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Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

16 aprile 2026 cronache della religione pagana
Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud
Terza parte

Claudio Simeoni

Le condizioni del mondo in cui viviamo

Cronache mese di aprile 2026

16 aprile 2026

Riflessione su Il disagio della civiltà di Sigmund Freud
Terza parte

Il disagio degli uomini nella civiltà non è il disagio di tutti gli uomini della civiltà. Indubbiamente, la classe economico-sociale a cui Freud appartiene non soffre il disagio prodotto dalle condizioni economiche, ma può soffrire un disagio psicologico dovuto allo stridere fra educazione ricevuta e condizioni imposte dalla vita reale.

Quando Freud parlando della civiltà dice:

I motori mettono a sua disposizione forze gigantesche, di cui egli può servirsi come dei suoi muscoli in qualsiasi direzione, navi e aeroplani fanno sì che né l'acqua né l'aria possano ostacolare i suoi movimenti. Con gli occhiali egli corregge i difetti del cristallino nel suo occhio, col telescopio scruta spazi immensi, col microscopio supera i limiti che la struttura della retina assegna alla visibilità. Con la macchina fotografica ha inventato uno strumento che fissa le fuggevoli impressioni visive, cosa che il disco grammofonico gli fa per quelle altrettanto fuggevoli dell'udito, essendo in fondo le une e le altre materializzazioni della facoltà di ricordare di cui è stato dotato, cioè della sua memoria. Con l'aiuto del telefono sente a distanze che anche nelle favole sarebbero riconosciute come raggiungibili; la scrittura è originariamente il linguaggio dell'assente, la casa un surrogato del ventre materno, la prima dimora probabilmente ancor sempre agognata, in cui si era al sicuro e ci si sentiva tanto a proprio agio.

Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 114

E' ovvio che Freud parla dei pochi che nel suo tempo possono beneficiare di tali mezzi. Il contadino che invecchiando vede la vista diminuire, ai tempi di Freud, non si poteva permettere gli occhiali, Freud sì.

Lo stesso vale per le navi e gli aeroplani: molti schiavi e molti servi per il beneficio di pochi.

Pochi erano coloro che si potevano permettere il telefono o il grammofono.

Oggi come oggi, 2026, una grande massa di persone si possono permettere simili agi, ma una grande massa di persone, ancor oggi, fungono da schiavi, emarginati, persone sottopagate, senza tetto. In molti paesi, di questa civiltà, la miseria economica è tale che il disagio psichico delle persone benestanti appare semplicemente ridicolo.

Il disagio della civiltà è l'effetto dei molti che vivono nella sofferenza e nell'indigenza per permettere ai pochi di vivere nel benessere se non nell'abbondanza. Quando poi, chi vive nell'abbondanza deride e offende gli sforzi delle persone indigenti per costruirsi delle condizioni decenti di vita, allora, il disagio, nella civiltà cristiana, aumenta esponenzialmente.

Quando Freud dice:

La coesistenza umana diventa possibile solo se si trova una maggioranza che sia più forte di ogni singolo e faccia blocco contro ogni singolo. Il potere di questa comunità si contrappone poi come "diritto" al potere del singolo, che è condannato come "forza bruta". Questa sostituzione del potere del singolo con quello della comunità è il passo decisivo a favore della civiltà. La sua essenza consiste nel fatto che i membri della comunità si limitano nelle loro possibilità di soddisfacimento, laddove il singolo non conosceva restrizioni del genere.

Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 118

Freud identifica il singolo individuo "preistorico" con le caratteristiche del Dio della bibbia. La legge del più forte, del più prepotente, come il Dio ebreo e cristiano viene descritto nella loro bibbia.

La coesistenza umana diventa possibile quando le comunità civili trovano una maggioranza di persone che sia più forte del Dio della bibbia, o di chi si identifica in esso pretendendo di rappresentarlo in terra. Il Dio della bibbia è condannato come forza bruta. La sostituzione del potere del Dio della bibbia con quello della comunità è il passo decisivo che permette di percorrere un sentiero di civiltà.

I membri della comunità umana si limitano sempre alle loro possibilità di soddisfacimento dei desideri e dei bisogni a differenza del Dio dei cristiani e dei suoi seguaci che non riconoscono restrizioni di nessun genere al proprio delirio di onnipotenza.

L'uomo è decisamente migliore di come il Dio dei cristiani vorrebbe che fosse, per poterlo criminalizzare, sottometterlo e ucciderlo.

Scrive Freud:

Le imposizioni dei tabù costituirono il primo "diritto". La vita in comune degli uomini fu quindi fondata doppiamente dalla costrizione al lavoro creata dalla necessità esterna e dalla forza dell'amore per cui l'uomo non voleva perdere l'oggetto sessuale, la donna, e la donna la parte separatasi da lei, cioè il figlio. Eros e Ananke divennero così anche i progenitori della civiltà umana. Il primo successo della civiltà fu che ora anche un numero piuttosto grande di uomini poté vivere in una comunità.
E poiché qui le due grandi forze operavano insieme, ci si poté aspettare che l'ulteriore sviluppo si compisse facilmente nel senso sia di un sempre maggior dominio del mondo esterno sia di un ulteriore aumento del numero degli uomini che vivevano in comunità. Non è neanche facile capire come questa civiltà potesse agire sui suoi membri diversamente che rendendoli felici.
Prima di continuare, per stabilire da dove possa provenire un disturbo, lasciamoci distogliere dal riconoscimento dell'amore come una base della civiltà, per colmare una lacuna di una precedente discussione. Abbiamo detto che l'aver sperimentato che l'amore sessuale (genitale) dà all'uomo i più forti soddisfacimenti e gli fornisce in realtà il modello di ogni felicità, deve aver indotto l'uomo stesso a cercare la felicità e la soddisfazione della vita anche in seguito nel campo dei rapporti sessuali, a mettere al centro della vita l'erotismo genitale. Abbiamo continuato dicendo che in questo modo ci si è resi, in maniera preoccupante, dipendenti da una parte del mondo esterno, ossia dall'oggetto sessuale prescelto, esponendosi alle più forti sofferenze, qualora si venga da quest'ultimo rifiutati o lo si perda per infedeltà o morte.
I saggi di ogni tempo hanno perciò sconsigliato nel modo più energico di incamminarsi su questa strada; ciò nondimeno essa, per un gran numero di uomini e donne, non ha perduto le sue attrattive.

Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 123-124

Freud si dedica a favorire l'infelicità dell'uomo.

Le imposizione dei tabù, come dice Freud, creano una scissione sociale fra i soggetti che impongono i tabù e i soggetti che quei tabù sono tenuti a rispettarli, spesso sotto minaccia di morte.

Questa scissione, fra i membri di una società, è alla base della creazione del disagio sociale, dell'infelicità, in quanto o i divieti servono all'uomo per vietare che qualcuno lo renda schiavo, e ciò non è mai stato, nemmeno nell'epoca in cui Freud scrive vista la quantità di schiavi e lavoratori impossibilitati a contrattare il valore della loro forza lavoro, o servono per creare dolore, sottomissione e schiavitù.

Non si impone un tabù, un divieto, ai cristiani affinché non aggrediscano le donne che vogliono abortire; si impone un tabù, un divieto, affinché le donne non possano abortire o possano abortire solo in determinate condizioni.

Il tabù, considerato da Freud, è il tabù imposto dal Dio della bibbia ad Adamo ed Eva affinché non mangino dall'albero della conoscenza e non diventino come lui: degli Dèi. Violato quel tabù imposto dal Dio della bibbia, e,questo vigliacco, scaccia Adamo ed Eva affinché non colgano e non mangino dall'albero della vita per vivere in eterno.

Il tabù che usa Freud è il tabù della bibbia, ma anziché identificare i tabù con le farneticazioni del suo Dio padrone onnipotente, vuole far credere che questi tabù siano dovuti a condizioni sociali, quasi fossero naturali, anziché ad imperativi propri della religione ebraica e cristiana.

Eros e Ananke non sono i progenitori della civiltà umana; Eros è la vita, quanto distingue l'Essere vivente da un cadavere, e Ananke, letteralmente è "necessità di combattere", indica la necessità dei soggetti di affrontare le condizioni e le contraddizioni nella loro esistenza.

La sessualità degli Esseri della Natura è un insieme di Eros, emozione, che genera la vita, e Necessità come forza di persistenza e di trasformazione della vita stessa.

Rinunciare alla sessualità significa rinunciare alla vita. Suicidarsi, anche se il suicidio non appare immediato come chi si getta da un palazzo di venti piani.

Le comunità, le o la civiltà degli uomini, hanno prosperato per milioni e milioni di anni in un perenne adattamento fra la necessità imposta dalle condizioni della vita e una continua ricerca di felicità.

Poi arrivò Pitagora, Platone, gli ebrei, gli stoici, i neoplatonici e, infine, i cristiani che criminalizzarono la sessualità degli uomini, emarginarono le donne nella società rendendole schiave, ed esaltarono l'amore omosessuale oppure, più astutamente, lo condannarono per riservarsene e trasformarono l'amore per i giovani in pederastia violentando anche bambini e bambine di pochi anni. Loro divennero il padre che possedeva e violentava i suoi figli, come indicato dalla bibbia degli ebrei (vedi che manca nei rapporti sessuali vietati).

Certamente l'uomo è dipendente dal mondo esterno. Sono le condizioni del mondo esterno che hanno generato la vita e la vita è divenuta per diversificazione. Da questa diversificazione, indotta dalle condizioni esterne in relazione alla necessità soggettive, è nata la diversificazione delle specie che ci ha portato ad essere ciò che oggi siamo e che, contemporaneamente ci permette di avere in noi tutte le condizioni emotive che la nostra specie ha costruito fin da quando abitava, infimo oggetto, in quell'ipotetico "brodo primordiale".

Ogni Essere della Natura vive di relazioni. Solo i cristiani e gli ebrei distruggerebbero l'intero mondo perché il mondo li infastidisce limitando il delirio della loro onnipotenza.

Freud, nel suo assolutismo, chiama "oggetti sessuali prescelti" come se spesso tali "oggetti sessuali prescelti" non fossero persone, ma soltanto oggetti d'uso da parte di chi li possiede. Come se non ci fosse una relazione reciproca, ma solo una relazione di un soggetto che possiede l'altro che vive passivamente la relazione.

E a questo punto, Freud dimostra la sua vera natura: lui è il Dio onnipotente.

Anziché indicare come criminali coloro che tentano di censurare la sessualità dell'uomo, li chiama "saggi". I criminali di ogni tempo chiamati "saggi" da Freud: "I saggi di ogni tempo hanno perciò sconsigliato nel modo più energico di incamminarsi su questa strada" bloccando la soddisfazione dei bisogni sessuali. In questo modo si formano le nevrosi e altri disagi che tanto piacciono a Freud.

Uno di questi criminali era Paolo di Tarso, un individuo sessualmente impotente che ha elevato la sua impotenza a modello religioso che l'organizzazione criminale dei cristiani ha imposto a tutti gli uomini e le donne della civiltà. Ha contribuito a devastare ogni civiltà in nome dell'assoluto controllo della sessualità dell'uomo in nome e per conto del suo Dio.

Fine terza parte —- continua

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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