Il mondo sopravvive ai deliri dei malati di mente; ma gli uomini sono costretti a rimuovere le macerie per poter costruire un futuro possibile.
Purtroppo c'è sempre un malato di mente che vuole trasformare i loro sforzi in macerie per trarne profitto.
Luglio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
21 luglio 2026

Nella sua guerra contro le società civili, il Vaticano necessita di serrare le file del suo esercito di preti e suore al fine di essere efficace contro la democrazia.
La democrazia nasce dalla pluralità di modi di pensare e di essere che, esprimendosi, giungono ad una sintesi che forma da base al pensare e all'azione del vivere civile.
La monarchia e la dittatura richiedono obbedienza alla gerarchia ed esecuzione meccanica degli ordini impartiti.
Nella dittatura non c'è libertà di pensiero, c'è libertà di obbedire e di adeguare il pensiero soggettivo al pensiero della gerarchia.
L'individuo non è soggetto che agisce nel mondo, è un suddito che agisce nel mondo in base agli ordini del re, del dittatore, della gerarchia a cui è sottoposto.
Un esercito fatto di soggetti che pensano è più debole di un esercito di individui che non pensano, a meno che i soggetti che pensano non siano spinti da un forte ideale nel quale concentrare il loro pensiero, le loro azioni e i loro progetti.
E' l'ideale che rende forte un esercito democratico mentre, al contrario, è l'ideale di obbedienza che rende forte un esercito sottomesso ad un dittatore, ad un sovrano, ad una gerarchia.
Siamo nel 1996 e Ratzinger è prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, per conto di Wojtyla.
E' in questa funzione che nel giugno del 1996, in un saggio su "Studi cattolici", ordina ai suoi sottoposti, preti e suore, l'obbedienza. L'obbedienza dovuta, l'obbedienza ecclesiale.
In linea con le necessità della dittatura cattolica, Ratzinger ordina ai suoi preti di trasformare l'obbedienza alle gerarchie in un ideale da perseguire.
L'informazione viene data da un quotidiano, Il Gazzettino del 21 giugno 1996 con un articolo, privo di firma, dal titolo «I preti obbediscano di più» con un sovra titolo che dice: Lo chiede il card. Ratzinger.
Scrive il giornale Il Gazzettino del 21 giugno 1996:
Il valore dell'obbedienza deve essere riscoperto dai sacerdoti nei confronti dei loro vescovi, e più in generale da tutti i cristiani. E un invito che viene dal card. Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, in un saggio pubblicato su «Studi cattolici». «La grande obbedienza cristologica, che capovolge la disobbedienza di Adamo - spiega Ratzinger - si concretizza nell'obbedienza ecclesiale, che, per il sacerdote, in pratica è l'obbedienza nei confronti del proprio vescovo».
Ratzinger è noto per le sue farneticazioni deliranti. L'obbedienza di Adamo al suo Dio, stando ai suoi libri sacri, apre la conoscenza e la consapevolezza all'uomo. Privo di conoscenza e di consapevolezza, Adamo è solo un'oggetto privo di capacità di autodeterminazione. La disobbedienza di Eva ed Adamo al loro Dio equivale al furto del fuoco della conoscenza di Prometeo che rende gli uomini "uguali agli Dèi".
Il dittatore Ratzinger necessita di uomini-oggetto, o dei così detti yes-men, altrimenti le sue farneticazioni potrebbero essere messe in discussione come potrebbe essere messa in discussione la sua pretesa di dominio.
L'obbedienza è dovuta. Tuona Ratzinger. Io sono il padrone.
Gli uomini non devono pensare con la loro testa, con le loro passioni e con i loro intenti.
Devono obbedire a chi li comanda, a chi li domina, e devono eseguire gli ordini come voluto dalla chiesa cattolica.
Scrive ancora l'articolo de Il Gazzettino su citato:
E un'obbedienza dovuta - sottolinea il Prefetto - indipendentemente «dalla virtù e dalla santità di colui che è incaricato di un ufficio. Si ubbidisce al vescovo perché rappresenta qui, sul luogo, tutta la Chiesa universale». «In un tempo in cui l'emancipazione è considerata il vero nucleo della redenzione e la libertà sembra essere il diritto di fare tutto ciò che io voglio - prosegue il cardinale - il concetto di "obbedienza” è stato, per così dire, colpito da anatema».
Si deve ubbidire al vescovo perché rappresenta tutta la chiesa universale. L'affermazione deve far riflettere: ogni vescovo, rappresentando tutta la chiesa universale, è corresponsabile di stupro di minori messo in atto da tutta la chiesa universale.
L'emancipazione, come diritto al libero pensiero e alla libera iniziativa, è il vero nucleo della libertà umana. Dall'insieme della libertà umana la chiesa cattolica pretende di ritagliarsi uno spazio in cui praticare l'auto schiavitù di individui che devono obbedire all'autorità. non devono scegliere, devono sottomettersi.
Qui non si tratta di persone che vengono invitate a condividere gli stessi obbiettivi e gli stessi progetti, si tratta di una richiesta di obbedienza e di sottomissione che Ratzinger pretende dai preti cattolici in nome del suo potere. Con quel potere, inquisirà numerose persone come nella tradizione dell'Inquisizione cattolica.
La libertà non consiste nel "fare tutto ciò che io voglio", ma nel poter scegliere fra più opzioni che la vita presenta. Una scelta che Ratzinger vuole impedire in quanto l'unica scelta lasciata al prete cattolico è quella di scegliere di obbedire al proprio padrone.
L'articolo de Il Gazzettino chiude la descrizione del delirio ratzingeriano affermando:
Tuttavia, aggiunge Ratzinger, è proprio questa concezione di libertà che provoca l'incapacità a stare insieme, l'incapacità di amare e finisce per rendere l'uomo schiavo. Quello dell'obbedienza è uno dei tanti aspetti affrontati da Ratzinger nel suo intervento sulla natura del sacerdozio. Un altro punto delicato è quello della concezione del ministero. Il cardinale spiega che il sacerdozio non può essere ridotto ad una pura visione di «servizio alla comunità nel compimento di una funzione al servizio della figura sociale della Chiesa». I preti, afferma, devono riscoprire la visione «sacramentale-ontologica».
Ratzinger, incapace di definire un obbiettivo comune che possa convogliare le aspirazioni dei preti cattolici, condanna ogni scelta diversa dall'obbedienza affermando che la libertà di scelta degli individui impedisce agli individui di stare insieme e di amare rendendoli schiavi della loro libertà di scelta.
Schiavi della libertà di scegliere è un ossimoro di cui Ratzinger si serve per occultare la propria miseria intellettuale.
Secondo Ratzinger i preti non possono essere ridotti ad una funzione sociale anche se dalla funzione sociale traggono i propri vantaggi e il senso del loro ruolo, per quanto squallido e infame, nella società.
Il prete deve obbedire alla propria autorità, al proprio vescovo e per farlo deve scoprire la propria visione "sacramentale-ontologica".
E qui ci starebbe una grassa risata.
I così detti "sacramenti" non hanno nessun nesso con la realtà vissuta dalle persone. Non solo non rientrano sotto i sensi, ma sono pure rappresentazioni formali, prive di significato, volte a truffare gli individui per ottenere la loro sottomissione e la loro obbedienza.
La dimensione dei "sacramenti" è "ontologica", cioè immaginaria. I preti cattolici, secondo Ratzinger, devono immaginare come reali i loro sacramenti e, con questo, immaginarsi rappresentanti di Gesù in terra che obbediscono al vescovo loro padre.
Si tratta di una visione diabolica che, in realtà, è ben presente fra i preti cattolici specialmente quando stuprano bambini ad imitazione di Cristo o millantano poteri taumaturgici nei confronti di persone disperate.
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
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