La guerra si sta estendendo. L'Europa entra in guerra. Gli USA continuano col loro delirio di onnipotenza. Israele macella i popoli confinanti con l'aiuto militare dell'Europa.
La questione non è su chi vincerà la guerra, ma su chi sarà in grado di ricostruire dalle rovine.
Agosto 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

08 agosto 2026 cronache della religione pagana
Riflessione sul concetto di Nous

Claudio Simeoni

Cronache mese di agosto 2026

08 agosto 2026

Riflessione sul concetto di Nous

Il Nous, in greco, viene tradotto con "intelletto, mente o ragione". In sostanza è l'intelligenza progettuale anche se, chi interpreta la filosofia antica in nome del platonismo e del cristianesimo con nous, indica "la verità in modo intuitivo o il principio spirituale che ordina l'universo".

Il primo a parlare di Nous fu Anassagora il quale riteneva che tutte le cose esistenti fossero mescolate fra loro, in una sorta di caos, e una forza, chiamata Nous o "intelletto" (dipende da come viene tradotta), le ha ordinate producendo l'ordine della realtà quotidiana nella quale viviamo.

Il concetto di "Intelletto", Nous, di Anassagora fu contestato e ridicolizzato da Platone.

Anassagora non attribuisce il Nous, l'Intelletto, ad un oggetto possibile e, pertanto, non esiste l'Intelletto come soggetto ordinatore della realtà.

Nell'edizione de "I presocratici" di Diels-Kranz pubblicato dalla Laterza nel volume 1 a pag. 575-576 si cita il Fedro di Platone in cui Platone afferma di leggere Anassagora:

47. Plat. Phaed. 97 b. Ma avendo udito una volta un tale che, a quanto disse, leggeva un libro di Anassagora e affermava che è l'intelletto l'ordinatore e la causa di tutte le cose, godetti di tale causa e mi parve che in certo modo stava bene che causa di tutte le cose fosse l'intelletto e pensai che, se la cosa era in questi termini, l'intelletto ordinatore ordinasse tutto e disponesse ogni cosa nel modo migliore: per conseguenza, se di ciascun essere uno volesse trovare la causa per la quale viene alla luce o perisce o esiste, deve trovare qual è il suo modo migliore di esistere o di subire o di fare alcunché. In forza dunque di tale ragionamento nient'altro conviene all'uomo indagare e intorno a se stesso e intorno agli altri esseri se non ciò che è il meglio e l'ottimo, ed è necessario che costui conosca anche il peggio, perché è la stessa la scienza dell'uno e dell'altro. Ragionando così, credevo tutto contento d'aver trovato in Anassagora il maestro della causa degli esseri secondo il mio intendimento, e che egli mi avrebbe detto in primo luogo se la terra è piatta o rotonda e, dopo avermelo detto, me ne avrebbe spiegato la causa e la necessità, indicandomi il meglio e che è bene per essa essere così e se m'avesse detto che sta al centro m'avrebbe spiegato che è bene per essa stare al centro e se me l'avesse dimostrato mi preparavo a non desiderare più alcun genere di cause. Così pure riguardo al sole ero pronto a imparare le stesse cose e alla luna e agli altri astri e alla velocità che hanno gli uni verso gli altri e ai rivolgimenti e agli altri fenomeni, in che modo è bene che ogni corpo faccia e subisca quel che subisce. Non avrei mai pensato in realtà che lui, dicendo che tutte queste cose sono ordinate dall'intelletto, aggiungesse ad esse un'altra causa se non questa, che cioè il meglio per loro è di stare come stanno: e perciò pensavo che egli, avendo attribuito a ciascuna cosa in particolare e a tutte in comune questa causa, avrebbe pure spiegato quel che è il meglio per ciascuna e il bene comune a tutte. E non avrei ceduto queste speranze a nessun prezzo, ma presi quei libri con somma cura e quanto più presto potei li lessi per imparare al più presto quel che è il meglio e il peggio. Ed ecco, amico mio, che da quella meravigliosa speranza crollai trascinato giù, perché, andando avanti nella lettura, vedo che il mio eroe non si serviva affatto dell'intelletto e non gli attribuiva nessuna causa nell'ordinamento delle cose e ricorreva all'aria, all'etere, all'acqua e ad altre molte e strane cose.

Da Diels Kranz, “I Presocratici”, editore Laterza, pag. 575-576

Il racconto di Platone ci fa comprendere come Anassagora cercasse sì di definire una sorta di causa attraverso la quale il presente è organizzato come noi oggi lo vediamo, ma non attribuiva tale causa ad una volontà.

Anassagora indicava l'intelletto come cosa diversa dagli oggetti mescolati fra di loro, ma non separava fisicamente l'intelletto dagli oggetti. E' come se dicessimo: "Le gambe dell'uomo sono veloci!". Nello stesso tempo, osservando la velocità delle gambe, non separiamo l'uomo dalle sue gambe. Intendiamo che l'uomo è veloce grazie alle sue gambe.

Quando Platone dice:

"pensai che, se la cosa era in questi termini, l'intelletto ordinatore ordinasse tutto e disponesse ogni cosa nel modo migliore: per conseguenza, se di ciascun essere uno volesse trovare la causa per la quale viene alla luce o perisce o esiste, deve trovare qual è il suo modo migliore di esistere o di subire o di fare alcunché."

Platone riduce tutto alla sua convenienza soggettiva, ai suoi specifici interessi: Platone pensa che tutti avrebbero dovuto obbedire all'intelletto.

Platone viene disilluso: l'intelletto di Anassagora non è un padrone ordina il bene o il male, il bello o il brutto.

Platone rimane orfano del padrone e scrive:

"presi quei libri con somma cura e quanto più presto potei li lessi per imparare al più presto quel che è il meglio e il peggio. Ed ecco, amico mio, che da quella meravigliosa speranza crollai trascinato giù, perché, andando avanti nella lettura, vedo che il mio eroe non si serviva affatto dell'intelletto e non gli attribuiva nessuna causa nell'ordinamento delle cose e ricorreva all'aria, all'etere, all'acqua e ad altre molte e strane cose."

Anassagora non imponeva un padrone agli uomini come voleva fare Platone e questo sconvolse Platone nella sua ossessiva ricerca di un padrone da imporre agli uomini.

Anche Aristotele, nella Metafisica, è dello stesso parere di Platone.

Riporto dal Diels-Kranz della Laterza a pag. 576

Aristot. metaph. A 4. 985 a 18. Anassagora si serve dell'intelletto come di un "deux ex machina" per rendere conto della costruzione del mondo e quando non sa spiegare per quale motivo una cosa è di necessità [quel che è], allora lo fa intervenire, mentre per gli altri casi indica come causa tutto fuorché l'intelletto.

Ciò che a mio avviso va sottolineato è che non esiste in Anassagora un soggetto che esprime il Nous, l'Intelletto, ma esiste l'intelletto in sé attribuibile soltanto all'intelletto. L'intelletto, non avendo nessun soggetto a cui si riferisce, può essere riferito solo agli oggetti originariamente mescolati come "caos".

In questa prospettiva, sono gli oggetti che, manifestando l'intelletto, secondo Anassagora, iniziano un processo di trasformazione che li porterà a manifestare il presente in cui viviamo.

Se osserviamo attentamente il discorso di Anassagora sul Nous non è molto diverso da quello fatto da Esiodo e dagli Orfici con l'uovo che all'inizio del tempo si schiude e emerge Eros, Fanes, dalle ali d'oro che spezza le membra e scioglie i legamenti. L'Eros primordiale non è diverso dalla materia-energia dell'universo. Agisce in ogni oggetto come desiderio spingendolo a soddisfare il desiderio e, con questo, a trasformarsi e divenire continuamente.

La filosofia assolutista ha lavorato per imporre l'idea del "padrone che ha l'intelletto", a differenza dei suoi schiavi, gli uomini, privi di nous se non per il beneficio dell'anima concessa dal loro padrone. La filosofia assolutista eleva il Nous a manifestazione divina. Platone considera il nous come la parte più alta dell'anima razionale, capace di elevarsi alla contemplazione delle Idee eterne. Aristotele definisce il Nous divino, immortale e proveniente "dall'esterno" rispetto al corpo umano. Per Plotino il Nous diventa il secondo livello della realtà dopo l'Uno. L'intelletto divino che pensa sé stesso e genera il mondo delle idee.

Da qui il passaggio al Nous come manifestazione di Dio. Sempre dal Diel-Kranz della Laterza a pag. 576:

Aet. i 7, 15 [Dox. 302]. Anassagora [definisce] dio l'intelletto, facitore del cosmo. Cfr.

Eurip. fr. 1018. L'intelletto è dio in ciascuno di noi

Tutti interpretano e tutti devono mettere in ginocchio l'uomo davanti a Dio perché solo Dio è intelletto.

In Esiodo Zeus fagocita Meti. "Meti" significa "senno", "saggezza" o "scaltrezza". Solo fagocitando Meti, la prima moglie di Zeus, Zeus è in grado di progettare la vita. Progetta le condizioni dalle quali nasce la vita. Meti è Nous, intelligenza progettuale, appunto, intelletto. Ed è dal fagocitare Meti che dalla testa, dalla mente, di Zeus nasce Athena, la strategia, il progetto, per giungere ad un fine.

E' logico supporre che Anassagora abbia risolto il caos degli oggetti che formano la sua idea di inizio attraverso un intelletto, manifestato dagli oggetti, che ha modificato lo stato originale e ha trasformato quel caos nella realtà che oggi viviamo. Questo è un concetto che, per la miseria dell'intelligenza e della morale di Platone e Aristotele, risulta loro assolutamente incomprensibile, come risulta incomprensibile ai cristiani.

Infine, un'ultima annotazione. Le persone immaginano l'esistenza di un'intelligenza progettuale partendo dal presupposto che quanto esiste è il meglio del meglio di quel progetto che ha portato a questo presente. Le persone si guardano attorno e dicono: che grande progetto ha portato alla meraviglia di questo presente. Non immaginano che un infinito numero di variabili, di scelte hanno aperto possibilità e cancellato altre, messe in atto da ogni soggetto dell'esistente che si è trasformato continuamente trasformandosi continuamente in altro, ha portato a questo.

Voler pensare che qualcuno abbia fatto questo è un atto di infantilismo che ha generato l'ideologia assolutista finalizzata a trasformare gli uomini in schiavi.

 

Tutti i testi del mese di agosto 2026 in un'unica pagina

 

 

Indice pagine mensili di cronache Pagane

 

Torna agli argomenti del sito Religione Pagana

Home Page Religione Pagana

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Iside con bambino - Museo di Napoli prestata a Torino!

 

 

Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro.