Continua la guerra di Israele e USA contro l'Iran. Ovviamente, il prossimo obiettivo di Israele sarà la Giordania e l'Arabia Saudita.
Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

23 aprile 2026 cronache della religione pagana
La scacchiera della guerra di Wojtyla contro le democrazie europee
Capitolo quarto
Cattolici e ortodossi

Claudio Simeoni

Le condizioni del mondo in cui viviamo

Cronache mese di aprile 2026

23 aprile 2026

La scacchiera della guerra di Wojtyla contro le democrazie europee
Capitolo quarto
Cattolici e ortodossi

Monastero ortodosso, Meteore - Grecia

Wojtyla vuole unificare le armate cristiane, divise da credenze ideologiche diverse, per la conquista del mondo. Gli ortodossi, come gli anglicani, hanno poche differenze dottrinali con i cattolici e Wojtyla pensa che sia possibile un riavvicinamento.

Per Wojtyla il problema consiste nello stridere fra propaganda occidentale, che dipingeva l'URSS di Stalin come un paese ateo, e la realtà sovietica nella quale Stalin prima, e i successori poi, hanno abolito le associazioni atee volute da Lenin e hanno progressivamente aumentato i poteri delle chiese ortodosse in Russia e in tutto l'est Europa.

Con la regia della CIA, l'URSS si è sciolta e al suo posto sono nate tante repubbliche nelle quali i cattolici si sono precipitati per "aiutarli" a stilare le loro nuove Costituzioni al fine di ampliare lo spazio di controllo religioso cristiano nelle loro società.

Il giornale La Repubblica, il 03 maggio 1995 pubblica un articolo dal titolo "La divisione è peccato" a firma di (m. pol.) col sottotitolo "Wojtyla tende la mano alla chiesa ortodossa".

Il Giubileo cattolico si sta avvicinando e Wojtyla non è in grado di presentare nessun "trionfo religioso" mentre sta vivendo uno stato depressivo dovuto alla sensazione di fallimento che lo sta attraversando.

L'unità con le chiese ortodosse, o almeno un avvicinamento, avrebbe potuto essere considerato un successo.

A differenza della chiesa cattolica, che si ritiene universale, le chiese ortodosse sono ognuna legata alla propria nazione. Sono chiese nazionali. Quando una nazione ha attriti con un'altra nazione, le chiese ortodosse si schierano con il proprio Stato.

Le chiese ortodosse non conoscono il concetto di universalità.

Scrive (m. pol.) sul giornale La Repubblica del 03 maggio 1995:

CITTA' DEL VATICANO (m.pol.) — Papa Wojtyla preme l'acceleratore per avvicinare le Chiese cristiane in vista del grande giubileo di fine secolo.

«Il peccato della nostra separazione è gravissimo. E' necessario farne ammenda, invocando con forza il perdono di Cristo», esclama rivolto alla comunità mondiale ortodossa in tutte le sue componenti: costantinopolitani, copti, etiopi, siri, maroniti, malankaresi, assiri, siro-malabaresi. «La nostalgia santa dei secoli vissuti nella piena comunione di fede e di carità - afferma il pontefice - ci urge, ci grida i nostri peccati, le nostre reciproche incomprensioni: noi abbiamo privato il mondo di una testimonianza comune, che forse avrebbe potuto evitare tanti drammi se non addirittura cambiare il senso della storia».
L'appello appassionato è contenuto in una nuovissima Lettera apostolica Orientale Lumen presentata ieri alla stampa dal cardinale Achille Silvestrini. Il documento, che dà un forte impulso al lavoro di "pontiere" che Silvestrini compie da anni nei confronti delle Chiese orientali come prefetto dell'apposito dicastero vaticano, nasce dalla voglia di Giovanni Paolo II di scrivere la parola "unità" fra cattolici e ortodossi.

Tutta l'azione di Wojtyla era destinata a fallire in partenza. Ogni chiesa ortodossa, come la chiesa cattolica, sono cristiane e la centralità ideologica del cristianesimo, dal momento che ogni chiesa pretende di essere la "vera chiesa di Dio", praticano il concetto ideologico secondo cui: "Il mondo è mio e nessuno contesta la mia proprietà!".

Nessuna chiesa ortodossa, come la chiesa cattolica, è disposta a rinunciare alla propria sovranità per sottomettersi ad un'altra chiesa sia ortodossa che cattolica come, del resto, la chiesa cattolica non è disposta a sottomettersi a nessuna chiesa ortodossa.

Questo accadeva nel 1995. Noi oggi, nel 2025-26 assistiamo allo scontro fra chiesa cattolica e chiesa ortodossa russa in merito alla guerra in corso in Ucraina. Ogni chiesa tifa per la propria parte in guerra e anela al trionfo della propria parte per avere più spazio per propagandare il proprio potere nel territorio dell'altro.

Scrive sempre nell'articolo sopra citato (m. pol.) il 03 maggio 1995 su La Repubblica:

Si tratta di una scelta strategica, manifestata con chiarezza dopo che per lungo tempo in Vaticano si sono confrontate due correnti: quella dell'appoggio agli ortodossi e quella della tentazione di "allargare" ad Est la presenza della Chiesa latina. Il cardinale Silvestrini sosteneva la tesi dell'appoggio rispettoso, il papa con il suo documento lo conforta. «I cattolici non ostenteranno mai nei territori di presenza comune - dichiara Giovanni Paolo II - un atteggiamento che possa apparire irrispettoso dei faticosi sforzi che le Chiese d'Oriente intendono compiere, con tanto maggior merito quanto sono precarie le loro disponibilità». In altre parole, niente proselitismo cattolico nei "territori di presenza comune", cioè nelle terre dove da sempre è esistita una Chiesa ortodossa.

Leggere questo con la conoscenza dell'oggi, fa ridere.

E' noto che trattare con i cristiani significa accettare di farsi ingannare. In particolare con i cristiani cattolici e con gli evangelici. Loro sono Dio e fanno dell'inganno un modo per far trionfare Dio a proprio vantaggio. Una piccola conquista diplomatica oggi, da parte dei cattolici, equivale alla possibilità per i cattolici di porre in essere un genocidio dei non cattolici, domani.

Essere tolleranti con la monarchia assoluta cattolica significa porre le basi per la distruzione della condizioni di vita della propria nazione e dover essere costretti a ricostruire le condizioni di vita fra mille sofferenze. La sofferenza degli altri piace al Dio dei cattolici che si guarda bene dal non soffrire per la propria gloria. Infatti, secondo i cristiani, il loro Dio per divertirsi ha fatto soffrire suo figlio.

Gli ortodossi conoscono perfettamente la simbologia dei gesti di Wojtyla. Quando Wojtyla andrà in Grecia, gli ortodossi greci gli vieteranno di baciare la terra perché quella non diventerà mai la terra dei cattolici; è la terra degli ortodossi greci!

Per il Giubileo del 2000 Wojtyla spera di poter mettere in piedi una sorta di sceneggiata da presentare pubblicamente, ma il sovranismo di ogni singola chiesa manterrà in essere le condizioni che impediscono, di fatto, una sorta di "unità dei cristiani" anche se si uniranno quando vorranno macellare i diversi, come, per esempio, i comunisti o i musulmani.

Intanto, i giornalisti complici di Wojtyla propagandano una sorta di disponibilità di Wojtyla all'unità dei cristiani e, vigliaccamente, omettono di dire che questa unità parte dal presupposto che gli ortodossi si devono mettere in ginocchio davanti a Wojtyla considerandolo il rappresentante del loro Dio padrone.

Questo tipo di propaganda dei giornalisti è offensiva ed ingiuriosa per tutti i cittadini italiani perché impedisce al lettore il corretto giudizio democratico nei confronti dei deliri della monarchia assoluta.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

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