Paganesimo dei Baschi o Euskaldunak
Commento Claudio (trasmissione 08.01.1998)
Argomenti di Religione Pagana.
Noi li chiameremo Baschi
perché ci è più comodo farlo dal punto di vista della comunicazione, anche se
loro non chiamano sé stessi Baschi, ma Euskaldunak e
chiamano la loro terra Euskalkerri. Per rispetto
sarebbe bene chiamarli come loro vogliono essere chiamati, ma la necessità
della comunicazione impone immediatezza e questa è favorita dell’uso del
termine “basco”.
I Baschi occupano
quella terra in conseguenza del dilagare nella penisola iberica dei Visigoti.
Ricordo come i Visigoti fossero cristiani (in quel momento erano cristiani
ariani, si convertirono al cattolicesimo nel VII secolo assieme i Baschi e poco
prima dell’arrivo dei musulmani). I Baschi divengono cristiani pressati dai
cattolici francesi al nord e dai Visigoti al sud.
Ricordiamo che la
lingua basca è l’unica lingua dell’Europa Occidentale che non appartenga al
ceppo delle lingue indoeuropee.
Il paganesimo Basco è
un paganesimo eminentemente femminile. E’ un paganesimo che individua la magia
nella vita e nella riproduzione e continuità della vita stessa. Come in ogni
paganesimo la presenza di più coscienze genera contraddizione atte a produrre
altre coscienze. Senza la presenza di Coscienze non è possibile il generarsi di
altre coscienze. Questo vale in assoluto per tutti gli Esseri della natura e
per la coscienza di sé dell’Essere Natura.
Questo è il primo
anelito del paganesimo. Il primo soffio che trasporta gli Esseri Umani nella
magia della vita portandoli a superare la forma della descrizione per
compenetrare la noumenia dell’esistente.
La Terra come madre è
l’elemento fondamentale nella religione basca con una variante che la rende
assolutamente originale. L’Essere Terra è Lur, che,
attraverso la sua esistenza, consente l’esistenza dell’Essere Natura e lo
sviluppo di tutte le Coscienze di Sé che la compongono. Lur
veniva onorata depositando dei pezzi d’oro nelle caverne, cioè restituendo alla
terra quanto alla terra appartiene. La particolarità era che la terra Lur era la dimora di Mari detta “La Signora”. Mari era
considerata una divinità infernale; in realtà Mari era l’Energia Vitale che
dalla Terra si sprigiona verso la superficie. L’Energia Vitale prodotta dalla
Coscienza di Sé della terra. L’Energia Vitale che assicurava ricchi raccolti.
L’Energia Vitale che serve all’Essere Natura e alle Coscienze di sé che la
compongono per alimentare il divenire dei mutamenti. Questo Potere di Essere
dell’Essere Terra era un potere conosciuto dai baschi, la cui memoria però si
spegneva mano a mano che il cristianesimo uccideva dentro di loro la capacità
di relazionarsi col mondo circostante e con la terra in particolare.
Il paganesimo basco
sarà sottoposto violenza incredibile. Prima subirà le lotte fra i cattolici di
Francia e i cristiani ariani di Spagna e poi le lotte fra i musulmani che
invadono la Spagna e i cattolici della Francia. Il popolo basco sarà l’unico
popolo che fermerà i musulmani nell’Europa Occidentale ma sarà sottoposto a
tensioni religiose tali da distruggerne la percezione col mondo circostante.
Mari dal centro della
Terra usciva alla superficie come le fonti del paganesimo romano. Ma mentre i
Romani leggevano nelle fonti il divino i Baschi superavano la relazione acqua
ed energia vitale e concentrarono la loro attenzione direttamente sull’Energia
Vitale. Questa si apriva i varchi dal centro della terra per giungere fino alla
superficie. Il suo consorte era Maju detto anche Sugaar il principio maschile della vita. L’incontro fra il
principio femminile della vita e il principio maschile provocava la grandine:
la grandine delle coscienze che si proiettavano nell’infinito dei mutamenti.
Queste coscienze si muovevano lentamente, come dei serpenti che strisciano nei
mutamenti crescendo e arricchendosi ad ogni movimento, all’acquisizione di ogni
grado di consapevolezza.
Figlie della terra
per i Baschi erano le Coscienze di Sé dell’Essere Sole e dell’Essere Luna.
L’una e l’altra venivano celebrate. In particolare l’Essere Sole col nome di Ekhi veniva onorato con riti libatori. L’Essere Luna era
legata al concetto del mondo dei morti, al divenire dell’oscuro; spesso le
pietre tombali erano ornate con i simboli lunari. L’Essere Luna era l’essere
della nascita, della trasformazione. L’Essere Umano non moriva ma si
trasformava e continuava a vivere negli stessi luoghi in cui era vissuto quando
era vivo. Morire nel periodo di luna crescente era considerato propizio per la
trasformazione dell’Essere Umano e favoriva la vita del corpo luminoso dopo la
morte del corpo fisico.
Il paganesimo basco
riconosce l’esistenza di Esseri di sola Energia Vitale nella Natura, Esseri che
vivono per sé stessi e in base ai propri bisogni e alle proprie necessità,
tanto che alcuni, vivendo, favoriscono anche lo sviluppo dell’Essere Umano
mentre altri, per favorire il proprio sviluppo, impediscono lo sviluppo del
divenire umano. La raffigurazione di questi tipi di spiriti è diversa a seconda
di come si pongono in relazione dell’Essere Umano. Quelli “malvagi” erano
raffigurati in modo mostruoso come Torto, immaginato con un occhio solo
(incapace di vedere come potrebbe convivere con gli Esseri Umani per reciproco
interesse) o come Herensugue raffigurato come un
serpente a sette teste (incapace di scegliere la direzione nella quale
divenire). Galtxagorri e Etxajaunak
erano considerati spiriti favorevoli al divenire umano.
I baschi davano
grande importanza all’atteggiamento col quale l’Essere Umano affrontava la
vita. Quell’atteggiamento costruiva il corpo luminoso col quale affrontavano la
morte del corpo fisico. Appropriarsi di quanto un altro Essere Umano aveva
costruito distruggeva il divenire. Ingannare chi camminava insieme per
costruire il futuro distruggeva il divenire. Non essere uguali a sé stesso,
mancare alla parola data a chi camminava assieme, distruggeva il divenire.
Nascondere le proprie incertezze nell’affrontare la vita attribuendosi coraggio
e determinazione non posseduti né esercitati distruggeva il proprio divenire.
Coprire la propria incapacità con orgoglio di nulla distruggeva il proprio
divenire. In ultima analisi i Baschi avevano individuato come l’atteggiamento
soggettivo davanti al circostante permetteva di costruire il proprio corpo
luminoso o distruggerlo.
Dal momento che
l’intero paganesimo basco altro non era che l’insieme di forze e di poteri che
costruivano il divenire, la magia aveva un posto predominante come fare
attraverso il quale costruire il divenire stesso. Come in tutti i paganesimi
troviamo gli Esseri Umani che praticano la magia e che fungono da relazione fra
il quotidiano e il magico circostante. Nel paganesimo basco sono gli Azti che, oltre a partecipare alle feste pagane, tenevano i
loro raduni di venerdì nel boschi al chiarore lunare.
In ultima analisi il
paganesimo basco rappresenta uno dei punti più alti raggiunto dai paganesimi
nella percezione della magia del circostante. Questo dette la forza ai baschi
di fermare prima i cristiani ariani e poi i musulmani.
La distruzione di
questo paganesimo rappresenta l’ultima resistenza pagana nell’Europa
Meridionale all’arrivo del cristianesimo e dell’islam. Dopo i baschi il
paganesimo sopravvivrà soltanto nei paesi nordici. Nei paesi dell’Europa
Meridionale il paganesimo si trasformerà in stregoneria, l’ultima forma di
resistenza dalla quale partire per ricostruire il paganesimo moderno.
Nota: per il lavoro
mi sono servito della traccia dell’Enciclopedia delle Religioni della Garzanti
1989.
Scritti nel dicembre
1997 e presentati in radio Gamma 5 fra il dicembre 1997 e il gennaio 1998.
Alcune date sono certe, altre lo saranno fra poco.
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano
dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 –
Marghera Venezia
Tel.
3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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