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Settembre 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

28 settembre 2026 cronache della religione pagana
Proclo, il neoplatonismo e il cristianesimo

Claudio Simeoni

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28 settembre 2026

Proclo, il neoplatonismo e il cristianesimo

Zeus - Napoli

E' necessario ricordare come i neoplatonici altro non erano che cristiani ante litteram. La loro dottrina era una dottrina creazionista e, anche se usavano i nomi degli Dèi, sottraevano agli Dèi la loro personalità, il loro essere parte del mondo in cui vivevano, per essere trasformati in Dèi superiori.

Zeus aveva un'attività creatrice che consisteva nel modificare la realtà nella quale viveva. Gli amplessi di Zeus e i numerosi figli che da quegli amplessi nascevano, altro non erano che le condizioni all'interno delle quali la vita si sarebbe sviluppata.

Zeus crea modificando la realtà nella quale vive, Non crea qualcosa stando al di fuori della realtà in cui vive.

Nella Teogonia Esiodea, Zeus non crea gli Esseri Umani. Alcune tradizioni del "mito" più tarde indicano Zeus come creatore, ma questa non era l'idea che circolava nell'IX o VIII secolo a.c. Tutta la creazione di Zeus è modificazione del suo presente. Un presente che abita e di cui è parte. Questo vale per ogni altro Dio, per i Titani e per Urano.

I neoplatonici hanno la necessità di un padrone da opporre al Dio padrone dei cristiani.

Scrive Proclo nel suo Commento al Cratilo di Platone:

La natura indivisibile dell'attività degli dèi la nostra anima la conosce in modo diviso e il suo carattere unitario sotto forma di molteplicità, e ciò avviene soprattutto per quel che concerne il Demiurgo, del quale anche il nome che è di per sé uno solo noi presentiamo come una proposizione, poiché egli dispiega le Forme intellettive, raduna a sé le cause intelligibili e le fa espandere per la realizzazione demiurgica dell'universo; e in effetti Parmenide lo caratterizza con l'identità e la differenza, e due giare si trovano presso di lui come dice il poema, e la tradizione in assoluto più mistica, cioè le parole stesse degli dèi, afferma che "la diade risiede presso costui", e dice [cita gli Oracoli Caldaici]:

"infatti ha entrambe le funzioni, da un lato
contenere in sé con l'intelletto gli intelligibili,
dall'altro apportare la percezione nei mondi"

E cosa c'è da dire di più? Proprio in considerazione di ciò tale tradizione lo denomina "due volte al di là" e "due volte là", ed in generale lo celebra attraverso la diade: infatti il Demiurgo precomprende in sé in modo uniforme tutta la natura feconda e capace di far sussistere, propria degli dèi encosmici: è naturale, di conseguenza, che anche il suo nome sia duplice, e di questi nomi l'uno, "Dia, accusativo di Zeus", indica la causa e "a causa del quale", vale a dire la bontà paterna, mentre l'altro, Zéna, altra forma di accusativo di Zeus, indica la zoogonia, la "generazione degli esseri viventi", e di queste due prerogative il Demiurgo precomprende in sé in modo unitario le cause prime insite nell'universo. Ed il primo nome è simbolo della catena cronia e patema, mentre il secondo della catena che appartiene a Rea generatrice di vita e fonte di maternità; ed è in considerazione del fatto che ha accolto in sé Crono nella sua totalità che egli è produttore delle tre forme di essenza, indivisibile, intermedia e divisibile, mentre, conformemente alla Rea che ha in sé, fa scaturire le tre specie di vita, intellettiva, psichica e corporea.

NOTA: nel riportare la citazione ho eliminato le parole greche e ho lasciato solo il loro significato.

Tratto da: Proclo, Commento al Cratilo di Platone, Editore Bompiani (Giunti), 2017, pag. 395/397

L'intero discorso di Proclo ha lo scopo di legittimare da un lato la creazione da parte del Demiurgo e, dall'altro lato, quella di separare gli uomini, le persone, la Natura, dagli Dèi che vengono considerati creatori e padroni della vita stessa.

Proclo riprende il meccanismo cristiano, oppure i cristiani hanno ripreso il meccanismo di Proclo, secondo cui Zeus crea perché Zeus è buono. Lo stesso vale per il concetto secondo cui il Demiurgo "precomprende in sé in modo uniforme tutta la natura feconda" togliendo, di fatto, alla Natura e agli Esseri della Natura, la loro volontà attraverso la quale si sono trasformati trasformando lo stesso Zeus.

E' indubbio che Proclo si stava scontrando con i cristiani, ma aveva assunto gli stessi meccanismi religiosi propri dei cristiani articolando spiegazioni e giustificazioni che, di fatto, costruivano una gerarchia di poteri finalizzata a dominare l'uomo.

Il Mito Esiodeo e il Mito Orfico non ha mai presentato uno Zeus "buono", ma uno Zeus che faceva quanto andava fatto e la giustizia di Zeus non è caratterizzata da pietà o da pietismo, ma da una giustizia che guarda il futuro e non all'attimo presente.

Rea come generatrice degli Dèi Olimpi costruisce le condizioni per la nascita della Natura, ma lo fa proprio perché unita con Cronos, il tempo, e i nati nella Natura si trasformano con i tempi, i mutamenti, le trasformazioni con cui si adattano all'oggettività che incontrano.

C'è una sequenza, una catena del venir in essere della vita, che manifesta la Coscienza di Sé di ogni Essere, ma questa catena non è gerarchica, è conseguenziale. All'azione della materia che si espande nell'universo, l'azione di Phanes, Eros, alimenta le possibilità in quella materia-energia di diventare cosciente, consapevole. Azione e conseguenze e le conseguenze alimentano azioni di adattamento soggettivo che porta altre Coscienze di Sé a germinare, crescere e trasformarsi.

Platone combatteva i poeti, ma Esiodo non era solo un poeta, era il maggior filosofo del suo tempo fatto proprio, sia pur con delle variazioni, dagli orfici.

Non si è persona religiosa perché ci si pone a "padroni della vita" descrivendo un padrone della vita, un Dio creatore o un Demiurgo o, ancora, un Artefice. Si è persone religiose se si abita la vita. Si partecipa alle trasformazioni che la vita propone agli Esseri della Natura. In questo senso, Democrito è una persona religiosa al contrario di Platone che era il nemico della vita. Un individuo che pretendeva di manipolare la struttura psichica degli uomini e imporre loro la sua morale per i propri interessi.

I cristiani hanno fatto propri i principi di Platone e dei neoplatonici e li hanno usati, a seconda delle convenienze del momento, in alternativa al terrore assolutista del loro Dio della Bibbia finendo per trasformare l'umanità in schiavi asserviti al loro Dio padrone.

Questa volontà la riscontriamo in duemila anni di violenze cristiane, stragi e genocidi in nome della volontà del loro Dio padrone. Non si tratta di filosofia metafisica estranea alla realtà. Si tratta di filosofia metafisica che tende non solo a comprendere la realtà in cui viviamo, ma anche la realtà futura che dalla realtà di oggi può emergere.

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

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e-mail: claudiosimeoni@libero.it

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