Il mondo sopravvive ai deliri dei malati di mente; ma gli uomini sono costretti a rimuovere le macerie per poter costruire un futuro possibile.
Purtroppo c'è sempre un malato di mente che vuole trasformare i loro sforzi in macerie per trarne profitto.
Luglio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
04 luglio 2026

La prima considerazione religiosa che distingue un Pagano da un cristiano, in generale da un monoteista come un ebreo, un musulmano o un buddista, è il riconoscimento che il mondo in cui viviamo è composto da un infinito numero di intelligenze che progettano la loro realtà.
Questo riconoscimento costruisce l'idea degli Dèi nella religione pagana: ogni intelligenza del mondo è un Dio.
E' un Dio nella misura in cui modifica e trasforma sé stesso modificando, al contempo, il mondo in cui vive.
Va da sé che per un Pagano il termine Dio può essere usato per definire tutto ciò che trasformandosi, trasforma la realtà in cui viviamo.
Non è applicabile il termine Dio, come usato nel Paganesimo, al cristianesimo, all'ebraismo, all'islamismo o al buddismo. Se si applicasse il termine Dio agli oggetti del mondo in campo cristiano, ebreo, musulmano o buddista, il significato è che l'oggetto, che viene definito Dio, viene paragonato a Yavè (Jahvè/Yahweh)o YHWH, Allah, o Buddha. In sostanza, in ambito di queste religioni non Pagane, è proibito paragonarsi al loro Dio assoluto nei confronti del loro Dio assoluto, ma non è proibito riprodurre l'assolutezza del loro Dio, anche esercitando violenza, nei confronti delle persone socialmente più deboli.
Il Pagano vive in un mondo di Dèi e considerare sé stesso un Dio. Questo non significa attribuire a sé stesso un diritto di dominio, ma solo l'intento di operare e agire in un mondo di Dèi. In un mondo fra uguali pur nelle diversità di specie e di funzioni.
Non è possibile essere un Pagano quando si riproducono i modelli ideologico-religiosi di altre religioni in cui è previsto che gli uomini si sottomettono ad un'autorità, che chiamano Dio, con tutto il loro cuore e con tutte le loro emozioni.
Il secondo principio che caratterizza la religione Pagana è la consapevolezza del Pagano di vivere una perenne trasformazione dove la verità di oggi viene negata e superata dalla verità del presente che vivrà domani. Come l'oggi, sia in termini soggettivi che in termini oggettivi, ha negato la verità percepita ieri, così il domani negherà la verità percepita oggi. Il singolo soggetto, l'individuo, si trasforma continuamente e la stessa realtà in cui l'individuo vive si modifica continuamente per il concorso di un infinito numero di soggetti che progettano la loro esistenza.
Il cristiano crede che l'uomo sia stato creato da Dio ed è convinto che nessuno possa modificare la creazione di Dio. Per il cristiano l'uomo è schiavo del suo creatore che ne dispone a piacimento. Per il cristiano non esiste la negazione della realtà vissuta perché nessuno può negare, modificandola, la creazione del suo Dio.
Si tratta di due diverse visioni soggettive. Due diversi modi di abitare il mondo e di agire in esso. Il cristiano confida nel suo Dio; il Pagano confida in sé stesso.
Questo porta a considerare che Yavè (Jahvè/Yahweh)o YHWH, Allah, o Buddha non vivono le emozioni, ma solo un calcolo materialista di uso dell'uomo per la propria gloria. Non avendo sentimenti, non hanno né emozioni né passioni. Sono liberi da ogni passione e da ogni emozioni. In questo modo loro, o i loro seguaci che si identificano in essi, possono massacrare e macellare gli uomini perché non provano né passioni né emozioni. Soprattutto, i seguaci di cristiani, ebrei, musulmani e buddisti si sentono liberi di ammazzare chi non adora la loro stessa forma di Dio perché, nei confronti di altri uomini e donne, non provano né sentimenti né emozioni: hanno solo la gioia di rendere gloria al loro Dio.
Il Pagano abita il mondo e vive con gli altri soggetti del mondo. Al di là di come un Pagano chiama le intelligenze del mondo che incontra, è il modo di porsi davanti ad esse che caratterizza l'essere pagano.
Il cristiano dice: "L'uomo è umile e sottomesso davanti a Dio!" e lo stesso fa il musulmano, l'ebreo e il buddista.
Il Pagano dice: "L'uomo è un frammento dell'esistenza che deve costruire sé stesso nella sua esistenza!"
Trovare una mediazione fra il pagano e il cristiano significa voler ricondurre il pagano nelle categorie di pensiero cristiane. Significa che il pagano deve rinunciare a confidare in sé stesso per confidare in un potere che ne governa la sua vita. Al contrario, non è possibile applicare le categorie di pensiero pagano ad un cristiano. Un cristiano non rinuncerà mai alla sottomissione e alla dipendenza esattamente come non rinuncerà mai, quando potrà, a sottomettere e rendere le persone più deboli dipendenti dal suo dominio.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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