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Luglio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

19 luglio 2026 cronache della religione pagana
Il terrorismo lamaista contro la Cina

Claudio Simeoni

Cronache mese di luglio 2026

19 luglio 2026

Il terrorismo lamaista contro la Cina

Nel 1996 era in atto, e continuerà per vari anni, una campagna di terrore da parte dell'occidente che finanzia i movimenti terroristi del Dalai Lama al fine di destabilizzare la Cina.

L'obbiettivo dell'occidente, nel finanziare e supportare il Dalai Lama, era quello di ripristinare il regime schiavista in Tibet che imperversava, ad opera dei monaci buddisti, prima della fuga del Dalai Lama dal Tibet con tutte le ricchezze che aveva accumulato sottraendole alla popolazione tibetana.

Si tratta di una campagna feroce che durerà molti anni volta a diffamare la Cina e a paragonare il regime cinese all'hitlerismo occidentale.

L'articolo del quotidiano La Repubblica, su cui voglio riflettere oggi, ha il titolo: Gere, "apostolo" per il Tibet", con un sovra titolo che recita: La massima autorità spirituale buddista incontrerà il Papa. "Il mio paese sta vivendo un periodo tragico". Inoltre, c'è un sottotitolo che dice: Il divo a Palermo con il Dalai Lama contro la repressione cinese.

In realtà, si tratta di più articoli a pag. 23 del giornale La Repubblica del 17 maggio 1996 e quasi tutti a firma di Marco Politi salvo un trafiletto centrale che ha la funzione di "provare" l'attività di repressione della Cina che manca di firma e dal titolo: Scontri tra polizia e buddisti chiuso il monastero Garden.

Dal 1950 lo Stato cinese ha emanato una serie progressiva di decreti che ha posto fine alla teocrazia del Dalai Lama promuovendo l'emancipazione dei servi della gleba sfruttati dal Dalai Lama.

La schiavitù e la servitù della gleba in Tibet terminano nel 1959, in seguito alla rivolta del Dalai Lama. I buddisti del Dalai Lama volevano staccare il Tibet dalla Cina mantenendo lo stato di schiavitù sociale. La rivolta fu repressa. Il Dalai Lama fuggì in India e la regione divenne sotto il pieno controllo da parte della Repubblica Popolare Cinese.

Il termine repressione, se non è definito nella sua qualità, è un termine ambiguo che evoca nel lettore la violenza del più forte contro il più debole.

Nella storia della repressione non esiste l'immagine della repressione di qualcuno più forte che reprime i più deboli al fine di liberare i soggetti deboli della società dalla sua repressione.

Liberare i servi della gleba tibetani dall'oppressione del Dalai Lama richiede la limitazione, per cui repressione, del diritto di dominio dei monaci del Dalai Lama sui servi della gleba. La repressione del più forte per liberare i più deboli che quel forte reprime.

Il Dalai Lama, finanziato dalla Cia USA per destabilizzare la Cina, fugge dal Tibet non potendo più praticare la schiavitù. Ora gira per il mondo, finanziato da mecenati, che desiderano tanto ripristinare la schiavitù dell'uomo sull'uomo, e supportato da schiavisti mancati, uno dei quali Richard Gere.

La propaganda contro la Cina avanza per immagini assemblate, orchestrate, presentate, nascoste e negate.

Scrive Marco Politi:

Nell'ex convento dello Spasimo, dove Richard Gere inaugura con il sindaco Orlando una sua mostra di foto dedicate al Tibet e alla sua lotta per l'indipendenza, si odono sussurri da harem che rimbalzano lungo i pilastri della splendida chiesa a cielo aperto, recuperata dalla giunta palermitana: «E sornione», «è dolce», «ha quello sguardo che prende in giro», «è morbido », «femminile», «quei capelli da pony irlandese». La poliziotta gli stringe la mano estasiata, la vigilessa si nasconde sul petto l'autografo, la ragazzina urla: «Gli ho sfiorato la testa ». L'apparizione del divo, le sue foto in bianco e nero con volti e paesaggi tibetani, monaci dallo sguardo misterioso e alte colonne di templi da cui piove una luce irreale, fanno da testimonial a una mostra più forte: una serie di fotografie sulla repressione e le violenze dell'esercito cinese in Tibet. Corpi abbattuti, statue decapitate, folle di manifestanti incalzati dalle truppe. Gere, fervente buddista, fa da battistrada all'arrivo del Dalai Lama, giunto a Palermo per una settimana di solidarietà per il Tibet. Il Tibet come Palermo, la Cina come la mafia, dirà il sindaco Orlando accomunando simbolicamente due violenze da cui riscattarsi.

La Cina che liberava il popolo tibetano dalla schiavitù imposta dal Dalai Lama è, secondo il sindaco Olando, adoratore del Macellaio di Sodoma e Gomorra, come la mafia. E' un'affermazione talmente aberrante che può essere pronunciata solo da un nemico della Costituzione della Repubblica Italiana.

Non solo la manifestazione, ma in tutto l'articolo Marco Politi finge di confondere la solidarietà al Tibet, che le persone percepiscono come solidarietà al popolo tibetano, con la solidarietà alla teocrazia e all'assolutismo schiavista dei monaci tibetani.

E' indubbio che allora, alcuni tibetani, servi della gleba dei monaci, abbiano manifestato con i monaci per la propaganda assolutista dei monaci che incutevano paura alla popolazione, ma la violenza dell'esercito cinese non era rivolta contro la popolazione tibetana. Era rivolta contro i terroristi buddisti il cui scopo era quello di trafficare con la popolazione trasformata in bestiame umano.

Un attore si fa propaganda con un dittatore e il dittatore si fa propaganda con un attore. Della vita sociale dei tibetani, non frega loro assolutamente nulla.

L'ipocrisia nell'articolo di Marco Politi raggiunge vette eccelse quando scrive:

Nel pomeriggio il Dalai Lama riceve la cittadinanza onoraria del comune di Palermo e con sobrietà perora la sua causa. «Il mio paese - afferma - sta vivendo un periodo tragico. La Cina non sembra disposta a stringere un nuovo patto con il popolo tibetano. Eppure il Dalai Lama ha offerto un accordo che potrebbe accontentare tutti: al Tibet l'autogoverno e a Pechino la gestione della politica estera e della difesa della regione himalaiana.

Il Tibet non sta vivendo un periodo tragico. E' l'oligarchia che viveva di schiavitù, rappresentata dal Dalai Lama, che sta vivendo un periodo di allontanamento dal dominio sul popolo tibetano. La tragedia è percepita dai dominatori che hanno perso il loro dominio, non dal popolo tibetano. La Cina ha stretto un patto col popolo Tibetano. Oggi, nel 2026 osserviamo i progressi economici e sociali di cui gode il Tibet dopo che la Cina ha tolto ai monaci il diritto di trasformare i suoi abitanti in schiavi.

Il Dalai Lama farnetica. Finanziato dalla Cia come terrorista destabilizzatore della Cina, il Dalai Lama è fuggito dal Tibet per organizzare il terrorismo e ripristinare il proprio dominio.

Quanto avrebbe "offerto" il Dalai Lama alla Cina è un'offesa per il popolo tibetano perché alla Cina ha chiesto, in pratica, il ripristino del regime schiavista attraverso la pretesa dell'autogoverno. Non è mai esistita, nelle parole del Dalai Lama, la condanna alla pratica schiavista che lui ha praticato nel Tibet.

Non è un caso che il Dalai Lama si incontri con il suo "amico" Wojtyla, il nazista che beatifica Schuster e omaggia lo stragista Pinochet. Tendono a mettersi d'accordo fra dominatori per stuprare i cittadini anche se entrambi hanno progetti diversi e non vogliono, incontrandosi, compromettere i propri progetti.

Sull'incontro tra il Dalai Lama e Wojtyla, scrive Marco Politi in un articolo dal titolo Il dramma del Tibet in Vaticano, con un sottotitolo Lunga chiacchierata a quattr'occhi tra il Papa e il Dalai Lama sulla stessa pagina dell'articolo precedente:

E' avvenuto, ma non è avvenuto. L'incontro tra Giovanni Paolo II e il quattordicesimo Dalai Lama, Tenzia Gyatso, è stato gestito in Vaticano con un protocollo di tipo cinese. L'udienza c'è stata - ieri a mezzogiorno - ma è una non udienza perché non è stata registrata sul bollettino quotidiano della Santa Sede. Il papa e il Dalai Lama si sono parlati, ma nessun comunicato è stato diffuso.

L'amico Wojtyla si è guardato bene dal compromettere i propri interessi con la Cina incontrando il Dalai Lama. Wojtyla ha mire di espansionismo religioso in Cina e la Cina non tollera che Wojtyla possa usare la sua religione per destabilizzare la Cina. Qualche volta, preti cattolici che praticano l'eversione sociale in nome dell'assolutismo vengono arrestati anche se la Cina ha sempre rifiutato di indicare il cristianesimo come organizzazione eversiva. La Cina si è limitata a imporre delle regole distinguendo fra pratica religiosa permessa e proibizione nell'uso della religione per intervenire nella società.

Wojtyla ha incontrato il Dalai Lama, ma ha relegato l'incontro nel privato emarginando, di fatto, il Dalai Lama.

Marco Politi scrive un altro articolo, sulla medesima pagina del giornale La Repubblica. Un articolo-intervista a Richard Gere dal titolo "Se cambi mente cambi il mondo".

In questo articolo abbastanza lungo, fra l'altro, Marco Politi chiede:

Come pensa di aiutare il Tibet?

«Il mondo è un posto violento, ma ciò che mi colpisce maggiormente è l'indifferenza. Se torturassero i cani e i gatti come trattano i tibetani, sentiremmo ovunque un urlo di protesta. Non possiamo permettere che vada persa un'esperienza spirituale di millecinquecento anni, che vale per tutti. Io voglio salvare il Tibet, perché voglio salvare me stesso». Nel codazzo dei gorilla e delle segretarie Gere fa per andarsene.

Il Tibet è stato salvato dalla Repubblica Popolare Cinese di cui il Tibet è parte integrante. Richard Gere vuole salvare il diritto del Dalai Lama e dei monaci buddisti di trasformare il popolo tibetano in schiavi. Sotto il controllo dello Stato cinese, diventare monaco lamaista non costituisce più una promozione sociale. Non ti fa più diventare padrone di schiavi. Puoi fare il monaco, ma non il padrone di schiavi.

Col tempo, la carriera di monaco buddista diventa meno appetibile. Le ragioni religiose vengono ricondotte nell'ambito religioso e perdono quella giustificazione del dominio sociale che era la vera forza dei buddisti tibetani.

Questo è il primo momento che io ho assunto della propaganda occidentale contro la Cina. A questo momento ne seguiranno altri con scontri, anche violenti, messi in atto dai monaci lamaisti contro la Cina in particolare in occasione delle Olimpiadi di Pechino. Ma di questo intendo parlarne più avanti, ora sto trattando il 1996.

 

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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