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Gli adoratori del Macellaio di Sodoma e Gomorra si stanno divertendo ad imitare il loro Dio.
Aprile 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

27 aprile 2026 cronache della religione pagana
Riflessione sul "fatto", l'accadimento

Claudio Simeoni

Le condizioni del mondo in cui viviamo

Cronache mese di aprile 2026

27 aprile 2026

Riflessione sul "fatto", l'accadimento

Il fatto è ciò che appare ai nostri occhi.

Il fatto si presenta come forma. In questa forma le persone mettono la loro attenzione: chi sono i protagonisti? perché lo hanno fatto? cosa volevano ottenere? Quali erano le condizioni che hanno permesso a quel fatto di venir in essere?

Davanti al fatto ci poniamo delle domande per comprendere il fatto quasi che il fatto, cui assistiamo, fosse la fine di un percorso.

In sostanza, ci poniamo davanti ad un fatto quasi fossimo dei magistrati pronti ad emettere un giudizio in relazione al fatto.

Questo modo di vedere e di pensare le cose è un modo di vedere e di pensare tipicamente cristiano. Le persone si fanno Dio e si ergono a giudici come se i fatti non li riguardassero.

Il fatto è prodotto da persone, eventi e condizioni; tutte le persone che concorrono, gli eventi che concorrono e le condizioni che concorrono hanno tutti le loro ragioni per partecipare a formare quel fatto, quell'evento.

L'evento, il fatto, non è altro che il riassunto di quanto ha consentito che si manifestasse. Tutte le persone, tutte le condizioni, tutti gli eventi concorrenti sono riassunti nel fatto e, attraverso il fatto, sia che noi li identifichiamo o meno, si presentano tutti davanti a noi.

Il cristiano mette in atto un'indagine per capire persone, condizioni ed eventi che hanno prodotto il fatto; un pagano prende atto che il fatto manifesta tutto ciò che ha concorso al suo venir in essere e punta la sua attenzione sulle conseguenze che il fatto produce.

Il fatto si manifesta nell'oggettività nella quale è coinvolto lo stesso spettatore (a meno che non si creda di essere Dio al di fuori di tutte le condizioni dell'esistenza). Lo spettatore mentre si sofferma per capire persone, condizioni ed eventi che hanno prodotto il fatto, distrae lo sguardo dalle conseguenze che la manifestazione del fatto nell'oggettività produce e genera.

Le conseguenze prodotte dal fatto cono il fatto stesso.

Il nome del fatto, la sua definizione, non è data dal fatto, ma dalle conseguenze che il fatto produce e che diventano oggettività per tutto l'ambiente in cui il fatto si è manifestato.

Il vero nome del fatto sono le conseguenze prodotte dal fatto stesso.

La capacità di porre l'attenzione sulle conseguenze anziché sulle dinamiche del fatto, determina una differenza di giudizio e una differenza soggettiva con cui ci si pone nei confronti del fatto.

L'analisi delle dinamiche che producono il fatto e l'analisi delle conseguenze che il fatto genera nell'oggettività definiscono gli interessi soggettivi dello spettatore o, se vogliamo, dell'analista.

Data l'oggettività del fatto e l'oggettività delle conseguenze prodotte dal fatto; subentra la soggettività dello spettatore che, attraverso la sua soggettività, interpreta il fatto e attraverso il suo desiderio soggettivo immagina le possibili conseguenze.

Il fatto, oggettivo, nello spettatore diventa fatto immaginato; le conseguenze oggettive nello spettatore diventano conseguenze desiderate.

L'analista del fatto non trasmette il fatto oggettivo, ma la sua interpretazione soggettiva del fatto; l'analista non individua e trasmette le conseguenze del fatto, ma solo il suo desiderio riversato nelle possibili conseguenze che vengono trasmesse come "realtà" delle conseguenze del fatto.

Questo produce immaginazione del fatto e immaginarie conseguenze del fatto.

In queste condizioni emergono le idee complottistiche dove il fatto, selezionato da un insieme, viene collocato in un insieme immaginario del soggetto che enfatizza conseguenze immaginarie, immaginate come realtà futura capace di costruire nelle persone uno stato d'attesa per la realizzazione di quelle conseguenze.

Il fatto immaginato sostituisce la realtà del fatto. Il soggetto che immagina il fatto ha delimitato soggettivamente il fatto separandolo dall'oggettività in cui il fatto si è manifestato e lo ha introdotto in una diversa realtà, soggettiva, di cui egli ha il controllo veicolandone il significato della descrizione razionale partendo dalla propria immaginazione.

Viene annullata sia l'analisi del fatto in sé che l'oggettività che ha generato il fatto. Vengono annullate le conseguenze del fatto che, per affermarle, implicano l'analisi delle condizioni in cui il fatto si è espresso. Il soggetto, che coglie il fatto, ha una capacità ridotta di considerare i fenomeni concorrenti al fatto, e che il fatto rappresenta, e una capacità ridotta della conoscenza dell'oggettività in cui il fatto agisce. Questa conoscenza parziale del fatto viene veicolata dal soggetto come oggettività, opinione soggettiva trasformata in verità. Diventa oggettività per soggettività che si adattano al suo apparire accettandola acriticamente.

Un fatto è un'azione. Un'azione che modifica il presente.

Un'azione quale adattamento soggettivo alle variabili oggettive in cui si esprime.

Il fatto è solo azione indipendentemente dagli oggetti che si possono descrivere nella forma e nella quantità che, secondo la ragione, partecipano o manifestano quell'azione.

Questo rappresenta un grande problema per la ragione che descrive il mondo per la forma e la quantità degli oggetti e che ritiene l'azione un prodotto di tali oggetti.

Solo che il fatto è indipendente dagli oggetti e la ragione attribuisce il medesimo fatto, per quanto è limitata la sua capacità di attribuire, ad oggetti diversi o a intenzioni diverse.

Il fatto è oggetto in sé. Come oggetto in sé, il fatto annulla la dimensione della forma e della quantità di oggetti che al fatto partecipano. Gli effetti, le conseguenze del fatto, sono indipendenti dagli oggetti a cui la ragione attribuisce il fatto. Il fatto è portatore di conseguenze indipendentemente da oggetti o soggetti che saranno costretti ad adattarsi a quelle conseguenze al di là di come loro interpreteranno quelle conseguenze.

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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