"Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa."
Vangelo di Matteo 10, 34-36. Questa è la missione dei cristiani!
Ottobre 2026: la filosofia metafisica della Religione Pagana.

11 ottobre 2026 cronache della religione pagana
Riflessione sul concetto di Enade in Proclo

Claudio Simeoni

Cronache mese di ottobre 2026

11 ottobre 2026

Riflessione sul concetto di Enade in Proclo

Enade, deriva dal greco che significa "uno".

In Plotino l'Enade è l'"Uno" da cui promana l'intelletto, il nous, e con esso il mondo degli oggetti che chiama idee.

Proclo, per risolvere lo stridere fra l'Uno invisibile e il mondo sensibile, introduce il concetto di Enadi.

Le Enadi sarebbero una manifestazione dell'Uno come livello intermedio fra l'Uno in sé e il mondo sensibile.

Le Enadi sono enti superiori. Ciascuna Enade è l'"Uno" stesso che si esprime in modo particolare.

Le Enadi assumono la stessa funzione dei demoni nei medio platonici, farebbero da cerniera, da comunicatori, fra gli uomini e l'"Uno" essendo esse stesse aspetti specifici dell'"Uno". La stessa idea è accolta dai cristiani attraverso Agostino d'Ippona che ai "demoni", che secondo i medio platonici fanno da tramite fra gli uomini e Dio, sostituisce con gli angeli. Poi, in un secondo tempo, i cattolici introdurranno i "santi" come sostituzione alle Enadi di Proclo.

Proclo identifica le Enadi con gli Dèi della mitologia, esattamente come Platone identificava Eros con il demone che faceva da tramite con l'Artefice. Ogni Dio del Mito è, secondo Proclo, un'Enade mentre, secondo i medio platonici gli Dèi della mitologia erano i demoni che facevano da tramite con l'Artfice.

Con questo trucco retorico Proclo si appropria del Mito e sottomette il Mito all'idea assoluta dell'"Uno" allontanando gli Dèi del Mito dalla realtà in cui gli uomini vivono. In quest'ottica gli uomini sono costretti a "pregare" e "supplicare" gli Dèi e non possono trattare gli Dèi alla pari. Come degli amici con cui camminare e trasformarsi insieme nella vita.

Con questo trucco retorico gli uomini sono sottomessi, non si trasformano e non diventano, a loro volta, Dèi.

Gli uomini diventano pecore sottomesse che gli Dèi condurrebbero al macello della vita. In questo senso, al di là del linguaggio, non c'è nessuna differenza fra neoplatonismo, che viene spacciato per "paganesimo", e il cristianesimo. Entrambi sottomettono l'uomo ad entità superiori, estranee all'esistenza degli uomini. Entrambe distruggono la vita degli uomini per conto di un Dio padrone di cui loro pretendono di definire l'etica e la morale fino ad impossessarsi delle società civili sottraendole al controllo degli uomini e delle donne.

 

11 ottobre 2026

Riflessione sugli Oracoli Caldaici

Gli Oracoli Caldaici trattano dei due elementi fondamentali che vengono trattati dalle religioni: il venir in essere dell'universo e della vita e la morte della vita fisica.

Neoplatonici di prima istanza (Porfirio) e neoplatonici di seconda istanza (Proclo e Damascio), gnostici e cristiani hanno voluto confermare le loro affermazioni con gli Oracoli Caldaici.

In linea di massima, si può dire che gli Oracoli Caldaici furono scritti nella stessa epoca dei vangeli cristiani e pertanto è difficile pensare che abbiano avuto influenze neoplatoniche o gnostiche.

Degli Oracoli Caldaici ci sono rimasti solo i frammenti usati da neoplatonici e cristiani. Una cosa colpisce. A parlare per primo degli Oracoli Caldaici fu Porfirio nel suo libro distrutto dai cristiani "Filosofia da attingere dagli Oracoli contro i cristiani". Di questo libro sono rimaste poche citazioni in Agostino d'Ippona e in Eusebio.

Io ritengo che anche se gli Oracoli Caldaici sono stati usati per legittimare affermazioni neoplatoniche e cristiane, l'autore non va annoverato fra i medio platonici, ma appare un qualche cosa a sé. Tanto che Patrizi, un raccoglitore di Oracoli Caldaici, attribuisce gli Oracoli Caldaici a Zoroastro.

Nei frammenti degli Oracoli Caldaici che ci sono giunti, non si cita mai Platone.

 

11 ottobre 2026

Nobili settecenteschi e il Mito

Sposalizio di Poseidone e Anfitrite (Salacia nella mitologia romana) dalla Reggia di Caserta.

I nobili si immaginavano in questo modo gli antichi Dèi.

In fondo, che differenza c'è fra questa rappresentazione e le rappresentazioni della chiesa cattolica?

Per loro gli Dèi erano una sorta di signori e di padroni. Non erano le condizioni della vita. Questi nobili vivevano distinti dalla popolazione e immaginavano che gli Dèi antichi si sarebbero comportati come si comportavano loro.

Separare gli Dèi dalla quotidianità significa negarne la realtà. Se gli Dèi non sono il mondo in cui io vivo e non sono le tensioni emotive che mi legano al mondo, gli Dèi non esistono.

O si abitano emotivamente gli Dèi o chi li rappresenta in questo modo sta solo scimmiottando gli Dèi per un proprio tornaconto personale.

 

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Claudio Simeoni

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Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
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