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Marzo 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
09 marzo 2026

Cosa intendiamo quando affermiamo che un Essere della Natura, l'Essere Umano nel nostro caso, è un Dio? Noi usiamo il termine Dio o Dèi attribuendo a quel termine più significati: tutti legati fra loro.
Un Dio è colui che alla Necessità che lo ha portato a riconoscere sé stesso diverso dal mondo circostante somma la propria "volontà d'esistenza" organizzando delle strategie attraverso le quali vivere nel mondo, manifestando Nous (intelligenza, progetto, scopo, intenzioni ecc.), per espandersi, svilupparsi e crescere.
Chiamiamo Dio quando incontriamo la capacità di agire di un soggetto che manifesta la propria volontà!
Per manifestare il proprio "Essere un DIO" è necessario che il soggetto riconosca a sé stesso questa prerogativa che altro non è che la prerogativa dell'esistenza: il suo diritto ad esistere.
Nel caso degli Esseri Umani, oggi, il discorso diventa più complesso in quanto la necessità di riconoscere noi stessi in quanto Dèi che agiscono nel mondo in cui sono venuti in essere si scontra con un'oggettività sociale che impone agli Esseri Umani di essere umili davanti ad un superiore, al Dio cristiano, che tutto può e che nulla consente all'uomo se non la libertà di sottomettersi e di obbedire.
La repressione che ha negato all'uomo il suo diritto di abitare il mondo e di trasformarsi si è prodotta in migliaia di anni e imposta all'uomo in milioni di modi tanto da considerare il sottomettersi una condizione normale degli Esseri Umani. La sottomissione è stata imposta generazione dopo generazione quasi fosse il lascito dei genitori ai loro figli.
Inoltre, ancora prima di uscire dalla vagina di mia madre si manifestano forze esterne che, agendo sulla struttura emotiva del feto in gestazione, tentano di imporre la direzione della mia esistenza.
Impongono una direzione delle mie possibilità di veicolazione emotiva nell'interesse di chi sta dominando l'uomo affinché, una volta nato, io sia remissivo e sottomesso.
Non veicolo più le emozioni per ciò che io desidero, ma io desidero ciò che mi è stato imposto in cui mi è concesso veicolare le mie emozioni. Io divento un tifoso. Mi emoziono per cose che non mi riguardano e, in questo modo, divento strumento utile di questo o di quella struttura sociale che mi sta usando.
Non pratico l'interesse per me stesso hanno trasformato un me stesso in funzione di qualche ente esterno ed estraneo a me (un Dio padrone, un Sistema Sociale, una condizione lavorativa ecc. ecc.).
Una condizione che non incontra l'Essere Sole, l'Essere Virus o quanto abita il mondo in cui vivo. Le mie emozioni si veicolano all'interno di una partita di calcio, di un partito politico che non farà mai i miei interessi, di un leader che cerca masse e, con la retorica e l'inganno, agisce sulle mie speranze illusorie quando, al contrario, avrei potuto agire fattivamente nella realtà in cui vivo.
Proprio per questa specificità in cui vive l'Essere Umano, noi distinguiamo fra gli Esseri Umani coloro che non si prendono la responsabilità della propria vita nelle proprie mani (in pratica hanno soggettivato la dipendenza della propria esistenza nei confronti di un ente esterno: soggettivare significa far propria e ritrasmettere nel mondo la necessità di far propria imponendola ad altri soggetti!) da coloro che prendendosi nelle proprie mani la responsabilità della propria vita manifestano tale responsabilità soggettiva nel mondo in cui vivono attrezzando gli Esseri che da loro germinano affinché si assumano la responsabilità della loro vita, a loro volta.
Usiamo il termine Dèi per indicare tutte le forze che compongono l'oggettività in cui viviamo in quanto riconosciamo che le forze della vita attraversano tutti coloro che noi consideriamo VIVENTI alimentando le loro tensioni d'espansione.
Queste forze sono SOGGETTI IN SE' STESSI.
Solo che noi, attraverso la ragione, non li percepiamo come SOGGETTI IN SE', ma solo come manifestazione di soggetti la cui forma appare alla nostra coscienza.
Riconosciamo la presenza degli Dèi di Esiodo, Omero, Orfeo nelle manifestazioni degli Esseri della Natura. Riconosciamo gli DEI negli soggetti/oggetti che concorrono alla formazione della vita della Natura e riconosciamo la Natura come Essere Natura figlia di ogni Essere Cosciente che agisce in Essa ed Essa su di lui e sulle condizioni in cui vive.
Cosa indichiamo col termine Dio?
Indichiamo colui che manifesta Necessità di espansione nella propria esistenza e, nel farlo, costruisce le condizioni affinché ALTRI possano manifestare le proprie necessità di espansione nella loro esistenza.
Il Dio, del Paganesimo Politeista, attraverso le proprie manifestazioni nella propria esistenza, usando le proprie DETERMINAZIONI costruisce delle condizioni affinché altri ESSERI possano fare altrettanto. In questo senso parliamo della "creazione del Dio" o della "creazione degli Dèi". Il Dio costruisce le condizioni e, le condizioni che ha costruito sono la sua creazione.
Il DIO nel Paganesimo Politeista è sempre una figura relativa, più o meno grande rispetto al soggetto che la guarda, e sempre in continua modificazione e costruzione.
Il Dio o gli Dèi nella religione pagana non sono dei padroni che ordinano all'uomo che cosa deve o non deve fare, ma è, o sono, colui o coloro che, per espandere sé stesso/essi costruisce (costruiscono) le condizioni per farlo al meglio e, nel farlo, alimentano gli Dèi che germinano all'interno di quelle condizioni perché soltanto la loro crescita favorisce le condizioni nelle quali egli, o loro, può, o possono, crescere al meglio.
Un riconoscersi reciproco che porta gli Esseri che si trasformano a camminare assieme.
Si è detto che siamo Esseri della Natura. Che siamo Esseri della Specie Umana. Che siamo Esseri sociali che vivono in condizioni particolari che alimentano l'idea di obbedienza, rinuncia e sottomissione.
Tutto questo lo dobbiamo sempre tener presente.
Scegliere le proprie azioni in base alle proprie predilezioni e alla proprie necessità nonostante qualcuno ci solleciti all'umiltà e alla sottomissione.
La parola razionale più vicina alla religione pagana, per chi non pratica religione pagana, è: conseguenze.
La trasformazione è azione. Si può agire per ottenere qualche cosa nell'attimo presente senza tener conto delle conseguenze o si può agire considerando le conseguenze prima di agire. Spesso le persone, per arroganza, non pensano alle conseguenze del loro agire. Spesso, ancora, non conoscono il mondo in cui vivono e non sono in grado di comprendere che ogni loro azione riceve delle risposte dal mondo.
Riuscire ad avere l'esatta dimensione delle possibili conseguenze all'azione messa in atto è espressione del proprio Potere Personale. Il Potere Personale, spesso, permette di fare scelte congruenti, economicamente vantaggiose, anche in presenza di lacune soggettive nella conoscenza della realtà in cui ci si appresta ad agire.
Le condizioni che alimentano la sottomissione e stimolano l'obbedienza, impongono infinite illusioni e infinite credenze costringendo le persone a percepirle come possibilità. Pregano il Dio padrone cristiano per il miracolo, il miracolo non arriva, ma loro hanno sacrificato la loro vita nella preghiera che li ha impegnati impedendo loro di affrontare le reali condizioni della loro vita.
Le necessità soggettive che sorgono attraverso una continua considerazione delle conseguenze portano a sviluppare un'attenzione soggettiva che viene spostata dalla percezione della necessità del presente alla soddisfazione della necessità in un tempo che sta arrivando. Fra il tempo presente in cui insorge la necessità e il temo futuro in cui la necessità è soddisfatta, in qualche modo, c'è il tempo dell'azione che risponde alle decisioni soggettive.
Il tempo della trasformazione soggettiva. Il tempo della Religione Pagana. Il tempo per trasformarci in un Dio.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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