Per quanto Trump e gli ebrei si ritengano onnipotente come il loro Dio, difficilmente i popoli accetteranno di prostrarsi ai loro interessi anche se molti sono pronti a tradire le loro stesse nazioni.
Giugno 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
17 giugno 2026

Il 28 novembre 1995 fu reso ufficiale il risultato del referendum sul diritto al divorzio in Irlanda.
Per Wojtyla e la chiesa cattolica, i risultati del referendum furono psicologicamente devastanti. La chiesa cattolica si era impegnata in prima persona affinché l'Irlanda non approvasse il diritto al divorzio.
La vittoria dei favorevoli al diritto di divorzio fu di soli 7000 voti ma, in una situazione sociale in cui la chiesa cattolica dominava l'intera società e deteneva il controllo delle Istituzioni, fu un trauma.
Il giornale La Repubblica del 26 novembre 1995 pubblicò un articolo dal titolo "Sì, per un pugno di voti" a firma di Vanna Vannuccini.
Nell'articolo, La Repubblica scrive:
DUBLINO - Tutti si aspettavano un risultato sul filo del rasoio, ma nessuno aveva previsto che solo 7.520 voti su 2,6 milioni avrebbero deciso che il divorzio non sarà più illegale in Irlanda e che le migliaia di coppie irlandesi separate legalmente potranno cominciare a sperare in un futuro giuridicamente meno incerto. Il margine incredibilmente ristretto del risultato, arrivato dopo un'agonia di dati contrastanti, getta un'ombra di incertezza che sia stata veramente scritta la parola fine su un dramma condotto senza esclusione di colpi da parte dei fautori del no e della Chiesa, e che ha profondamente diviso il paese.
Sconfitti i terroristi della chiesa cattolica, questi non demordono.
Vogliono annullare il referendum. Un referendum, secondo la chiesa cattolica, è valido solo se conferma quanto la chiesa cattolica desidera.
La Corte Costituzionale ha censurato il governo per aver impegnato fondi a favore della campagna per il si al divorzio. Davanti allo strapotere, violento e criminale parte della chiesa cattolica è intervenuto il Governo per liberare migliaia di persone dall'angoscia di vivere in un futuro sospeso.
Nel 1986 gli elettori irlandesi erano stati chiamati a pronunciarsi contro il divorzio. In quell'occasione aveva vinto il no al diritto al divorzio favorendo l'assolutismo della chiesa cattolica.
Nel 1995 il no al divorzio perde circa il 15 per cento di voti e viene sconfitto dall'approvazione del diritto al divorzio.
A differenza di allora, nel 1995 lo scandalo dei preti pedofili è dilagato nel mondo. La chiesa cattolica impone la sua fede mediante la violenza sessuale sui minori. E' una nuova coscienza che si fa strada fra la popolazione che qualifica la chiesa cattolica come un'organizzazione criminale che pratica l'attività di terrorismo contro i diritti nelle società civili.
La campagna della chiesa cattolica presentava la donna come un'incapace.
Scrive l'articolo di La Repubblica del 26 novembre 1995:
la campagna del No ha descritto la donna: incapace di mantenere se stessa e i propri figli, vulnerabile (è sempre il marito che decide di andar via) debole (chi decide è unicamente l'uomo), un carico per la società. «Contribuente sarai TU a pagare», minacciava un manifesto elettorale. Il giudice Rory O' Hanlon, presidente del movimento No al Divorzio, ha addirittura asserito che le donne divorziate con figli non sono partner appetibili e resteranno perciò sole a vita.
I cattolici hanno fatto la campagna per il no al divorzio attraverso la denigrazione e la diffamazione della donna. Hanno seminato paura e apprensione allo stesso modo fatto da Fanfani quando guidò la campagna per il no al diritto al divorzio in Italia.
E' proprio della chiesa cattolica aggredire le persone e diffamarle quando è in ballo il proprio potere di controllo sulle persone.
Da qualche tempo la società irlandese si stava staccando dall'ideologia imposta dalla chiesa cattolica.
Scrive sempre l'articolo di La Repubblica:
Il divorzio era per la Chiesa l'ultimo bastione da difendere, l'ultima chance di riguadagnare terreno dopo che nel giro degli ultimi anni gli irlandesi hanno conquistato la separazione legale, la liberalizzazione dei contraccettivi, la legalizzazione dell'informazione sull'aborto e la depenalizzazione dell'omosessualità.
L'ideologia della chiesa cattolica era stata progressivamente emarginata nella società irlandese e per questo motivo si era mobilitata tutta la chiesa cattolica affinché agli irlandesi non fosse riconosciuto il diritto al divorzio.
Nonostante questo, l'informazione cerca di far credere che la chiesa cattolica non sia un'organizzazione criminale nemica delle società, ma che sia un suo diritto, un diritto di Dio, di privare i cittadini dei loro diritti sociali. L'informazione si guarda bene dall'accusare l'attività di pedofilia e pederastia della chiesa cattolica come un'attività di terrorismo.
Contro il divorzio la chiesa cattolica ha mobilitato anche Madre Teresa di Calcutta e i vescovi hanno minacciato di togliere i sacramenti ai divorziati. La chiesa cattolica è consapevole della sconfitta.
Il giornale La Repubblica del 28 novembre 1995 pubblica un secondo articolo a firma di Orazio La Rocca dal titolo "No comment" vaticano, ma per il papa è una sconfitta".
Nell'articolo, Orazio La Rocca scrive:
«I frutti di questi semi - dicono gli uomini di Wojtyla - matureranno col tempo. Il santo padre lo ripete in ogni momento, come ha fatto proprio ieri chiudendo il congresso internazionale della pastorale sanitaria. Ora nel mondo sta avanzando il processo di decristianizzazione, e la coesione della famiglia ne è una delle prime vittime. Ma siamo sicuri - giurano in Vaticano - che col tempo i valori cristiani torneranno ad essere capiti. I frutti germoglieranno. E questa la nostra speranza, la speranza della Chiesa di Cristo».
Il Vaticano mastica amaro. Dopo la sconfitta di Walesa, sponsorizzato dal Vaticano, nella corsa a presidente della Polonia, ora anche la vittoria del divorzio in Irlanda.
Non c'è solo un processo di decristianizzazione in corso. C'è una ricerca della libertà dell'uomo dall'orrore cristiano e dall'imposizione di principi morali inumani che il cristianesimo ha imposto alle società civili.
La mentalità degli uomini cambia lentamente, ma i bisogni di veicolare nel mondo le loro emozioni è talmente forte da rompere ogni diktat morale che il Macellaio di Sodoma e Gomorra impone loro.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
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Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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