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Marzo 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

03 marzo 2026 cronache della religione pagana
Hammurabi e il suo codice babilonese

Claudio Simeoni

Cronache mese di marzo 2026

03 marzo 2026

Il Paganesimo e la struttura giuridica attuale
Seconda parte: Hammurabi e il suo codice babilonese

Un sistema di leggi diverso da quello di Mosè è il Codice di Hammurabi dal quale, o da codici simili, è stata tratta l'idea del decalogo della bibbia degli ebrei e dei cristiani.

Le leggi si possono leggere e discutere. Rispetto alle leggi generiche degli ebrei, il codice di Hammurabi dimostra un'attenzione notevole per le persone e per le loro condizioni.

Io non sto mettendo a confronto il decalogo biblico con il codice di Hammurabi per le "leggi" che proclama; io li sto mettendo a confronto per gli intenti per i quali quelle leggi vengono emanate e scritte.

Scrive la bibbia di Mosè:

"Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.
Non avere altri Dèi oltre a me.
Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Esodo 20, 2-6

L'intendo per il quale viene emanato il decalogo biblico è per affermare che gli uomini sono oggetti di possesso del padrone (il signore, comunque lo si voglia tradurre) e a questi debbono obbedienza.

L'obbedienza è il motivo per il quale il decalogo biblico è stato scritto.

Il codice di Hammurabi viene emanato da Hammurabi:

"Perché il forte non opprimesse il debole, per provvedere all'orfano e alla vedova ho scritto le mie preziose parole sulla mia stele e l'ho posta davanti alla mia statua . . ."

Giustizia è il motivo per il quale Hammurabi ha scritto il suo codice.

Nel decalogo biblico non c'è la proibizione al più forte di opprimere il più debole. Al contrario, il Dio di Mosè che scrive il decalogo è il più forte che opprime chi è più debole: anche sterminandolo col diluvio universale.

Scrive Hammurabi al termine del suo codice:

La mia ombra benefica è stesa sulla mia città, ed ho accolto nel mio grembo le genti di Sumer e di Akkad. Esse hanno prosperato sotto il mio genio protettore, le ho governate in pace, le ho protette con la mia saggezza. Perché il forte non opprimesse il debole, per provvedere all'orfano e alla vedova ho scritto le mie preziose parole sulla mia stele e l'ho posta davanti alla mia statua (in veste di) re della giustizia a Babilonia, la città a cui gli dèi Anu ed Enlil hanno alzato il capo, in Esagil, il tempio dalle fondamenta come il cielo e la terra, per dare le leggi al paese, determinare le sentenze per il paese e provvedere all'oppresso. Io sono il re che primeggia fra i re, le mie parole sono eccellenti, la mia forza non ha rivali. Per ordine di Samas, grande giudice del cielo e della terra, rifulgano le mie leggi nel paese. Per disposizione di Marduk, mio signore, non ci sia chi elimini i miei (di?)segni, e nell'Esagil, che amo, il mio nome sia pronunziato con favore per sempre. L'oppresso che abbia una contesa venga davanti alla statua (che) mi (rappresenta come) re della giustizia, legga la mia stele iscritta, ascolti le mie preziose parole. La mia stele gli chiarisca la sua contesa, veda la legge che lo riguarda, si distenda il suo cuore, e dica: "Hammurabi, che è come un padre che ha generato il suo popolo, si è sottomesso alle disposizioni di Marduk, suo signore. Per Marduk ha conseguito la vittoria al settentrione ed al meridione. Ha rallegrato il cuore di Marduk, suo signore. Per sempre ha assicurato benessere al popolo, ed ha reso giustizia nel paese".

Tratto da: Saponetti Claudio, Antiche leggi - I codici del vicino Oriente Antico, editore Rusconi, 1998, pag. 195

Perché Hammurabi scrive questo codice?

Probabilmente per un qualche motivo nella popolazione ci sono forti tensioni. E' necessario mettere ordine. Hammurabi ha il potere. Egli comanda e dirige la sua nazione. Il suo potere non è messo in discussione, ma è necessario che il potere del dominatore (e di tutta la schiera di dominatori a lui sottostanti) eserciti il Comando Sociale rispondendo a dei criteri di oggettività.

L'oggettività è il principio di uguaglianza degli uomini davanti alla legge. Nelle leggi di Hammurabi vengono fissati i diritti e i doveri anche per le persone discriminate. Non c'è uguaglianza nella società Babilonese, tuttavia anche gli schiavi, a differenza degli schiavi nel cristianesimo, hanno dei diritti.

E' necessario che le contestazioni vengano risolte in maniera soddisfacente: saggia. O per costrizione, o per intelligenza (forse davvero per quest'ultima) Hammurabi comprende questa necessità e tende ad equilibrare il dominio dei "forti", dunque anche di sé stesso, nei confronti degli strati più deboli del Sistema Sociale.

Egli non dice: "Tu devi metterti in ginocchio!".

Non è necessario: egli è il re!

Non trova necessario ribadire, con terrore e imposizione, il proprio ruolo di padrone. E' una qualità che nessuno mette in discussione. E' talmente indiscussa che deve essere limitata.

Egli, dunque, limitando l'azione del più forte limita anche sé stesso.

Lasciamo perdere per un istante il dubbio secondo cui avrebbe comunque potuto fare quello che voleva e che comunque forse nessuno avrebbe potuto imporgli le sue stesse leggi. Consideriamo l'intenzione come elemento motore della decisione di emanare leggi scritte. Che cos'è la legge per Hammurabi?

E' la limitazione della forza nella sua azione sugli Esseri Umani più deboli. Perché questa limitazione abbia effetto è necessario che chiunque faccia ricorso, per un torto, ad Hammurabi e riconosca in costui il volere attraverso il quale quelle leggi esistono.

Hammurabi è effettivamente il "padre delle genti" in quanto non pone la legge per riaffermare di essere il padrone delle genti come "Io sono il tuo padrone, non avrai altro padrone che me!" ma emana la legge per limitare questa pretesa (anche se il codice di Hammurabi viene prima).

Hammurabi non teme le persone, i cittadini. Non temere le genti significa percepire le persone al di fuori del loro ruolo sociale, come persone non come individui in funzione del re. Significa non essere avvolti dal terrore che in fondo chiunque, con un buon coltello, può prendere il suo posto uccidendolo. Significa, non temere il confronto con nessuno. Significa, essere in grado di superare la forma per percepire il sentimento e i desideri delle genti. Significa poter agire in conformità dei bisogni delle genti conoscendoli e facendone parte. Significa, percepire le Linee di tensione che attraversano le genti; Significa Venerare le genti.

Farsi Venere!

Hammurabi cita due entità ispiratrici: Marduk e Shamash. Hammurabi inoltre cita la sua città, Babilonia, come la città nella quale Enlil e Anu hanno alzato il capo. Marduk è l'uccisore del Caos (Tiamat) primordiale attraverso la nascita della Coscienza di Sé. Il suo divenuto ha riempito l'abisso permettendo lo sviluppo di tutte le Coscienze di Sé che si stavano formando. La formazione della propria Coscienza di Sé, della propria volontà e delle proprie determinazioni gli permisero di appropriarsi del proprio divenire scalzando Enlil (signore del vento; signore delle tempeste). Enlil non è più parte della Coscienza Marduk. Enlil in Babilonia alza il capo.

Se Marduk prende il posto di Enlil in sé stesso, Enlil non è cacciato in quanto è la forza che spinge nel divenire tutta la terra. Così in Babilonia alza la testa spingendo la città a fondare il proprio futuro.

Marduk si è impossessato del proprio futuro attraverso le proprie determinazioni, ma Enlil spinge a fondare il divenire di ogni Coscienza di Sé nell'universo. Anche la figura ispiratrice di Shamash è molto particolare. Shamash è il Sole e forma la triade astrale con Sin (Luna) e Ishtar (Venere). E' la luce dell'ispirazione. E' il soffio che avvolge gli Esseri Umani guidandone le azioni. La sua Coscienza di Sé ha avvolto gli Esseri Umani fin nell'Arabia meridionale fino all'avvento del terrore islamico e tutt'ora alimenta il respiro di libertà di quegli Esseri Umani agendo sui mutamenti.

Ad Hammurabi l'ispirazione non viene da chi vive proprietario di schiavi, ma da chi percorre un sentiero di sviluppo della propria Coscienza di Sé lungo la via del Se (Sé dopo Sé dove il Sé viene negato da un nuovo e diverso Sé).

Per questo motivo Hammurabi non impone sé stesso ma cede parte del proprio potere e del proprio dominio regolandolo attraverso un codice che, per quanto discutibile, è in grado di limitare l'azione del forte sul più debole. La centralità del codice stà nella ricerca di Giustizia, non nell'imporre dominio.

Conclusione

Con le tavole della legge ebraica e col codice di Hammurabi si sono definite due posizioni giuridiche come espressione di modelli sociali diversi presentando le possibilità di due diversi futuri.

Quelle posizioni rappresentano la contrapposizione fra la magia bianca e la magia nera dove l'oggetto del contendere sono gli Esseri Umani e la fondazione del loro futuro. Ogni Società umana tende a proiettarsi nei mutamenti, anche oltre la vita fisica dell'individuo. La struttura della Società degli Esseri Umani è in grado di favorire o di bloccare le trasformazioni nel futuro del singolo Essere Umano anche dopo la morte del corpo fisico. In sostanza, la lotta giuridica altro non è che la lotta per garantirsi migliori condizioni attraverso le quali affrontare la morte del corpo fisico e la nascita del corpo luminoso.

Un Essere umano ha sempre la possibilità di sviluppare il proprio corpo luminoso, ma vi sono condizioni oggettive nelle quali lo si può sviluppare più facilmente e condizioni oggettive nelle quali il suo sviluppo può essere fortemente difficoltoso e, spesso, annullato completamente. Un Sistema Sociale è in grado di esaurire le trasformazioni verso il futuro dell'individuo distruggendolo.

Il terrore della morte appartiene alla percezione soggettiva di aver distrutto la propria vita. D'altronde, i distruttori dell'individuo contano sull'imposizione all'individuo del terrore per la morte. Impedire all'individuo di sottrarsi alla sua distruzione quando ha ancora forza sufficiente per modificare sé stesso, ampliare la propria consapevolezza e la propria conoscenza diventando eterno.

C'è un precedente dei nativi americani. Nessuno potè ridurli in schiavitù tant'è che i cristiani dovettero sottomettere gli schiavi che gli servivano importandoli dall'Africa. I nativi americani preferivano morire, cercando di superare la soglia della morte fisica per partorire il corpo luminoso, pur di non essere completamente distrutti dalle condizioni di schiavitù.

L'Essere Umano si sviluppa in relazione col circostante. Il circostante può essere saccheggiato, ma non può essere sottomesso. Il circostante si sviluppa attraverso le proprie determinazioni, che sono le determinazioni di ogni Essere, qualunque sia la sua natura, e attraverso le relazioni fra Coscienze di Sé, indipendentemente dai tentativi di chiunque di servirsene per propri scopi. Il circostante può essere distrutto (distruggendo se stessi in ogni caso) ma non sottomesso. Solo il Sistema Sociale Umano può sottomettere gli Esseri umani e servirsene per i suoi scopi esaurendo la loro possibilità di diventare eterni.

Lo scontro giuridico attraverso il quale gli Esseri Umani determinano i rapporti sociali può portare alla Libertà o alla sottomissione e, come conseguenza, alla distruzione.

D'altronde, Esseri Umani vuoti e distrutti tenderanno a distruggere l'esistente in quanto questa distruzione è rimasto l'unico scopo della loro esistenza.

Con i codici di Mosè si costruisce la schiavitù degli uomini. Gli uomini non sono uguali al Dio di Mosè e il Dio di Mosè, attraverso le sue leggi, non limita il diritto del suo Dio. Al contrario, il Codice di Hammurabi limita anche l'azione di Hammurabi che non deve fare torti al più debole.

Con Hammurabi è diritto del più debole non subire torti; con le leggi di Mosè è diritto del più forte non subire ritorsione, da parte dei più deboli, alle violenze che mette in atto contro di loro.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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