La guerra si sta estendendo. L'Europa entra in guerra. Gli USA continuano col loro delirio di onnipotenza. Israele macella i popoli confinanti con l'aiuto militare dell'Europa.
La questione non è su chi vincerà la guerra, ma su chi sarà in grado di ricostruire dalle rovine.
Agosto 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

07 agosto 2026 cronache della religione pagana
Riflessione sui concetti di: Monade, Noumenio e Atomo

Claudio Simeoni

Cronache mese di agosto 2026

07 agosto 2026

Riflessione sui concetti di: Monade, Noumenio e Atomo

Chi affronta la filosofia si trova a dover affrontare nomi, parole, le cui definizioni appartengono a specifici sistemi filosofici e raramente gli insegnanti di filosofia tendono a confrontare parole con significati simili per risalire al complesso filosofico cui ogni parola appartiene per confrontare fra loro significati e le conseguenze del concetto stesso.

Ora voglio riflettere su tre termini dal significato simile, ma che racchiudono conseguenze ideologiche completamente differenti.

Confesso che per ragionare su queste tre parole ho fatto un minimo di ricerca attraverso Google e la sua "intelligenza artificiale" che ho usato come un dizionario. Essendo in montagna e lontano dalla mia biblioteca sono stato costretto ad usare questo tipo di dizionario.

Le tre parole sono: noumenio, monade e atomo.

Le tre parole stanno a significare il medesimo concetto all'interno di sistemi filosofici diversi dai diversi effetti sulla vita delle persone.

Tutte e tre le parole, al di là delle variabili d'uso che ne fanno le filosofie, stanno ad indicare: l'essenza di ciò che esiste. Il fondamento di tutto l'esistente.

Il problema, semmai è: quale esistente immaginava il filosofo?

E ancora: quali erano le conseguenze che il filosofo, con quel fondamento, voleva indicare nella realtà in cui viveva?

Noumenio

Prendiamo il primo termine "noumenio".

Dal greco significa "ciò che è pensato". Secondo chi ha elaborato quel concetto, esiste una realtà che si può pensare, ma non è conoscibile attraverso i sensi.

Io personalmente, e nei miei siti web sono ancora visibili alcune pagine, ho usato il termine "noumeno" per indicare l'essenza delle cose. Il termine lo presi affrontando la "Critica alla ragion pura" di Kant che ho affrontato, fin dall'inizio del mio percorso di conoscenza, e ho pubblicato alcune riflessioni come quinta parte nel "Il libro dell'Anticristo", quasi quaranta anni fa. L'ho usato per indicare l'oggetto in sé, che la ragione non può afferrare nel suo insieme, perché la ragione afferra l'oggetto solo attraverso i suoi fenomeni, per come li percepisce, costruendo, attraverso questi, un'immagine, un'idea, dell'oggetto rimanendo sempre e comunque separata dall'oggetto in sé.

Il termine è usato da Platone per definire l'essenza delle idee che definiscono sia il mondo reale che il suo mondo immaginario.

Al termine "noumeni" che avevo usato per definire l'oggetto in sé, l'essenza dell'oggetto, avevo associato un altro termine "energia vitale" come particella prima e ultima della materia portatrice di materia o energia con la qualità, date le condizioni incontrate, di trasformare la materia o energia, entrambe inconsapevoli in consapevoli. Poi, in un secondo tempo, ho trasformato il termine di "energia vitale" in "energia emotiva". Ma questo è un altro discorso.

Sta di fatto che l'uso del termine "noumenio" sta ad indicare una dimensione altra rispetto alla dimensione razionale in cui viviamo. Una realtà ontologica rinchiusa nell'immaginazione del filosofo che viene da lui spacciata come una dimensione reale alla quale sottomettere le persone per renderle schiave di progetti estranei alla loro persona.

Monade

Il termine "monade" fu usato per la prima volta dai pitagorici per indicare gli elementi primi della materia.

Termine simile al termine che ho usato di "energia vitale" è il termine "monade" che però, nel sistema di pensiero di Leibniz che elabora il pensiero di Pitagora in contrapposizione al pensiero di Democrito, sarebbe un'unità spirituale indivisibile che costituisce il fondamento della realtà in cui viviamo.

La questione ideologica è che la "monade" sarebbe un "elemento in sé", immateriale, opposta al meccanicismo della materia che sarebbe, secondo chi usa il termine, divisibile all'infinito. Le "monadi" sarebbero isolate l'una dall'altra, non subiscono influenze esterne (non si adattano alle diverse condizioni incontrate). Ogni "monade" rappresenterebbe l'intero universo.

Le "monadi", isolate l'una dall'altra, sono portatrici di percezione e di necessità di passare da una percezione all'altra. L'armonia fra le "monadi" è stata stabilita da Dio, fin dal principio, e le monadi agiscono in sintonia con il piano di Dio.

Va da sé che, inventando questo, come hanno fatto i pitagorici, vengono costruite delle gerarchie di "monadi" allo stesso modo di come i pitagorici hanno costruito delle gerarchie, sacre e religiose, con i numeri indicati come oggetti in sé.

Partendo da questo, Leibniz ha costruito una scala gerarchica delle "monadi" basata sulla capacità di percezione e della coscienza delle "monadi". Leibniz immaginava che Dio fosse la prima "monade" in quanto detentore della percezione e della coscienza assoluta. L'Uno dei pitagorici. Poi seguiva una gerarchia inferiore di "monadi" che avevano la capacità di usare la coscienza di sé e la ragione che chiamava "spiriti". Poi, "monadi" sensibili che possono collegare le percezioni passate con quelle presenti e che caratterizzano gli animali. E "monadi" inferiori o oscure.

Va da sé che tutte queste caratterizzano la creazione di Dio e a Dio, e chi lo rappresenta, tutto deve essere sottomesso.

Atomo

Infine c'è il concetto di "atomo" che lo si è voluto pensare solo legato alla "vile materia" e non come concetto fondamentale di tutto l'esistente e, pertanto, portatore di possibilità della trasformazione della materia in materia vivente.

L'atomo è pensato come la parte minima, fondamentale, e irriducibile della materia. Ma la materia è anche pensata come materia che si trasforma da materia inanimata e materia consapevole di sé in perenne trasformazione.

Il concetto fondamentale è che l'atomo, inteso come fondamento di tutto ciò che esiste, materia ed energia, comunque vogliamo percepirla, occupa uno spazio vuoto e il suo movimento e le sue modificazioni tendono a muoversi in un vuoto che occupa.

L'atomo è in sé eterno ed immutabile. Come disse qualcuno nel XX secolo "Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma!". Questo era il concetto di Democrito. Gli atomi, secondo Democrito, aggregandosi e disgregandosi nel vuoto generano il mutamento continuo di ogni ente nella natura e nell'universo.

L'atomo è portatore di vita perché la sua aggregazione forma i corpi viventi e, dunque, l'atomo è materia vivente e consapevole al di là delle condizioni che trasformano la sua consapevolezza in-potenza in una consapevolezza in essere. E questo sia per quanto riguarda la natura che per quanto riguarda gli Dèi che sono le condizioni alle quali gli Esseri della Natura si adattano per trasformarsi, divenire e diversificarsi.

In Democrito non esiste il meccanicismo della materia in contrapposizione al divino. Al contrario, il divino è materia o energia (oggi sappiamo che sono la stessa cosa perché l'uno diventa l'altro e viceversa) e comunque, quando parliamo degli Dèi, parliamo di corpi viventi al di là di come noi percepiamo tali corpi e al di là delle strategie che gli Esseri della natura mettono in atto per rispondere a quelle condizioni.

Va da sé che in Democrito non c'è il concetto né di creativismo, né di Dio padrone che determina la qualità dell'esistente a differenza di Platone che necessitava del padrone "Demiurgo" e di Pitagora che necessitava del padrone "Uno" o di Parmenide che necessitava del padrone "Tutto".

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

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