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Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Le condizioni del mondo in cui viviamo
04 aprile 2026

Nel 2001 è uscito un breve articolo relativo ad una ricerca effettuata da David Snowdon, un ricercatore dell' Università del Kentucky, sulle suore dei conventi USA al fine di definire la relazione fra tipo di vita e insorgenza, in età avanzata, dell'Alzheimer.
L'articolo è breve e non espone l'intera ricerca. Tuttavia mette in relazione l'insorgenza dell'Alzheimer con lo stile di vita messo in atto dalle persone nel corso di tutta la loro esistenza.
Innanzi tutto le cause fisiche. La presenza di ictus o di traumi alla testa possono aprire la strada alla demenza senile. Questo appare abbastanza logico. Cause fisiche che provocano alterazioni della memoria. Alcuni pugili ne sanno qualcosa.
Meno appariscenti sono le cause intellettive, l'impegno culturale. Gli interessi culturali delle persone diventano strumenti di prevenzione per la demenza senile. In altre parole, il cervello o lo usi o lo perdi.
Lo studio non dice con quale intensità emotiva va praticato l'interesse intellettuale. Si limita a parlare genericamente di persone laureate e di interessi intellettuali.
Sembra quasi che Snowdon abbia voluto rassicurare le persone che è sufficiente aver frequentato un'università per garantirsi una protezione dalla demenza senile.
Il punto centrale sta nel coinvolgimento delle emozioni nelle attività quotidiane. Specialmente in età adolescenziale.
L'articolo parla di "sentimenti positivi". Chi li manifestati nell'adolescenza, avrebbero meno probabilità di sviluppare l'Alzheimer. Ma sono convinto che qui non si tratta di "sentimenti positivi", ma di "passioni positive" capaci di coinvolgere le emozioni delle persone portandole a partecipare con passione ai problemi che la vita presenta.
L'Alzheimer ha colpito anche l'ex presidente Bush (padre), ma i sintomi dell'Alzheimer li ha sempre avuti e sembra che i fondamenti di questi sintomi siano delle costanti nei presidenti USA perché gli "americani" trovano, in questi sintomi, le assonanze con ciò che loro sono.
Scrive l'articolo del giornale La Repubblica:
In 15 anni di ricerche scoperti legami del morbo «dell’oblio» con traumi, ictus, istruzione e attitudini
Uno studio sulle suore svela l’Alzheimer
Uno studio durato 15 anni su 678 suore americane - una delle più lunghe e complesse ricerche epidemiologiche mai realizzate - svela i segreti del morbo di Alzheimer e indica come prevenirlo. Il settimanale 'Time' racconta la storia del rapporto scientifico e umano nato tra le religiose cattoliche in numerosi conventi Usa e David Snowdon, un ricercatore dell' Università del Kentucky impegnato nel lavoro con il suo staff dal 1986. L'ictus o traumi alla testa, secondo Snowdon, possono aprire la strada alla demenza senile. Una educazione universitaria e una vita intellettuale attiva, invece, sono ottimi strumenti di prevenzione. Inoltre, le emozioni rivelate da scritti dell'adolescenza possono aiutare a prevedere se in futuro si contrarrà l'Alzheimer. Chi esprime da giovane sentimenti positivi ha meno probabilità di cadere preda del disturbo cerebrale che conduce lentamente "all'oblio" e che ha colpito, fra molti altri, anche l’ex presidente Ronald Reagan.
Le suore sono state un campione epidemiologico ideale: esse sono infatti un gruppo uniforme, con stile di vita simile, una storia analoga e uno stesso livello economico e di istruzione. Snowdon le ha studiate da vive e anche da morte: centinaia di suore gli hanno donato i loro cervelli, che sono stati prelevati e studiati e ora rappresentano un'enorme banca dati. Lo studioso ha avuto accesso agli archivi dei conventi, per esaminare le biografie e gli scritti con i quali le suore si raccontavano da ragazze, al momento di prendere i voti.
Confrontando quei lavori con la storia delle religiose e con le loro condizioni mentali, Snowdon ha scoperto che quelle che da giovani riempivano con più idee i loro scritti e usavano maggiormente parole positive (felicità, amore, speranza), si sono rivelate da vecchie le più refrattarie al morbo.
Tratto da: Quotidiano La Repubblica del 07 maggio 2001 (articolo senza firma)
Oggi, questi discorsi appaiono abbastanza banali, eppure l'Alzheimer non può essere curato.
Non esiste un ritorno all'utero, alle condizioni precedenti in cui si suppone che l'Alzheimer non era presente nella persona.
Anche lo studio del 2001 di Snowdon, e studi successivi, mettono in rilievo come una vita attiva, e, per attiva, intendo un impegno personale emotivamente intenso nelle condizioni del mondo, non un impegno da "padrone" delle cose che dà ordini, tipo Bush, portano a concludere che si possa prevenire l'insorgenza della demenza.
Poi ci sono cause genetiche che coinvolgono un piccolo numero di casi.
Altre condizioni che possono aiutare a prevenire l'insorgenza dell'Alzheimer è la riduzione delle malattie cardiache. Una pressione bassa, e un controllo del tasso di colesterolo, il controllo del peso e del diabete, aiutano sicuramente il processo di prevenzione.
Soprattutto sono fondamentali gli interessi intellettuali. Una forte veicolazione emotiva nelle funzioni intellettive è una forte barriera all'insorgenza di sintomi dell'Alzheimer.
Soprattutto, va ricordato che non siamo immortali e che, in un modo o nell'altro, tutti i corpi degli Esseri della Natura degenerano con la vecchiaia e tutti dovranno morire. Anche i miliardari.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
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