Il mondo sopravvive ai deliri dei malati di mente; ma gli uomini sono costretti a rimuovere le macerie per poter costruire un futuro possibile.
Purtroppo c'è sempre un malato di mente che vuole trasformare i loro sforzi in macerie per trarne profitto.
Luglio 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

30 luglio 2026 cronache della religione pagana
La morte di Orfeo e la morte di Dioniso

Claudio Simeoni

Cronache mese di luglio 2026

30 luglio 2026

La morte di Orfeo e la morte di Dioniso

Rispetto ai resti del Mito, consapevoli che alcuni antichi hanno dato le loro interpretazioni, vale la pena di fare una disquisizione superficiale dalla quale iniziare a riflettere sui simboli e sui significati religiosi che racchiudono il come sono morti Orfeo e Dioniso.

Alcune osservazioni su Dioniso le ho già fatte in passato. Le nascite di Dioniso rappresentano il modello della nascita del Dio dentro gli Esseri della Natura, ma qui mi voglio riflettere quasi esclusivamente sul come sono morti Dioniso e Orfeo.

Come muore Dioniso?

Della morte di Dioniso scrive:

E le anime degli uomini, vedendo le proprie immagini come nello specchio di Dioniso, slanciandosi dall'alto furono istantaneamente lì, senza essere scisse neanche loro dal proprio principio e dell'intuizione.

Plotino, Enneadi, IV 3, 12, 1-4

E ancora:

Dioniso infatti, dopo aver posto la sua immagine nello specchio, la seguì, e così fu infranto nel Tutto. Ma Apollo lo raduna e lo riporta alla vita, poiché è Dio purificatore e veramente salvatore di Dioniso e per questo viene celebrato come Dionysodotes.

Olimpiodoro, in Plat., Phaed. 67c

E ancora:

Con spada tartarica i titani uccisero Dioniso, mentre rimirava l'immagine falsa nello specchio che la rimanda.

Nonn. Dion. VI 172-173

Citazioni tratte da: Eleusis e Orfismo a cura di Angelo Tonelli, 2022, da pag. 443 a pag. 449

L'ultima morte di Dioniso è determinata dallo smembramento di Dioniso messo in essere dai Titani che lo colpiscono con "spada tartarica" mentre si guarda nello specchio.

Questo aspetto del mito, comunque venga riportato, indica che tutti gli Esseri della Natura, prima o poi, con "spada tartarica" vengono smembrati dai Titani. La domanda che rimane è: sono in grado questi Esseri della Natura a guardare la loro immagine riflessa nello specchio della loro esistenza? Sono in grado d guardare il sé stesso che hanno costruito vivendo nella Natura? Il sé stesso altro, il corpo emotivo di sé stessi costruito giorno dopo giorno? Sono stati in grado di farsi Dioniso?

Ogni Essere della Natura è formato dai Titani che abitano dentro di lui e che costruiscono, oltre a sé, le loro relazioni col mondo. I titani spingono per emergere nella coscienza di ogni soggetto, uscire dal cuore dell'Essere della Natura e invadere la sua coscienza. Spingono per smembralo e riprendersi, ognuno per sé, la parte dell'Essere Natura che sono.

Ogni individuo controlla i Titani dentro di sé ergendo alte porte di bronzo che separano la sua coscienza dalla volontà dei Titani. Ogni individuo agisce nel mondo e con la propria volontà controlla i titani liberandoli un poco a seconda delle condizioni esistenziali che incontra.

Questo permette all'individuo di forgiare il proprio corpo luminoso plasmando la propria energia emotiva, esperienza dopo esperienza. Poi, il corpo fisico invecchia, la volontà dell'individuo si affievolisce e i Titani tendono a prendere il sopravvento. Oppure, le condizioni dell'esistenza del corpo fisico sono tali da sopraffare l'individuo e, in quelle condizioni, i Titani vengono liberati e ognuno di loro, con "spada tartarica", si riprende la propria parte.

Sarà riuscito quell'individuo ad impegnare la propria energia emotiva nelle proprie esperienze e costruire il proprio corpo luminoso?

Dell'individuo: trova Apollo un corpo luminoso formato dalla sua energia emotiva da portare in vita?

C'è un'ipotesi che non trova riscontro dai frammenti, ma che appare assai suggestiva. Fatto a pezzi dai Titani, il Dioniso che gli Esseri della Natura sono e che hanno forgiato la loro immagine nello specchio, discendono nel Tartaro mentre ascende dal Tartaro in una nuova vita. In sostanza, Dioniso scende negli inferi e ritorna dagli inferi dopo che Apollo lo raduna e lo riporta in vita.

In questa prospettiva, l'ebrezza e il vino hanno un significato "esoterico" avendo la capacità di sospendere la ragione, nella sua attività di controllo della coscienza, e permettere alle emozioni di emergere prendendo il controllo della coscienza.

Proclo, che crede sia nel demiurgo che nell'anima e nelle reincarnazioni, commentando il Timeo di Platone, in relazione agli iniziati dionisiaci, orfici ed eleusini, dice:

Questa soltanto è la salvezza dell'anima offerta dal demiurgo e che la lontana dal ciclo delle nascite, dai suoi numerosi vagabondaggi e dalla vanità del vivere… per orientare poi ogni anima, lontano dai vagabondaggi legati al ciclo delle rinascite, verso quell'esistenza felice, che i seguaci di Orfeo si vantano di ottenere, quando vengono iniziati al culto di Dioniso e di Core. "Porre fine al ciclo e riscattarsi dalla malvagità"

Tratto da: "Le religioni dei misteri" a cura di Paolo Scarpi, editore Lorenzo Valla, 2002, vol. 1, pag. 333

Come è morto Orfeo?

Orfeo non è un "semplice" poeta o cantore, anche se gli si attribuiscono doti eccezionali nella poesia e nel canto. Orfeo è il fondatore di tutta la filosofia greca, sia per averla definita sia per aver stimolato la critica da parte di una filosofia, poi diventata dominante, contro le sue tesi filosofiche e teologiche.

C'è chi afferma che Orfeo non fu mai esistito e attribuisce la filosofia e la teologia di Orfeo a Onomacrito. Ma Onomacrito è indicato come un falsario che, sotto Pisistrato (600 – 527 a.c.), ha falsificato Orfeo e Museo attribuendo ad essi opere sue.

Lasciamo gli studiosi a definire la questione. A me interessa poco.

C'è un passo in Platone che dice:

Esibiscono poi una caterva di libri di Orfeo e di Museo discendenti, a quel che dicono, di Selene e delle Muse, e a questi libri si attengono per celebrare i loro sacrifici.

Platone, La Repubblica II, 354e Tratto da: "Le religioni dei misteri" a cura di Paolo Scarpi, editore Lorenzo Valla, 2002, vol. 1, pag. 401

Quanti erano i libri di Orfeo e Museo che ancora circolavano ai tempi di Platone?

Orfeo non fu solo poeta, ma filosofo e teologo al di là che la sua filosofia metafisica sia stata scritta da lui o da Museo.

Quello che a me interessa è come è morto Orfeo e qual è il modello religioso che, al di là di quanto è stato cancellato dalla distruzione dei libri, è stato tramandato.

Orfeo scende all'Ade per chiedere ad Ade e Persefone di poter condurre Euridice alla vita fisica. Ade e Persefone vogliono dimostrare ad Orfeo che questo non è possibile imponendo una prova. Orfeo fallisce non ottemperando alle condizioni che Ade e Persefone hanno imposto.

Orfeo fallisce nel suo intento, ma Orfeo entra nell'Ade ed esce dall'Ade. Orfeo, dunque, è disceso e tornato dagli inferi.

Il secondo modello che il mito ci propone è quello della morte di Orfeo.

Orfeo avrebbe istituito i riti dionisiaci ma, per il dolore di aver fallito nel recupero di Euridice dall'Ade, sembra che si sia ritirato fra le montagne della Tracia rifiutando ogni amore di donna e seguendo, come divinità, Apollo, il Sole.

Orfeo ebbe una morte violenta per mano delle Menadi che infuriate o deliranti lo assalirono in preda all'estasi dionisiaca, lo uccisero e lo fecero a pezzi.

La morte di Orfeo per mano delle Menadi non è diversa dalla morte di Dioniso per mano dei Titani.

Entrambi discendono nel Tartaro, uno per emergere come un Dio e l'altro per emergere con il suo fallimento.

Due modelli religiosi da presentare all'uomo: può morire il corpo fisico e puoi emergere come un Dio o come un fallito dell'esistenza.

Il concetto orfico di morte è ben descritto nelle Laminette Orfiche. In esse si trova il concetto di vita oltre la morte del corpo fisico e in nessuna di essere c'è il concetto di rinascita come non c'è neppure il desiderio ritornare alla vita fisica.

Morire per emergere in una nuova e diversa esistenza.

Come recita la Laminetta d'oro di Pelinna, per fare un esempio:

Ora muori, ora nasci tre volte beata, in questo giorno
Di' a Persefone che Bacco in persona ti liberò.
Toro balzarsi nel latte;
subito balzarsi nel latte;
ariete cadesti nel latte.
Hai il vino, o beata, quale segno d'onore
e sotto terra ti attendono i riti perfetti che gli altri beati celebrano.

Tratto da: "Le religioni dei misteri" a cura di Paolo Scarpi, editore Lorenzo Valla, 2002, vol. 1, pag. 437

Quando una persona chiama sé stessa Pagana non può non tener conto degli antichi, ma, soprattutto, non può riferirsi a Platone che non si è mai preso la responsabilità di quanto ha scritto risultando inattendibile e, spesso, falso e bugiardo.

 

Tutti i testi del mese di luglio 2026 in un'unica pagina

 

 

Indice pagine mensili di cronache Pagane

 

Torna agli argomenti del sito Religione Pagana

Home Page Religione Pagana

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Iside con bambino - Museo di Napoli prestata a Torino!

 

 

Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro.