L’idea creazionista e l'agire
nelle situazioni di
conflitto sociale
Argomenti di Religione Pagana.
Al
termine creazionista è sufficiente sostituire il
termine: cristiano.
Al
termine evoluzionista è sufficiente sostituire il termine Pagano.
In
questo modo si comprende il discorso sulla psicologia relativa alle persone di
religione Pagana e le persone di religione cristiana o, più in generale,
monoteista.
L’accettazione
psicologica profonda del creazionismo e
l’accettazione psicologica profonda dell’evoluzionismo è riscontrabile nei
modelli comportamentali delle persone. Creazionismo
ed evoluzionismo non sono soltanto due modi diversi di pensare il mondo, ma
sono, principalmente, due modi diversi di vivere e muoversi nel mondo.
L’individuo creazionista è un individuo che manifesta
una dipendenza psichica dal soggetto creatore e dalla “verità” o dal “modello”
del suo creatore. Una “verità” o un “modello” che sono sempre statici e nei
quali il soggetto si muove ed agisce, come se fosse egli stesso il creatore con
la possibilità di modificare il modello in cui agisce. L’evoluzionista non ha
una “verità” o un “modello” statico di riferimento, ma assume le categorie
delle dinamiche all’interno del modello e nell’agire tenta di considerare i
risultati delle azioni e le modificazioni che i vari soggetti, all’interno
dell’insieme in cui agisce, porteranno quando egli metterà in essere la sua
azione per ottenere i suoi fini. Mentre il creazionista
è separato dal modello sociale in cui vive ed agisce, l’evoluzionista agisce in
un insieme di soggetti agenti e li considera nelle sue scelte.
Un
esempio fra creazionismo ed evoluzionismo,
interiorizzati come modelli comportamentali, si possono osservare in una strada
molto trafficata o con i carrelli della spesa in un supermercato affollato.
L’affollamento
di persone ci consente di visualizzare un insieme dinamico in cui le posizioni delle
persone in quegli insiemi variano continuamente. Le persone di quell’insieme non sono guidate da un unico obbiettivo, ma
ogni persona ha un proprio obbiettivo, propri percorsi, propri modi di muoversi
in quell’insieme. Il movimento delle persone è
dettato dalle loro esigenze, non risponde ad un modello prefissato o di “verità”.
Le persone che hanno l’idea creazionista si muovono
senza attenzione per il movimento delle persone che stanno loro attorno.
Tendono ad ignorare che le persone che stanno loro attorno, ora sono in una
posizione, ma fra qualche istante, come loro, si saranno mosse in una posizione
diversa intersecando il loro movimento. Mentre l’evoluzionista ha una visione
dinamica dell’insieme e si muove cogliendo i segnali di trasformazione delle
posizioni delle persone nello spazio e nel suo movimento considera le
modificazioni in corso, il creazionista si muove
ignorando tali segnali. In un supermercato affollato il creazionista
lascia il carrello a destra della corsia mentre guarda i prodotti sulla
sinistra bloccando il passaggio, oppure tiene il carrello di traverso incurante
delle necessità delle persone che gli stanno vicino. L’attenzione del creazionista è focalizzata su sé stesso. Il mondo in cui si
muove è “puro oggetto” senza intelligenza né progetto. Quello che lui fa è
importante, tutto il mondo deve aspettare che lui abbia finito. Nel
comportamento del creazionista c’è anche l’altro
aspetto della medaglia, la paura del movimento dell’altro. Quando nel
supermercato affollato l’altro deve passare mentre il creazionista
ha lasciato il carrello ostruendo la corsia. Il creazionista
ha reazioni diverse nei confronti di chi “pretende” di passare a seconda di
come egli colloca la persona nella sua gerarchia immaginaria. Zingaro, giovane,
vecchio, extracomunitario, con giacca e cravatta, ecc. Sono aspetti che il creazionista coglie inserendo l’altro nella sua immaginaria
gerarchia: “Mi devo scansare o lo devo mandare a quel paese?”. E’ la gerarchia
che determina la reazione del creazionista, non la
consapevolezza che è sempre e comunque un suo dovere quello di lasciare libero
il passaggio. Il creazionista non concepisce che l’altro,
chiunque sia, ha il diritto di trovare il passaggio sempre libero (come
principio e nelle condizioni possibili). E’ meno visibile nel supermercato, ma molto di
più in una strada affollata, specialmente nell’attraversamento pedonale. Il creazionista, anche quando attraversa sulle strisce, ha
sempre paura che il veicolo che sta sopraggiungendo non si fermi. Oppure, per
attraversare deve fermare il traffico perché lui ha paura se il mondo non si
ferma al suo passaggio. Se vede la macchina arrivare e questa rallenta per
consentirgli l’attraversamento, non è soddisfatto, deve far si che questa si
fermi. Quando attraversa una strada sulle strisce spesso lo fa con
l’atteggiamento: “Ora comando io!”. Il creazionista
non è in grado di considerare il suo movimento in relazione al movimento degli
altri soggetti. Per il creazionista i soggetti del
mondo sono oggetti senza intelligenza. Questo perché il movimento è cambiamento
della “verità” che è il modello ambientale “in cui egli si muove”. Questa “verità”
deve essere ferma, immobile, altrimenti egli non capisce nulla vedendosi
sminuito nella sua capacità di decidere il movimento. Oltre a lui, dio
onnipotente che determina il movimento, altri lo fanno e, magari, non sono dio
onnipotente sopra di lui. La macchina che arriva vuole, sicuramente, centrare
lui. Lui è nei pensieri di quel guidatore. Mentre per l’evoluzionista le
persone scelgono di agire. Il loro agire sono movimenti dettati dalla fluidità
in funzione dei propri obbiettivi e le traiettorie che individua nelle azioni
delle persone sono effetti da considerare nelle sue scelte. Il creazionista, nel suo “osservare” o “ignorare” le altre
persone pone l’accento sulla “gerarchia”. Nel creazionista
il ragionamento gerarchico determina le sue pretese nei confronti delle altre
persone o il suo “farsi da parte”. Il suo agire e il suo non agire. Il grande
problema, sia in un supermercato affollato, su una strada trafficata, o nelle
scelte della politica e dell’economia, è quando il creazionista
deve scegliere in un mondo che sceglie e lui deve decidere senza essere il “padrone
delle decisioni del mondo”. Quando le sue scelte devono misurarsi con le scelte
di altri e magari anche in conflitto con le proprie. Il creazionista
non è in grado di gestire il conflitto se non come annientamento dell’altro; di
chi non si sottomette alla propria onnipotenza. E allora si blocca. Si
paralizza. Devia l’attenzione delle persone perché incapace di gestire le
dinamiche. Come Berlusconi e Tremonti!
Il creazionista appare più decisionista dell’evoluzionista.
Le sue decisioni appaiono decise soltanto quando la situazione in cui agisce
non presenta criticità. Quando la situazione in cui si muove è “pacifica”. In
un supermercato quando i carrelli non sono troppi, allora il suo passo
arrogante appare come deciso e determinato e le persone non hanno difficoltà ad
attendere qualche istante o a scansarsi. Nella strada, il creazionista,
sia che sia al volante o un pedone, con poco traffico si scambia la sua
arroganza, troppo spesso, per efficienza. In politica è lo stesso. In una
situazione economica tradizionale l’arroganza viene scambiata per efficienza e
la superficialità per competenza. Lo si fece con Craxi
che distrusse la ricchezza dell’Italia indebitando il paese, lo si è fatto con Berlusconi per una legislatura di cinque anni che ha
distrutto l’economia del paese condono dopo condono. Però, quando nel
supermercato il traffico di carrelli è intenso, o le strade affollate, allora
il creazionista o è impaurito o crea problemi non
dando la precedenza o saltando di corsia. Quando la situazione politica ed
economica è attraversata da crisi in cui concorrono diversi soggetti e le loro
decisioni sono talmente forti da non poter essere annichilite o criminalizzate,
il creazionista, arrogante e decisionista, non è più
in grado di decidere. E’ paralizzato. La paralisi decisionale deriva dal fatto
che SAREBBE obbligato a prendere delle decisioni i cui effetti non si
riscontrano nell’immediato, ma nel tempo. Nelle trasformazioni in un mondo che
si trasforma. Il creazionista non è in grado di farlo
perché lui vive nella “verità”, in una staticità. Le dinamiche del presente lo
paralizzano. Così si trova costretto ad agire per paralizzare le persone
affinché non agiscano e subiscano, come lui, la crisi delle trasformazioni in
corso. Esistono delle persone che chiamano sé stesse evoluzioniste, ma in
realtà sono creazioniste.
Evoluzionismo
e creazionismo sono due forme psicologiche fissate
nell’individuo attraverso vere e proprie reti neuronali
costruite nel corso della primissima infanzia e fissate durante la crescita
dell’individuo. Non sono fattori genetici di specie, ma l’effetto primo dell’educazione
religiosa delle persone.
La
struttura psicologica creazionista è imposta nell’individuo
dal cristianesimo, l’ebraismo e l’islamismo (altre forme meno conosciute si
stanno formando anche nel Buddismo e nell’Induismo
come risposta alla psicologia da dipendenza del monoteismo) nella primissima
infanzia; la struttura psicologica dell’evoluzionismo, fino ad oggi, è stata
una reazione psicologica alla staticità creazionista.
Una necessità di liberazione dal creazionismo mai
completamente realizzata. Non è mai stata realizzata in quanto l’evoluzione,
fino ad oggi, è un’elaborazione della ragione in una struttura psico-emotiva dipendente dalla creazione. Solo quando l’educazione
religiosa delle persone sarà Pagana, allora anche la pulsione psico-emotiva delle persone saprà padroneggiare l’evoluzionismo
come capacità di un soggetto di padroneggiare gli insiemi critici in cui
milioni di soggetti agiscono, siano essi dei supermercati, delle strade
affollate o sistemi sociali politici-economici.
L’evoluzione
permette agli individui di cogliere oltre l’attimo presente. In attimi
successivi in cui le trasformazioni introdotte dalle decisioni di ogni soggetto
trasformano il presente. L’evoluzione consente al soggetto di pensare l’azione
che deve immettere nel mondo per ottenere l’effetto voluto affiancando e
sommando la sua azione alle azioni di ogni soggetto agente.
Questo,
un creazionista, non lo potrà mai fare.
Marghera,
15 febbraio 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
E-MAIL: claudiosimeoni@libero.it
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