Continua la guerra di Israele e USA contro l'Iran. Ovviamente, il prossimo obiettivo di Israele sarà la Giordania e l'Arabia Saudita.
Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Le condizioni del mondo in cui viviamo
18 aprile 2026

In tutto quanto si è letto per il "Il disagio della civiltà" non ci sono passi, se non vaghi accenni, al fatto che la società costruisce e veicola le tensioni emotive di ogni nuovo nato spesso in aperto contrasto con la sua struttura pulsionale.
Le pulsioni vanno represse. Quanto la specie ha costruito in milioni di anni, come percezione del mondo e capacità di rispondere ai fenomeni del mondo, viene aggredito nell'individuo affinché si produca un individuo funzionale alla società in cui vive.
Se si può ritenere che Freud, come tutti, parte a formulare le sue teorie partendo dal livello scientifico e di conoscenza proprio del suo tempo, come sempre accade, le persone comuni non prendono mai in considerazione la relazione fra formulazione dell'idea e oggettività culturale, ma quell'idea, quel modo di pensare una realtà soggettivamente percepita, viene trasformata in una "verità" da riprodurre fuori da quel contesto culturale e da opporre ad altre formulazioni che vanno contrastate.
Freud ha un'educazione ebrea e cristiana. Nei suoi scritti considera la religione ebrea e cristiana come l'essenza della civiltà e non come i responsabili del disagio delle società e dei problemi che gli uomini vivono e che, spesso, sono costretti a superarli con la violenza.
Scrive Freud:
Per tutto il resto mi pongo dunque dal punto di vista secondo il quale l’aggressività è una disposizione pulsionale originaria e indipendente dell’uomo, e tomo a dire che la civiltà trova in essa l’ostacolo più coriaceo. A un certo punto, nel corso della presente indagine, si è venuta affermando l’idea che la civiltà rappresenta un processo particolare che si compie nell'umanità, e noi ci atteniamo ancor sempre a questa idea. Aggiungiamo che si tratta di un processo al servizio dell'Eros, che mira a riunire singoli individui umani, poi famiglie e quindi stirpi, popoli e nazioni, in una grande unità: il genere umano. Non sappiamo perché ciò debba accadere: questa sarebbe appunto l’opera dell’Eros. Questi gruppi umani devono essere legati tra loro libidicamente; la necessità soltanto, i vantaggi della comunanza di lavoro non basteranno a tenerli uniti. A questo programma della civiltà si oppone però la naturale pulsione aggressiva degli uomini, l’ostilità di ciascuno contro tutti e di tutti contro ciascuno. Questa pulsione aggressiva è figlia e principale rappresentante della pulsione di morte, che abbiamo trovato accanto all’Eros e che si divide con esso il dominio del mondo.
Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 143-144
Che la vita richieda determinazione per affrontare le condizioni e le contraddizioni dell'esistenza, questo è accettabile, ma che Freud non distingua fra la pulsione che spinge l'individuo a risolvere i suoi problemi esistenziali, dalla sua veicolazione nella violenza distruttiva educazionalmente imposta dall'ebraismo e dal cristianesimo ad ogni individuo della società, sia per dominare la società che per criminalizzarlo al fine di dominarlo, mi suona come un'offesa e un'ingiuria nei confronti di uomini e donne che hanno tentato di costruire il futuro sociale combattendo la violenza del cristianesimo e dell'ebraismo.
La necessità di giustizia degli uomini richiede altrettanta determinazione di quanta gli uomini mettono in atto per ridurre altri uomini in schiavitù.
Non riuscire a distinguere fra la pulsione, che spinge uomini e donne ad affrontare le condizioni della loro vita, dalla manipolazione che quella pulsione subisce mediante la violenza educazionale finalizzata a imporre al bambino una fede, una morale, un credo religioso assolutista, è il grande insulto che la psicoanalisi ha fatto agli uomini in nome dell'assolutismo ebreo e cristiano.
Eros pervade l'uomo, le donne e ogni altro Essere della Natura che veicola il proprio desiderio nel mondo cercando frammenti di benessere e di felicità. Parafrasando una nota di Freud, si può dire che Eros partecipa ad ogni manifestazione della vita degli Esseri della Natura, ma non tutte le manifestazioni della vita sono manifestazioni sessuali.
La civiltà non è altro che un processo di aggregazione di individui. L'aggregazione avviene per le necessità soggettive. La necessità di aggregarsi è una condizione in vissuti antichi di milioni di anni. Le aggregazioni possono essere state più o meno grandi, ma solo con l'avvento dell'ebraismo e del cristianesimo (preceduti da Platone che, comunque, nel suo tempo era un fallito) la necessità della manipolazione mentale dell'infanzia si fece impellente per il dominio e il controllo della civiltà.
Prima dell'avvento del cristianesimo e dell'ebraismo c'erano le civiltà, ma non necessitavano dell'azione della manipolazione della struttura emotiva delle persone in quanto le civiltà si basavano sulle necessità di vita delle persone.
Indubbio che a Roma, prima dell'arrivo dei cristiani, c'erano delle regole morali da rispettare, ma nessuno diceva alle persone come dovevano o potevano fare sesso, né si frustavano i bambini che si masturbavano.
La violenza viene fatta dal cristianesimo e dall'ebraismo sull'infanzia. Il padre e la madre non sono modelli che il neonato assume come esempi da imitare; sono coloro che terrorizzano il neonato e lo costringono alla sofferenza affinché si adatti alla morale e al comportamento che loro impongono. In alternativa, dal momento che il bambino subisce l'educazione ebrea e cristiana, identificandosi con Dio che domina il mondo, mette in atto strategie adattative per dominare il padre, la madre, i compagni.
I genitori che provocano dolore nei figli, affinché si adattino alle regole morali, creano nei figli la necessità psicologica di rimuovere quell'ostacolo. I figli che hanno desiderio di ammazzare i genitori nascono con l'ebraismo e il cristianesimo. Non sono i figli innamorati della madre, ma sono i figli che vogliono sbarazzarsi del Dio padrone che viene identificato con il padre.
Non siamo davanti al complesso di Edipo che, ammazzato accidentalmente il padre, ignaro, sposa la madre. Siamo davanti al complesso di Isacco che desidera uccidere il padre Abramo pronto a uccidere Isacco per far piacere al suo Dio. Il nemico di Isacco è Dio-padre, Abramo. Non si tratta di un "complesso", ma di una necessità di sopravvivenza dal momento che Dio-padre è disposto a distruggere l'umanità pur di riaffermare il proprio dominio.
Il "senso di colpa" nasce dallo stridere, nella struttura emotiva del bambino, fra il desiderio di annientamento del dominio che vuole sottometterlo imponendogli obbedienza e la gratitudine nei confronti del padre che, comunque, gli consente di vivere, di crescere e di abitare il mondo. La contraddizione fra il padre che si fa Dio e violenta il figlio per sottometterlo alla morale e il padre che come uomo aiuta il figlio nella crescita, crea il conflitto che porta alla nascita di quel senso di colpa che, una volta imposto nell'individuo, gli impedisce tutta una serie di scelte che avrebbe potuto fare nella sua vita, ma che proprio per il senso di colpa, non gli è stato possibile fare.
Freud è come quel tribunale che, processando gli stupratori di una donna, anziché esecrare la violenza contro la donna, mette in atto critiche offensive sui comportamenti della donna a giustificazione degli stupratori.
Scrive Freud:
Non possiamo prescindere dall’ipotesi che il senso di colpa dell'umanità provenga dal complesso di Edipo e fosse acquisito con l'uccisione del padre da parte dei fratelli alleati. Allora l'aggressione non fu repressa ma eseguita, ed era la stessa aggressione la cui repressione nel bambino sarebbe all’origine del senso di colpa.
Freud, Il disagio della civiltà, Newton Editore, 2010, pag. 153
Il senso di colpa nell'individuo nasce per non aver ammazzato il Dio degli ebrei e dei cristiani. Il senso di colpa di Isacco nasce dal fatto che Isacco non ha ammazzato Abramo né il Dio di Abramo: è il senso di colpa per aver trasformato l'umanità in eunuchi asserviti a Dio.
Padre, padrone, Dio-padre, hanno la medesima radice perché uguale è l'odio che nutrono per i loro stessi figli che devono essere trasformati in servi obbedienti affinché diventino: "i bastoni della loro vecchiaia".
Il bambino sa che deve imparare, ma davanti ad un adulto che svilisce e deride i suoi sforzi di apprendimento nasce il disprezzo del bullizzato nei confronti del bullo.
Freud ha consegnato la psicoanalisi ai distruttori dell'infanzia affinché si perfezionino a distruggere l'infanzia stessa in nome della morale del suo Dio
Freud, non avendo analizzato come la manipolazione mentale del circuito parentale agisce sul bambino, ha lasciato spazio alle polemiche con i cristiani che, allarmati dalla novità sociale portata da Freud, lanciano le loro invettive in difesa di un sistema religioso il cui unico scopo è la violenza sull'infanzia. Una violenza psicologica che si traduceva spesso in stupro fisico per il piacere di chi riteneva di possedere i bambini.
I questo senso psicoanalisti cristiani possono dire:
Qui, come altrove, la psicanalisi vuole verificare le pretese ideologiche dell’io, riportandole al contenuto inconscio. Tutte le qualità di Dio - onnipotenza, unicità, eternità, bontà - hanno un significato "economico" per la vita pulsionale dell’uomo, così come le qualità che l’uomo riconosce all’oggetto del suo amore non sono dei semplici pensieri ma impegnano il suo corpo e la sua affettività profonda. Freud si spinge evidentemente assai avanti nella lotta contro tutto ciò che noi possiamo chiamare idealismo. In religione, non meno che altrove, Freud non ammette un finalismo propriamente ideale. Questo partito preso estremo si manifesta sin nella definizione ristrettiva che egli dà della religione.
Da: Huber Vergote/Piron, La psicoanalisi scienza dell'uomo, Borla Editore, 1968, pag. 204
Le qualità di Dio, "onnipotenza, unicità, eternità, bontà nel macellare l'umanità" sono esattamente i principi psichici che agiscono nella manipolazione mentale dell'infanzia ad opera del cristianesimo e dell'ebraismo.
La nascita dell'individuo narcisista, che ama sé stesso proiettando sé stesso nel Dio che descrive, impegnano tutti i suoi pensieri e tutti i movimenti del suo corpo. Freud non trova elementi idealistici nelle persone che il cristianesimo e l'ebraismo ha fatto ammalare, ma non è nemmeno in grado di individuare i confini psichici fra la malattia imposta e ciò che non sarebbe stato malattia se non ci fosse stata la manipolazione mentale.
Questo perché i confini non ci sono. La manipolazione mentale dell'infanzia cancella ogni altra possibilità e l'individuo manipolato, anche se esprime i rancori per essere stato manipolato, non può far altro che vivere all'interno della manipolazione subita e riprodurre i modelli di pensiero che la manipolazione ha imposto alla sua struttura emotiva.
La vita non ha un finalismo. La vita ha come fine quello di vivere e di espandersi nell'oggettività in cui è venuta in essere.
Il senso di colpa dell'uomo è quello di non aver ammazzato Dio e di aver permesso al padre di imporgli regole morali che gli creano sofferenza. La colpa di Freud è quella di non aver ammazzato il suo Dio, ma di averlo ritenuto necessario per la civiltà permettendo alla civiltà di alimentare la sofferenza dei molti per il benessere dei pochi.
FINE --- (quinta e ultima parte)
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Claudio Simeoni
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