La guerra si sta estendendo. L'Europa entra in guerra. Gli USA continuano col loro delirio di onnipotenza. Israele macella i popoli confinanti con l'aiuto militare dell'Europa.
La questione non è su chi vincerà la guerra, ma su chi sarà in grado di ricostruire dalle rovine.
Agosto 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

04 agosto 2026 cronache della religione pagana
1966: Helmut Kohl e il Vaticano

Claudio Simeoni

Cronache mese di agosto 2026

04 agosto 2026

Riflessione

Non c'è più grande attivista, divulgatore e diffusore di ogni dittatore del comico che fa ridere gli schiavi delle sue scelleratezze.

Finché ridete, il dittatore impera.

I comici devono essere trattati da ciarlatani: hanno scelto di far ridere le persone che stanno soffrendo.

 

04 agosto 2026

1966: Helmut Kohl e il Vaticano

Nel 1996 una delle crepe sociali fra Wojtyla e i politici cattolici tedeschi fu determinata dalle norme vaticane sulla contraccezione e, in particolare, sul diritto d'aborto.

La posizione fanatico-fondamentalista del Vaticano sulla contraccezione stava provocando gravi problemi ai politici cattolici. In particolare in Germania.

In sostanza, i politici cattolici vedevano diminuire il loro consenso nell'elettorato tedesco perché, appoggiando le posizioni sulla contraccezione imposte dal Vaticano, venivano associati e colpevolizzati per quelle posizioni che tanto danno stavano facendo nella società tedesca.

In previsione della visita di Wojtyla in Germania, il Cancelliere Federale Tedesco Helmut Kohl, democristiano, lancia un appello a Wojtyla affinché riveda le posizioni fanatico integralista della chiesa cattolica sulla contraccezione.

La notizia del conflitto viene riportata dal quotidiano La Repubblica del 04 giugno 1996 con un articolo, firmato "dal nostro inviato", col titolo L'appello di Kohl a Wojtyla. L'articolo ha un sovra titolo che recita: A tre settimane dalla visita del Papa a Berlino il cancelliere difende le tesi dei vescovi tedeschi nel '68. Con un sottotitolo che dice: "Sulla contraccezione norme troppo rigide le norme della chiesa".

Scrive La Repubblica nell'articolo:

BERLINO (a.t.) - «Santità, in nome dei dubbi e dei drammatici problemi di coscienza di milioni di fedeli nel mio paese Le chiedo di rivedere la rigida posizione della Chiesa cattolica romana sul controllo delle nascite». A meno di tre settimane dalla sua prima visita nella Germania unita, papa Giovanni Paolo II è il destinatario di questo sofferto appello. Non viene dal padre della teologia dissidente Hans Kueng, né da alcuno dei numerosi altri pensatori critici del cattolicesimo tedesco, ma dal cancelliere federale Helmut Kohl, leader democristiano del suo paese e cattolico praticante. Per Karol Wojtyla, è una circostanza non poco imbarazzante.

La questione è semplice. Il partito cattolico in Germania perde consenso perché i cattolici si sentono prigionieri e sottomessi a norme sociali immorali e inumane da parte del Vaticano.

Il politico Helmut Kohl vede il suo partito perdere consensi e le persone allontanarsi. I politici tedeschi tentano di soddisfare il fanatismo di Wojtyla imponendo norme criminali di controllo sulla contraccezione e la limitazione dell'aborto mentre, la base elettorale, le persone, rispondono allontanandosi dal partito cattolico e cercando alternative al fondamentalismo di Wojtyla.

Le persone fuggono dal fondamentalismo di Wojtyla e i politici cattolici ne stanno facendo le spese.

Per definire la situazione in cui è venuta a trovarsi la Democrazia Cristiana tedesca, basta riprendere un'altra citazione dell'articolo su citato:

Dice il Cancelliere: «Molti cattolici, molti cristiani tedeschi hanno gravi problemi di coscienza a causa della posizione della Santa Sede in materia di contraccezione». E aggiunge: «E' vero che da noi come altrove, la secolarizzazione può allontanare la gente dalla fede, ma anche su questo punto io non condivido certi rigidi, pessimistici giudizi sulla fede in Germania che vengono espressi da ambienti romani. Quei giudizi sono errati e frutto di disinformazione». E' la prima volta che un importante leader europeo dissente apertamente da papa Giovanni Paolo II sul tema del controllo delle nascite, un problema che già ha diviso il Vaticano dall'amministrazione Clinton.

I gravi problemi di coscienza dei cattolici consistono nel sentirsi schiavi della morale Vaticana e impossibilitati a chiamare "buono" il Dio assassino di Wojtyla. Il rifiuto della chiesa cattolica e delle chiese protestanti allontana molte persone dal controllo morale esercitato dalle chiese cristiane. Tuttavia, la preoccupazione dei politici cattolici è che l'allontanamento dei cattolici col tempo mina la loro base elettorale.

E' la prima volta che un capo di Stato, dichiaratamente cattolico che con le sue scelte ha contribuito a coprire la pedofilia e la pederastia cattolica nei confronti dei bambini tedeschi, manifesta posizioni dissidenti nei confronti dell'onnipotente Wojtyla.

Nell'articolo si dice che Kohl "difende" la legge tedesca sull'aborto invisa al Vaticano che, secondo l'articolista:

Kohl difende anche l'ultima formulazione della legge tedesca sull'aborto, che non soddisfa la Santa Sede. Essa stabilisce infatti che l'interruzione di gravidanza non può essere moralmente approvata dai pubblici poteri ma anche che la donna che decide di abortire non può essere in alcun caso criminalizzata o punita.

Appare evidente che sia la legge sull'aborto che le affermazioni di Kohl vengono percepite dal Vaticano come un "reato di lesa maestà".

Le persone si ribellano alla chiesa cattolica e i politici cattolici, anziché perseguitarle in nome dell'assolutismo del loro Dio, ne comprendono e ne difendono le scelte.

Il 05 giugno 1996 sul giornale La Repubblica, a pagina 13, appare un altro articolo a firma di Andrea Tarquini dal titolo Kung: "Viva Kohl, il Papa sbaglia". L'articolo ha un sovra titolo che recita: Il teologo: "Il cancelliere ha ragione, Roma deve ammorbidire le sue posizioni sulla contraccezione"

In questo articolo, il giornale La Repubblica scrive:

BERLINO - «Sono molto felice che il cancelliere abbia detto al Papa di condividere le idee del 90 per cento dei cattolici tedeschi. Il passo pubblico di Helmut Kohl ha un grande significato politico». Il professor Hans Kung, il più illustre teologo critico in Germania e in Europa, esulta per l'iniziativa del leader tedesco, che a tre settimane dal viaggio pontificale nella Bundesrepublik ha chiesto a Giovanni Paolo II di ammorbidire la sua intransigenza in materia di contraccezione al fine di venire incontro ai tormenti di coscienza dei fedeli tedeschi.

C'era in Germania un movimento dissidente di cattolici che si sono organizzati attorno alle tesi di Hans Kung per salvare l'ideologia cristiana dagli effetti del fondamentalismo fanatico di Roma. La dissidenza si fa sempre più forte e, come accade in questi casi, all'inizio si manifestano idee contrarie all'assolutismo dominante, poi, in un secondo tempo, subentra l'indifferenza e il distacco dalle tesi fondamentaliste. In sostanza, i cattolici tedeschi iniziano a farsi gli affari propri alla faccia della morale vaticana.

D'altro canto, i cattolici della Baviera fanno proposte di legge per umiliare le donne che desiderano abortire e questo tende ad aggravare la relazione fra politici cattolici e popolazione.

Rimane ancora da sapere come reagisce il Vaticano alle richieste di Kohl.

Il 05 giugno 1996, sempre il giornale La Repubblica pubblica un articolo a firma di Marco Politi dal titolo: E il Vaticano si rinchiude nel silenzio. L'articolo ha un sovra titolo che dice: Nessuna reazione alla presa di posizione di Bonn.

Scrive Marco Politi nell'articolo:

CITTA' DEL VATICANO - Una cortina di silenzio è scesa in Vaticano sulle dichiarazioni del cancelliere Kohl. «Nessuna reazione», fa sapere il portavoce vaticano alla domanda se la Santa Sede intenda commentare le parole del cancelliere. Silenzio anche all'Osservatore Romano. Questa mattina il giornale vaticano non dedicherà una riga all'intervento assolutamente straordinario di un capo di governo cattolico, che chiede pubblicamente al papa di adottare una posizione più aperta in tema di contraccezione. «Non c'è nulla», è la lapidaria risposta di un responsabile dell'Osservatore. Perché? Come mai? No comment.

[...]

La parola d'ordine, negli ambienti della gerarchia ecclesiastica, è che non si tocca il divieto ai contraccettivi contenuto nell'enciclica Humanae Vitae di Paolo VI (a cui collaborò l'allora cardinale di Cracovia, Karol Wojtyla).

Il Vaticano, incapace di sostenere le sue tesi assolutiste e fanatiche, preferisce scappare.

Il Vaticano ha imposto la sua ideologia mediante la violenza, la galera e la tortura. Per lui argomentare il suo divieto d'aborto imposto alle società civili è impossibile perché è impossibile, in queste società, giustificare il traffico di bestiame umano, di donne e di bambini, che viene imposto impedendo il diritto di autodeterminazione della donna.

Col terrorismo, il Vaticano ha imposto la propria odiosa morale. Col terrorismo ha costretto centinaia di milioni di persone alla sottomissione. Senza il terrorismo il cristianesimo non è in grado di giustificare la sua morale di morte.

Le osservazioni di Kohl, per quanto presentate in maniera gentile e supplice, non possono avere una risposta perché, altrimenti, significa smentire il principio cattolico secondo cui Wojtyla rappresenta Dio in terra; i cattolici non sono in grado di dare al loro Dio del criminale.

Dio non deve rispondere a Kohl. In altri tempi, per la sua "audacia", Kohl sarebbe finito sul rogo.

 

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Claudio Simeoni

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Guardiano dell'Anticristo

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