefiche del "fascino", che arrivarono ad estendersi ad ogni forma di dominio mentale, potessero essere esorcizzate portando sempre addosso il simulacro di un piccolo pene [Nota: i piccoli peni trovati a Pompei che in Campania diventano il cornetto contro la sfortuna e che i cristiani trasformano il crocifisso contro la sfortuna. Nota Claudio Simeoni], così come il simbolo della croce viene esibito da coloro che, dentro e fuori dalla Chiesa, vogliono tener lontano da sé il male. L'adorazione di "Fascinus", era affidata alle Vergini Vestali, altra indicazione della natura sessuale del loro fuoco sacro."

Fin dalle origini il cristianesimo ha iniziato una campagna di aggressione contro la donna al fine di impedirgli di usare il suo corpo. Sottoporre l'uso del corpo della donna alla morale imposta dal cristianesimo. Una morale inumana. Violenta e criminale che nega tutta la natura e che esalta in quell'orrore che è la recitazione del magnificat. Il magnificat con cui Maria rinuncia al proprio corpo. Rinuncia alla propria volontà. Rinuncia alla propria intelligenza. Rinuncia alla propria dimensione di persona per accettare di essere la "vacca" che il suo padrone può usare per i suoi progetti.

Mentre le Dee delle Antiche Religioni indicano la strada della libertà da ogni dominio; mentre le Dee delle Antiche Religioni mettono al centro della loro azione il benessere della vita; il benessere della società degli uomini; il cristianesimo, attraverso Maria, mette al centro il dio padrone al quale deve necessariamente sottomettere gli Esseri Umani distruggendo il loro futuro!

Una donna senza volontà, senza intelligenza, senza desideri, senza libido, senza passioni; è il modello Maria che una volta rubata la maternità ad Iside si presenta come modello di orrore ed odio nei confronti dell'umanità!

Ed è quello che viene costruito nella società civile.

Due esempi per comprendere i danni morali messi in essere dal cristianesimo attraverso la prostituzione morale e fisica di Maria:

Sgominata setta ragusana: evocavano la fine del mondo

14 settembre 2008

I capi avevano convinto gli adepti che la fine del mondo era imminente e che quindi bisognava raccogliere più soldi possibili prima di nascondersi nel rifugio dove solo loro avrebbero trovato la salvezza. Il rifugio era una vera e propria azienda agricola capace di auto-produrre carni e cibi vari per la vita della comunità. Ma l'operazione della Guardia di finanza di Ragusa ha mandato all'aria il progetto della setta religiosa, con quattro persone finite in carcere con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, violenza ed evasione fiscale. I finanzieri hanno fatto irruzione nel santuario-rifugio dell'associazione "Grande opera di Maria", a Ispica (Ragusa), mentre era in corso l'assemblea degli adepti e dietro l'altare hanno sequestrato 73 mila euro in contanti, ostie, calici, altro materiale utilizzato per l'esercizio dei riti e un telefono cellulare sul quale era montata un'ostia che secondo la reggente sarebbe servita per parlare con la Madonna. è stato accertato che il numero degli adepti è superiore a 100 e che le somme truffate supererebbero il milione di euro. Agli arrestati è stata contestata anche un'evasione fiscale di 1 milione e 600 mila euro. Sequestrata, inoltre, la sede-rifugio operativa dell'associazione, del valore di 2 milioni di euro, in contrada Barcara-Lanzagallo. L'operazione "Blasphemia", condotta da un centinaio di militari delle Fiamme Gialle, è partita ieri pomeriggio, dopo un anno di indagini. In manette, su ordine del gip di Modica, sono finiti il presunto capo della setta, I. R., 69 anni, la "veggente" G. A. di 59 anni, il presidente dell'organizzazione O. G., 72 anni, e il segretario della setta, S. C., 62 anni. Assenza in particolare sosteneva di avere parlato con la Madonna nel 1988. Durante il blitz dei finanzieri, nel salone centrale della sede c'erano oltre cento persone, tra cui molti bambini, intenti a pregare. Nelle abitazioni e nei luoghi a disposizione dei quattro arrestati, sono stati trovati ostie con emografie, statuine di angeli, rosari, fiori secchi imbevuti di olio profumato, oggetti descritti come reliquie di Padre Pio, olio sacrificale e cosiddetta "rugiada del cielo", contenute in boccette etichettate. Secondo i finanzieri la setta, spinta da interessi economici e patrimoniali, avrebbe circuito gli adepti con minacce e pressioni psicologiche, "privandoli più o meno consciamente della loro capacità di autodeterminazione, e causando loro gravi danni economici e morali". L'associazione è stata creata nel 1986 e aveva attratto subito numerose persone, con fenomeni di pellegrinaggio alimentati dalle presunte e ripetute apparizioni mariane. Alcuni affiliati vivrebbero a New York, dove veniva inviato un giornale di impronta religiosa, denominato "Voce Speranza", edito dai responsabili della setta. A questa prima fase seguì un vero e proprio "processo di spoliazione", nel quale i cosiddetti "eletti" effettuavano donazioni di denaro, immobili, terreni, gioielli, opere d'arte, e altri lasciti vari. I leader della setta in tal modo erano riusciti a costruire un immobile nelle campagne di Ispica, denominato "colombaia", "granaio del cielo", dove il gruppo si sarebbe dovuto rifugiare in vista dell'imminente "giudizio universale".

Tratto da:

http://ilsecoloxix. ilsole24ore .com/ 2008/09/14

Perché si stupiscono? Anche Gesù evocava la fine del mondo, imminente, eppure nessuno lo ha arrestato per questo. Anche Gesù truffava affermando di essere il figlio del dio padrone; eppure nessuno lo ha arrestato. Lei parlava con la madonna e Gesù con suo padre!

C'è qualche cosa di sporco e di socialmente squallido in questo, ma non da parte degli arrestati, ma da parte di Gesù e di coloro che lo hanno imposto.

Si tratta di rapporti di forza. Chi arresterebbe Ratzinger per le truffe che fa la sua organizzazione nei confronti dei malati promettendo le guarigioni a Lourdes?

Eppure, anche oggi Ratzinger ribadisce che la sua madonna parla con le persone: e allora, perché non con questa siciliana? O forse questa siciliana non è gestibile come "roba sua" come Bernadette? O forse questa donna siciliana i soldi se li teneva e non li dava a Ratzinger? E' questo il suo sistema di giudizio e quello della chiesa cattolica?

Nel suo discorso a Lourdes Ratzinger ribadisce di essere il padrone della vagina delle donne, esattamente come il suo dio era padrone della vagina di Maria. Ratzinger diventa sconcio e socialmente offensivo quando, contro la società civile ribadisce:

"Lourdes, 14 settembre 2008 - Una "questione particolarmente dolorosa": il Papa definisce in questi termini la questione dei divorziati risposati. E' un discorso intenso e forte quello che Benedetto XVI ha rivolto oggi ai vescovi francesi, raccolti nell'emiciclo di Santa Bernadette a Lourdes.
"Sarà necessario accompagnare le famiglie in difficoltà - dice - aiutarle a comprendere la grandezza del matrimonio e incoraggiarle a non relativizzare la volontà di Dio e le leggi di vita che Egli ci ha dato. Una questione particolarmente dolorosa è quella dei divorziati risposati. La chiesa, che non può opporsi alla volontà di Cristo - prosegue Ratzinger - conserva con fedeltà il principio dell'indissolubilità del matrimonio, pur circondando del più grande affetto gli uomini e le donne che, per ragioni diverse, non giungono a rispettarlo. Non si può dunque ammettere le iniziative che mirano a benedire le unioni illegittime"."

Tratto da:

http://quotidianonet. ilsole24ore .com 2008/09/14/

Come Maria è la prostituta che recita il magnificat in onore del suo padrone rinunciando alla sua intelligenza, alla sua volontà e ai suoi desideri. Così Ratzinger è rabbioso nei confronti di quelle persone preferiscono determinare sé stesse nella loro vita. L'orrore cristiano; l'odio del cristiano rispetto alla vita si riversa nella sessualità che per il cristiano può solo essere patologicamente malata, perversa e inumana. Solo in questo modo può usare la sessualità di uomini e donne per far partorire bestiame ad uso e consumo del suo dio padrone.

Ben tornati o Dèi degli Antichi.

Con qualunque nome gli esseri Umani decidono di invocarvi.

Bentornati.

Qualunque forma assumiate per liberare le tensioni degli uomini imprigionate nella morale di morte che il cristianesimo ha costruito.

 

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13 marzo 2026

In Vino Veritas?

La verità di una persona ubriaca non sta in quello che dice, ma nello stato d'animo che veicola in ciò che dice. Nel caso di Mel Gibson, per la notizia che riporto, non è vero che gli ebrei sono responsabili di tutte le guerre, di una parte certamente. La verità è che Mel Gibson, nel suo animo, davvero voleva imputare tutte le guerre agli ebrei e non ai cristiani.

Scriveva il 30 luglio 2006 il quotidiano La Repubblica:

L'attore arrestato venerdì, rilasciato su cauzione. Scuse imbarazzate

Mei Gibson ubriaco al volante "Ebrei colpevoli di tutte le guerre"

Il regista ed attore di origine australiana Mei Gibson, diventato miliardario con "La Passione di Cristo", ed una delle icone incontestate della destra religiosa, è stato arrestato dalla polizia nei pressi di Los Angeles perché trovato al volante con un tasso di alcol troppo elevato nel sangue. Una volta fermato, l'attore ha iniziato a bestemmiare e a comportarsi in modo violento. Gibson ha aggredito l'agente di polizia che lo ha fermato per il controllo, rifiutandosi di collaborare, e lanciandosi in una violenta tirata antisemita. "F....ti ebrei, gli ebrei sono responsabili per tutte le guerre del mondo", "Anche tu sei ebreo?" ha detto l'attore all'agente di polizia, che ha registrato per intero su un nastro lo scambio. In seguito, Gibson si è scusato. In un lungo comunicato ha chiesto scusa e ha confessato di avere avuto problemi con l'alcol per tutta la vita. E si è anche scusato per le affermazioni fatte, "fuori controllo, spregevoli, e che non ritengo veritiere". Gibson, che vive a Malibu, a nord di Los Angeles, è stato fermato e arrestato sulla Pacific Coastal Highway (Pch), l'autostrada che costeggia le coste californiane nei pressi della metropoli e anche della capitale del cinema Hollywood, mentre era alla guida della sua lussuosissima Lexus, mentre guidava a velocità superiore al consentito in quel tratto.

D'altro canto, Mel Gibson ha fatto il film di propaganda cristiana intitolato "La passione di cristo"; un film di propaganda che ha avuto un certo successo solo negli USA favorendo i fondamentalisti cristiani.

Quando si fanno film di propaganda si finisce, quasi sempre, a sposare le tesi del proprio committente e spesso, le persone prive di cultura, scambiano la finzione per realtà.

 

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12 marzo 2026

La libertà religiosa dall'assolutismo della chiesa cattolica

Fin dall'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica, i cattolici tentarono di riaffermare la loro religione come religione dello Stato Italiano.

Per comprendere la mentalità eversiva che il cattolicesimo imponeva alle Istituzioni Italiane, porto come esempio due sentenze di segno opposto, una del 1956 e una del 1957 che affermano due punti di vista diversi ed opposti.

Le persone vivevano sotto minaccia e ricatto da parte della chiesa cattolica che usava abbondantemente i giornalisti della carta stampata, i giornalisti televisivi e gli organi Istituzionali per intimidire e ricattare i cittadini che, anziché fruire dei diritti Costituzionali, erano costretti a vivere nella paura di ritorsioni da parte del terrorismo cattolico.

Pretura di Mineo, sez. distaccata di Palagonia, ord. 13 dicembre 1956

Religione (reati contro la) — Vilipendio ed offese alla religione dello Stato — Questione dell'illegittimità costituzionale degli artt. 402, 403 e 404 c.p. — Non è infondata (Cost., artt. 7 e 8; c.p., artt. 402, 403 e 404) Con l'entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana il principio della proclamazione della religione di Stato è stato soppresso e non è stato sostituito da altro equivalente. Il richiamo fatto nell'art. 7 della Costituzione a! Trattato del Laterano, per il quale la religione cattolica è la sola religione dello Stato appare in contrasto con la Costituzione stessa e tale contrasto emerge, ancora più evidente, allorquando nell'art. 8 della Costituzione si parla della libertà delle confessioni religiose (Chiesa cattolica compresa) e di parità fra di esse.

Pretura di Foligno, 23 maggio 1957

Delitto di cui all'art. 404 c.p. — Costituzione repubblicana — Compatibilità (Cost., artt. 7 e 8; c.p., art. 404) La religione cattolica deve considerarsi tuttora religione dello Stato per il disposto dell'art. 7 Cost. L'art. 8 della Costituzione sancisce non l'eguaglianza di tutte le confessioni religiose davanti alla legge, ma la eguale libertà.

[NOTA: informazioni tratte dal sito OLIR.it]

E' necessario attendere il 2005 quando la Corte Costituzionale, iniziando a censurare e bocciare i privilegi religiosi che la chiesa cattolica continuava a godere imposti dal fascismo, anche con la sentenza N. 168 del 2005 veniva ribadito il principio dell'uguaglianza di tutte le religioni davanti alla legge imponendo, di fatto, alla chiesa cattolica di essere una fra tante religioni.

Dice in sentenza la Corte Costituzionale:

"La Corte Costituzionale dichiara l'illegittimità dell'art. 403, primo e secondo comma, del codice penale, nella parte in cui prevede, per le offese alla religione cattolica mediante vilipendio di chi la professa o di un ministro di culto, la pena della reclusione rispettivamente fino a due anni e da uno a tre anni, anziché la pena diminuita dall'articolo 406 dello stesso codice.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte Costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 aprile 2005.

Dall'entrata in vigore della Costituzione, all'inizio dell'applicazione dei diritti Costituzionali, sono trascorsi cinquantasette anni in cui i cittadini hanno subito violenze e angherie da parte della chiesa cattolica attraverso l'uso di Istituzioni che hanno tradito la Repubblica in nome dell'assolutismo monarchico e fascista.

 

12 marzo 2026

Fortuna

Il concetto di Fortuna nella religione di Roma Antica, ha poco a che vedere con il concetto di fortuna come comunemente usato in ambito cristiano che è più vicino al termine di "grazia", "graziato dalla provvidenza divina".

E' un concetto più vicino all'essere previdenti, all'agire prima che i problemi arrivino. Consultare la saggezza oracolare prima che si presentino i problemi, dopo è troppo tardi. Quando si è travolti dalle condizioni, chiedere come uscire da quelle condizioni diventa quasi una supplica.

Un esempio è Fortuna dell'Oracolo di Padova:

Fortuna dell'Oracolo di Padova

1 A moltissimi giovo: quando ho giovato, nessuno mi ringrazia.
2 Non siamo menzognere, come hai detto: ci consulti da sciocco.
3 Ora vieni a domandare, ora mi consulti? il momento è passato.
4 Dopo che ogni speranza è caduta, allora mi consulti tu?
5 Perché, passato il momento, vuoi consiglio? ciò che chiedi, non c'è più.
6 Credi che il torto a stento alla fine si dirizza.
7 Credi a ciò che dicono? non è vero: non essere sciocco.
8 Molti sono gli uomini menzogneri: non fidartene.
9 Bada, se hai senno, che l'incerto non diventi certo.
10 Bada che il vero non si falsi, se il giudice è falso.
11 Un nemico certo ti diventa incerto, se non ci badi.
12 Ha paura di tutti: è meglio che segua ciò che teme.
13 Ciò che fuggi, ciò che butti, ciò che ti si dà, non lo disprezzare.
14 E' un cavallo assai bello, ma non lo puoi cavalcare.
15 Scende la strada, per cui vorresti andare: non è tanto sicura.
16 Così voglio se farete così, sarete sempre felici.
17 Chiedi lietamente e volentieri; avrai, e sarai sempre felice.

G. B. Pighi, La poesia religiosa romana, Bologna, Zanichelli, 1958, pag. 155

"Credi a ciò che dicono? non è vero: non essere sciocco." Essere sciocco è la condizione della preda che si presta a farsi ingannare e, una volta ingannati, non c'è forza divina che possa salvare le persone dall'essere pregate.

 

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11 marzo 2026

La poesia religiosa di Roma Antica

La poesia di Roma Arcaica è scarsamente letta. Si tratta di poesia religiosa capace di trasmettere il modo con cui la popolazione di Roma pensava e viveva gli Dèi prima dell'avvento dell'assolutismo filosofico prima e del cristianesimo, poi.

La devozione per gli Dèi che esprime non è una devozione di chi è sottomesso, è la devozione dell'uomo che abita il mondo consapevole del suo aspetto divino mentre cerca le relazioni con gli Dèi del mondo.

Quella che posto è un esempio: "La preghiera di Lucio" tratta da "La poesia della Religione romana" di G. B. Pighi.

Preghiera di Lucio

Regina del cielo,
sia tu Cerere, la vitale progenitrice delle biade,
che, rallegrata dal ritrovamento della figlia,
rimosso il bestiale pasto della primitiva ghianda,
mostrato un mansueto cibo,
ora santifichi la gleba d'Eleusi;
sia tu la celeste Venere,
che, all'origine del mondo,
la diversità dei sessi, generato Amore, consociasti
e, propagato l'uman genere con incessante progenitura,
ora sei adorata nell'isolano santuario di Pafo;
sia tu la sorella di Febo,
che, dato ristoro alle doglie delle partorienti con farmachi
grandi popoli allevasti mitiganti,
e ora sei venerata sui celebri altari d'Efeso;
o, spavento di notturni ululati, Proserpina,
triforme aspetto che respinge gli assalti dell'Ombre
e sbarra le porte della Terra,
errante nelle sacre selve, dovunque, con vario culto sia tu propiziata,
che con quel tuo femmineo lume rischiari tutte le case,
che coi roridi raggi nutrì i fecondi semi,
che dai giri del Sole ricevi e dispensi variabile luce;
sotto qualunque nome,
con qualunque rito,
in qualunque aspetto
sia concesso invocarti:
tu all'estreme mie miserie finalmente soccorri,
tu la fortuna caduta risolleva,
tu, dei fieri casi sofferti, posa e pace concedi;
basta travagli,
basta cimenti;
sperdi questa maledetta figura di quadrupede,
rendimi al cospetto dei miei,
rendimi al Lucio ch'io sono;
e se un offeso nume
con inesorabile crudeltà su me pesa,
morire almeno sia lecito,
se non è lecito vivere.

G. B. Pighi, La poesia religiosa romana, Bologna, Zanichelli, 1958, pag. 241/243

Come si può osservare, nella preghiera non c'è sottomissione, non c'è senso di colpa. C'è una ricerca di pace e di tranquillità da parte di chi ha affrontato numerose contraddizioni nella sua esistenza.

Che aspetto hanno gli Dèi o il Dio che evoca? "sotto qualunque nome, con qualunque rito, in qualunque aspetto sia concesso invocarti".

La dignità sta nelle parole finali di Lucio: "Se un offeso nume con inesorabile crudeltà su me pesa, morire almeno sia lecito, se non è lecito vivere."

 

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10 marzo 2026

Riflessione sui problemi della formazione del giudizio

Esprimere un giudizio sul mondo partendo dalle parole del mondo;

Esprimere un giudizio sul mondo partendo dalle azioni del mondo;

Esprimere un giudizio sul mondo partendo dalle emozioni presentate dal mondo;

Le parole pronunciate dalle persone possono essere "parole alate" o "parole menzognere". Per parole menzognere si intendono anche le parole superficiali a cui le persone che le pronunciano non attribuiscono nessuna importanza.

Anche le "parole alate", quelle parole pronunciate con intendimento profondo e sincero, sono parole il cui vero significato abita nella testa di chi le pronuncia ed, entrando nella tesa di chi le ascolta, assumono il significato che hanno nella testa dell'ascoltatore.

Non si tratta di una questione ingannatrice. Ogni persona si trasforma e diviene in un percorso di esperienze soggettive e le parole, i termini, le situazioni ecc. costruiscono nella sua testa i significati delle parole. Le parole evocano delle immagini nel loro pensiero e queste sono diverse da persona a persona.

Esprimere un giudizio sul mondo, partendo dalle azioni, implica, semplificando, due punti di vista diversi.

Un punto di vista riguarda l'attimo presente: si è agito sulla realtà presente. Quest'azione può essere percepita come positiva o negativa a seconda che incontra o contrasta con gli interessi delle persone che la osservano. Quest'azione può essere percepita nei suoi effetti futuri. Gli effetti futuri sono oggetti in cui il presente si trasforma. Il giudizio viene dato a seconda delle aspettative soggettive delle persone nei risultati che l'azione produce: ciò che le persone immaginano non è ciò che la modificazione della realtà presente realizza o realizzerà.

Anche giudicando il mondo partendo dalle azioni si trova un ostacolo nell'immaginazione desiderante delle persone. Obama a Il Cairo ha alimentato l'immaginazione desiderante che ha ispirato azioni di cambiamento del presente; azioni che non hanno prodotto nulla delle aspettative alimentate dal suo discorso.

Le azioni si inseriscono sempre in un ambiente in cui un "infinito" numero di azioni vengono messe in atto da soggetti diversi. Riuscire ad ottenere un risultato desiderato dall'azione messa in atto è quasi impossibile. Le azioni possono ottenere una variazione di aspetti del presente, ma non la modificazione del presente in quanto in questo agiscono un infinito numero di persone. Osservando queste variazioni si può elaborare un qualche giudizio sull'azione stessa. Se l'osservatore è sufficientemente neutrale rispetto agli accadimenti può ipotizzare la qualità dei cambiamenti che verranno prodotti.

Dare un giudizio partendo dalle emozioni percepite nel mondo, è difficile che ci si inganni. Gli attori sono dei professionisti nel recitare emozioni che non provano né percepiscono. L'inganno non è dato dall'emozione, ma dalla forma con cui si presentano situazioni capaci di suscitare emozione nello spettatore.

Il fatto che lo spettatore si faccia ingannare dalla rappresentazione di una situazione alla quale si sollecita con-partecipazione emotiva, non è l'inganno delle emozioni, ma è l'inganno della forma che pretende di essere percepita con la struttura emotiva dello spettatore.

L'attore inganna lo spettatore, ma lo spettatore desidera essere ingannato dall'attore perché necessita di fuggire, attraverso quelle immagini, da una realtà quotidiana che non stimola l'insorgenza delle sue emozioni.

 

10 marzo 2026

Celebrazione dell'Equinozio di Primavera

Ho costruito la pagina web per i filmati relativi agli Inni per l'Equinozio di Primavera.

Per il momento contiene 4 Inni, ma nei prossimi giorni completo la serie.

 

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09 marzo 2026

Che cosa si intende col termine Dio?
Che cosa intende la Religione Pagana.

Cosa intendiamo quando affermiamo che un Essere della Natura, l'Essere Umano nel nostro caso, è un Dio? Noi usiamo il termine Dio o Dèi attribuendo a quel termine più significati: tutti legati fra loro.

Un Dio è colui che alla Necessità che lo ha portato a riconoscere sé stesso diverso dal mondo circostante somma la propria "volontà d'esistenza" organizzando delle strategie attraverso le quali vivere nel mondo, manifestando Nous (intelligenza, progetto, scopo, intenzioni ecc.), per espandersi, svilupparsi e crescere.

Chiamiamo Dio quando incontriamo la capacità di agire di un soggetto che manifesta la propria volontà!

Per manifestare il proprio "Essere un DIO" è necessario che il soggetto riconosca a sé stesso questa prerogativa che altro non è che la prerogativa dell'esistenza: il suo diritto ad esistere.

Nel caso degli Esseri Umani, oggi, il discorso diventa più complesso in quanto la necessità di riconoscere noi stessi in quanto Dèi che agiscono nel mondo in cui sono venuti in essere si scontra con un'oggettività sociale che impone agli Esseri Umani di essere umili davanti ad un superiore, al Dio cristiano, che tutto può e che nulla consente all'uomo se non la libertà di sottomettersi e di obbedire.

La repressione che ha negato all'uomo il suo diritto di abitare il mondo e di trasformarsi si è prodotta in migliaia di anni e imposta all'uomo in milioni di modi tanto da considerare il sottomettersi una condizione normale degli Esseri Umani. La sottomissione è stata imposta generazione dopo generazione quasi fosse il lascito dei genitori ai loro figli.

Inoltre, ancora prima di uscire dalla vagina di mia madre si manifestano forze esterne che, agendo sulla struttura emotiva del feto in gestazione, tentano di imporre la direzione della mia esistenza.

Impongono una direzione delle mie possibilità di veicolazione emotiva nell'interesse di chi sta dominando l'uomo affinché, una volta nato, io sia remissivo e sottomesso.

Non veicolo più le emozioni per ciò che io desidero, ma io desidero ciò che mi è stato imposto in cui mi è concesso veicolare le mie emozioni. Io divento un tifoso. Mi emoziono per cose che non mi riguardano e, in questo modo, divento strumento utile di questo o di quella struttura sociale che mi sta usando.

Non pratico l'interesse per me stesso hanno trasformato un me stesso in funzione di qualche ente esterno ed estraneo a me (un Dio padrone, un Sistema Sociale, una condizione lavorativa ecc. ecc.).

Una condizione che non incontra l'Essere Sole, l'Essere Virus o quanto abita il mondo in cui vivo. Le mie emozioni si veicolano all'interno di una partita di calcio, di un partito politico che non farà mai i miei interessi, di un leader che cerca masse e, con la retorica e l'inganno, agisce sulle mie speranze illusorie quando, al contrario, avrei potuto agire fattivamente nella realtà in cui vivo.

Proprio per questa specificità in cui vive l'Essere Umano, noi distinguiamo fra gli Esseri Umani coloro che non si prendono la responsabilità della propria vita nelle proprie mani (in pratica hanno soggettivato la dipendenza della propria esistenza nei confronti di un ente esterno: soggettivare significa far propria e ritrasmettere nel mondo la necessità di far propria imponendola ad altri soggetti!) da coloro che prendendosi nelle proprie mani la responsabilità della propria vita manifestano tale responsabilità soggettiva nel mondo in cui vivono attrezzando gli Esseri che da loro germinano affinché si assumano la responsabilità della loro vita, a loro volta.

Usiamo il termine Dèi per indicare tutte le forze che compongono l'oggettività in cui viviamo in quanto riconosciamo che le forze della vita attraversano tutti coloro che noi consideriamo VIVENTI alimentando le loro tensioni d'espansione.

Queste forze sono SOGGETTI IN SE' STESSI.

Solo che noi, attraverso la ragione, non li percepiamo come SOGGETTI IN SE', ma solo come manifestazione di soggetti la cui forma appare alla nostra coscienza.

Riconosciamo la presenza degli Dèi di Esiodo, Omero, Orfeo nelle manifestazioni degli Esseri della Natura. Riconosciamo gli DEI negli soggetti/oggetti che concorrono alla formazione della vita della Natura e riconosciamo la Natura come Essere Natura figlia di ogni Essere Cosciente che agisce in Essa ed Essa su di lui e sulle condizioni in cui vive.

Cosa indichiamo col termine Dio?

Indichiamo colui che manifesta Necessità di espansione nella propria esistenza e, nel farlo, costruisce le condizioni affinché ALTRI possano manifestare le proprie necessità di espansione nella loro esistenza.

Il Dio, del Paganesimo Politeista, attraverso le proprie manifestazioni nella propria esistenza, usando le proprie DETERMINAZIONI costruisce delle condizioni affinché altri ESSERI possano fare altrettanto. In questo senso parliamo della "creazione del Dio" o della "creazione degli Dèi". Il Dio costruisce le condizioni e, le condizioni che ha costruito sono la sua creazione.

Il DIO nel Paganesimo Politeista è sempre una figura relativa, più o meno grande rispetto al soggetto che la guarda, e sempre in continua modificazione e costruzione.

Il Dio o gli Dèi nella religione Pagana non sono dei padroni che ordinano all'uomo che cosa deve o non deve fare, ma è, o sono, colui o coloro che, per espandere sé stesso/essi costruisce (costruiscono) le condizioni per farlo al meglio e, nel farlo, alimentano gli Dèi che germinano all'interno di quelle condizioni perché soltanto la loro crescita favorisce le condizioni nelle quali egli, o loro, può, o possono, crescere al meglio.

Un riconoscersi reciproco che porta gli Esseri che si trasformano a camminare assieme.

Si è detto che siamo Esseri della Natura. Che siamo Esseri della Specie Umana. Che siamo Esseri sociali che vivono in condizioni particolari che alimentano l'idea di obbedienza, rinuncia e sottomissione.

Tutto questo lo dobbiamo sempre tener presente.

Scegliere le proprie azioni in base alle proprie predilezioni e alla proprie necessità nonostante qualcuno ci solleciti all'umiltà e alla sottomissione.

La parola razionale più vicina alla religione pagana, per chi non pratica religione pagana, è: conseguenze.

La trasformazione è azione. Si può agire per ottenere qualche cosa nell'attimo presente senza tener conto delle conseguenze o si può agire considerando le conseguenze prima di agire. Spesso le persone, per arroganza, non pensano alle conseguenze del loro agire. Spesso, ancora, non conoscono il mondo in cui vivono e non sono in grado di comprendere che ogni loro azione riceve delle risposte dal mondo.

Riuscire ad avere l'esatta dimensione delle possibili conseguenze all'azione messa in atto è espressione del proprio Potere Personale. Il Potere Personale, spesso, permette di fare scelte congruenti, economicamente vantaggiose, anche in presenza di lacune soggettive nella conoscenza della realtà in cui ci si appresta ad agire.

Le condizioni che alimentano la sottomissione e stimolano l'obbedienza, impongono infinite illusioni e infinite credenze costringendo le persone a percepirle come possibilità. Pregano il Dio padrone cristiano per il miracolo, il miracolo non arriva, ma loro hanno sacrificato la loro vita nella preghiera che li ha impegnati impedendo loro di affrontare le reali condizioni della loro vita.

Le necessità soggettive che sorgono attraverso una continua considerazione delle conseguenze portano a sviluppare un'attenzione soggettiva che viene spostata dalla percezione della necessità del presente alla soddisfazione della necessità in un tempo che sta arrivando. Fra il tempo presente in cui insorge la necessità e il temo futuro in cui la necessità è soddisfatta, in qualche modo, c'è il tempo dell'azione che risponde alle decisioni soggettive.

Il tempo della trasformazione soggettiva. Il tempo della Religione Pagana. Il tempo per trasformarci in un Dio.

 

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08 marzo 2026

The Federazione Pagana

The FEDERAZIONE Pagana was born with the overcoming of a problem: what is the Italian traditional paganism or religion?

Religious history of Italy started far ago in the mists of time. Palaeolithic and Mesolithic cultures left great religious traces in burials and funerary equipments, like it happened in the whole Europe. Those people from the sea which invaded Egypt between XIII and XII century a.e.v. carne from Sardinia, Sicily and Tyrrhenian Sea. Then in Italy carne the Phoenicians and around 1000 a.e.v.

The “italian” populations included Euganeans, Venetics, Ligurians, Etruscans, Latins, Picenes, Apulians, Sabins, Samnites, Sicans, Bruttii and tnany others.

Then Celts and Greeks (Pythagoras and Archimedes were from Magna Graecia) carne. At the end was Rome that, unifying the Mediterranean, brought in Italy religions from the East.

And it is from Italy that the christian horror started and ruined the whole world.

These are the reasons why the Federazione Pagana didn’t choose a particular religious ancient tradition as a model, but tries to gather all the common principles that lay behind all those fragments of ancient religions that have come to us.

The Federazione Pagana so made this debate start in Italy: what religious principles do we practise and why? What does the emersion of ancient religions mean, in a christian hegemonic context? What is christianism and why are ancient religions antagonists to it?

La Federazione Pagana

La FEDERAZIONE Pagana nasce dal superamento di un problema: cos'è il paganesimo o la religione tradizionale italiana?

La storia religiosa dell'Italia ha inizio nella notte dei tempi. Le culture paleolitiche e mesolitiche hanno lasciato grandi tracce religiose nelle sepolture e nei corredi funerari, come accadde in tutta Europa. Le popolazioni provenienti dal mare che invasero l'Egitto tra il XIII e il XII secolo a.e.v. provenivano dalla Sardegna, dalla Sicilia e dal Mar Tirreno. Poi giunsero in Italia i Fenici e circa 1000 a.c.

Le popolazioni "italiche" includevano Euganei, Venetici, Liguri, Etruschi, Latini, Piceni, Apuli, Sabini, Sanniti, Sicani, Bruzi e molti altri.

Poi giunsero Celti e Greci (Pitagora e Archimede provenivano dalla Magna Grecia). Alla fine fu Roma che, unificando il Mediterraneo, portò in Italia le religioni dall'Oriente.

Ed è dall'Italia che l'orrore cristiano ebbe inizio e rovinò il mondo intero.

Queste sono le ragioni per cui la Federazione Pagana non ha scelto una particolare tradizione religiosa antica come modello, ma ha cercato di raccogliere tutti i principi comuni che stanno alla base di tutti quei frammenti di religioni antiche giunti a noi.

La Federazione Pagana ha così dato inizio a questo dibattito in Italia: quali principi religiosi pratichiamo e perché? Cosa significa l'emersione delle religioni antiche in un contesto egemonico cristiano? Cos'è il cristianesimo e perché le religioni antiche gli sono antagoniste?

 

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07 marzo 2026

Federazione Pagana's symbol

 

Every symbol is a manifestation of the aims of the person who use it. He who use a symbol wants to tell the world what he is and what he wants to do. This is the meaning of the symbol we adopted.

The five-pointed star represents the Human Being: a star, because everyone of us is unique! Everyone of us walks along his/her own path of knowledge. A path starting when our physical body was bom and ending with physical body's death.

The circle in which the star is circumscribed, represents the universe. What universe? The universe which surrounds us and in which we construct our life. We manifest ourselves through Furious Conflict and Friendship as Heraclitus said or through Harmony, Persuasion and Aphrodite, like the ancient Orphics said. Whatever choice the individual makes, she always runs along the space from physical body's birth to physical body's death.

By the meaning we give to three points of the star's we express the instruments used by Human Beings along his/her path: reason, seeing, feeling.

Reason is expression of the Olympic gods. It's the instrument with which Hera's sons and daughters describe the world's form and quantity. Seeing is human ability of catching the shape of objects in their reality and feeling is Human Beings' ability of perceiving the world's emotion and of harmonizing with them. Seeing goes beyond the objects' apparent form and feeling goes beyond the idea which reason created about objects.

Lower points represent the world in which we exert challenges and conditions of our existence. One point is everyday world in which we live, with its form and scientific description; the other point represent all infinite aspects the world shows when we stop using senses with reason's point of view and get into the objects, their feelings, their emotions. One point is the Olympic gods' world, the super-ego, the other the immense Tartarus in which Titans live, the Psychistic-ego.

Finally, the central pentagon represents the divine quality of Human Being: his/her self-construction as a GOD, the construction of his/her Daimon, of his Genius or her Juno, whatever mane we want to give it. It's the centre of the individual's will. The will, the sickle Gaea forged for her sons, is used by Human Beings to forge themselves. The religious sense of its existence is to turn the physical body's death into the luminous body birth.

This is the meaning of the five-pointed star or pentagram adopted by the Federazione Pagana as a symbol and only with this meaning this sign must be read, interpreted and comprehended.

 

 

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06 marzo 2026

Le menzogne attraverso le quali si vendevano gli USA

 

Nella comunità mormone in Utah
Usa, frustata per imporle la poligamia

 

COSTRETTA a sposare lo zio. Obbligata a diventarne la o quindicesima moglie. Frustata, a colpi di cintura, dal padre, che voleva così punirla per essersi sottratta ai suoi «doveri coniugali». Rinchiusa per giorni in una cella di «rieducazione». Tutto ciò non è avvenuto in uno sperduto villaggio dominato dall’integralismo islamico, ma nello Utah, nel cuore degli Stati Uniti, dove vive la più numerosa comunità mormone del paese. Una vicenda che riaccende i riflettori sul fenomeno della poligamia nella comunità dei Mormoni. Un retaggio del passato, una tradizione religiosa difficile da sradicare. E questo negli Usa è un "segreto" che tutti conoscono, ma che molti tendono a dimenticare. Questa volta, però, chiudere un occhio non è stato possibile: la ragazza, che ha appena 16 anni, si è presentata alla polizia, lacera e sanguinante, e ha denunciato i soprusi, le violenze e le umiliazioni subite dalla sua famiglia. E così il padre, John Daniel Kingston, è stato incriminato per abuso di minorenne, mentre lo zio è finito in carcere per incesto e abuso sessuale. Kingston è il leader di una comunità mormone che conta circa 1500 membri. Un clan potentissimo, con proprietà in tutto lo stato valutate in 150 milioni di dollari. Nello Utah, come in tutti gli Stati Uniti, la poligamia è illegale ma da sempre la polizia mantiene una politica di tolleranza nei confronti della potente comunità. Per eludere la legge, i poligami denunciano solo il primo matrimonio, celebrando gli altri in segreto. Lo status delle altre mogli è quindi di ragazze-madri, spesso con numerosi figli a carico.

 

Kerouac, omosex e razzista del KKK

 

Sul viale del tramonto il capostipite della "beat generation", l'americano Jack Kerouac, avrebbe imboccato la strada degli amori con altri uomini, tra i quali lo scrittore Gore Vidal, e sarebbe divenuto un "cuore di pietra», sostenendo la causa razzista del Ku Klux Klan, ripudiando i suoi migliori amici e finendo in preda all'alcol.
Due nuove biografie del celebrato autore del romanzo "On the road", morto nel 1969 per insufficienza epatica, dipingono un affresco della sua vita privata in netto contrasto con 1'immagine di uomo sensibile e virile alla quale Kerouac era stato sempre associato.

 

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05 marzo 2026

Cristianesimo

 

 

 

 

 

 

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04 marzo 2026

Cadono le bombe

Il diritto internazionale non esiste più.

Il più forte annienta il più debole e il più debole non trova nessun organismo che difende i suoi diritti.

Siamo piombati nella barbarie dell'attimo che precedette la seconda guerra mondiale.

E' il nuovo fascismo e non si vedono prospettive d'uscita a breve termine.

Alle persone non resta che difendersi perché più nessuno difende le persone. Nemmeno i magistrati che oggi come oggi, statunitensi o italiani che siano, non sono in grado nemmeno di difendere sé stessi.

 

04 marzo 2026

L'intelligenza artificiale

Notizia tratta da Financial Review - Australia.

Centinaia di 1300 dipendenti di Afterpay Australia hanno iniziato la scorsa settimana con entusiasmo a Lorne, Victoria, per un summit aziendale, venerdì, della stessa settimana, metà di loro era senza lavoro.

Si tratta delle prospettive di lavoro in campo informatico. Psicologicamente si fa divertire i dipendenti il giorno prima di licenziarli.

I dipendenti, grazie all'educazione cristiana, hanno perso l'abitudine di considerare il datore di lavoro come il proprio nemico. Come colui che si appropria del loro tempo di vita. Come il Dio cristiano che ama tanto gli uomini per macellarli col diluvio universale. In questo modo, il datore di lavoro, ama i suoi dipendenti per macellarli quando a lui conviene.

La nascita del nazismo nei paesi occidentali è avvenuta così: le persone vengono educate a perdere la consapevolezza di ciò che sono nel mondo e vengono irretite per pensarsi nelle grazie di un padrone, di un'autorità che le ama e le distrugge mentre le ama.

Resi disarmati e impotenti, queste persone finiscono per andare alla ricerca ossessiva di un altro padrone che le ami.

Lo stesso vale per le strategie militari che convincono il nemico che si sta trattando e venendo a compromessi mentre si accumulano armi e ci si prepara per distruggerlo.

 

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03 marzo 2026

Il Paganesimo e la struttura giuridica attuale
Seconda parte: Hammurabi e il suo codice babilonese

Un sistema di leggi diverso da quello di Mosè è il Codice di Hammurabi dal quale, o da codici simili, è stata tratta l'idea del decalogo della bibbia degli ebrei e dei cristiani.

Le leggi si possono leggere e discutere. Rispetto alle leggi generiche degli ebrei, il codice di Hammurabi dimostra un'attenzione notevole per le persone e per le loro condizioni.

Io non sto mettendo a confronto il decalogo biblico con il codice di Hammurabi per le "leggi" che proclama; io li sto mettendo a confronto per gli intenti per i quali quelle leggi vengono emanate e scritte.

Scrive la bibbia di Mosè:

"Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.
Non avere altri Dèi oltre a me.
Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Esodo 20, 2-6

L'intendo per il quale viene emanato il decalogo biblico è per affermare che gli uomini sono oggetti di possesso del padrone (il signore, comunque lo si voglia tradurre) e a questi debbono obbedienza.

L'obbedienza è il motivo per il quale il decalogo biblico è stato scritto.

Il codice di Hammurabi viene emanato da Hammurabi:

"Perché il forte non opprimesse il debole, per provvedere all'orfano e alla vedova ho scritto le mie preziose parole sulla mia stele e l'ho posta davanti alla mia statua . . ."

Giustizia è il motivo per il quale Hammurabi ha scritto il suo codice.

Nel decalogo biblico non c'è la proibizione al più forte di opprimere il più debole. Al contrario, il Dio di Mosè che scrive il decalogo è il più forte che opprime chi è più debole: anche sterminandolo col diluvio universale.

Scrive Hammurabi al termine del suo codice:

La mia ombra benefica è stesa sulla mia città, ed ho accolto nel mio grembo le genti di Sumer e di Akkad. Esse hanno prosperato sotto il mio genio protettore, le ho governate in pace, le ho protette con la mia saggezza. Perché il forte non opprimesse il debole, per provvedere all'orfano e alla vedova ho scritto le mie preziose parole sulla mia stele e l'ho posta davanti alla mia statua (in veste di) re della giustizia a Babilonia, la città a cui gli dèi Anu ed Enlil hanno alzato il capo, in Esagil, il tempio dalle fondamenta come il cielo e la terra, per dare le leggi al paese, determinare le sentenze per il paese e provvedere all'oppresso. Io sono il re che primeggia fra i re, le mie parole sono eccellenti, la mia forza non ha rivali. Per ordine di Samas, grande giudice del cielo e della terra, rifulgano le mie leggi nel paese. Per disposizione di Marduk, mio signore, non ci sia chi elimini i miei (di?)segni, e nell'Esagil, che amo, il mio nome sia pronunziato con favore per sempre. L'oppresso che abbia una contesa venga davanti alla statua (che) mi (rappresenta come) re della giustizia, legga la mia stele iscritta, ascolti le mie preziose parole. La mia stele gli chiarisca la sua contesa, veda la legge che lo riguarda, si distenda il suo cuore, e dica: "Hammurabi, che è come un padre che ha generato il suo popolo, si è sottomesso alle disposizioni di Marduk, suo signore. Per Marduk ha conseguito la vittoria al settentrione ed al meridione. Ha rallegrato il cuore di Marduk, suo signore. Per sempre ha assicurato benessere al popolo, ed ha reso giustizia nel paese".

Tratto da: Saponetti Claudio, Antiche leggi - I codici del vicino Oriente Antico, editore Rusconi, 1998, pag. 195

Perché Hammurabi scrive questo codice?

Probabilmente per un qualche motivo nella popolazione ci sono forti tensioni. E' necessario mettere ordine. Hammurabi ha il potere. Egli comanda e dirige la sua nazione. Il suo potere non è messo in discussione, ma è necessario che il potere del dominatore (e di tutta la schiera di dominatori a lui sottostanti) eserciti il Comando Sociale rispondendo a dei criteri di oggettività.

L'oggettività è il principio di uguaglianza degli uomini davanti alla legge. Nelle leggi di Hammurabi vengono fissati i diritti e i doveri anche per le persone discriminate. Non c'è uguaglianza nella società Babilonese, tuttavia anche gli schiavi, a differenza degli schiavi nel cristianesimo, hanno dei diritti.

E' necessario che le contestazioni vengano risolte in maniera soddisfacente: saggia. O per costrizione, o per intelligenza (forse davvero per quest'ultima) Hammurabi comprende questa necessità e tende ad equilibrare il dominio dei "forti", dunque anche di sé stesso, nei confronti degli strati più deboli del Sistema Sociale.

Egli non dice: "Tu devi metterti in ginocchio!".

Non è necessario: egli è il re!

Non trova necessario ribadire, con terrore e imposizione, il proprio ruolo di padrone. E' una qualità che nessuno mette in discussione. E' talmente indiscussa che deve essere limitata.

Egli, dunque, limitando l'azione del più forte limita anche sé stesso.

Lasciamo perdere per un istante il dubbio secondo cui avrebbe comunque potuto fare quello che voleva e che comunque forse nessuno avrebbe potuto imporgli le sue stesse leggi. Consideriamo l'intenzione come elemento motore della decisione di emanare leggi scritte. Che cos'è la legge per Hammurabi?

E' la limitazione della forza nella sua azione sugli Esseri Umani più deboli. Perché questa limitazione abbia effetto è necessario che chiunque faccia ricorso, per un torto, ad Hammurabi e riconosca in costui il volere attraverso il quale quelle leggi esistono.

Hammurabi è effettivamente il "padre delle genti" in quanto non pone la legge per riaffermare di essere il padrone delle genti come "Io sono il tuo padrone, non avrai altro padrone che me!" ma emana la legge per limitare questa pretesa (anche se il codice di Hammurabi viene prima).

Hammurabi non teme le persone, i cittadini. Non temere le genti significa percepire le persone al di fuori del loro ruolo sociale, come persone non come individui in funzione del re. Significa non essere avvolti dal terrore che in fondo chiunque, con un buon coltello, può prendere il suo posto uccidendolo. Significa, non temere il confronto con nessuno. Significa, essere in grado di superare la forma per percepire il sentimento e i desideri delle genti. Significa poter agire in conformità dei bisogni delle genti conoscendoli e facendone parte. Significa, percepire le Linee di tensione che attraversano le genti; Significa Venerare le genti.

Farsi Venere!

Hammurabi cita due entità ispiratrici: Marduk e Shamash. Hammurabi inoltre cita la sua città, Babilonia, come la città nella quale Enlil e Anu hanno alzato il capo. Marduk è l'uccisore del Caos (Tiamat) primordiale attraverso la nascita della Coscienza di Sé. Il suo divenuto ha riempito l'abisso permettendo lo sviluppo di tutte le Coscienze di Sé che si stavano formando. La formazione della propria Coscienza di Sé, della propria volontà e delle proprie determinazioni gli permisero di appropriarsi del proprio divenire scalzando Enlil (signore del vento; signore delle tempeste). Enlil non è più parte della Coscienza Marduk. Enlil in Babilonia alza il capo.

Se Marduk prende il posto di Enlil in sé stesso, Enlil non è cacciato in quanto è la forza che spinge nel divenire tutta la terra. Così in Babilonia alza la testa spingendo la città a fondare il proprio futuro.

Marduk si è impossessato del proprio futuro attraverso le proprie determinazioni, ma Enlil spinge a fondare il divenire di ogni Coscienza di Sé nell'universo. Anche la figura ispiratrice di Shamash è molto particolare. Shamash è il Sole e forma la triade astrale con Sin (Luna) e Ishtar (Venere). E' la luce dell'ispirazione. E' il soffio che avvolge gli Esseri Umani guidandone le azioni. La sua Coscienza di Sé ha avvolto gli Esseri Umani fin nell'Arabia meridionale fino all'avvento del terrore islamico e tutt'ora alimenta il respiro di libertà di quegli Esseri Umani agendo sui mutamenti.

Ad Hammurabi l'ispirazione non viene da chi vive proprietario di schiavi, ma da chi percorre un sentiero di sviluppo della propria Coscienza di Sé lungo la via del Se (Sé dopo Sé dove il Sé viene negato da un nuovo e diverso Sé).

Per questo motivo Hammurabi non impone sé stesso ma cede parte del proprio potere e del proprio dominio regolandolo attraverso un codice che, per quanto discutibile, è in grado di limitare l'azione del forte sul più debole. La centralità del codice stà nella ricerca di Giustizia, non nell'imporre dominio.

Conclusione

Con le tavole della legge ebraica e col codice di Hammurabi si sono definite due posizioni giuridiche come espressione di modelli sociali diversi presentando le possibilità di due diversi futuri.

Quelle posizioni rappresentano la contrapposizione fra la magia bianca e la magia nera dove l'oggetto del contendere sono gli Esseri Umani e la fondazione del loro futuro. Ogni Società umana tende a proiettarsi nei mutamenti, anche oltre la vita fisica dell'individuo. La struttura della Società degli Esseri Umani è in grado di favorire o di bloccare le trasformazioni nel futuro del singolo Essere Umano anche dopo la morte del corpo fisico. In sostanza, la lotta giuridica altro non è che la lotta per garantirsi migliori condizioni attraverso le quali affrontare la morte del corpo fisico e la nascita del corpo luminoso.

Un Essere umano ha sempre la possibilità di sviluppare il proprio corpo luminoso, ma vi sono condizioni oggettive nelle quali lo si può sviluppare più facilmente e condizioni oggettive nelle quali il suo sviluppo può essere fortemente difficoltoso e, spesso, annullato completamente. Un Sistema Sociale è in grado di esaurire le trasformazioni verso il futuro dell'individuo distruggendolo.

Il terrore della morte appartiene alla percezione soggettiva di aver distrutto la propria vita. D'altronde, i distruttori dell'individuo contano sull'imposizione all'individuo del terrore per la morte. Impedire all'individuo di sottrarsi alla sua distruzione quando ha ancora forza sufficiente per modificare sé stesso, ampliare la propria consapevolezza e la propria conoscenza diventando eterno.

C'è un precedente dei nativi americani. Nessuno potè ridurli in schiavitù tant'è che i cristiani dovettero sottomettere gli schiavi che gli servivano importandoli dall'Africa. I nativi americani preferivano morire, cercando di superare la soglia della morte fisica per partorire il corpo luminoso, pur di non essere completamente distrutti dalle condizioni di schiavitù.

L'Essere Umano si sviluppa in relazione col circostante. Il circostante può essere saccheggiato, ma non può essere sottomesso. Il circostante si sviluppa attraverso le proprie determinazioni, che sono le determinazioni di ogni Essere, qualunque sia la sua natura, e attraverso le relazioni fra Coscienze di Sé, indipendentemente dai tentativi di chiunque di servirsene per propri scopi. Il circostante può essere distrutto (distruggendo se stessi in ogni caso) ma non sottomesso. Solo il Sistema Sociale Umano può sottomettere gli Esseri umani e servirsene per i suoi scopi esaurendo la loro possibilità di diventare eterni.

Lo scontro giuridico attraverso il quale gli Esseri Umani determinano i rapporti sociali può portare alla Libertà o alla sottomissione e, come conseguenza, alla distruzione.

D'altronde, Esseri Umani vuoti e distrutti tenderanno a distruggere l'esistente in quanto questa distruzione è rimasto l'unico scopo della loro esistenza.

Con i codici di Mosè si costruisce la schiavitù degli uomini. Gli uomini non sono uguali al Dio di Mosè e il Dio di Mosè, attraverso le sue leggi, non limita il diritto del suo Dio. Al contrario, il Codice di Hammurabi limita anche l'azione di Hammurabi che non deve fare torti al più debole.

Con Hammurabi è diritto del più debole non subire torti; con le leggi di Mosè è diritto del più forte non subire ritorsione, da parte dei più deboli, alle violenze che mette in atto contro di loro.

 

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02 marzo 2026

Il Paganesimo e la struttura giuridica attuale
Prima parte: il Mosè biblico di ebrei e cristiani

Il sistema giuridico italiano è venuto costruendosi partendo dall'assolutismo con cui i cristiani dominavano, e ancora dominano, gli Esseri Umani.

Siamo abituati, oggi, a pensarci in una società dei "diritti umani", ma ci siamo dimenticati che quei diritti umani sono stati conquistati contro l'assolutismo del Dio dei cristiani e che i cristiani, in ogni istante dell'esistenza, calpestano i diritti umani in nome del "diritto di Dio" di stuprare e violentare gli Esseri Umani.

Il diritto di Dio, fatto proprio dai cristiani, è stato costruito con l'inganno per legittimare un padrone col quale i cristiani si identificano quando sottomettono, stuprano, violentano, massacrano gli uomini.

Ed è da qui che si deve partire per ragionare sulla libertà dell'uomo, il suo sistema sociale e il sistema giuridico che regola il sistema sociale nel quale viviamo.

Scrive la bibbia dei cristiani:

Mosè salì verso Dio e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: "Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all'Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti".
Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Signore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: "Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!". Mosè tornò dal Signore e riferì le parole del popolo.
Il Signore disse a Mosè: "Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e credano sempre anche a te".
Mosè riferì al Signore le parole del popolo.
Il Signore disse a Mosè: "Va' dal popolo e purificalo oggi e domani: lavino le loro vesti e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai alla vista di tutto il popolo. Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: Guardatevi dal salire sul monte e dal toccare le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte.
Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato o colpito con tiro di arco.
Animale o uomo non dovrà sopravvivere.
Quando suonerà il corno, allora soltanto essi potranno salire sul monte".
Mosè scese dal monte verso il popolo; egli fece purificare il popolo ed essi lavarono le loro vesti. Poi disse al popolo: "Siate pronti in questi tre giorni: non unitevi a donna".
Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell'accampamento fu scosso da tremore.
Allora Mosè fece uscire il popolo dall'accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte.
Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono.
Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì.
Poi il Signore disse a Mosè: "Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine! Anche i sacerdoti, che si avvicinano al Signore, si tengano in stato di purità, altrimenti il Signore si avventerà contro di loro!".
Mosè disse al Signore: "Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertiti dicendo: Fissa un limite verso il monte e dichiaralo sacro".
Il Signore gli disse: "Va', scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!".
Mosè scese al popolo e riferì loro ogni cosa.

Esodo 19, 3-25

Se il patto Abramo e il suo Dio può essere ricondotto a pratiche di intossicazioni da oppio; il patto del Dio ebraico con Mosè appare una truffa, un inganno, estremamente rozzo. Un inganno gratuito se non fosse per il fatto che Mosè non è mai esistito come non è mai esistito l'esodo di ebrei dall'Egitto come raccontato dalla bibbia.

Innanzi tutto, è necessario rammentare il potere presentato da Mosé con cui, attraverso il suo Dio, avrebbe devastato l'Egitto massacrando, per divertimento, anche i primogeniti degli egiziani. Per divertimento, in quanto il Dio di Mosé dichiara che il Faraone li avrebbe fatti partire, come richiesto, ma il Dio di Mosé gli ha "indurito il cuore" affinché potesse affliggere agli egiziani il genocidio dei primogeniti. Non si comprende perché, con una sola frazione di quel potere, non ha agito per far uscire gli ebrei dall'Egitto e, dal momento che c'era, non lo ha usato per costruire un po' di benessere.

Il Dio degli ebrei ha una sola passione: uccidere e sterminare.

Se chi ha scritto di Mosé avesse descritto un Dio diverso, si sarebbe privato del piacere di ottenere sottomissione attraverso il terrore. Nel ricordare la sua attività in Egitto è come se dicesse agli Ebrei: "la stessa cosa la posso fare a voi!". Se voi obbedirete e farete quello che voglio io, voi sarete il mio bestiame preferito, la mia proprietà speciale. Il "popolo eletto". L'aggiunta del "poiché tutta la terra è mia" è incomprensibile nel contesto. Non dice infatti vi do la terra in quanto voi siete la mia proprietà speciale. Il patto, inoltre, non è fatto in libertà, ma è un patto sotto terrore. Come se a qualcuno chiedessi di sottoscrivere un patto mettendogli un fucile alla gola. Ci sono nel testo, a mio avviso, due affermazioni distinte e slegate. La prima è che il Dio di Mosè si ritiene proprietario della terra, la seconda che il Dio di Mosè si ritiene proprietario di ogni popolo (bestiame umano) e promette agli ebrei di godere di favori particolari qualora si sottomettano.

Dal momento che questo è il patto, il termine "gente santa" deve essere interpretato come "coloro che sottomettono al volere del loro Dio". Però prima è necessario imporre quel Dio. Dal momento che quel Dio non riesce ad imporsi agli egiziani, quel Dio devasta. E' buffo che si ometta di parlare degli Dèi egiziani. E' evidente che chi si è inventato la favola di Mosè non sapeva nulla dell'Egitto e della vita dei suoi abitanti.

La truffa di Mosè agli ebrei è rappresentata dalla nube caliginosa dietro la quale il Dio di Mosè manifesta la sua voce affinché chiunque, ascoltandola, si sottometta a Mosè. Si tratta di un trucco scenico e banale che abbiamo visto riprodotto in vari contesti in molti teatri e in molti film.

I preparativi che Mosè impone per incontrare il suo Dio appaiono dei tentativi dilatori attraverso i quali creare suspense e dare credibilità alla truffa. Dietro la nube si manifesta la voce che dice di obbedire a Mosè. Dopo tre giorni di preparativi e di astinenza sessuale sotto il sole a picco nel deserto, viene descritta un'allucinazione collettiva che permette di controllare le persone. Probabilmente si tratta di descrizioni di fenomeni comuni in un ambiente desertico.

Per evitare di essere scopeto Mosè afferma che il suo Dio gli ha imposto di indicare al popolo un limite attorno al monte che non deve superare. Li ha minacciati non solo se salgono sul monte ma anche di toccarne la base e chi tenterà di farlo dovrà morire. Ucciso dall'ira divina? Se non fosse stata una volgare truffa ordita da Mosè il Dio creatore dell'universo avrebbe potuto far si che chiunque toccava la base del monte morisse. Ma essendo una truffa erano necessari uomini che spargessero terrore. "Ma non toccatelo" dice Dio, "sarà lapidato o colpito da frecce", sia l'animale che l'uomo. "Quando il corno suonerà a distesa", cioè quando si sono cancellate le tracce della truffa "allora salgano essi al monte".

Cosa si prefiggeva Mosè?

Mosè si prefiggeva di dare valore divino ai precetti che egli imponeva. Prima c'era Dio, poi Mosè ed Aronne, poi i sacerdoti e infine il popolo. Ognuno aveva dei privilegi che derivavano da Dio. Mosè doveva dunque incutere il timore di Dio per imporre se stesso e il proprio volere. I comandamenti impongono Dio come l'assoluto padrone che non può essere processato quando ruba o quando uccide perché il mondo e gli uomini sono roba sua.. Questo assoluto è un assoluto vuoto, privo di contenuti, frutto di desiderio di onnipotenza e imposto mediante enfasi fin dall'infanzia.

Questo assoluto vuoto doveva essere riempito dalle farneticazioni interpretative di un Mosè prima e dei sacerdoti poi. Il vero terrore che Mosè impone è la propria soggettività attraverso lo scoccare delle frecce o la lapidazione di chi osava andare a vedere il suo inganno. Il terrore imposto dal Dio è il terrore imposto da Mosè rispetto al bestiame che sta conducendo. Il terrore di Mosè è la distruzione del divenire di quel, e di ogni altro popolo, attraverso le sue leggi vuote e vane che ogni padrone forcaiolo interpreterà innalzando sé stesso al ruolo di Dio.

Lo fine di quelle leggi è costringere le persone in ginocchio, privarle del loro divenire, privarle della forza e della capacità di andare a vedere l'inganno messo in atto da Mosè.

Generazione dopo generazione; racconto enfatico dopo racconto enfatico alimentato dalle botte con cui i genitori sono obbligati ad educare i figli, il delirio di onnipotenza viene soggettivato, fagocitato e fatto proprio dalle persone.

Non verificare l'inganno. Non discutere la volontà di Dio, ma obbedire. La libertà consiste nel sottomettersi a Dio.

Questo è il senso dell'azione di Mosè dimenticando che il suo Dio è senza coraggio ma, soprattutto, un Essere assolutamente inutile incapace di relazionarsi col mondo. Si nasconde dietro una nube caliginosa solo per vergogna e per viltà. Chiunque voglia vedere la sua vergogna, la sua viltà, la sua impotenza, verrà ucciso con pietre e sassi.

Bisogna ricordare che il Dio degli ebrei non è Zeus che può assumere l'aspetto umano, ma che ha ben altri aspetti, come dimostra la vicenda con Semele. Il Dio dei cristiani è un uomo. Strutturamente un uomo. Altrimenti non avrebbe creato, come dicono ebrei e cristiani, l'uomo a sua immagine e somiglianza.

La viltà del Dio degli Ebrei è la viltà di Mosè!

Egli non ha "liberato delle persone da un giogo", ma si è appropriato delle persone per sottometterle al proprio personale giogo. Si può obbiettare che in Egitto erano schiavi. Questo dice la bibbia degli ebrei. Le prove storiche hanno dimostrato che la schiavitù ebraica in Egitto non c'è mai stata.

Nel patto non c'è scritto che non saranno più schiavi, non stà scritto che in cambio di essere schiavi del loro Dio essi non saranno mai più asserviti. Pertanto, non viene descritto un processo di liberazione. Nella bibbia ebrea si descrive il passaggio da un proprietario di uomini ad un altro proprietario di uomini.

La stessa schiavitù in Egitto, descritta dalla bibbia andrebbe valutata in maniera diversa visto che il loro Dio, prima della fuga, dice agli Ebrei

"...anzi non solo vi lascera partire, ma sarà lui a cacciarvi di qui. Avverti dunque il popolo che ciascuno chieda al suo amico e ogni donna alla sua amica oggetti d'argento e d'oro".

Gli schiavi non possiedono oro e non possiedono oggetti. Un operaio si! Uno schiavo, no! Gli operai possono arricchirsi; gli schiavi no!

Uno schiavo ha un padrone che possiede oggetti d'oro, non un amico o, peggio ancora, un'amica che gli possa dare oggetti d'oro.

A questo punto sembra evidente che l'intera struttura giuridica imposta da Mosè agli Ebrei altro non era che un inganno per sottometterli a sé col terrore divino e con le armi.

Mosè non era "re", né nobile nel senso che non poteva vantare all'origine il diritto di guidare il popolo ebraico. Per questo motivo ha inventato l'investitura divina alla quale chiese agli ebrei di sottomettersi; pena l'essere trafitti da frecce e da lapidazione.

Il terrore fu l'arma attraverso la quale gli Assiri (guarda caso stesso periodo, anno più anno meno, degli Ebrei di Mosè) estendessero e fissassero il loro dominio. Ma il terrore degli Assiri derivava dai loro rè feroci, quello di Mosè dal suo Dio. Il terrore degli Assiri era preciso e finalizzato al dominio, quello di Mosè era puro terrore supportato dalle armi. Quello degli Assiri potè essere annientato in guanto aveva una solidità, quello di Mosè veniva continuamente rinnovato riempito di contenuti diversi a seconda di chi voleva servirsene per sottomettere gli Esseri Umani. Era sufficiente impossessarsi del controllo del Dio di Mosè per spargere terrore.

I cristiani si impossessarono di quel Dio, di quel terrore, lo riempirono con le loro interpretazioni e lo sparsero in ogni angolo della terra.

Ecco la vera essenza giuridica di Mosè. Un'assoluta vuotezza finalizzata alla sottomissione degli Esseri Umani. Le leggi di Mosè non liberano gli Esseri umani, distruggono il loro divenire! Questo è il senso esoterico della bibbia.

Pratiche di magia nera attraverso le quali sottomettere gli Esseri Umani!

La storia di Mosè è stata inventata perché Mosè non è mai esistito come non è mai esistita la schiavitù in Egitto descritta dalla bibbia.

La questione è che il metodo usato in questa descrizione per fare le leggi è stato assunto per duemila anni dalle società occidentali che pur smussandone qualcosa che stonava con la loro cultura, è finito con l'essere il modello attraverso il quale fare le leggi in occidente.

Leggi che opprimono e violentano l'uomo anziché leggi che liberano l'uomo. Anche oggi che parliamo di "diritti umani", questi diritti, in opposizione alla legge mosaica, vengono continuamente violati in funzione del ripristino della legge mosaica finendo per sterminare popoli interi.

Il meccanismo inventato in questo passo della bibbia non è mai stato messo in discussione né da chi ritiene che Mosè possa essere esistito, discutendone i contenuti e i meccanismi; né da coloro che ritengono che Mosè non è mai esistito perché hanno sempre ritenuto inutile discutere il meccanismo anche se quel meccanismo, esistito o non esistito Mosè, riproduce continuamente la violenza che i popoli subiscono da duemila anni.

Io, che so che Mosè non è mai esistito, ho qualche difficoltà a discutere la storia che, probabilmente, è stata inventata dagli ebrei quando tornavano da Babilonia. Tuttavia, il meccanismo di repressione e di odio sociale che la vicenda di Mosè presenta, appare chiaro.

 

02 marzo 2026

La legge divina dei cristiani

Mi sembra superfluo dire che le scuole cattoliche furono sconfitte in tribunale perdendo il diritto di frustare i ragazzi (come indica la loro bibbia).

Tenete presente che hanno smesso di frustare i ragazzi nel 1999, non nel medioevo.

 

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01 marzo 2026

Celebrazione dell'Equinozio di Primavera 2026

Il rito religioso dell'Equinozio di Primavera si svolgerà sabato 21 marzo 2026 dalle ore 16.30 in diretta sulla pagina mia pagina su Facebook. La celebrazione consisterà nella lettura degli Inni della nascita di alcuni Dèi per trasmettere i modelli religiosi propri della Religione Pagana. La celebrazione inizierà alle 16.30.

La diretta rimarrà su Facebook per un mese.

L'Equinozio di Primavera è il rito con cui la Religione Pagana celebra la nascita, ogni nascita sia di corpi fisici che della conoscenza. Celebra la nascita degli Dèi e di noi stessi. Il nascere è il primo atto religioso della vita perché è attraverso il nascere che la vita si lega al mondo. La vita costruisce corpi luminosi, futuri Dèi, che vengono partoriti alla morte del corpo fisico.

Nella Religione Pagana due cose sono importanti durante le celebrazioni: le emozioni che si versano nella celebrazione e l'intento per il quale si partecipa e si svolge la celebrazione.

Le emozioni sono la legna che i celebranti usano per alimentare il fuoco della vita; gli intenti sono espressi dalla scelta e dalle parole degli Inni di cui si da lettura.

 

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Verranno postati tutti i messaggi, tutte le proposte di discussione, nel mese di marzo 2026.

 

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Claudio Simeoni

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