Continua la guerra di Israele e USA contro l'Iran. Ovviamente, il prossimo obiettivo di Israele sarà la Giordania e l'Arabia Saudita.
Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Le condizioni del mondo in cui viviamo
22 aprile 2026

Quando si ha a che fare con la chiesa cattolica, non appare molto semplice individuare la disposizione delle sue armate e gli obbiettivi che persegue.
Wojtyla scatena l'offensiva, ma molti dei suoi adepti, pur seguendo le sue indicazioni, perseguono anche altri obbiettivi. Chi osserva la guerra di Wojtyla nella società spesso non riesce a distinguere come l'aggressore si colloca nel quadro generale delle armate di Wojtyla e le conseguenze che l'aggressore intende produrre nella società.
Non siamo davanti ad una guerra fatta con i carri armati; siamo davanti ad una guerra per il controllo emotivo delle persone. Una guerra che vuole imporre sensi di colpa e contrizione nelle persone affinché si umilino e si sottomettano al Dio di Wojtyla in nome del cattolicesimo.
Una delle prime aggressioni, nella storia che ho iniziato a raccontare, alla società civile venne fatta dall'allora Presidente della Corte Costituzionale che, dall'alto del suo incarico, porta un attacco sfrontato al diritto d'aborto delle donne.
Il giornale La Repubblica, in un articolo a firma di Silvana Mazzocchi dal titolo "Il terremoto Baldassarre "Dietro le norme sull'aborto vedo una filosofia di morte"", il giorno 28 aprile 1995, pubblica un'intervista a Baldassarre in merito alle polemiche suscitate da una sua precedente intervista a Radio Vaticana.
Scrive Silvana Mazzocchi:
Professor Baldassarre, molti hanno giudicato la sua uscita inopportuna. Lei è il presidente della Corte costituzionale, non crede che le sue parole possano apparire quasi un invito a sollevare eccezioni sulla 194?
«Non mi sembra proprio. Avessimo avuto la questione dell'aborto tra le cause su cui decidere... ma non è così. Il ruolo delle udienze è pronto fin quasi alla scadenza del mio mandato (1'8 settembre prossimo, ndr) e la probabilità di doversene occupare praticamente non esiste. Inoltre, la mia intervista alla Radio Vaticana intendeva affrontare l'argomento soltanto sul piano culturale».
Lei sostiene che il diritto del nascituro fin dal concepimento e quello della madre a decidere sono sullo stesso piano.
«Non penso che possano essere totalmente alla pari, ma non si può sostenere che il feto diventa un essere umano solo quando può avere una vita indipendente, fuori dal ventre materno».
[...]
Ma lei sostiene che il diritto del nascituro comincia addirittura al concepimento e che l'aborto deve essere da quel momento condizionato a un pericolo grave per la salute della donna.
«Proprio così».
Vuol dire che bisognerebbe rivedere la 194?
«Non ho voluto e non voglio parlare della legge, ma non condivido la filosofia che c'è dietro. Non spetta a me né criticarla, né formulare alternative».
L'aborto è per la donna sempre una scelta di grande sofferenza, le sembra giusto sottrarle il primato di una decisione tanto drammatica?
«L'alternativa è che nei primi tre mesi l'aborto sia un esercizio di libertà. E questo è veramente contro ogni principio di Stato moderno. Laico prima di tutto, perché lo Stato laico si basa sul diritto alla vita e alla felicità, come insegnano i padri fondatori delle costituzioni americane».
Non crede di andare contro i diritti di libertà acquisiti dalle donne?
«Io non ho certo un pregiudizio ideologico contro l'aborto. Non sto contestando la possibilità di abortire, ma sono contrario a considerarlo un diritto di libertà».
Anche se Baldassarre non viene meno ai suoi doveri istituzionali, fornisce una sponda di giudizio istituzionale all'attacco ideologico che la chiesa cattolica mette in atto contro la società e la Costituzione della Repubblica. Secondo il Presidente della Corte Costituzionale che lo ha preceduto, Baldassarre è stato inopportuno.
La coscienza del feto è la coscienza della donna. Il feto non è soggetto in trasformazione se non è nell'utero della donna e cresce nutrendosi della coscienza della donna anche se procede ad una propria elaborazione della coscienza della donna. Il feto è la donna fintanto che non nasce. I diritti del feto sono i diritti che la donna rivendica nella società civile perché il feto è il corpo della donna.
I cristiani hanno adottato l'ideologia schiavista di Platone separando il corpo dalla così detta "anima". Estremizzano l'idea di Platone e usano a piacimento l'idea dell'"anima" (da: le donne non hanno anima, all'anima che entra giorni dopo la nascita e chi più ne ha più ne metta nel corso della storia del controllo dell'uomo da parte della chiesa cattolica). L'idea cattolica sull'anima cambia a seconda delle strategie criminali per costringere la donna sottomessa e in schiavitù.
Infatti, nell'intervista rilasciata da Baldassarre, la donna non appare. O meglio, appare solo come "vacca" sottomessa al "feto" che avrebbe dei diritti nei confronti della donna.
Un magistrato che, parlando, non valuta le ragioni delle parti di cui parla ignorando che, in questo caso, il diritto del feto comporta un dovere di lavoro, sotto minaccia di possibile carcerazione se interrotto, lungo oltre 20 anni della donna, è quanto meno inaffidabile. La società pretende che la donna accudisca i figli per suo conto e suo beneficio. Un lavoro che si pretende gratuito in funzione della ricchezza sociale (un nuovo schiavo sociale per il lavoro).
Il nocciolo centrale dell'intervista sta tutto sul concetto di schiavitù della donna.
Il concetto di schiavitù della donna, espresso da Baldassarre, viene immediatamente fatto proprio dal Vaticano che, nella stessa pagina di La Repubblica interviene all'interno di un articolo di Marco Politi dal titolo "Quelle leggi nefaste sono da cancellare" e il sottotitolo "Parla il vescovo Sgreccia, l'esperto di Wojtyla per la bioetica".
Nell'articolo intervista di Marco Politi, sempre del 28 aprile 1995 su La Repubblica, dice fra l'altro Sgreccia:
Monsignor Sgreccia, perché la Chiesa insiste nel dichiarare che un ovulo fecondato è già un essere umano?
«Genetica ed embriologia comprovano che dopo la fecondazione c'è un'entità nuova, non assimilabile né al padre né alla madre, con un suo proprio codice genetico. E' un essere attivo che sviluppa da sé un progetto individuale. Persino in vitro, allo stadio di 8-16 cellule si riconosce il sesso. Insomma, è un essere umano con un programma continuo fino alla nascita ed oltre».
Non tutti sono d'accordo. E' un organismo, dicono, che potrà diventare un essere umano.
«La continuità di cui parlavo è riconducibile ad un principio attivo, un principio strutturante: lo chiamiamo anima. Dunque, abbiamo un essere umano che va protetto».
Eppure, anche l'Evangelium Vitae ammette che si tratta di un dato non dimostrabile.
«Il discorso è diverso. Per la Chiesa non ci sono dubbi. L'enciclica afferma, invece, che già la sola esistenza di un dubbio deve spingere a proteggere la parte più debole».
Il dubbio per secoli lo hanno avuto i teologi.
«Certo, si è discusso sul momento dell'infusione dell'anima. Ma Padri della Chiesa come Tertulliano o Gregorio Nisseno hanno sempre sostenuto la simultaneità nei momento del concepimento».
San Tommaso, però...
«San Tommaso riteneva che l'anima razionale venisse trasmessa quando il corpo era formato. Tuttavia, non ha mai ammesso l'aborto e se avesse avuto le nozioni scientifiche odierne avrebbe saputo che non è vero che prima dell'organogenesi l'essere di cui parliamo non abbia una sua struttura. Forma e struttura dell'essere si esprimono nel codice genetico. La Chiesa è sempre stata chiara: nei primi secoli del cristianesimo imponeva una penitenza pubblica di dieci anni alla donna che avesse abortito. La privava dei sacramenti».
Monsignore, questi sono discorsi di alta teologia. Poi, nei fatti, c'è una donna con il suo dramma che deve poter decidere. Molti interventi ecclesiastici presentano i sostenitori di una legge sull'interruzione di gravidanza come fautori di morte. Non è così.
«La Chiesa non dipinge la donna a colori foschi, denuncia chi ha messo in giro certe idee e certe leggi. Nell'Evagelium Vitae le responsabilità maggiori sono attribuite ai medici, ai legislatori. La donna spesso è vittima. Il fatto grave nel mondo moderno è che in passato la donna abortendo provava vergogna e sentiva di aver fatto male. La Chiesa imponeva una penitenza e dava l'assoluzione. Con la legalizzazione odierna si è trasformato un delitto in diritto. è un'idea funesta, che l'Occidente sta diffondendo in tutto il mondo. Se lo Stato ammette che qualcuno possa decidere di uccidere un altro innocente - in questo caso il nascituro - come impedire che un adulto uccida un adulto! Che i figli uccidano i genitori, come già avviene!».
Questo è terrorismo.
«E' la verità. E' stato introdotto un principio di morte e di abuso della libertà. Nel mondo le vittime dell'aborto legalizzato sono dai 40 ai 50 milioni l'anno».
Giovanni Paolo II ha trasformato la questione in un punto centrale del suo pontificato.
«Il papa interviene, perché questo è il primo diritto. Se cade, cadono gli altri. Inoltre siamo in presenza di una strage programmata, favorita dalle leggi, sostenuta da organizzazioni internazionali».
Si tratta di un attacco alla democrazia che va sotto la dicitura di "terrorismo sociale" forgiato sulla menzogna cattolica e sulla necessità di trasformare le donne in schiave affinché vivano per produrre bambini che la chiesa cattolica stuprerà ad imitazione di Cristo.
L'attacco ideologico assolutista alla Democrazia Italiana è coordinato: le donne non devono avere il diritto di disporre del proprio corpo. Il corpo delle donne appartiene a Dio che, come ha fatto con Maria, le può stuprare a piacimento.
Con la menzogna dell'anima, costruita da Pitagora e da Platone, la chiesa cattolica, dopo aver manipolato l'infanzia degli attuali adulti, impone loro di procedere come se l'anima esistesse. Un oggetto chiamato "anima" col quale il suo Dio padrone pretende di possedere gli uomini per i propri capricci.
Ciò che la chiesa cattolica sta rubando alle donne è la loro coscienza con cui forgiano il futuro sociale. E' la coscienza della donna che si scinde fornendo il "materiale consapevole" che il figlio, fin dalla gestazione, inizia a manipolare. Quel materiale, chiamato coscienza, è parte indistinguibile del corpo della donna e il fatto che la donna ne ceda una parte, più o meno grande, alla materia che, forse, chiamerà figlio, è solo una scelta della donna come è una scelta della donna riprendere la sua coscienza qualora non gradisca passare la propria vita nei doveri sociali che la nascita del figlio comporta.
Purtroppo, non è mai stato possibile discutere le menzogne teologiche della chiesa cattolica che, nel corso della storia, ha provveduto a bruciare vive le persone per impedire ogni dibattito di natura teologica che sfuggisse al suo controllo. Oggi non brucia più le persone dissidenti, ma usa altri metodi e altre forme di violenza sia fisica che psicologica che sono sempre riconducibili al medesimo meccanismo ideologico con cui giustificava il bruciare le persone.
Ho voluto iniziare a raccontare la guerra del monarca assoluto Wojtyla contro il principio di uguaglianza delle Costituzioni d'Europa partendo dalla sua evocazione di Satana e dalla guerra, in atto da tempo, contro le conquiste di libertà e di uguaglianza delle donne nella società civile. Ora guardo la storia fra il 1995 e il 2010 e vedo un infinito numero di combattimenti di natura etica, morale e sociale dove i principi di uguaglianza degli uomini vengono messi in discussione non dai cittadini, ma dalle imposizioni morali che la chiesa cattolica ha fatto sull'infanzia.
La guerra è determinata da principi diversi, anche se è rappresentata da principi diversi; la guerra coinvolge la struttura emotiva delle persone. Quella struttura emotiva dalla quale scaturiscono le idee dell'uomo e il suo modo di percepire e abitare il mondo in cui è nato.
Una delle cose più vergognose e offensive da aggiungere come appunto finale è la complicità messa in atto dai giornalisti con le affermazioni, socialmente criminali, dei cattolici. Come se i diritti delle donne fosse merce da contrattare e non un elemento centrale di quei Valori Sacri rappresentati dalla Costituzione e che nessun adoratore del Macellaio di Sodoma e Gomorra o del Pederasta in croce si deve permettere di aggredire nella società.
22 aprile 2026

E' iniziato l'iter per la pubblicazione del secondo tomo (seconda parte) del settimo volume della Teoria della Filosofia Aperta.
Il sottotitolo è: Cristianesimo, nazi fascismo, razzismo, l'assolutismo fra ieri e oggi.
Due volumi che spaziano nel commento sia in filosofi del XX secolo sia in filosofi che hanno preceduto il VI a. c. come se il loro pensiero fosse sempre presente consentendo agli uomini di scegliere.
Questa fatica è finita, specialmente da parte di chi ha dovuto sistemare il mio linguaggio per renderlo chiaro ad un eventuale lettore.
Torno a ripetere, non si costruisce la Religione Pagana attraverso libretti semplici perché la cultura è enorme, costruita dal lavoro di milioni di uomini.
Fra un mese sarà a disposizione, sperando che nessuno lo acquisti, tutti i capitoli sono offerti gratuitamente sui siti web.
Tutti i testi del mese di aprile 2026 in un'unica pagina
Indice pagine mensili di cronache Pagane
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Iside con bambino - Museo di Napoli prestata a Torino!
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