Il mondo sopravvive ai deliri dei malati di mente; ma gli uomini sono costretti a rimuovere le macerie per poter costruire un futuro possibile.
Purtroppo c'è sempre un malato di mente che vuole trasformare i loro sforzi in macerie per trarne profitto.
Luglio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
03 luglio 2026

Davanti ai cristiani, che ritengono che il loro Dio abbia diritto di commettere ogni delitto, è difficile far comprendere che i reati di bullismo rientrano nella tipologia dei reati mafiosi a cui lo Stato garantisce l'impunità.
Alle vittime viene rubata tutta la loro vita.
I loro famigliari sono costretti ad attraversare una vera e propria odissea giudiziaria. Spesso non ascoltati e spesso sottoposti, essi stessi, ad indagine giudiziaria ad opera di carabinieri, poliziotti, psicologi e magistrati che, attraverso una propria soggettiva interpretazione della legge e delle condizioni, favoriscono alcuni e condannano altri per il medesimo reato.
Il bullismo è squadrismo. Le vittime di bullismo sono come le persone picchiate dagli squadristi fascisti. Spesso, non solo picchiate, ma lungamente vessate e derise dai loro stessi aguzzini.
Io, quando devo portare degli esempi, pescati dalla cronaca giudiziaria per supportare le mie affermazioni, preferisco pescare da esempi lontani nel tempo. Eppure, sono consapevole che la situazione oggi è infinitamente peggiore da quanto l'esempio può dimostrare.
L'esempio che riporto è di un fatto avvenuto in quelle terre che oggi sono dominate dai leghisti e dai fascisti, dove non esiste la dignità delle persone, ma solo lo strapotere del più forte sul più debole e i carabinieri sono attenti affinché le persone vessate non si ribellino ai loro aguzzini "commettendo, con ciò, dei crimini".
L'articolo appare sul quotidiano Il Gazzettino del 22 marzo 1999 è a firma di Paola Bozzini. L'articolo titola "Violentata a 8 anni - Nel veronese da 4 ragazzini" e continua col sottotitolo Ma l'intero paese volta le spalle alla famiglia della vittima
Già questo ci dice che l'attività non sia stata quella del "bullo" ma di un'organizzazione mafiosa che coinvolge l'intero paese di cui, lo stupro alla bambina, altro non è che la chiave rivelatrice di una criminalità diffusa e vessatoria che i "così detti ragazzini" hanno voluto imitare e riprodurre.
Scrive nell'articolo Paola Bozzini:
Verona
E' stata violentata a otto anni dai sui compagni di giochi undicenni nel bagno di una colonia. Ora i suoi genitori hanno avviato un procedimento civile. Chiedono cinquecento milioni di risarcimento per il danno morale e biologico subito dalla loro figlioletta. La prima udienza è fissata per il 7 ottobre 1999.
L'orribile episodio è avvenuto in un paesino della Valdalpone, Castelvero - 250 anime, una frazione di Vestenanova - nell'estate del 1996. Per oltre un anno la piccola ha tenuto per sé questo tremendo segreto subendo gli schemi e le allusioni dei suoi giovanissimi violentatori. Poi nel novembre del 1997 ha deciso di confessare tutto alla mamma e lo ha fatto silenziosamente scrivendo ogni cosa su un foglio di quaderno e lasciandolo, più volte ripiegato, sulla lavatrice di casa perché la madre lo trovasse.
La mamma dapprima non voleva credere a quel biglietto. Pensava, e si augurava, che fosse frutto di una fantasia della piccola, magari suggestionata da qualche notizia data per televisione. Poi però si era rammentata che pochi giorni prima la sua bambina le aveva chiesto che cosa significava «essere violentata» e aveva perciò deciso di parlarle per cercare di capire che cosa in realtà fosse accaduto.
E così fra i singhiozzi la piccola aveva raccontato tutto alla mamma. Le violenze si erano ripetute due volte nei bagni della colonia, dove - mentre un ragazzo stava di guardia alla porta - tre suoi compagni la tenevano ferma e la violentavano; e una terza volta invece in un campetto circondato da case disabitate.
Oltre alla violenza fisica i ragazzini non avevano esitato a minacciare la loro vittima imponendole il silenzio pena ritorsioni peggiori.
Dopo avere cercato di consolare e rincuorare la sua bambina, la donna ne ha parlato con il marito e insieme i genitori hanno deciso di andare fino in fondo denunciando l'accaduto ai carabinieri del luogo. E per la famigliola è iniziato così un calvario di dolore per la vergognosa emarginazione attuata nei loro confronti dalla maggior parte dei compaesani.
«Invece di sostenerli e aiutarli - ha detto il loro avvocato difensore E. P. - li hanno lasciati soli con il loro pesante fardello».
I medici dell'Ulss 20 hanno affermato che la bimba è perfettamente equilibrata, intelligente e attendibile. I quattro ragazzini accusati, due dei quali hanno ammesso tutto difendendosi affermando che la piccola «era consenziente», sono comparsi lo scorso febbraio davanti al Tribunale dei minorenni di Venezia dove il giudice li ha interrogati, ma - data la loro minore età (oggi sono quattordicenni) - i non ha potuto far altro che stabilire il «non luogo a procedere».
E' il fondamento del terrorismo.
Il magistrato si è assunto la funzione di legittimare l'atto di violenza nei confronti della bambina e ha diffuso la convinzione che fare violenza ai più deboli non è reato come non sono reati gli atteggiamenti complici con i violentatori dell'intero paese.
Si tratta del concetto mafioso secondo cui chi subisce violenza non deve denunciare il suo violentatore perché il violentatore gode della complicità dell'intera comunità che ritiene legittima la violenza del più forte sul più debole.
Quante volte le persone sono andate a denunciare violenza domestica e spesso sono state, quando non derise, quanto meno invitate a parlare, a discutere anziché procedere per violenza privata e mettere in sicurezza la vittima?
E così viene costruita la criminalità.
La criminalità sociale è il prodotto voluto e costruito da Ministero degli Interni per fini di controllo sociale. Ministero degli Interni che si caratterizza per essere violento con i deboli e complice con torturatori, bulli e prepotenti.
Eppure, se li accusi, dicono tutti: "Noi abbiamo fatto il nostro dovere come da legge!".
No! Non è vero. Voi avete applicato la legge secondo come voi avete interpretato la legge e l'interpretazione che avete dato alla legge serve a favorire quei criminali e a danneggiare ulteriormente le vittime. Criminali che non sono solo i violentatori, ma le loro famiglie che a quei violentatori hanno fornito l'esempio sociale e morale. Vittima non è solo la persona stuprata. Vittima è la sua famiglia che viene aggredita dall'intero paese in nome della morale mafiosa.
Tutta la vicenda delinea contorni di terrorismo. Fintanto che viviamo in una democrazia, l'atto di terrorismo non consiste nel danneggiare le Istituzioni, ma consiste nel privare il singolo cittadino della propria sicurezza sociale e della possibilità di fruire dei propri diritti Costituzionali che i delinquenti hanno tolto alla bambina violentandola.
03 luglio 2026

La serie su Neflix fa discutere sul come "affrontare il bullismo".
Solo che, a mio avviso, le persone dovrebbero discutere in che cosa consiste il bullismo. Vengono chiamati bullismo atti criminale del più forte sul più debole ed è l'anticamera della criminalità sociale.
Dello squadrismo e della prevaricazione.
I crimini, definiti dalla stampa "bullismo", non vengono trattati come crimini per un preciso scopo della Polizia di Stato e della Magistratura: consentire la diffusione della delinquenza sociale per creare allarme e gestire con la paura la popolazione.
Quante campagne politiche sono state fatte alimentando un allarme criminale da chi quell'allarme criminale lo ha sempre alimentato?
Le situazioni descritte dalla serie sono atti di violenza che la legge condannerebbe quando fatti dagli adulti mentre è benevola quando tali atti sono fatti da minori dimenticando che quei minori stanno imitando l'ambiente parentale in cui sono cresciuti.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
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