Il mondo sopravvive ai deliri dei malati di mente; ma gli uomini sono costretti a rimuovere le macerie per poter costruire un futuro possibile.
Purtroppo c'è sempre un malato di mente che vuole trasformare i loro sforzi in macerie per trarne profitto.
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06 luglio 2026 cronache della religione pagana
1995: come Der Spiegel e La Repubblica diffamarono la Cina in nome dell'odio cristiano

Claudio Simeoni

Cronache mese di luglio 2026

06 luglio 2026

1995: come Der Spiegel e La Repubblica diffamarono la Cina in nome dell'odio cristiano

Nel settembre del 1995 si conclude la Conferenza delle Donne di Pechino in cui si ribadisce il diritto all'aborto e alla dignità della donna che nel mondo, sotto molti aspetti, è stata negata.

In quella conferenza lo sconfitto è il Vaticano con Wojtyla.

Il Vaticano, come sempre succede, impossibilitato di opporre concetto morale a concetto morale, principio etico a principio etico, passa alla diffamazione diretta della Cina responsabile, ai suoi occhi, di essere stata la nazione che ha permesso alla libertà della donna di prevalere sull'oscurantismo morale e ideologico della chiesa cattolica.

Il quotidiano La Repubblica del 12 settembre 1995 pubblica un articolo a firma di Marco Politi dal titolo "Il Vaticano cede sull'aborto - Svolta al vertice delle donne di Pechino la chiesa accetta la depenalizzazione", usa l'articolo come contorno ad un altro articolo, messo in evidenza con una foto centrale che sovrasta l'articolo di Marco Politi, a firma di Renata Pisu dal titolo: "Il potere che odia le bambine - Le rivelazioni di "Der Spiegel" sul brefotrofio-lager di Harbin, frutto della politica del figlio unico di cui le femmine sono le prime vittime".

E' un articolo con l'intento di diffamare la Cina in pieno stile cattolico-cristiano.

Mentre in Italia (vedi l'uso dei manicomi), in Inghilterra, Irlanda, Francia si continuava a criminalizzare le donne, spesso incarcerandole in istituti e sequestrando bambini alle famiglie indigenti, sempre ignorati dalla stampa occidentale finché non scoppieranno gli scandali del sequestro delle donne ad opera dei cristiani e dello stupro dei bambini ad opera dei preti cattolici, la Cina, nazione sovrappopolata che cercava di contenere lo sviluppo di una natalità che sembrava inarrestabile, diventava il nemico del cristianesimo perché, secondo i cristiani, sottraevano bestiame umano al loro Dio e possibilità, da parte dei missionari cristiani, di stuprare quei bambini.

Sul giornale La Repubblica, Renata Pisu inizia il suo articolo parlando dell'infelicità dei bambini rappresentata da immagini pubblicate da Der Sèiegel che sarebbero correlate da un articolo che parla di brefotrofi-lager visitati dai giornalisti di quella testata giornalistica.

I cinesi avrebbero gestito dei brefotrofi-lager e avrebbero consentito a giornalisti occidentali di entrare e di fotografare ben sapendo che cosa ne avrebbero fatto di quel materiale il giornale notoriamente cristiano-fascista Der Spiegel?

Che questi giornalisti siano entrati ed abbiano fotografato situazioni tristi, non c'è dubbio. Gli ospedali psichiatrici in Italia o la situazione del Provolo di Verona, dove la chiesa cattolica con l'aiuto delle Istituzioni stuprava bambini e bambine, in quell'epoca, potevano essere definiti lager perché, date le possibilità sociali, le persone erano detenute per un uso specifico, per fini di potere e di dominio della chiesa cattolica, pur essendoci mezzi economici che potevano essere usati dallo Stato Italiano per migliorare la situazione.

Nel 1995 le condizioni della Cina non erano brillanti, era un paese uscito dal colonialismo dei missionari cristiani la cui unica attività era quella di costruire la miseria e l'indigenza in Cina (oltre che riempire la Cina di oppio).

Dopo aver descritto le deformazioni di alcuni bambini e aver rilevato che ci sono dei bambini con problemi psichiatrici, l'articolo si lancia nelle ipotesi e nelle invettive dicendo:

Di maschi deformi, o che richiedano troppe cure, la Cina non sa cosa farsene; e i genitori non li vogliono tenere in casa perché vige la politica del figlio unico, anche se ti è nato un figlio disgraziato non puoi pretendere di fame un altro, non ne hai il diritto. Così i bambini riusciti male vengono buttati via. La maggior parte dei bambini che gli inviati di Der Spiegel hanno visto nel brefotrofio di Harbin sono però femmine, anche sane ma ormai ridotte allo stremo e affette da «malattie da ospedalizzazione». Le femmine si buttano via anche se il loro unico difetto è di «genere». Sull'ultimo numero del settimanale Time, a illustrare un lungo servizio sulla Conferenza dell'Onu dedicata alle donne ancora in corso a Pechino, si vede una foto scattata nella ricca città di Shenzen, la prima Zona Economica Speciale della Cina: quattro donne vestite alla moda, di indubbia professione, scendono la scala di un cavalcavia: ai piedi della scala giace per terra una bambina di pochi mesi con accanto una ciotola per raccogliere le elemosine: ha la camiciola sollevata perché si veda bene il sesso, piccola e tenera anatomia che è il suo destino.

Il Der Spiegel conosce molto bene il funzionamento dei lager hitleriani e ne proietta l'immagine sulla Cina. Ne proietta il principio hitleriano della purezza della razza sollecitando i lettori ad associare l'idea della purezza della razza hitleriana alla Cina.

Dopo di che, serve la diffamazione della politica in favore delle donne fatta dalla Cina.

La maggior parte dei bambini, sono bambine. Der Spiegel e La Repubblica si affrettano a spiegare che è l'effetto della politica del figlio unico perché le femmine, secondo La Repubblica, verrebbero buttate via dalle famiglie per poter avere un figlio maschio. Ovviamente, Der Spiegel e La Repubblica omettono di dire che la sottomissione della donna in Cina è stata imposta dai regimi assolutisti imperiali e che, una volta fissata come tradizione, è stata usata e accentuata dai missionari cristiani per reprimere la condizione della donna sia in famiglia che nella società. Usavano fasciare i piedi delle bambine affinché non crescessero. Anche se le leggi in Cina definiscono, dalla Rivoluzione cinese, l'uguaglianza uomo-donna, l'imposizione della tradizione imperiale, confuciana e cristiana, costruisce, come in Italia, individui che ritengono normale la violenza in famiglia, la prevaricazione e lo stupro come loro diritto voluto da Dio. Come in Italia dove Individui educati dai cristiani che ignorano le leggi nazionali preferendo i principi religiosi cristiani come quelli del sanguinario Paolo di Tarso.

Dopo di che, il giornale La Repubblica si lancia nella descrizione di una foto pubblicata dal settimanale Time in cui si vedrebbe una bambina cinese che chiede l'elemosina esponendo al pubblico la propria vagina sottolineando che la foto è stata scattata nella città di Shenzen che viene definita, nel 1995, una città ricca.

Va da sé che la cosa ha il solo scopo di incitare il lettore all'odio contro la Cina distraendolo dai risultati della Conferenza Mondiale delle Donne tenuta a Pechino.

La Repubblica e Der Spiegel devono difendere i cristiani dai numerosi scandali che stanno emergendo. Bambini sottratti alle madri in Inghilterra; bambini sottratti alle madri dai cristiani per alimentare il loro traffico di pedofilia.

Scandali e violenze che nessun giornalista ha mai documentato mentre erano in atto e che solo i cimiteri stavano portando alla luce, come il caso dei lager Magdalene in Irlanda nel 1993. Fosse comuni in cui venivano gettate le detenute uccise dalle suore cattoliche che le sfruttavano.

Ed ecco La Repubblica e Der Spiegel lanciarsi in difesa dell'"iniziativa privata" contro questi "sporchi comunisti".

Dicono nell'articolo:

Stanno sorgendo ovunque in Cina associazioni benefiche finanziate da privati, tra i nuovi ricchi dell'improvviso miracolo economico cinese ce ne sono tantissimi che aprono asili, scuole, elargiscono borse di studio a studenti poveri. Le madri adorano i loro figli, specie se sono maschi, ma non bisogna credere che ovunque le femmine siano disprezzate; anzi, specie in città, le madri in attesa sperano davvero che sia femmina e ti dicono che l'amore materno non dipende mica dal sesso del figlio, è un sentimento universale. Solo che in Cina, evidentemente, sono ancora al potere quelli che all'epoca della Rivoluzione culturale negavano che potesse esistere un amore materno a prescindere dall'origine e dalle connotazioni di classe. Dicevano che una madre capitalista ama i suoi figli di amore materno capitalista, una madre socialista di amore materno socialista.

Si tratta di affermazioni palesemente diffamatorie nello stile di giornali come La Repubblica e Der Spiegel.

Che l'iniziativa privata cinese sia più sensibile, proprio per la solidarietà diffusa dal Partito comunista, rispetto ai paesi occidentali è un dato di fatto, ma non al punto da interferire con l'organizzazione sociale che è sotto il diretto controllo dello Stato Cinese.

Che piaccia o meno all'ideologia fascista di Scalfari o di Der Spiegel, la "Rivoluzione Culturale" cinese ebbe lo scopo, in parte riuscì ed in parte fallì, di rimuovere nella società l'ideologia cristiana della gerarchia di dominio dell'uomo sull'uomo e promuovere l'uguaglianza degli uomini nella diversità di funzioni e ruoli. La violenza fatta dall'impero prima e dal cristianesimo poi in Cina, fu una violenza così profonda da essere interiorizzata dalla popolazione e per rimuovere la dipendenza da sottomissione era necessaria una vera e propria rivoluzione anche con atti di violenza, anche se molti di quegli atti potevano essere evitati se il cristianesimo non si fosse presentato con le armate inglesi, francesi, americane e italiane.

L'affetto delle madri per i figli è una cosa; l'uso dell'"amore materno" per condizionare e ricattare la vita del figlio è un atto di violenza dei cristiani contro gli uomini. Una madre capitalista si presenta ai suoi figli come Dio davanti al quale i figli si devono prostrare per diventare padroni di uomini a loro volta; una madre "socialista" fornisce ai suoi figli gli strumenti per essere cittadini in un mondo di uguali.

Poi, Repubblica continua con le sue farneticazioni deliranti e i suoi insulti alla Cina:

Adesso che la Cina non è più socialista e nemmeno capitalista e si è data come nuova dottrina di governo un materialismo che non è nemmeno più dialettico, come deve amare i propri figli una madre cinese? Materialisticamente? Così vorrebbero coloro che tre anni fa hanno approvato la legge «Eugenetica e Protezione della salute» che rivelò un inedito significato dello slogan «meno nascite, più qualità» in voga da oltre un decennio e interpretato nel senso che se si hanno meno figli si può accudirli meglio, procurando loro una migliore qualità di vita. La nuova legge esortava invece apertamente a «evitare nascite di qualità inferiore».
Il ministro della Sanità si affidò alla forza dei numeri: dieci milioni di handicappati mentali, altri dieci milioni di fisicamente inabili, dai trecentomila ai quattrocentomila bambini di qualità inferiore che nascono ogni anno. «Se non si pone limite a questa situazione, il fardello per la costruzione economica risulterà troppo gravoso» disse. Non si può essere più materialisti di così. Da allora chi ha avuto l'epatite, una malattia venerea, oppure in famiglia annovera casi di parenti affetti da turbe psichiche, difficilmente riesce a ottenere una licenza matrimoniale a meno che non acconsenta a farsi sterilizzare. Ma i bambini di qualità inferiore e soprattutto, ostinatamente, le femmine, continuano a nascere. Le madri vorrebbero amarli ma al potere c'è ancora chi non glielo permette. Salvano addirittura i loro figli non denunciandoli all'anagrafe, sottraendoli così al Moloch.

Proviamo a legge in dettaglio la legge che La Repubblica afferma essere chiamata "Eugenetica e Protezione della Salute" e confrontiamola con i provvedimenti, in materia di salute e prevenzione, adottati negli ultimi 20 anni in occidente.

Riporto da una fonte internazionale:

La salute materno-infantile in Cina è giunta all'attenzione internazionale nel 1995 con la promulgazione della legge sulla salute materno-infantile. In Cina, questa legge è stata vista come un mezzo per dare priorità alle risorse e migliorare la qualità dei servizi, ma in Occidente è stata ampiamente descritta come una legge di eugenetica.
Il miglioramento del tenore di vita, le misure di sanità pubblica e il buon accesso ai servizi sanitari hanno permesso alla Cina di compiere grandi progressi nel miglioramento della salute di donne e bambini negli ultimi due generazioni. (fonte:https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/9224139/)

La legge cinese sulla Cura della Salute Materna e del Bambino è entrata in vigore nel 1995. Concepita per migliorare l'assistenza prenatale e ridurre la mortalità infantile, ha suscitato forti dibattiti internazionali per via di alcune disposizioni.

Con la legge del 1995 vengono istituiti esami prematrimoniali per stabilire se i contraenti sono portatori di malattie ereditarie, oggi nei paesi occidentali si fa normalmente e chi non li fa si assume la responsabilità di quanto accade.

Gli articoli della legge del 1995 obbligano i medici a fornire consulenza medica sulla contraccezione a lungo termine o sulla sterilizzazione alle coppie a cui è stata diagnosticata una malattia genetica non specificata di grave entità, a seguito di una visita medica prematrimoniale obbligatoria.

E' evidente che con questa legge i cinesi hanno voluto proteggere il futuro della loro popolazione. La legge stessa è stata successivamente modificata al fine di migliorare le condizioni sociali ma, a differenza di quanto vuole far apparire La Repubblica, non si tratta di eugenetica in stile hitleriano, ma della consapevolezza che deformazioni gravi hanno un'origine ereditaria e si possono prevenire. Le coppie responsabili lo fanno anche in Italia.

A differenza di quanto afferma nell'articolo La Repubblica, la Cina è un paese marxista ed è un paese comunista, come indicato da Marx ed Engels, e non in senso di cattocomunista quale ideale lenitivo per i disperati occidentali.

Mentre i cristiani e i fascisti hanno necessità di una massa di emarginati da poter usare per disarticolare e gestire le società civili, la Cina non ha bisogno di emarginati sociali, ma di cittadini consapevoli del proprio ruolo sociale. Questo non significa che una popolazione di un miliardo e trecento milioni di persone non genereranno una percentuale di emarginati, ma lo sforzo della Cina è quello di limitarli al minimo, al contrario delle nazioni occidentali cristiane che alimentano e favoriscono in tutti i modi possibili l'emarginazione e la miseria sociale.

Non viene vietata la licenza matrimoniale, si fa in modo di non creare dolore sociale; solo ai cristiani piace tanto veder soffrire le persone: Eluana Englaro, insegna.

Infine, il giornale La Repubblica, preso dalla foga della sua campagna d'odio, non trova nulla di meglio che sputare sullo Stato cinese che "non permette alle madri di amare i loro figli" costringendole a salvare i loro figli dal mostro, inventato dall'odio cristiano: Moloch (quello su cui i cristiani immaginavano che i Cartaginesi bruciassero i loro figli).

La guerra di Wojtyla contro la Cina passa anche attraverso La Repubblica mascherando le finalità di propaganda nazista contro i cittadini messo in atto da questo quotidiano.

Mao Tse Tung ha lanciato la rivoluzione dell'"altra metà del cielo" e come tutte le rivoluzioni non basta cambiare le leggi, devono cambiare anche gli uomini e le condizioni sociali. Le leggi stesse devono essere modificate per comprendere le problematiche che inizialmente non sono state prese in considerazione e a mano a mano che si modificano i comportamenti sociali si modicano ulteriormente le leggi per raggiungere l'obbiettivo prefissato.

Una cosa è certa, la Cina non pensa che l'uomo sia stato creato ad immagine e somiglianza di un Dio pazzo, cretino e deficiente a differenza di troppi paesi occidentali.

 

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Claudio Simeoni

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