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Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

03 aprile 2026 cronache della religione pagana
Aristotele e un discorso sulla verità

Claudio Simeoni

Le condizioni del mondo in cui viviamo

Cronache mese di aprile 2026

03 aprile 2026

Aristotele e un discorso sulla verità

Sempre parlando contro il relativismo, Aristotele presenta le sue perplessità per una realtà che non manifesta la sua verità, ma preferisce presentare aspetti di sé stessa che, percepiti dal soggetto, negano l'interezza dell'oggetto a cui il soggetto assiste.

Scrive Aristotele nella Metafisica:

[...] se, pertanto, non è ammissibile che si generi il non-essere, allora si deve pur ammettere, a parer loro, la preesistenza dell’oggetto che si identificava indifferentemente con entrambi i contrari, proprio nel senso in cui Anassagora afferma che il tutto era mescolato col tutto, e in cui Democrito sostiene che il vuoto e il pieno sono presenti indifferentemente in qualsivoglia parte della realtà, solo che il pieno è l’essere e il vuoto è il non-essere. Orbene, a quelli che fondano le loro concezioni su questi argomenti, noi diremo che in un senso essi fanno un ragionamento corretto, ma che in un altro senso essi versano nell’ignoranza: difatti il termine "essere" può essere usato in due accezioni, di modo che in un senso è possibile che un qualcosa sia generato dal non-essere, in un altro senso no, ed è possibile, quindi, che nello stesso tempo la medesima cosa sia essere e non-essere, ma non secondo la medesima accezione [del termine «essere»], giacché è possibile che la medesima cosa si identifichi simultaneamente con tutti e due i contrari, ma solo in potenza e non già in atto. E, oltre a ciò, noi chiederemo a costoro di considerare che, tra le cose esistenti, c'è anche una qualche sostanza la quale non presuppone affatto né movimento né corruzione né generazione.

Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 110-111

Su quali altri argomenti si possono fondare gli argomenti per non essere definiti, da Aristotele, ignoranti?

Il termine "essere" indica soltanto "ciò che è" e "ciò che è" o si dimostra in termini oggettivi in modo che ogni Essere Umano lo possa constatare, oppure lo si immagina e, in questo caso, appartiene solo alla sfera individuale, personale, soggettiva e non è oggettivabile. Non lo si può indicare come "oggetto in essere" nemmeno come ipotesi.

Il non-essere non genera l'essere. L'essere non viene mai generato: l'essere, ogni essere dell'esistenza, germina. Nasce dalle condizioni che vengono costruite. Ma nessuno genera l'essere. Qualunque essere.

Mio padre e mia madre, non mi hanno generato: scopando hanno costruito le condizioni affinché io potessi generare, ma sono gli autori delle condizioni, non sono i miei generatori.

Questo è il concetto attraverso il quale noi possiamo comprendere non solo il mito, ma anche la filosofia in tutti i suoi aspetti distruttivi sugli Esseri Umani. La filosofia, vigliaccamente, parlerà dell'Artefice. Ma non esiste nessun Artefice in quando gli unici artefici sono coloro che costruiscono le condizioni, ma l'emergere da date condizioni è attività del soggetto che viene in essere.

Aristotele non è in grado di concepire "qualche cosa che si faccia da sé stesso"; tutto deve essere fatto da qualcuno che con la propria volontà fa qualcos'altro.

Per Aristotele, le persone sono ignoranti perché non si sottomettono ad un "essere" quale artefice del presente, ma preferiscono cercare le cause del presente in condizioni materiali che ricadono sotto i loro sensi.

Al contrario, per Aristotele, farneticare su Dèi o enti divini estranei alla vita e al mondo è un gesto di sapienza intellettuale.

Aristotele è psicologicamente disturbato e nelle sue turbe psichiche "noi chiederemo a costoro di considerare che, tra le cose esistenti, c'è anche una qualche sostanza la quale non presuppone affatto né movimento né corruzione né generazione". Il delirio è disturbo psichico. Se Aristotele vuole affermare che tra le cose esistenti c'è una qualche sostanza che non presuppone affatto né movimento, né corruzione [trasformazione], né generazione, è pregato a dimostrarlo anziché limitarsi ad un'affermazione generica priva di senso se non è sostanziata. Io non posso discutere sulla tua immaginazione; posso discutere sugli argomenti che porti per giustificare la tua immaginazione.

Scrive Aristotele nella Metafisica:

Allo stesso modo anche la teoria secondo cui la verità risiede nelle apparenze è giunta a questi pensatori dall'osservazione delle cose sensibili. Infatti, a parer loro, la verità non è quella che viene giudicata secondo il numero grande o piccolo di quelli che la professano, ma la medesima cosa, quando viene gustata, ad alcuni sembra essere dolce e ad altri amara, e di conseguenza, se tutti fossero malati e tutti fossero pazzi e soltanto due o tre persone fossero sane e conservassero l’uso della ragione, sembrerebbe che proprio queste ultime fossero malate e pazze, e gli altri no. Inoltre quei filosofi dicono che parecchi animali ricevono dalle medesime cose impressioni contrarie a quelle che riceviamo noi, e che persino allo stesso individuo le proprie impressioni sensibili non appaiono sempre le medesime. E pertanto non risulta con chiarezza quali di queste impressioni siano vere e quali siano false, giacché non c’è alcun motivo per ritenere alcune più vere di altre, ma sono tutte vere allo stesso modo. Ecco perché Democrito afferma che o nulla è vero o, almeno, la verità non ci appare con chiarezza.

Da: Aristotele, Metafisica, editore Hachette, 2016, pag. 111

La verità degli oggetti è una verità soggettiva. Dipende da come il soggetto percepisce l'oggetto. Da come il soggetto percepisce l'oggetto e da come la ragione lo descrive. Questa descrizione entra nel giudizio del soggetto e interagisce con l'azione del soggetto nei confronti del mondo in cui vive.

Lo scetticismo, all'accademia di Atene, arriverà dopo Aristotele. Quando l'esercito di Alessandro Magno torna dall'India, con esso tornerà Pirrone e lo scetticismo diventerà il nuovo modo di interpretare la realtà dell'accademia di Atene.

La stessa cosa, mangiata da palati differenti, regala sensazioni diverse alle persone. Le persone giudicano quella cosa in maniera diversa. Il soggetto interpreta la realtà del mondo e la sua interpretazione determina la sua azione nel mondo.

Le persone non sono malate o pazze, sono diverse. Ogni individuo è diverso dall'altro. Magari in piccole cose, ma è diverso e quella diversità è data anche dalla diversità di percezione delle cose che rende diverso individuo da individuo.

Un gruppo di persone che percepisce le cose in un modo abbastanza omogeneo sembra siano in grado di determinare una sorta di "regola" nei confronti della qualità formale dell'oggetto percepito.

Lo stesso individuo può mutare il suo modo di percepire la realtà a seconda di come mutano sia le sue condizioni fisiche che le condizioni oggettive nelle quali si colloca l'oggetto percepito. Inoltre, ogni individuo tende a percepire ciò che a lui appare assonante, sia emotivamente, sia nei propri interessi mentre, al contrario, cerca di cancellare dalla propria percezione ciò che alla sua vita appare estraneo.

Immaginare l'esistenza, o oggetti dell'esistenza, come oggetti di verità, è sintomo di malattia mentale. Un conto è la "verità in sé" e un altro conto è la "verità per me". Entrambe affermano il vero, ma la prima "verità" mi è estranea mentre, la "verità per me" è la verità che io proclamo nel mondo anche se altri proclameranno la loro verità diversa dalla mia verità.

Se io affermo che "la verità per me" è la verità altro non faccio che dichiarare guerra a tutti coloro che, percependo gli oggetti in maniera diversa, vogliono proclamare la loro verità. Una verità per loro che vorrebbero essere considerata come verità oggettiva e, dunque, anche come la "verità per me".

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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