Quali sono i paesi al mondo amici degli USA? Cosa intendono gli USA per amicizia?
Settembre 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.
Cronache mese di settembre 2026
13 settembre 2026

Firenze - Baccante con satiro e pantera
Io leggo testi antichi tradotti da studiosi, spesso considerati a buon livello.
Il problema del traduttore. nel tradurre testi religiosi pre cristiani o pre platonici, è quello di attribuire alla parola un significato letterale relativo alla sua concezione religiosa attuale.
So che ci sono studiosi che disquisiscono sul significato dei vocaboli, ma queste polemiche sono confinate nel piano culturale. Quando escono testi religiosi antichi tradotti, le parole usate e il modo di usarle tendono a ricondurre la traduzione al significato che il cristiano vuole che le parole abbiano.
La questione che maggiormente mi ha colpito è la polemica di Giovanni Reale contro Wilamowitz-Moellendorff sul fatto che furono, secondo Giovanni Reale, gli orfici ad introdurre la metempsicosi nel loro sistema religioso e non Pitagora.
Wilamowitz-Moellendorff negava che fossero stati gli orfici e, in effetti, in nessun documento orfico c'è un solo accenno al fatto che gli orfici credessero nella metempsicosi.
Scrive Giovanni Reale:
L'opinione più diffusa degli studiosi è che in Grecia siano stati gli Orfici a diffondere la credenza nella «metempsicosi». Tuttavia, siccome alcuni studiosi hanno contestato questa tesi, è bene fare alcune precisazioni, perché fra le voci di dissenso (che pure non sono molte) si è sollevata anche quella assai autorevole di Wilamowitz-Moellendorff.
Nessuna fonte antica ci dice espressamente che siano stati gli Orfici ad introdurre la credenza nella metempsicosi; anzi alcune fonti tarde dicono addirittura che sia stato Pitagora. Tuttavia contro una presa di posizione ipercritica è da rilevare quanto segue:
a) Pindaro conosce questa credenza, e non si può dimostrare che egli l'abbia derivata dai Pitagorici e non dagli Orfici.
b) Le antiche fonti, inoltre, quando parlano della metempsicosi, la riferiscono come dottrina rivelata da «antichi teologi», «indovini» e «sacerdoti», oppure usano le espressioni con le quali solitamente alludono agli Orfici.
c) In un passo del Cratilo, Platone menziona espressamente gli Orfici, attribuendo loro la dottrina del corpo come luogo di espiazione della colpa originaria dell'anima, che presuppone strutturalmente la metempsicosi e anche Aristotele riferisce espressamente agli Orfici dottrine che implicano, la metempsicosi.
d) Alcune fonti antiche fanno espressamente dipendere Pitagora da Orfeo e non viceversa. Il fatto, poi, che antiche fonti affermino che Pitagora mise in versi dottrine, attribuendole ad Orfeo, se non può essere preso in considerazione alla lettera, testimonia, tuttavia, quale fosse la più antica convinzione circa i rapporti fra i due personaggi.
Giovanni Reale, nella prefazione a: Otto Kern, Orfici, testimonianze e frammenti, Bompiani Editore, 2011, pag. 16-17
Le opinioni degli studiosi sono una cosa, le prove sono una cosa diversa. Molti studiosi pensano che Gesù sia esistito, ma sono solo opinioni dal momento che le prove indicano che non è mai esistito.
Questo significa che la maggior parte degli studiosi coltiva idee preconcette solo per fede e non per dimostrazione oggettiva. Altrimenti, non sarebbero solo opinioni, ma risultati di una ricerca.
Dopo aver premesso questo, Giovanni Reale afferma che "Nessuna fonte antica ci dice espressamente che siano stati gli Orfici ad introdurre la credenza nella metempsicosi".
Basterebbe questo per chiudere ogni polemica, ma Giovanni Reale vuole, a tutti i costi, attribuire il concetto della metempsicosi agli orfici e, per farlo, usa quattro argomenti.
Il primo argomento è Pindaro. Giovanni Reale afferma che Pindaro conosceva la credenza della metempsicosi, ma non si può dimostrare che l'abbia conosciuta dai pitagorici e non dagli orfici.
Pitagora, attivo in Calabria e in Sicilia, è nato fra il 580 a.c e il 570 a.c. ad è morto nel 495 a.c.. Pindaro, che ha frequentato la Sicilia fra Siracusa e Agrigento per molti anni, è nato il 518 a.c. ed è morto il 438 a.c.. Pindaro, dunque, era in Sicilia e trascorse diversi anni alla corte di Gerone e Terone dove la filosofia di Pitagora era di casa, se non accettata e discussa. Ricordo che una tradizione vuole che Pitagora fosse ucciso dai siracusani, mentre, nella stessa operazione, si salvò, fuggendo, Archita di Taranto con cui Platone intrattenne rapporti. Affermare, pertanto, che la tradizione fosse orfica e non di pitagora non è solo arbitrario, ma è un atto di fede. Ci sono una serie di aneddoti in cui Pitagora parla della metempsicosi mentre non ce né nessuno che riguarda gli orfici.
Inoltre, la metempsicosi, come la reincarnazione o l'inferno e il paradiso, sono strumenti ideologici per controllare il comportamento degli uomini minacciandoli di pene dopo la morte se non obbediscono alle leggi o a regole morali imposte. Questo tipo di minacce appartiene esclusivamente ai legislatori che voglio ammantare le loro leggi di un carattere religioso, ultraterreno. Questo è il caso di Pitagora che intendeva imporre le proprie leggi alle città della Sicilia e della Calabria. Non certo degli orfici che con i riti dionisiaci rompevano ogni tradizione sociale e ogni convenzione.
Dice ancora Giovanni Reale che le antiche fonti attribuiscono la metempsicosi a indovini, teologi o sacerdoti. Il trucco di attribuire un'invenzione religiosa a qualche "profeta scomparso" ritenuto un'autorità è sempre stata largamente usato. Non sono solo gli ebrei che hanno inventato un Mosè, ma lo stesso Platone rifilava la sua responsabilità per la sua dottrina a Socrate per dare alla sua dottrina una parvenza di autorità . Una sorta di legittimità: "Non lo dico io, lo ha detto Socrate che ora è morto!".
Platone scriva nel Cratilo:
Socrate - In molti modi, mi sembra; anzi, se lo si altera un poco, in moltissimi. E, infatti, alcuni lo chiamano tomba dell'anima, come se essa vi si trovasse sepolta nella vita presente. E poiché, d'altro canto, attraverso questo l'anima significa ciò che intende esprimere, anche per questo viene denominata correttamente segno. Tuttavia, mi sembra che questo nome sia stato assegnato soprattutto dai seguaci di Orfeo, dato che l'anima per essi sconta la pena delle colpe che deve espiare, ed ha questo involucro, immagine di una prigione, affinché si salvi. Questo, pertanto, come suggerisce il nome stesso, è custodia, salvezza dell'anima, finché essa non abbia pagato il suo debito. E non occorre mutare nemmeno una lettera.
Tratto da: Platone, Cratilo, in "Tutti gli scritti", editore Bompiani, 2014, pag. 148-149
Questo indica la volontà di Platone di attribuire agli orfici una credenza, non indica che gli orfici abbiano avuto quella credenza. Non si capirebbero altrimenti le tradizioni orgiastiche della ritualità orfica e dionisiaca se i partecipanti avessero temuto punizioni oltre la morte del corpo fisico. Mentre, al contrario, si comprende la necessità di Platone di sottomettere gli uomini alle sue leggi con cui controllare le società civili.
Platone è un testimone inattendibile, incapace di assumersi la responsabilità per le proprie idee, si nasconde dietro la figura di Socrate. E' difficile dire quanto Platone abbia conosciuto e frequentato Socrate. Quando Socrate morì, Platone non era presente, anche se racconta della morte di Socrate.
Infine, secondo Giovanni Reale, antiche fonti farebbero dipendere Pitagora da Orfeo. Solo che la pratica li separa. Gli orfici praticavano una vita religiosa, Pitagora si interessava al dominio delle città. Dettava leggi e regole che obbligavano i cittadini alla sua morale comportamentale. L'uno non può essere in relazione con l'altro. Gli orfici non hanno mai preteso di dominare le città e, dunque, non avevano interesse ad avere relazioni con Pitagora. Pitagora voleva dettare leggi alle città ed aveva interesse a dare a quelle leggi un valore divino attribuendole agli orfici.
Anche il fatto che secondo alcune fonti Pitagora abbia messo in versi dottrine degli orfici lascia molto perplessi. Pitagora aveva in odio i poeti e sembra che abbia scacciato Empedocle perché mise in versi alcune idee dei pitagorici e, guarda caso, una di queste era relativa alla metempsicosi.
Scrive il Diels Kranz a proposito di Empedocle:
Egli sostiene che le anime tutte trapassano nei corpi di tutti gli esseri viventi. Ed appunto il maestro di tutti costoro, Pitagora, disse di essere stato l'Euforbo che prese parte alla spedizione di Troia e affermava di riconoscerne lo scudo.
Diels Kranz, I presocratici volume 1, Edizione Laterza, 1990, pag. 341
Il sospetto che Pitagora abbia scritto delle dottrine attribuendole agli orfici è piuttosto coerente col personaggio Pitagora. Secondo alcune testimonianze: si fece nascondere per far credere di essere disceso all'Ade; mostrava una gamba d'oro per far credere di essere figlio di Apollo; espresse il suo odio nei confronti dei poeti, Omero ed Esiodo, affermando di averli visti nell'Ade torturati per come avevano parlato degli Dèi.
Infine, Giovanni Reale, per provare che gli orfici credevano in condanne, pene e premi dopo la morte, cita le Laminette Orfiche che tutto ispirano meno che le condanne da parte di terzi per le azioni fatte dagli Esseri della Natura nella loro esistenza.
Scrive Giovanni Reale:
La rivoluzione dell'Orfismo è dunque evidente, ed è errato sopravvalutare quegli antecedenti di cui si è detto: infatti, secondo la nuova concezione, a tutti gli uomini, senza eccezione, compete un premio o una pena, a seconda del modo in cui siano vissuti. Così quella che era eccezione diviene la regola, quello che era il caso privilegiato diviene il destino a tutti comune. Questo è detto con tutta chiarezza nelle laminette orfiche trovate nelle tombe dei seguaci dell'Orfismo.
In una laminetta trovata ad Ipponio si dice che l'anima purificata nell'aldilà farà molta strada per le vie che percorrono anche gli altri iniziati e posseduti da Dioniso.
In una trovata a Petelia si dice che essa regnerà insieme agli altri Eroi.
In una delle laminette di Turi si dice che l'anima purificata, così come originariamente apparteneva alla stirpe degli Dèi, sarà Dio anziché mortale.
Infine, in un'altra laminetta di Turi si dice che da uomo diventerà Dio.
Ecco il testo di questa bella laminetta:
Ma non appena l'anima abbandoni la luce del sole,
a destra guardandosi bene da ogni cosa.
Gioisci, tu che hai patito la passione:
questo prima non l'avevi patito in precedenza.
Da uomo sei diventato dio:
agnello cadesti nel latte.
Gioisci, gioisci prendendo la strada a destra
Verso i sacri prati e i boschi di Persefone.
«Da uomo diventerai dio», perché dal divino derivi: ecco la più sconvolgente novità del nuovo schema di credenza, accogliendo la quale la vita e la morte erano destinate a cambiare il loro più antico significato.
Giovanni Reale, introduzione a Otto Kern, Orfici, testimonianze e frammenti, Bompiani Editore, 2011, pag. 19-20
L'orfismo non fa nessuna rivoluzione nei confronti dell'epoca in cui è nato. Si limita a fissare le idee religiose dell'epoca in cui è emerso come necessità di trasmetterle.
Non esistono pene dopo la morte del corpo fisico. Esiste solo ciò che si è costruito nel corso della propria esistenza fisica.
Le Laminette Orfiche, citate da Giovanni Reale, sono state oggetto di vari studi, come quello di Giovanni Pugliese Cantarelli pubblicato da Adelphi nel 2001.
La laminetta orfica di Ippona racconta dell'inizio del viaggio che fa la persona, una volta morta, nel nuovo mondo:
Dì: "(Son) figlio della Greve e del Cielo Stellato;
di sete son arso e vengo meno: ma datemi presto
da bere la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne".
Ed essi son misericordiosi per volere del sovrano degli Inferi,
e ti daranno da bere (l'acqua) del lago di Mnemosyne;
e tu quando avrai bevuto percorrerai la sacra via su cui anche gli altri
mystai e bacchoi procedono gloriosi
Nella Laminetta Orfica di Ippona si tratta, in sostanza di rivendicare l'onore con cui si è affrontata la propria vita fisica e la pretesa di essere riconosciuto come un Dio che percorre il proprio sentiero di conoscenza in una diversa dimensione. La via da percorrere è la via delle trasformazioni soggettive che è percorsa da tutti coloro che da Esseri Umani hanno partorito il loro Corpo Emotivo (luminoso).
Nella Laminetta Orfica di Petelia si dice:
Di sete son arsa e vengo meno: ma datemi presto
la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne".
Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divina;
e dopo di allora con gli altri eroi sarai sovrana.
Il termine usato da Puglisi è "sarai sovrana" e non che "regnerai". In sostanza, "sarai sovrana delle tue scelte" e non che comanderai come piace ai cristiani.
Una delle quattro Laminette Orfiche di Thurii afferma (le altre tre sono simili):
Vengo dai puri pura, regina degli Inferi,
Eucle ed Eubuleo e voi altri, dèi immortali,
giacché affermo di essere anch'io della vostra stirpe beata.
Ma mi soggiogarono la Moira [altri dei immortali]
e il folgoratore celeste con i suoi fulmini.
Volai via dal cerchio di pesante dolore e tormento
e con i piedi veloci salii all'agognata corona,
mi immersi poi nel seno della Signora, regina degli Inferi,
e dall'agognata corona discesi con i piedi veloci.
"Felice e beatissimo, sarai dio invece che mortale."
Capretto caddi nel latte.
Io sono un Dio, dice la persona alla regina degli inferi. Ho attraversato le mie trasformazioni nella vita fisica (soggiogata dalla Moira) e vissuto con il "folgoratore celeste", l'atmosfera, con i suoi fulmini, le contraddizioni dell'esistenza fisica, ma poi sono volata via. Mi immersi nel seno di Persefone. Ora sei diventato un Dio e hai cessato di essere un mortale. Il tuo corpo fisico è morto nella felicità.
Giovanni Reale ha citato un'altra Laminetta Orfica di Thurii che Giovanni Puglisi Carratelli traduce in questo modo, a differenza di Reale:
Ma quando l'anima si allontana dalla luce del sole
procedi dritto verso destra, tu che hai ben tenuto a mente tutti (i precetti).
Allegrati, tu che hai sofferto il patimento: tale non mai prima soffristi.
Da mortale sei diventato un Dio: capretto verso il latte ti lanciasti.
Allegrati, allegrati tu che precedi a destra
verso i prati sacri e i boschi di Persefone.
NOTA: Le citazioni delle Laminette Orfiche sono prese in parte da Giovanni Puglisi Carratelli, Le laminette d'oro Orfiche, Editore Adelphi, 2001. In parte da Paolo Scarpi, Le religioni dei misteri, Edizione Valla.
In questa Laminetta Orfica viene tradotto un termine greco con la parola "anima" che non ha nulla a che vedere col concetto platonico, neoplatonico o cristiano di "anima".
Suona come: "Ciò che anima il corpo si allontana dalla luce del sole..." lasciando di fatto il cadavere del corpo fisico privo di coscienza e consapevolezza. Il concetto di "ciò che anima", "animale", è il concetto che ha preceduto il concetto di anima usato da Pitagora, Parmenide e Platone.
Ogni Essere della Natura è un divino che trasforma e plasma la propria Energia Emotiva nel corso della propria vita per trasformarsi in un Dio. In alternativa, non plasma la propria Energia Emotiva e questo avviene sempre quando un soggetto si sottomette ad un'entità esterna a sé, abortendo la propria possibilità di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del suo Corpo Luminoso; del suo Corpo Emotivo.
In tutte le Laminette Orfiche non esiste la "punizione" per non aver rispettato i dettami. Nessuno ti punisce se non vuoi costruire la tua casa, ma quando arriva il temporale subisci la tempesta. Nessuno ti ha punito. Tu hai scelto. E si sceglie anche se si è inconsapevoli delle possibili conseguenze da possibili scelte o non scelte.
L'orfismo non predica la metempsicosi; non predica il ritorno alla vita fisica. Lo testimonia Orfeo che, scendendo all'Ade, non può portare Euridice alla vita fisica. Non esiste possibilità di ritorno nell'utero dell'esistenza fisica. Si può solo crescere, sempre, "procedendo verso i prati sacri e i boschi di Persefone"
Se non si comprende che questa è la Religione Pagana si continua a riproporre i concetti cristiani, derivati dal pitagorismo, dal platonismo e dal neoplatonismo, che vogliono l'uomo sottomesso a qualcuno che lo domini. Se pensate che un padrone sia benevolo, significa che siete assolutamente sottomessi ed obbedienti e lui ha interesse che voi lo siate. Nel momento in cui cessano i suoi interessi, le persone obbedienti diventano carne che deve essere macellata. La sottomissione, anche ad un'idea astratta usata come preconcetto, porta sempre alla distruzione di chi fa del preconcetto un concetto da cui far dipendere la propria vita. In questo modo si costruisce la disperazione.
13 settembre 2026

I cristiani stanno cercando di prendere le distanze dai sovranisti.
La bibbia di Trump e il crocifisso della Meloni sono i simboli dell'odio sociale. Ora che l'odio sta montando i cristiani come Prevost devono dissociarsi, creare una distanza e i loro adepti si travestono da sciamani, da neopagani e quant'altro. Fra wiccani e sognatori del proprio paese come superpotenza dai costumi "tradizionalisti" c'è sempre stata la necessità di veicolare l'assolutismo cristiano in forme apparenti diverse.
E' necessario rinnovare continuamente il proprio pensiero religioso per non essere confusi con i delinquenti sociali che nascondono la loro criminalità pretendendo di essere riconosciuti come "pagani".
Si tratta di criminali razzisti legati alla chiesa cattolica e alle chiese protestanti il cui scopo è far credere che il paganesimo è una sorta di cristianesimo violento e discriminante.
Queste persone mettono in pericolo la società civile in nome della supremazia di una razza che ogni Costituzione occidentale condanna.
Tutti i testi del mese di settembre 2026 in un'unica pagina
Indice pagine mensili di cronache Pagane
Torna agli argomenti del sito Religione Pagana
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Membro fondatore
della Federazione Pagana
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
Tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
Iside con bambino - Museo di Napoli prestata a Torino!
Questo sito non usa cookie. Questo sito non traccia i visitatori. Questo sito non chiede dati personali. Questo sito non tratta denaro.