Il mondo sopravvive ai deliri dei malati di mente; ma gli uomini sono costretti a rimuovere le macerie per poter costruire un futuro possibile.
Purtroppo c'è sempre un malato di mente che vuole trasformare i loro sforzi in macerie per trarne profitto.
Luglio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
13 luglio 2026

Nell'aprile del 1966 la chiesa cattolica inizia una revisione al suo catechismo. Il catechismo della chiesa cattolica è il manuale attraverso il quale la chiesa cattolica manipola la struttura emotiva dei ragazzi imponendo loro idee preconcette attraverso le quali dominare l'intera loro vita e le relazioni che intratterranno col mondo.
La centralità del catechismo della chiesa cattolica sta nella legittimazione del diritto del dominio assoluto del suo Dio e, per estensione, della chiesa cattolica stessa. La chiesa cattolica è la padrona degli uomini, per volontà di Dio, dispone a piacimento gli uomini e su di essi, lei ritiene di avere un diritto assoluto, di vita e di morte.
Il problema per la chiesa cattolica è sapere fino a che punto può esercitare il proprio dominio sugli uomini senza che questi si ribellino o si ribelli una parte consistente di uomini detronizzando il suo dominio.
In 2000 anni la chiesa cattolica ha esercitato l'arte del dominio attraverso una propaganda capillare che oscillava fra la diffamazione, le ingiurie e la condiscendenza, la collaborazione e il tradimento, difendendo sempre il suo diritto di dominio assoluto in nome di Dio.
Il catechismo della chiesa cattolica è il manuale che serve per costruire i suoi adepti, fin dalla primissima infanzia.
Nel 1996 sembrava che le idee di uguaglianza del "comunismo" si stessero dissolvendo in nome del fascismo e del dominio dell'uomo sull'uomo incarnato da Silvio Berlusconi. Anche i socialisti e i resti comunisti in politica erano sempre più restii a contrastare idee razziste e spesso pronti a cogliere principi di disuguaglianza al fine di emarginare strati sempre maggiori di popolazione.
Il catechismo della chiesa cattolica è costruito sull'idea che l'uomo sia creato ad immagine e somiglianza del suo Dio pazzo, cretino e deficiente. Come tale, il male, l'azione che la chiesa cattolica ritiene come male (quanto è in contrasto con i suoi interessi), non nasce dalle condizioni nelle quali gli uomini e le donne sono costrette a vivere, ma nasce da loro: il male che è in loro.
Il concetto secondo cui l'uomo si costruisce rispondendo alle condizioni nelle quali vive, non è solo un concetto estraneo ai cristiani, ma è il concetto che condanna la chiesa cattolica e il cristianesimo ad essere l'infamia immorale dell'umanità.
Sterminare gli uomini è il principio ideologico a fondamentale dei cristiani e della chiesa cattolica che imita il genocidio dell'umanità messo in atto dal suo Dio per il suo piacere col Diluvio Universale.
La domanda che si fa la chiesa cattolica è: quanto devo limitare la mia pretesa di genocidio nella società moderna affinché la società moderna possa continuare ad accogliere il mio assolutismo?
Il genocidio è sempre messo in atto dalla chiesa cattolica. Tutta la storia del cristianesimo è una storia di strage e di genocidio, e solo di strage e di genocidio, di uomini che non potevano difendersi. La storia del colonialismo è una storia di genocidio messa in atto dai cristiani e dalla chiesa cattolica in particolare.
La chiesa cattolica continuerà a mettere in atto il genocidio, anche nei confronti dei suoi stessi adepti, qualora il genocidio dei suoi stessi adepti può servire ad alimentare la gloria del suo Dio e il suo potere sugli uomini. Le stragi, messe in atto recentemente dagli Usa, dagli Inglesi e dagli italiani in medio oriente, in Africa e in Afganistan, sono tutte stragi per la gloria del Dio dei cristiani con la partecipazione attiva della chiesa cattolica.
Il 20 aprile 1996 esce un articolo privo di firma sul giornale La Repubblica dal titolo Dal nuovo catechismo il no alla pena di morte, Il titolo è preceduto da un sovra titolo che dice Sarà riformato il testo del 1992, secondo le nuove indicazioni del papa.
Il principio assolutista è chiaro: io come Dio ho il diritto di uccidere, ma è bene che limiti tale diritto in questa fase storica.
L'articolo è un articolo di propaganda che tende a veicolare il concetto secondo cui la chiesa cattolica sarebbe contraria alla pena di morte che, nell'immaginario delle persone suona come "La chiesa cattolica non vuole uccider nessuno!"
Scrive La Repubblica nell'articolo:
ROMA — Sarà ulteriormente ristretta, fino quasi a essere esclusa, l'ammissibilità della pena di morte da parte della Chiesa cattolica. Si tratterà del cambiamento più importante della «editto typica», ossia della versione definitiva del Nuovo catechismo della Chiesa, pronta nei primi mesi del '97. Il catechismo, pubblicato in prima stesura nel 1992, dovrebbe infatti recepire quanto affermato da Giovanni Paolo II nella enciclica «Evangelium vitae» dello scorso anno. L'avanzato stato di preparazione della «editio typica», dopo quattro anni di «sperimentazione» del Catechismo del '92 nelle Chiese locali, e sulla scorta delle osservazioni presentate da vescovi e teologi, è stato annunciato a Roma a conclusione di un convegno sulle prospettive della catechesi.
La chiesa cattolica deve adattare la sua strategia di dominio ad una società in modificazione. La manipolazione della struttura emotiva dei ragazzi, per essere efficace, non deve stridere eccessivamente con gli stimoli provenienti dalla società. Il "catto-comunismo" sembra al tramonto, ma nella società si muovono ancora tensioni che tendono all'uguaglianza dell'uomo anche se queste assumono sempre più l'aspetto di nazional-socialismo che non di uguaglianza democratica.
Lo Stato del Vaticano è stato uno degli ultimi Stati occidentali ad aver abolito la pena di morte. Abolire la pena di morte significava limitare l'assolutismo di Dio che domina il Vaticano.
Scrive ancora l'articolo di La Repubblica:
Nell'enciclica il Papa restringe l'applicabilità della pena di morte a casi particolari talmente rari da renderla impensabile nelle società moderne. «La misura e la qualità della pena - afferma la "Evangelium vitae" - devono esser attentamente valutate e decise, e non devono giungere alla misura estrema della soppressione del reo se non in casi di assoluta necessità». «Oggi però - aggiunge - a seguito dell'organizzazione sempre più adeguata dell'istituzione penale, questi casi sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti».
Secondo il Vaticano, la pena di morte può essere limitata perché l'organizzazione penale degli Stati è funzionale nel rinchiudere le persone. Pertanto, per il Vaticano, la pena di morte viene accettata in casi eccezionali, in altre parole, quando fa comodo.
Il catechismo cristiano non cambia la propria visione sulle dinamiche della violazione nelle regole sociali. Chi si ribella a Dio va ucciso. Ma dal momento che lo si può tenere in cella per tutta la vita, si può propagandare una forma contenuta di condanne a morte in cambio di una carcerazione a vita. Che equivale, in cambio di una tortura a vita.
La domanda che ci si deve fare è questa: quanto è responsabile il Dio dei cristiani, il Vaticano, la manipolazione cristiana dell'infanzia, nella commissione dei reati? Quanto è responsabile l'ambiente nella commissione di reati? Quanto le autorità sociali sono responsabili nella commissione di reati?
Scrive ancora l'articolo di La Repubblica:
Sulla pena di morte l'attuale Catechismo afferma invece: «Difendere il bene comune della società esige che si ponga chi aggredisce in condizione di non nuocere». «Per questo l'insegnamento tradizionale della Chiesa ha riconosciuto fondato il diritto e il dovere della legittima autorità di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto, senza escludere, in casi di estrema gravità, la pena di morte. Per analoghi motivi, i detentori dell'autorità hanno il diritto di usare le armi per respingere gli aggressori della comunità civile». Ma «se i mezzi incruenti sono sufficienti» l'autorità «si limiti a questi mezzi».
Macellare gli uomini è sempre stato l'ideale cristiano. La Bibbia cristiana parla del diritto del più forte di macellare il più debole. Il più forte è colui che è nella grazia di Dio e, pertanto, non può essere accusato per i suoi delitti in quanto nessuno può accusare Dio.
Il bene comune della società, di cui parla il catechismo, è il bene di chi domina la società, non dei cittadini della società.
E' il bene di Dio, non delle persone.
La chiesa cattolica ha sempre riconosciuto il diritto del più forte di macellare il più debole nella società e tutt'ora riconosce quel diritto al più forte in nome di Dio.
Fino a poco tempo fa, le società non erano democratiche e anche se qualche società definiva sé stessa "democratica", in realtà era retta da dittature mascherate da compartecipazione popolare. Basta pensare agli USA come democrazia. Negli USA la discriminazione dei neri altro non era che il proseguimento dello schiavismo che ha caratterizzato quello Stato che, pur praticando un feroce schiavismo, si definiva "democratico". Oppure, basta pensare alla pratica del colonialismo dove il genocidio dei popoli colonizzati era una pratica costante.
Oggi che nei cittadini c'è una maggior consapevolezza secondo cui ogni azione è il risultato degli adattamenti soggettivi alle condizioni sociali imposte, la chiesa cattolica è costretta a "stemperare" la sua posizione per continuare a predicare l'assolutismo.
Questo è il senso della modifica al catechismo della chiesa cattolica: i cattolici devono continuare a condannare a morte chi non si sottomette perché questo è il diritto di Dio che è il diritto dell'autorità, investita da Dio, per preservare sé stessa. Per ora, dice la chiesa cattolica, mascheriamo il nostro assolutismo con un po' di buonismo.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
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