Continua la guerra di Israele e USA contro l'Iran. Ovviamente, il prossimo obbiettivo di Israele sarà la Giordania e l'Arabia Saudita.
Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

02 aprile 2026 cronache della religione pagana
Il Vaticano contro la democrazia italiana

Claudio Simeoni

Le condizioni del mondo in cui viviamo

Cronache mese di aprile 2026

02 aprile 2026

Il Vaticano contro la democrazia italiana

Era il 1994 quando era in atto l'asse politica per il controllo sociale del Vaticano con Silvio Berlusconi.

Al Vaticano interessava avere fondi pubblici per controllare le persone e mise avanti le mani per appropriarsi di fondi dalla legge finanziaria.

Scriveva il giornale Il Gazzettino del 26 novembre 1994 in un articolo dal titolo "E Wojtyla boccia il primato dell'economia e della politica" a firma Arcangelo Paglialunga:

"No" del Papa a filosofie che riservano il primato assoluto all'economia e alla politica a scapito della persona umana. Parlando, ieri mattina, ai membri della "Pontificia Accademia delle scienze sociali" da lui fondata all'inizio di quest'anno, il Papa ha enunciato una breve "summa" della dottrina sociale cristiana ed ha spaziato sui problemi sociali più gravi ed impegnativi dei Paesi industrializzati e dei Paesi poveri. Il Pontefice ha ribadito il principio secondo cui i problemi che coinvolgono le persone debbono essere risolti ricercando soluzioni fondate sulla giustizia sociale; ed ha portato l'esempio della congiuntura economica attuale che, in diversi paesi, compromette anzitutto i programmi sociali che dovrebbero avere, come loro ragion d'essere, la difesa dei più deboli. "E la Chiesa - ha avvertito Papa Wojtyla - è profondamente sensibile a questo fattore".

E' evidente che a Wojtyla non interessavano i più deboli della società, interessava reperire fondi dalla società per usare i più deboli della società contro tutta la società. Quella di Wojtyla era una richiesta di tipo mafioso, un vero e proprio ricatto sociale. Nessun giornalista lo ha rilevato. Sembra che le pretese mafiose della chiesa cattolica e del Vaticano vengano considerate legittime dall'Ordine dei Giornalisti e dalle Istituzioni Italiane.

Era l'epoca in cui Wojtyla ricattava l'intera società civile al fine di ridurre le donne in schiavitù a maggior gloria del suo Dio.

Dal momento che Wojtyla non aveva nessun argomento sufficiente per indurre le donne a rinunciare al loro diritto d'aborto decise di usare i metodi mafiosi, propri del Vaticano, contro la società civile italiana.

Il 24 novembre 1994, il giornale Il Gazzettino, in un articolo dal titolo "Aborto, scomunica ribadita "si" al trapianto di organi" a firma di Arcangelo Paglialunga, scrive:

Alla vigilia di un grande convegno su "Conoscere, amare e servire la vita", che vedrà riuniti circa 2 mila esperti di un centinaio di Nazioni, e tra essi il Nobel per la medicina Joseph Murrey, il Vaticano pubblica la "Carta degli operatori sanitari". E un primo completo codice deontologico per sanitari e medici, che riassume, in 120 pagine, tutta la dottrina magisteriale in tema di morale sanitaria. Nel testo viene ribadita la scomunica per chi procura un aborto, e viene rilanciato "l'obbligo dell'obiezione di coscienza civile e fermo rifiuto in presenza di una legislazione favorevole all'aborto, e significativa denuncia sociale di una ingiustizia legale perpetrata contro la vita innocente e indifesa". Nessuna ragione, anche quella di "una grave malformazione fetale o di una gravidanza originata da violenza sessuale, può autorizzare l'aborto. Anche l'uso di farmaci che impediscano l'impianto dell'embrione fecondato o che ne provocano il distacco precoce è atto abortivo, e coopera con l'azione abortiva il medico che prescrive o attua tali farmaci o mezzi".

Wojtyla ha mobilitato la mafia cattolica affinché la fruizione del diritto d'aborto delle donne italiane diventi faticoso. Davanti a questa aggressione all'Italia e alle sue leggi, la politica italiana tace come se fosse un diritto di Wojtyla seminare odio contro i cittadini Italiani.

La guerra era in corso e faceva ampio uso di politici Italiani che, tradendo la patria definita dalla Costituzione, si schieravano a fianco della monarchia assoluta del Vaticano contro la democrazia italiana.

Scrive il quotidiano La Repubblica in un articolo intitolato "Pivetti: "L'autorità proviene da Dio"" del 28 novembre 1994, senza firma, che riporta un'anticipazione di un dialogo fra Irene Pivetti, allora presidente della Camera, e Paolo Flores D'Arcais pubblicato integralmente da Micro-Mega

Pivetti: Vede, un cattolico sa che ogni autorità viene da Dio. E sa anche però che Dio si serve, nel corso della storia, di strumenti diversi per esprimere questa autorità. In questo momento storico, la volontà di Dio si serve della sovranità popolare, come strumento per veicolare l'autorità. Questo non vuol dire che tutto ciò che decide la sovranità popolare è volontà di Dio, vuol dire esattamente il contrario, vuol dire che la volontà di Dio decide di servirsi della sovranità popolare. Quindi l'oggettività della norma non è in conflitto con la sovranità popolare che è legittima nella misura in cui è ordinata alla norma morale oggettiva. Il Papa, e non solo il Papa, dice, e Lei bene lo sintetizza, che i parlamenti non hanno diritto di legiferare contro la verità. Questo è perfettamente vero: ciò non toglie che possano possono nel senso che hanno la possibilità materiale di farlo; ma in tal caso usurpano la propria autorità. Come un presidente del parlamento risolve questo problema? Io l'ho detto nel mio discorso di insediamento: mi inchino alla Costituzione e affido la mia opera a Dio, cui appartengono i destini degli Stati e della storia. Mi inchino alia Costituzione, perché la Costituzione regola la nostra convivenza civile e, se Dio la permette, Dio la vuole così com'è. è verissimo che in linea di principio la Chiesa non preferisce la democrazia ad altri' sistemi per organizzare uno Stato. Non solo lo ha dimostrato tante volte nella storia, ma lo ha anche ribadito nei documenti del Concilio Vaticano II, l'ha espresso al punto 76 della Gaudium et spes, in cui si parla della Chiesa e della comunità politica affermando di non preferire in linea di principio un sistema politico a un altro. Questo in linea di principio. Ma il cattolico non può non vedere — e vede, di fatto — alcuni segni. Uno di questi è l'evoluzione delle forme politiche. da alcune impostazioni autoritarie che appartengono al passato, alle forme democratiche. E questo è l'attaccamento del cattolico alla democrazia, la sua disponibilità a sacrificarsi, se necessario, per la democrazia, difendendola con tutte le proprie forze.

Non è un caso che in questo discorso ci sia il tradimento della democrazia, come diritti dei cittadini, per la dittatura del Dio assassino cristiano, della monarchia assoluta, dove Irene Pivetti, pur dichiarando di "difendere la democrazia", afferma di non legiferare in funzione dei cittadini, ma di fare la volontà di Dio perché:

vuol dire che la volontà di Dio decide di servirsi della sovranità popolare. Quindi l'oggettività della norma non è in conflitto con la sovranità popolare che è legittima nella misura in cui è ordinata alla norma morale oggettiva. Il Papa, e non solo il Papa, dice, e Lei bene lo sintetizza, che i parlamenti non hanno diritto di legiferare contro la verità.

Silvio Berlusconi era perfettamente funzionale a promuovere l'integralismo cattolico in Italia. Un uomo privo di una preparazione politica e un assoluto disprezzo sociale, era l'uomo che trasferiva i paradigmi mafiosi introducendoli nei meccanismi della gestione delle Istituzioni. La chiesa cattolica, che ha sempre fatto del clientelismo il proprio punto di forza per interferire nelle Istituzioni, vedeva, nel tramonto della Democrazia Cristiana, in Silvio Berlusconi "l'uomo del destino". L'integralismo cattolico era perfettamente funzionale all'attività mafiosa di Mangano che con la chiesa cattolica assicuravano pacchetti di voti favorevoli a chi trasformerà la politica in un'azione in difesa dei propri interessi economici personali.

E' sempre stato il metodo della chiesa cattolica quello di imporre i principi morali ai suoi schiavi, leggi adepti, e tollerare ogni violazione a quella morale nei confronti di chi favorisce il proprio potere sociale: non condannerà mai i bunga-bunga o il puttanismo di Silvio Berlusconi mentre, al contrario, metterà in atto azioni violente nei confronti delle donne e degli emarginati.

Irene Pivetti è perfettamente funzionale all'odio razzista di Umberto Bossi e veicola quel razzismo per la gloria della monarchia assoluta della chiesa cattolica. Afferma di occupare il suo ruolo alla Camera dei Deputati per volontà di Dio in quanto la sovranità popolare " è legittima nella misura in cui è ordinata alla norma morale oggettiva.". In altre parole, la sovranità popolare è legittima nella misura in cui la "sovranità popolare" è serva di Dio e di chi lo rappresenta per volontà di Dio.

Irene Pivetti, ex presidente della Camera, verrà condannata in primo grado a 4 anni di reclusione per autoriciclaggio ed evasione fiscale dal tribunale di Milano il 26 settembre 2024. Probabilmente, i procedimenti penali impiegheranno molto tempo per la sentenza definitiva e non stupirà che la magistratura, troppo spesso prostrata al potere religioso (vedi il crocifisso nelle aule), farà finire i procedimenti penali in prescrizione o li risolverà comunque a favore dei quel tipo di delinquente.

Erano gli anni in cui la chiesa cattolica era sotto accusa. Le società civili avevano svelato i suoi metodi per diffondere la fede cristiana attraverso la pratica sistematica della pedofilia e della pederastia.

La notizia di migliaia di denunce di pedofilia, con relative richieste di indennizzo, accusavano la chiesa cattolica negli USA. La chiesa cattolica pagava centinaia di miliardi per risarcire le vittime di abusi e non finire nelle aule di tribunale. Nella contea di Orange, nello Stato di New York nel 1994 erano in corso processi su abusi sui bambini commessi dalla chiesa cattolica con richieste di indennizzo superiori a 500 milioni di dollari.

Wojtyla aveva la necessità di destabilizzare la società civile italiana affinché la società civile non gli chiedesse di rispondere di simili reati commessi dai preti cattolici in Italia. Reati sistematici che verranno coperti attraverso la "casuale scoperta" di abusi pedofili e pederasti individuali. Non verrà mai accusata la chiesa cattolica, nel suo insieme, come mandante della pedofilia e della pederastia ma solo singole figure che appariranno come "capri espiatori". Quando qualcuno tenterà di accusare la chiesa cattolica ci sarà una levata di scudi in difesa del diritto della chiesa cattolica a stuprare bambini ad imitazione del suo Gesù (vedi vicenda Santoro).

Questo è un aspetto dell'aggressione alla Democrazia Italiana ad opera della Monarchia Assoluta del Vaticano attraverso l'uso di politici che, pur avendo giurato fedeltà alla Costituzione, collaboravano e collaborano col Vaticano per disarticolare la Democrazia italiana.

 

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Claudio Simeoni

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