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Marzo 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
31 marzo 2026

Francesco Alberoni sul Corriere della Sera del 18 agosto del 2003 scriveva un articolo, dai contenuti offensivi per le persone, e dai toni volti a giustificare quella massa di intellettuali codardi che hanno sempre sfruttato a proprio vantaggio le pulsioni sociali finendo per tradire il ruolo che le persone immaginavano dovessero avere.
Il titolo dell'articolo era: "I filosofi tacciono perché la gente non ha più domande".
Affermazione spocchiosa, arrogante e presuntuosa.
In realtà, i filosofi tacciono perché davanti alla realtà del vissuto delle persone si comportano da vigliacchi. Come tanti Dio biblico, dall'alto osservano questi uomini miserabile nel tentativo illusorio di costruire un futuro migliore di quello in cui vivono e li deridono.
Come il Dio della bibbia ebrea e cristiana macella gli Esseri Umani per compiacersi dello spettacolo, così i filosofi si compiacciono nel deridere e persone nei loro sforzi di sopravvivere nelle difficoltà sociali che gli stessi filosofi hanno contribuito a costruire.
Scriveva Alberoni:
Se confrontate il panorama della cultura europea di oggi con quello degli anni Sessanta-Settanta, trovate uno spettacolo desolante. Sono scomparsi i filosofi, i pensatori, coloro che scavano nelle profondità dell'essere umano, della società per rivelarci chi siamo e immaginare altri mondi possibili. La mente mi si riempie di nomi; dico i primi che capita: Sartre, Camus, Foucault, oppure Fromm, Heidegger, in Italia Fornari, in America Marcuse, Brown, Rawls.
Sono scomparsi i servi che, per conto del potere ideologico nazi-fascista, dicevano alle masse, che spingevano per la democrazia sociale, che cosa le masse volevano dal potere affinché il potere potesse continuare a costruire la società nazi-fascista illudendo le masse che quella fosse la democrazia.
E' come se questi intellettuali avessero scavato un buco nella terra, illudendo le persone di trovare il petrolio e dopo aver esaurito la pazienza delle persone in anni di fatica, le masse hanno abbandonato l'attività lasciando solo il vuoto e la fatica in chi si è illuso.
Erano tutti pensatori nazional-socialisti al servizio del Macellaio di Sodoma e Gomorra e complici del genocidio umano fatto dal Dio padrone cristiano col Diluvio universale. Nessuno di questi "pensatori" lo ha mai condannato.
Scrive nell'articolo Alberoni:
E lo stesso con i grandi scrittori, i grandi registi. Certo anche oggi ci sono studiosi, artisti di valore, ma nessuno ha il peso, il ruolo, l'importanza dei maestri del recente passato. I loro libri non sono attesi con ansia, le loro tesi non sono discusse in modo appassionato. I giornali sono pieni solo di politica quotidiana. La gente parla di salute e di cibo. Non legge più saggi che pongono problemi, che costringono a pensare. In Europa, per secoli, ci siamo sempre domandati il perché delle cose, abbiamo sempre voluto capire i meccanismi che stanno dietro i nostri comportamenti.
Quando i democratici, che si organizzano e protestano nella società civile, vengono traditi dall'informazione, dall'Organizzazione dell'Ordine dei Giornalisti che trasforma il diritto di cronaca in diritto alla propaganda esaltando personaggi ambigui e, spesso, vili come Sartre, Fromm, Marcuse e nazisti come Heidegger nascondendone le ambiguità per trasformarli in "maestri del pensiero" o in "buoni e cattivi maestri"; allora i democratici trattano la stampa e i loro eroi come qualche cosa che deve essere abbandonato.
La gente vuole capire i meccanismi dell'esistenza; si è stancata di comprare farneticazioni illusorie spacciate per i meccanismi dell'esistenza.
I filosofi sono al servizio del nazi-fascismo, della monarchia assoluta, di un cristianesimo che continua ad imporre sottomissione alle persone negando loro i diritti Costituzionali conquistati in tempi difficili. Quei diritti Costituzionali che filosofi e giornalisti rubano ai cittadini spacciandoli come diritti di Dio, di un'autorità, che si sottrae ai propri doveri nei confronti dei cittadini.
Scrive ancora Alberoni:
Pensiamo alla psicoanalisi. La psicoanalisi non dà ricette, è un metodo per capire te stesso, affrontare i tuoi dubbi, risolverli. Come non davano ricette gli autori che abbiamo nominato più sopra. Ti aiutavano a capire, ti insegnavano a pensare, infatti erano chiamati maitre à penser.
Quando parla della psicoanalisi Alberoni esalta ciò che lui pensa sia il lato positivo di una cultura nella società. Non è interessato ai danni che la psicoanalisi ha fatto illudendo le persone con rimedi "psicoanalitici" che in realtà non c'erano. Hillman stesso disse che dopo 100 anni la psicoanalisi ha lasciato un cumulo di macerie. Lo sforzo dei psicoanalisti di ricondurre le diversità dell'uomo al modello unico creato da Dio è quanto di più squallido e inumano abbia fatto la psicoanalisi. La psicoanalisi ha contribuito a costruire delle alternative culturali rispetto al suo presente, ma ha agito devastando la vita delle persone che, speranzose, si erano rivolte a lei. Quello che avrebbe potuto essere un metodo per liberare l'uomo dalla manipolazione mentale messa in atto dal cristianesimo e dalla chiesa cattolica, in particolare sui ragazzi, ha finito per diventare uno strumento per supportare la manipolazione mentale dell'infanzia da parte della chiesa cattolica: l'infinito numero di stupri dei ragazzi messo in atto dai preti cattolici, senza nessuna azione di contrasto sociale, sta a dimostrare proprio questo.
Violenza sociale a tutti i diversi che costituivano la ricchezza sociale e che il lavoro dei psicoanalisti doveva distruggere in una missione al servizio del Macellaio di Sodoma e Gomorra. E questo fino a riempire le persone, i bambini, di psicofarmaci affinché rispondessero ai modelli comportamentali richiesti.
Questi filosofi non "insegnavano a pensare", ma imponevano che cosa "si doveva pensare" sotto minaccia di aggressioni, diffamazione, bullismo e mobbing per chi non si adeguava a modelli imposti.
In questo modo, come nel terrore che i cittadini subiscono negli USA, il terrore ha costretto i cittadini europei a ritirarsi nel proprio privato. A sopravvivere nonostante l'odio sociale che i giornalisti diffondono esaltando intellettuali che sono solo l'immondizia arrivista della società.
Il manuale, a differenza del trattato, fornisce la ricetta per fare; il trattato dovrebbe fornire la lettura dell'oggettività nella quale si può fare. Avete violentato i ragazzi costringendoli in ginocchio ad identificarsi col crocifisso e i ragazzi hanno finito coll'identificarsi col Dio padrone e onnipotente che risolve i suoi problemi psicologici macellando il mondo. Pensavate di farne dei servi obbedienti e sottomessi all'autorità; avete finito per far dei soggetti che pretendono di essere i padroni, come Dio, anche se di poco o di nulla. In questo modo gli imprenditori sono diventati dei banditi che delinquono usando le imprese come armi contro la società civile; uomini che accoltellano le donne che non si sottomettono; genitori che violentano i loro figli e poi si stupiscono se i loro figli usano i coltelli per affermare la loro supremazia.
Avete costruito persone ignare dei propri diritti; ignare della propria collocazione nella società; ignare delle possibilità di agire e di abitare la società; avete costruito persone come voi, Alberoni, arroganti e spocchiose che si ritengono in diritto di sputare sugli uomini collocandosi nell'alto dei cieli.
Scrive ancora Alberoni:
Oggi non si cercano più dei maestri del pensiero. Non si vuol più capire il processo che produce il nostro comportamento individuale o sociale, si vogliono delle ricette. Come negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, in cui vi sono stupende università, ma dove la cultura media è infinitamente inferiore a quella europea e domina una mentalità pragmatica, sono sempre usciti migliaia di libri di ricette per fare tutto, da come trovare l'anima gemella a come coltivare le orchidee, da come addestrare i pappagalli a come comportarsi con i suoceri. L'americano medio non perde tempo a filosofare, prende un manuale e lo applica. L'anno dopo ne esce uno nuovo e applica quello. Ma oggi questi libri e questa mentalità si sono diffusi anche in Europa. Prima in Germania, poi da noi, in Spagna, persino in Francia. La società europea ha subito una mutazione profonda si è americanizzata nel modo peggiore.
Oggi la gente non cerca più i "maestri del pensiero" perché le persone hanno subito la violenza dell'illusione.
In quel tempo Gesù disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Vangelo di Matteo 11, 25-27
E ancora
Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio. Ed è per lui che voi siete in Cristo Gesù, il quale per opera di Dio è diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore.
1 Corinzi 1, 26-31
E dopo aver imposto queste scemenze ai ragazzi, come si fa a non pensare che i ragazzi non si sentano degli "unti del signore" in diritto di sottomettere i più deboli? La loro stupidità, che chiamano conoscenza, gliela data Dio!
Cosa serve pensare se ciò che penso mi viene da Dio?
Qualunque pensiero idiota si formi nella mia mente è la verità di Dio e io, essendo un eletto di Dio, devo essere il padrone degli uomini.
Questo cancro, voluto da personaggi come Alberoni, o come i suoi "filosofi", ha infettato l'intera società perché questi "maestri del pensiero" erano coloro che pensavano che il loro pensare fosse generato dal Dio padrone che li aveva elevati a profeti di Dio e mai avrebbero criticato il Dio di ebrei e cristiani perché questo avrebbe comportato, nella loro coscienza, un peccato di lesa maestà, e, nella società, un'emarginazione che avrebbe ridotto i loro profitti e il loro peso sociale.
L'arroganza dei "maestri del pensiero" ha dato alimento all'arroganza sociale e l'arroganza sociale ha contribuito ad emarginare tutti coloro che avevano a cuore il benessere sociale.
Alla fine, le persone che hanno a cuore la società hanno preferito coltivare le orchidee anziché farsi emarginare come coloro che protestavano contro il colonialismo USA in Vietnam o come coloro che oggi vengono criminalizzati perché protestano contro il genocidio dei Palestinesi a Gaza.
Scrive ancora Alberoni:
Possiamo perciò domandarci: mancano gli autori, i pensatori o è cambiato il pubblico, è cambia la mentalità? Venti, trent'anni fa c'erano meno laureati di oggi, meno università, meno corsi di laurea. Ma c'era, diffusa in tutte le classi sociali, una straordinaria curiosità intellettuale, una fame di sapere, fantasia e curiosità. Ricordo in Brianza dei ragazzi dell'istituto tecnico che leggevano i poeti americani. Tantissimi si affollavano al Piccolo Teatro per guardare il Galileo di Brecht e discutevano per giorni. Le conferenze erano incandescenti, si conversava nei caffè con i libri in mano. Nelle università gli studenti sedevano attorno ai professori che portavano idee nuove e restavano a discutere fino a tarda notte. Oggi studiano le poche pagine obbligatorie e, come esame, fanno un test. Non devono nemmeno parlare. E' quindi la gente che non ha più voglia di capire, di pensare, di porsi domande. I filosofi nascono per rispondere a domande. Se nessuno chiede, tacciono.
La domanda vera è perché, quelli che avrebbero dovuto essere i pensatori della società hanno venduto la società omaggiando l'assolutismo e disprezzando quei cittadini che difendevano quei principi, che ritenevano obsoleti, della Costituzione della Repubblica italiana?
Non sono forse quei pensatori che dalle pagine dei giornali e dei quotidiani omaggiavano il "bunga-bungaro" Silvio Berlusconi? o il razzista Umberto Bossi con i suoi slogan criminali del tipo "Indipendenza del nord" o "fuori i negri o i marocchini" o il "vestire gli immigrati da leprotti per far divertire i cacciatori"? Aggressioni all'ordine democratico che la stampa trattava come il diritto di una destra nazista di aggredire le Istituzioni e, con esse, tutti i cittadini costretti alla sofferenza e all'insicurezza sociale.
Un tempo c'era fame di conoscenza, ma gli intellettuali, anziché nutrirla, hanno versato piombo fuso nelle gole delle persone che vivevano la società con passione. Si spacciava di sinistra Galimberti e, intanto, spacciava il nazista Heidegger nella società civile come fosse una dose di eroina.
Nelle università gli studenti cercavano "manuali in cui organizzare la propria esistenza in funzione dello sviluppo della società civile", ma i professori universitari spacciavano loro il diritto del Dio padrone cristiano di stuprarli e violentarli costringendoli in ginocchio affinché si sottomettessero. E tutto in collaborazione con una Polizia di Stato che a manganellate spaccava le teste ai cittadini.
I docenti di filosofia si sono alienati dal mondo. Non abitano la catena di montaggio. Non battono il ferro. Non coltivano campi e non sanno che cosa significa vivere attraverso la fatica quotidiana di un lavoro che ti consuma giorno dopo giorno. Non avendo abitato la società in cui vivono, si limitano a farneticare sull'onnipotenza di Dio spiegando agli allievi che a loro conviene sottomettersi a Dio.
Nota: L'articolo a firma di Francesco Alberoni è stato pubblicato dal Corriere della Sera il 18 agosto del 2003
www. corriere. it/ alberoni
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