Il mondo sopravvive ai deliri dei malati di mente; ma gli uomini sono costretti a rimuovere le macerie per poter costruire un futuro possibile.
Purtroppo c'è sempre un malato di mente che vuole trasformare i loro sforzi in macerie per trarne profitto.
Luglio 2026: la Religione Pagana fra filosofia metafisica, psicologia, problemi sociali e cronaca quotidiana.
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01 luglio 2026

Democrito - Museo Archeologico di Napoli
E' difficile parlare dei filosofi che hanno assistito gli uomini nel loro cammino.
C'è un modo di percepirli soggettivamente, con la mia soggettività, e un modo per descrivere ciò che appare il loro essere stati nel mondo
Nella storia della filosofia antica, per quanto ho potuto constatare, c'è un solo filosofo che può essere considerato "sapiente".
Non tanto per quante cose poteva sapere, di lui ci è rimasto poco, ma per un bisogno insaziabile di conoscere, di viaggiare e di capire ogni cultura. Lui è Democrito il filosofo di cui Platone voleva bruciare tutti i libri.
Osservare, analizzare, cercare di spiegare le cause senza ricorrere a farneticazioni ontologiche.
Un sapiente mi si affiancò lungo il cammino. Buffo, sollevava ogni pietra del percorso per capire che cosa si nascondeva sotto quella pietra. A volte ero infastidito perché rallentava il mio andare, ma costui mi disse "Se non guardi sotto ogni pietra perdi il conoscere che quella pietra, sotto la quale non hai guardato, poteva fornirti. Finisci col rimpiangere di non aver osservato quello che avresti potuto osservare."
Nella storia della filosofia, un filosofo molto osteggiato è Esopo.
La sua filosofia riprende un antico filone dove il principio espresso è raccontato per simboli all'interno delle sue favole.
Sono simboli di difficile interpretazione. Non tanto per il significato, quanto perché il significato non nasce dal simbolo, ma dall'individuo che interpreta il simbolo.
Se una persona disprezza le persone, come Jean de La Fontaine che deve rendere omaggio al re di Francia, coglie significati derisori e denigratori nei confronti dei più deboli. Se una persona vive con passione, coglierà l'aspetto dell'"assalto al cielo" di chi vuole migliorare le proprie condizioni sociali.
Esopo può essere considerato il primo filosofo sociale, privo di mire e di interessi per il potere sociale.
Lungo quel cammino, uno zoppo mi si affiancò. Camminava a fatica trascinando la sua gamba destra che appariva quasi un peso. Durante il cammino mi raccontava storie di animali, spesso buffe. Gli chiesi: "Perché fai parlare corvi, lupi, agnelli e altri animali come se avessero il dono della parola?". Così mi parlò lo zoppo: "Fintanto che si ride del lupo o del corvo, i lupi e i corvi umani che ci circondano non capiscono che parlo di loro. Se lo capissero mi sbranerebbero e io non potrei seminare la conoscenza per coloro che dalla terra danno l'assalto al cielo."
Nella filosofia antica c'è un filosofo di cui sono rimaste poche citazioni, ma dal quale, in positivo o in negativo, dipende tutta la filosofia antica che oggi passa anche come "filosofia ufficiale".
Questo filosofo era detto "l'oscuro" perché la sua filosofia appariva incomprensibile.
Questo filosofo non trattava le cose per ciò che le cose erano, o si immaginava che fossero, ma trattava della trasformazione, del mutamento.
Trattando del mutamento e della trasformazione delle cose negava l'esistenza di ogni "principio di verità" perché ogni verità veniva negata dalla trasformazione che generava una nuova e diversa verità.
Il filosofo era Eraclito che dedicò il suo libro al Dio Sole che muta continuamente la propria posizione nel cielo.
La sua filosofia è la filosofia dell'oscurità; l'unica oscurità capace di fare luce sul divenire delle cose. Platone ha tentato di stuprare il pensiero di Eraclito dopo averlo prima deriso e poi denigrato.
Lungo quel cammino, un oscuro Caos mi si affiancò ed io lo osservavo perplesso e gli chiesi: "Perché il buio che nega la luce vuole essere compagno del mio cammino?" E l'oscuro Caos così rispose: "Perché il cammino che percorri è oscuro. Sai forse qual è la meta che raggiungerai? Tu puoi sapere della meta che desideri raggiungere, ma non la meta che raggiungerai. È un cammino. Tu sei diverso da quando iniziasti il cammino e non sapevi come saresti cambiato lungo il cammino. Il cammino che tu percorri non è il cammino che hai iniziato a percorrere. Il cammino è cambiato e a sua volta ha cambiato altri cammini. Tutto è oscuro, tutto scorre e la luce che il tuo andare porta nel cammino è altra oscurità per cammini di cui non hai consapevolezza."
Nella storia della filosofia, ci sono dei filosofi che hanno influenzato grandemente il pensiero filosofico, eppure non vengono nemmeno indicati come filosofi e non vengono studiati nei corsi universitari di filosofia.
Alcuni di questi, fautori del male e del terrore sociale, come i Vangeli che descriverebbero l'opera filosofica di un certo Gesù, o Paolo di Tarso, pur avendo un ruolo fondamentale nella filosofia del dominio dell'uomo sull'uomo, vengono studiati solo, dal punto di vista della filosofia sociale, in ambito religioso cristiano. Poi, le soluzioni criminali che indicano Gesù o Paolo di Tarso vengono veicolate in ambito filosofico, deprivate della fonte e trasformate in principi assolutistici attribuiti a vari filosofi.
Analizzando la storia della filosofia mi sono accorto che la maggior parte dei filosofi assolutisti non fanno altro che ripetere principi appresi durante il catechismo cristiano, mentre erano bambini, e li ripropongono come se fossero delle scoperte filosofiche.
Poi, quando ti accorgi di questo, c'è una "levata di scudi" o, se volete, proteste da parte di chi campa, tirando uno stipendio e pretendendo di essere riconosciuto come filosofo (certamente laureato in filosofia, ma fra un laureato in filosofia e un filosofo c'è un titolo, ma non i contenuti).
Inizi a dire: Nietzsche è un povero delirante che, al di là delle droghe di cui faceva uso, veicola il delirio di onnipotenza proprio di Gesù nei vangeli con cui è stato indotto ad identificarsi; Schopenhauer ha preso il delirio di autodistruzione del buddismo e lo ha trasformato in volontà di autodistruzione, in quel pessimismo che nega la volontà d'esistenza con cui l'uomo abita il mondo, veicolando in maniera apparentemente diversa i vangeli cristiani che vogliono l'uomo umile e sottomesso a Dio.
E questo per non parlare di Pascal, Rosmini, Cattaneo, Heidegger e quasi tutti i moderni come Popper e Habermas.
Non discutere in filosofia i vangeli cristiani o Paolo di Tarso significa non sottoporli a critica evitando di attribuire le responsabilità ideologiche, devastanti alla fonte che produce la devastazione sociale.
Il concetto di "incorruttibilità" è un concetto estraneo alla vita sociale e alla vita politica.
Poter essere corrotti garantisce al politico, o a chi occupa ruoli istituzionali, quel profitto da commercio di favori che è il vero obbiettivo della sua carriera politica o Istituzionale.
Esistono molti modi per corrompere. Esiste la corruzione morale, la corruzione giuridica, la corruzione finanziaria e altre forme di corruzione.
La corruzione ha lo scopo di indurre chi detiene il potere a venir meno ai propri doveri d'ufficio o alle promesse attraverso le quali ha ottenuto l'affidamento di quell’incarico. Per contro, il corrotto chiede qualche cosa in cambio di ciò che avrebbe dovuto fare nell'ambito delle sue mansioni.
Il corrotto viene esaltato da Gesù nella sua attività di assicurarsi dei vantaggi in cambio di elargizione di favori (l'amministratore infedele).
Solo l'individuo "incorruttibile" è in grado di modificare il corso della storia. L'incorruttibile antepone gli interessi della collettività ai propri interessi personali e tratta il proprio ufficio Istituzionale con la moralità di chi deve compiere il proprio dovere anche oltre il momento contingente.
Oggi che viviamo nella condizione di "Stato Mafia", l'incorruttibilità sembra quasi un'utopia. Eppure, l'incorruttibile cambiò la storia dell'umanità e, per la prima volta in quasi 1800 anni, impose dei doveri al Dio cristiano dopo avergli tagliato la testa nella figura del re di Francia.
In questo modo l'umanità ebbe il concetto di Costituzione e, al di là di come le Costituzioni sono formulate nelle diverse nazioni e nelle diverse epoche storiche, segnano il confine fra la democrazia e la dittatura. Questo cambiò la storia della filosofia. Robespierre è il padre della democrazia moderna.
Lungo quel cammino l'incorruttibile mi si affiancò, mi prese per mano, ed io chiesi: "Perché?" Ed egli mi rispose: "Il cammino è fatto di scelte. Le scelte costruiscono il cammino. Scegliere fra ciò che conviene e ciò che deve essere perché il deve essere coincide con i nostri desideri e le nostre passioni, con i nostri ideali e con i nostri intenti. La qualità delle scelte determina la qualità del cammino anche quando questo ti può portare alla ghigliottina."
Il timoniere cresce giorno dopo giorno e costruisce la propria conoscenza e il proprio sapere partendo da sé stesso, per sé stesso e lo elabora in funzione della situazione quotidiana in cui il sé stesso naviga.
La conoscenza del timoniere è la conoscenza dell'attimo presente in cui vive, ma i suoi occhi sono puntati su un orizzonte in cui scorge altri presenti e altre possibilità.
Il timoniere non si può adulare, corrompere o circuire. Tiene salda la nave della sua vita verso il futuro.
Può essere che, qualche volta, gruppi di individui, popoli o nazioni salgano su quella nave per farsi condurre dal timoniere. Ma loro non sono timonieri della propria esistenza. Non sono partiti da sé stessi per sé stessi fissando l'orizzonte di una possibile meta. Loro sono costruiti da altri, Si sono adattati alle condizioni della loro esistenza. Sono saliti sulla nave del timoniere perché la loro esistenza era in pericolo.
Solo che il timoniere non elimina i pericoli in cui loro vivono. Il timoniere conduce la nave verso il futuro e in quel futuro, quando arriveranno, si renderanno conto di non essere più quelli che sono saliti sulla nave.
Il mondo attorno a loro è cambiato. Loro stessi sono cambiati. Hanno sofferto, hanno dovuto rinunciare alle vecchie abitudini, molti di loro sono morti nel tentativo di ritornare alla situazione di partenza. Il timoniere ha condotto la nave fra tempeste, bonacce e tsunami che si infrangevano sulla sua nave.
Sono saliti sulla nave del timoniere sognando luminosi avvenire e sono stati costretti a trasformarsi giorno dopo giorno. Il luminoso avvenire non arrivava, loro erano costretti ad adattarsi a nuove situazioni mentre il timoniere continuava a condurre la nave. Scrutavano l'orizzonte, ma il loro luminoso avvenire era la nave su cui viaggiavano.
Quella nave era il loro "luminoso avvenire", non per sé stessi, ma per i loro figli e per i figli dei loro figli. Mao Tse Tung ha condotto la nave Cina verso un orizzonte inimmaginabile dai suoi contemporanei. Molti timonieri ignoti hanno condotto la loro nave.
Lungo quel cammino il timoniere mi si affiancò dicendo: "Dura è la rotta per seguire questo cammino. Devi studiare e conoscere le leggi relative alla strada che vuoi percorrere. Sotto ogni pietra hai guardato; degli uomini hai osservato le azioni; hai aggiunto oscurità al Caos; hai agito in te stesso per i tuoi intenti. Sì, hai retto il timone della tua esistenza."
Nota: Le citazioni sono tratte dall'ottavo volume della Teoria della Filosofia Aperta dal capitolo "Il cammino"
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
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