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Marzo 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
24 marzo 2026

Gli Dèi erano soggetti conosciuti dagli antichi che sapevano distinguere ciò che gli Dèi erano da come gli Dèi venivano rappresentati.
Quello che presento è l'Inno ad Artemide di Callimaco.
L'immagine di Artemide che ne esce dall'Inno ha poco a che vedere con la rappresentazione che viene data di Artemide, specialmente in epoca rinascimentale.
Scrive Callimaco:
Artemide (non è cosa da poco dimenticarla nel canto)
celebriamo - lei, che ha cari l'arco e la caccia alla lepre
e l'ampio coro e i giochi sui monti cominciando
da come, seduta sulle sue ginocchia,
ancora bambina eoa disse al padre una volta:
"Dammi di conservare, babbo, verginità eterna,
e ricchezza di nomi, ché Febo non gareggi con me,
e dammi le frecce e l'arco- su!, padre, non una faretra
ti chiedo, né un arco grande: per me i Ciclopi saette
subito costruiranno, e per me un arco ricurvo.
Ma fa che fiaccole io porti e vesta il chitone
fino al ginocchio, frangiato, per uccidere le bestie feroci.
E dammi sessanta danzatrici Oceanine,
tutte di nove anni, tutte ancora bambine senza cintura.
E dammi ad ancelle venti ninfe, figlie deH'Amniso,
che a me i calzari e i cani veloci accudiscano,
quando né linci più né cervi io saetti.
E dammi tutti i monti. Delle città assegnami
quella che vuoi: di rado Artemide scende in città
Sui monti avrò dimora, e visiterò le città degli uomini
solo quando, da acute doglie tormentate,
mi invocheranno in aiuto le donne; a loro soccorso,
quando nacqui, mi assegnarono le Moire,
poiché nel parto mia madre e ancora portandomi in grembo non
patì doglie, ma senza sforzo mi depose dalle sue membra".
Da Inno ad Artemide di Callimaco ed. BUR 2001
Questa è l'introduzione dell'inno ad Artemide di Callimaco.
Callimaco, vissuto nel terzo secolo prima dell'era volgare. Scrive a proposito degli Dèi una serie di Inni e li scrive nella città di Alessandria d'Egitto.
Nell'Inno dedicato ad Artemide descrive, nel dialogo fra la DEA e ZEUS, ciò che ARTEMIDE è.
Artemide è il PRINCIPIO FEMMINILE DELLA VITA!
LATONA, l'utero della Natura, dà origine ai bisessuati. Da un'oggettività femminile, di cui Lei è parte, partorisce il femminile e il maschile.
Solo che il femminile deve, ora, relazionarsi col maschile e combinarsi con esso.
Prima che ciò avvenga, prima che la maturità sessuale femminile si manifesti, la manifestazione del divino ARTEMIDE espone le sue richieste a Zeus.
Le richieste che Artemide fa a Zeus hanno lo scopo di proteggere il principio femminile della vita dalla violenza con la quale Apollo, il principio maschile della vita, potrebbe prevaricare il principio femminile, Artemide.
"Dammi di conservare, babbo, verginità eterna,"
Il termine "verginità" sta per "non essere posseduta", "non essere soggiogata", "non essere dipendente".
Artemide non è manifestazione dell'Essere Femminile adulto. E' manifestazione del femminile!
Il femminile che non accetta restrizioni, né catene o sottomissione.
La promessa di Zeus non è relativa all'imene (come nei cristiani), ma è la promessa che nessuna forza sottometterà mai l'essenza femminile della vita ad un giogo.
I molti nomi sono le specie con cui l'essenza femminile si rappresenta all'interno dell'Essere Natura e l'impedimento che Febo (il principio maschile della vita) gareggi con lei è l'impedimento di sottomettere il principio femminile della vita al principio maschile.
Chiede armi Artemide, armi con le quali combattere e cacciare.
Febo ha i muscoli e la possenza, le armi che chiede Artemide sono più sottili: arco ricurvo e saette. Chiede di portare fiaccole: diventa una PORTATRICE DI LUCE!
Il termine con cui i romani indicavano Artemide era "Diana" e il nome "Diana" deriva da "luce".
Artemide chiede di poter muoversi rapida nella caccia.
Chiede di essere assistita da danzatrici figlie di Oceano e da Ninfe figlie del fiume Amniso affinché accudiscano i calzari e i cani mentre non deve cacciare.
Artemide vive sui monti, al di fuori del Sistema Sociale umano, ma accorre a soccorrere le donne in ogni loro battaglia e specialmente nella battaglia del parto.
In questo monologo di Artemide, Callimaco ha colto buona parte dell'essenza della Dea Artemide, ma dubito che coloro che non hanno rispetto per la vita siano in grado di cogliere la sua manifestazione negli Esseri Umani che ci circondano.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
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