Continua la guerra di Israele e USA contro l'Iran. Ovviamente, il prossimo obbiettivo di Israele sarà la Giordania e l'Arabia Saudita.
Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Le condizioni del mondo in cui viviamo
14 aprile 2026

Come Trump rappresenta sé stesso sul suo social. Normalmente, uno così è da manicomio; ci sono molti malati mentali he si credono Napoleone, Gesù o i "salvatori del mondo".
Però, non lo hanno ancora ricoverato nonostante l'articolo 25 della Costituzione Americana che gli obbligherebbe a farlo.
Intanto continua a sterminare palestinesi, libanesi, iraniani e a distruggere le dinamiche dell'economia mondiale.
Trovo ripugnante che qualcuno possa pensare che Trump stia scherzando: le bombe di ebrei e statunitensi stanno macellando i popoli del medio oriente da oltre 70 anni.
Un presidente deve essere sempre serio. Tentare di interpretare le sue azioni come buffonate equivale a pensare il Macellaio, che si vanta di aver macellato l'umanità col Diluvio Universale, un Dio buono. E nemmeno si vergognano!
14 aprile 2026

e oggi come oggi noi guardiamo alle civiltà attuali, 2026, dobbiamo stabilire il punto di vista attraverso il quale iniziare a pensare al loro divenuto. Cristianesimo ed ebraismo non hanno contribuito a costruire l'attuale civiltà occidentale, intesa come democrazia stabilita dalle varie carte dei diritti dell'uomo, ma sono stati i nemici dei costruttori della civiltà attuale.
La situazione sociale è divenuta combattendo l'ideologia cristiana, i principi morali cristiani, l'assolutismo cristiano, il diritto ad imporre la schiavitù che il cristianesimo rivendicava come diritto di Dio. La guerra fra creazionismo ed evoluzionismo, che in altre parole è la responsabilità del soggetto, in quanto creato da Dio e, pertanto perseguibile, e l'evoluzionismo, che è la responsabilità delle condizioni oggettive in cui il soggetto si adatta, è sempre in atto perché il potere, dominato dai cristiani, non tollera di essere responsabilizzato nella sua attività criminale che costringe le persone ad adattarsi, ad adattare la propria struttura pulsionale, i propri bisogni, alle condizioni criminali che il potere cristiano impone agli uomini.
Il discorso generale sulla famiglia è sempre stato il discorso generale che ha preceduto ogni discorso sulla nascita della società.
Si è sempre ipotizzato che la società sia nata attraverso un processo di allargamento della famiglia, ma in realtà, queste ipotesi, nascono dall'immaginazione dell'uomo cristiano del XVIII e del XIX secolo.
Noi non sappiamo come siano nati i gruppi di uomini o famiglie. Questo perché non sappiamo come vivesse l'uomo dieci milioni di anni fa o cento milioni di anni fa. Noi possiamo proiettare ciò che siamo ora immaginando il passato; quando l'uomo era un piccolo topo, abitava in una società? Aveva relazioni con altri? Aveva costruito delle relazioni sociali? E questi modelli relazionali, come si sono trasformati e tramandati nel corso dei milioni di anni all'interno della specie? E come si sono modificati nei momenti di diversificazione delle specie?
La verità è che noi non sappiamo nulla del nostro passato, tendiamo ad immaginare e, a seconda di come lo immaginiamo, agiamo nel presente con convinzioni soggettive che pretendiamo di oggettivare. Si tratta di opinioni che si oppongono ad altre opinioni, troppo spesso arroganti ed assolutiste il cui scopo è pretendere di determinare il presente che stiamo vivendo.
Il disagio della civiltà di Freud appare come una risposta all'origine della famiglia e della proprietà privata di Engels.
Mentre Engels tratta il tema da un punto di vista della società; Freud vuole ridurlo tutto ad una condizione personale, individuale e psicologica.
La domanda chiave è: è il cambiamento sociale che modifica la struttura psichica delle persone, o è la struttura psichica delle persone che determina il cambiamento sociale?
A me appare evidente che i due cambiamenti hanno una relazione dialettica dove l'uno costringe l'altro e l'altro influenza l'uno costringendolo ad aggiustare il tiro per raggiungere, almeno in parte, gli obbiettivi di partenza; sempre che ci siano stati degli obbiettivi di partenza di alcuni soggetti che intendevano modificare la struttura sociale.
Pur trovando delle relazioni fra i due punti di vista, immediatamente appare chiaro che un punto di vista, quello di Engels, appartiene a condizioni evoluzioniste in cui la modificazione delle condizioni oggettive, prodotte dalla storia umana, che costringe i soggetti a processi di adattamento soggettivo; il punto di vista di Freud appartiene all'idea creazionista dove nulla si modifica, ma tutto è predeterminato da una volontà esterna all'uomo che, creando l'uomo, crea anche le società.
Scrive Freud sull'origine della società:
Ma anche se non possiamo eliminare del tutto il dolore, possiamo eliminarne una parte, e mitigarne un'altra; ce ne ha convinti un'esperienza di varie migliaia di anni. Diversamente ci comportiamo con la terza fonte, con la fonte sociale del dolore. Questa, non vogliamo riconoscerla, non riusciamo a comprendere perché le istituzioni da noi stessi create non debbano essere, invece, una protezione e un beneficio per tutti. Ad ogni modo, se riflettiamo su come ci sia riuscita male proprio questa parte della prevenzione del dolore, ci viene il sospetto che anche qui possa esserci dietro una parte di natura invincibile, questa volta la nostra stessa costituzione psichica.
Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 109
"L'uomo ha creato le istituzioni sociali" è come dire "Dio ha creato le istituzioni sociali", infatti, per ebrei e cristiani, ciò che è, è il frutto della volontà di Dio.
Chi ha creato il dolore sociale, dice Freud, sono gli uomini: sono gli uomini che hanno voluto il dolore?
Non la natura ha creato il dolore sociale, ma gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra che hanno fatto del dolore sociale un modo per esaltare il loro Dio e sottomettere gli uomini.
A differenza di Freud, Engels cerca di capire il presente ipotizzando una "storia delle trasformazioni" dove qualcuno iniziò a farsi potere, padrone, e a sottomettere altre persone affinché lo servissero.
Scrive Engels sulla formazione della famiglia:
Ne derivò una disperata confusione cui poteva solo rimediarsi, e cui fu anche parzialmente rimediato, mediante il passaggio al diritto patriarcale. "Questo sembra in generale il passaggio più naturale" (Marx). Su quello che gli studiosi di diritto comparato ci sanno dire sul modo e la maniera con cui questo passaggio si compì tra i popoli civili del mondo antico (si tratta d'altronde quasi soltanto di ipotesi), cfr. M. Kovalevski: Tableau des origines et de l'évolution de la famille et de la propriété, Stoccolma, 1890. Il rovesciamento del matriarcato segnò la sconfitta sul piano storico universale del sesso femminile. L'uomo prese nelle mani anche il timone della casa, la donna fu avvilita, asservita, resa schiava delle sue voglie e semplice strumento per produrre figli. Questo stato di degradazione della donna come si manifesta apertamente, in ispecie tra i Greci dell'età eroica e, ancor più, dell'età classica, è stato poco per volta abbellito e dissimulato e, in qualche luogo, rivestito di forme attenuate, ma in nessun caso eliminato.
Engels, "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato", Editori Riuniti, 1963, pag. 84
E' evidente che anche usando Bachofen, in Engels è presente l'idea di divenire e di trasformazione del presente sociale da un precedente sociale. L'organizzazione sociale si trasforma e le cause della trasformazione sono indotte dalla necessità delle relazioni con l'ambiente a cui uomini e donne si adattano.
Engels, in relazione alle idee intellettuali dell'epoca, fa risalire la formazione del patriarcato dominante come evoluzione da una precedente struttura sociale matriarcale.
Freud non concepisce un divenire o una trasformazione. Ciò che lui è oggi, è ciò che era l'uomo antico, con minor conoscenza. Ciò che lui pensa, è ciò che avrebbe pensato l'uomo antico, "primitivo", se Freud fosse vissuto in quell'epoca. Ciò che pensa Freud dell'uomo antico è ciò che Freud penserebbe immaginando sé stesso che vive in quell'epoca.
Freud ha conoscenza della "selezione naturale", come esposta da Spencer, ma non riesce ad immaginare che l'uomo, prima della forma che lui definisce uomo, avesse un apparato psichico, emotivo e di intelligenza progettuale che Freud vuole ignorare salvo criminalizzare quando dice: "ci viene il sospetto che anche qui possa esserci dietro una parte di natura invincibile, questa volta la nostra stessa costituzione psichica".
La civiltà e le condizioni elencate da Freud non riguardano gli uomini, ma le condizioni esistenziali di coloro che si fanno "Dio". Non parla mai delle condizioni di operai o di miserabili, di contadini o di braccianti, di militari o di donne costrette a lavori umili per sopravvivere. Freud non parla mai della massa di uomini, ma solo degli uomini che si sono fatti "Dio padrone" e che necessitano della civiltà per vivere alle spalle di uomini costretti all'indigenza e alla sopravvivenza.
Fine prima parte —- continua

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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
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