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28 marzo 2026 cronache della religione pagana
Riflessione sul concetto di libido in Freud

Claudio Simeoni

Cronache mese di marzo 2026

28 marzo 2026

Riflessione sul concetto di libido in Freud

Freud non dice che cos'è la libido, ma racconto come il corpo esprime la sua libido all'interno delle sue attività sessuali.

Freud è un creazionista e per lui ogni modificazione di un essere della natura non avviene perché l'essere ha forze in sé che lo inducono a trasformarsi, ma perché l'essere obbedisce al disegno di Dio che lo ha creato a sua immagine e somiglianza.

E' la premessa fondamentale per comprendere il pensiero psicoanalitico di Freud.

Libido significa desiderio.

Gli antichi sapevano benissimo che tutto è desiderio. La vita stessa è un desiderare continuo. Una trasformazione che avviene in una perenne tensione volta alla ricerca di soddisfazione dei propri desideri.

Non è un caso che le religioni monoteiste e buddista hanno al loro fondamento la negazione o la condanna del desiderare perché in questo modo, condannando il desiderare, si condanna l'uomo alla sottomissione. Controllando il desiderio dell'uomo, si impedisce la libertà sociale dell'uomo. Questo è ciò che il Dio degli ebrei, cristiani, islamici e buddisti, desidera.

Che cos'è il desiderio?

Il desiderio è una forza psichica della materia in grado di trasformare la materia inconsapevole in materia consapevole.

Nella mitologia esiodea c'è una stretta relazione fra Eros, che esce dall'uovo dell'universo al momento del Big Bang, e il piccolo Eros, Desiderio, che segue Afrodite.

Il primo Eros è il desiderare, l'intento dell'azione che si cala in ogni unità della materia-energia dell'universo; il secondo Eros, il Desiderio che segue Afrodite, è il desiderare umano. E' il "Cupido" che lancia le sue frecce facendo desiderare le persone.

Scrive Freud in "Tre saggi sulla sessualità" (1905):

Distinguiamo questa libido rispetto alla sua origine particolare dall'energia che si suppone stia alla base dei processi mentali in generale, e quindi le attribuiamo anche un carattere qualitativo. Separando in tal modo le forme libidiche dalle altre forme di energia psichica presumiamo, in effetti, che i processi sessuali che avvengono nell'organismo si distinguono dai processi nutritivi per uno speciale chimismo. L'analisi delle perversioni e delle psiconevrosi ci ha fatto vedere che questa eccitazione sessuale deriva non dalle cosiddette parti sessuali soltanto, bensì da tutti gli organi del corpo. Ci formiamo dunque il concetto di una libido determinabile quantitativamente, alla cui rappresentazione psichica diamo il nome di «libido dell'io», e la cui produzione, aumento o diminuzione, distribuzione o spostamento, ci forniranno la possibilità di spiegare i fenomeni psicosessuali osservati.

Freud, "Tre saggi sulla sessualità", in Opere 1886-1905, Newton Editore, 1992, pag. 1032

Desiderio è un unico soggetto che si esprime in ogni vivente e ogni vivente veicola desiderio non solo nelle specificità di specie, ma anche in modo individualmente diverso, nei diversi momenti della sua quotidianità.

Per Freud è diversa l'energia emotiva che si esprime nella sessualità dall'energia che si esprime nei processi mentali in generale. Eppure, lui stesso afferma che "ci ha fatto vedere che questa eccitazione sessuale deriva non dalle cosiddette parti sessuali soltanto, bensì da tutti gli organi del corpo". E' l'intero corpo che abita il mondo. Il corpo nella sua interezza. Il corpo come mente, come stomaco, come sesso, come necessità di spostamento, come sentimento, come percezione, ecc.

Freud separa il desiderio sessuale dell'individuo dal suo desiderio di vivere, di persistere e di trasformarsi nella sua esistenza.

Essendo Freud convinto che l'uomo sia stato creato da Dio, ignora gli effetti dell'energia emotiva. Vuole distinguere l'energia emotiva fra libido ed energia psichica, che è alimento e sostanza di ogni soggetto della natura sovraintendendo a tutte le sue trasformazioni e ripagandolo col piacere ogni volta che il desiderio raggiunge l'oggetto desiderato soddisfacendosi con esso.

Il desiderio spinge al piacere e il piacere permette la trasformazione del soggetto

Freud, data la sua educazione, voleva ignorare il ruolo dell'energia emotiva, o energia vitale, in quanto riteneva che la sessualità dell'uomo fosse peccaminosa; un istinto da controllare e da reprimere qualora non rispondesse ai dettami biblicamente imposti.

Innanzi tutto, in Freud c'è un'ossessiva ricerca dei caratteri sessuali dell'infanzia. Secondo i suoi concetti aprioristici, educazionalmente imposti, la sessualità e la veicolazione della sessualità hanno origine in comportamenti sessuali della primissima infanzia. Per lui, tutti i comportamenti infantili sono comportamenti che rispondono agli input sessuali.

A Freud sembra sfuggire l'ovvietà: tutti i comportamenti dell'infanzia sono finalizzati alla sopravvivenza e alla crescita e per farlo l'infante si adatta soggettivamente ai comportamenti che gli adulti approvano. Il bambino difende il suo desiderare cercando di veicolare le sue emozioni per la soddisfazione del desiderio nelle pieghe e nei comportamenti oggettivamente approvati dall'ambiente umano in cui vive.

La pulsione emotiva è quella della crescita.

Che poi Freud proietti sul bambino le sue fantasie erotiche e agisca per cercare dai bambini le risposte che confermino le sue fantasie, ha poco a che vedere con l'analisi clinica in quanto manca l'analisi dell'ambiente e l'interferenza dell'ambiente sul sistema dei bisogni dell'infante.

Non esiste che Freud prenda in considerazione le azioni dell'ambiente: per lui l'uomo è creato da Dio e l'ambiente umano, secondo lui, non può modificare la creazione di Dio. Le scelte del bambino, che Freud interpreta attraverso le "azioni", sono quanto Dio ha stabilito per il bambino. Purtroppo, l'interpretazione di Freud nasce dalle idee preconcette, religiose e morali che Freud proietta sul bambino come dati di verità.

Freud sa che l'energia emotiva, che lui scinde in energia psichica e in libido, è coinvolta in ogni azione della persona ma, anziché considerare la persona nel suo insieme e il coinvolgimento dell'energia emotiva in ogni attività, preferisce concentrarsi sull'attività sessuale riducendo la libido a puro desiderio sessuale.

Scrive Freud:

Lavoro intellettuale. Infine, è un fatto inequivocabile che la concentrazione dell'attenzione su un compito intellettuale e lo sforzo intellettuale producono in generale una eccitazione sessuale concomitante in molti giovani ed anche negli adulti. Indubbiamente questa è la sola base che giustifica ciò che per altri aspetti è assai discutibile: attribuire i disturbi nervosi all'"affaticamento" intellettuale.

Precisa Freud in una nota subito sotto:

L'analisi dei casi di abasia nevrotica e di agorafobia elimina ogni dubbio sulla natura sessuale del piacere del movimento. Come è noto, l'educazione moderna impegna molto i bambini nei giochi al fine di distoglierli dall'attività sessuale. Sarebbe più corretto dire che in questi giovani essa sostituisce il godimento sessuale col piacere e regredire l'attività sessuale a uno dei suoi componenti autocratici.

Freud, "Tre saggi sulla sessualità", in Opere 1886-1905, Newton Editore, 1992, pag. 1025

Freud sapeva che il lavoro intellettuale veicola una quantità considerevole di energia emotiva; sapeva che l'attività fisica veicola una quantità considerevole di energia emotiva, sapeva che l'energia emotiva, che chiama libido, veniva veicolata nell'attività sessuale.

Se Freud non fosse stato un integralista ebreo, che credeva che Mosè sia esistito, avrebbe compreso che la libido è coinvolta nel processo di crescita della persona modificando continuamente il corpo fisico anche in base all'attività fisica che la persona svolge.

Avrebbe compreso che l'attività intellettuale, per essere proficua, deve coinvolgere quella che lui chiama libido, energia emotiva, che, attraverso lo sforzo appassionato, viene veicolata nell'attività.

E forse, avrebbe compreso che impedire ai ragazzi di masturbarsi bloccando, di fatto, la veicolazione dell'energia emotiva, avrebbe significato imporre non solo nevrosi, ma turbe psichiche che avrebbero indotto i ragazzi a veicolare le loro pulsioni nella violenza e nella sopraffazione sessuale dell'altro.

Questo è uno dei problemi della psicoanalisi. Chiamare l'energia emotiva, impegnata nella sessualità "libido" distinguendola da altre presunte diverse forme di energia proprie dell'individuo, è fuorviante e, infatti, ha portato al fallimento della psicoanalisi come pratica medica.

Freud è ancora pieno del "tu devi", quel senso morale che l'ebraismo gli ha imposto e la sua ricerca è una ricerca volta ad individuare la correttezza morale di quel "tu devi" contro le spinte centrifughe che le pulsioni soggettive impongono all'uomo affinché esca dal sistema di doveri e sensi di colpa che l'educazione ebraica e cristiana gli impone.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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