Paganesimo Europeo dagli Hurriti ai
Fenici
Commento Claudio (trasmissione --.12.1997)
Argomenti di Religione Pagana.
La popolazione hurrita
è una popolazione molto particolare nel panorama mediorientale. E’ una di
quelle popolazioni che sono state in grado non solo di costruire una civiltà ma
di fare da ponte fra civiltà diverse e trasformazioni diverse. Gli hurriti hanno costruito il divenire in direzione spaziale e
in direzione temporale. In altre parole, hanno percorso lo spazio e impostato
processi di mutamento oltre il tempo intervenendo nelle trasformazioni di altri
popoli sia arricchendoli che adattandosi e integrandosi.
Il loro nome è di origine incerta,
ma è probabile che derivi dal nome della città di Huri
o, più probabilmente, si definivano abitanti della città di Huri,
l’attuale città di Urfa nota in Grecia come Edessa. E’ una città situata nella Turchia meridionale
presso il confine con la Siria. Furono gli hurriti a
respingere verso l’Egitto le popolazioni degli hyksos.
Agli hurriti si sovrappose l’impero dei Mitanni che si sacrificherà nel tentativo di bloccare
l’espansionismo degli Assiri.
E’ necessario ricordare le
differenze sociali esistenti fra i babilonesi e gli assiri per comprendere
l’anomalia assira nel panorama mediorientale di quel tempo. Per capire le
differenze sociali basta conoscere la posizione dell’essere umano femminile
all’interno del sistema sociale e della famiglia. In Assiria,
il potere del marito giungeva fino a poter uccidere la moglie. In babilonia la
posizione giuridica della moglie invece, pure inferiore a quella del marito,
era superiore a quella esistente in molti altri paesi dell’antichità, anche
perché essa poteva avere un proprio patrimonio.
Si legge nel codice di Hammurabi legge 150:
“Se un uomo ha donato con regolare
contratto, terre, casa o altri beni alla moglie, alla sua morte i figli non
possono esigere nulla; la moglie lascerà questi beni al figlio che preferisce,
non ad altri”
Queste poche riflessioni sono
sufficienti per inquadrare l’entità della relazione fra società e religione.
Questa impostazione sociale babilonese fu introdotta probabilmente dagli
Elamiti una popolazione proveniente dell’attuale Belucistan.
gli Elamiti assunsero la scrittura cuneiforme dai sumeri ma introdussero la
percezione del lato femminile della vita come socialmente importante (gli Dèi
degli Elamiti erano rappresentati con attributi animali).
Gli Hurriti,
assieme al regno dei Mitanni, verrà fatto sparire
dalla scena della storia, ma non del suo potere religioso. Le culture religiose
passano da un popolo (o una cultura, all’altra come la Dea Nanaia
degli Elamiti il cui culto continua con la divinità Persiana, Anahit che come acqua fecondatrice è venerata dagli Armeni e dai Greci. I Greci la venerano come Afrodite o
come Artemide mentre gli Armeni vi hanno eretto un
tempio a Erez. Poi, sparito il regno Assiro, la
religiosità hurrita si trasformerà diventando
l’antica religione siriana che tenterà di fermare il nuovo orrore che si stava
articolando: quello della religione ebraica.
Nella religione Hurrita
la cosmologia ha origine da Anu (è il cielo alto, una
divinità comune con i Sumeri e altri popoli) che solo e assoluto si muove nel
vuoto finché Kumarbi lo distrugge generando gli Dèi
finché Teshup, non gli toglie il dominio
dell’universo.
Questo è lo stesso schema della
Teogonia di Esiodo:
“Kumarbi è
figlio e coppiere di Anu, strappò al padre i genitali
con un morso e tentò di detronizzarlo. Anu lo
maledisse predicendogli la nascita di mostri furiosi dalle sue viscere. Kumarbi, in seguito, fu rovesciato da Teshup
il “dio-uragano”.”
Anu è Urano Stellato e Kumarbi (che gli Hittiti riferivano agli Hurriti) era assimilabile a Crono per la sua azione contro Anu. Nelle epoche tarde Kumarbi
fu assunto a “Padre degli Dèi” e “Signore delle tempeste”. Teshup,
venerato dagli Hittiti e dagli Elamiti, fratello di Isthar,
con la moglie, la Dea Hepet si diffuse in tutta la
Siria. In Siria era raffigurato in groppa ad un toro, con aspetto fiero armato
di ascia e di saette.
La mitologia è molto chiara. Anu è la coscienza di sé che precede l’universo che, quando
cessa di esistere, costruisce il caos, la luce dell’esistente nella quale si
formano le coscienze di sé e il ciclo delle trasformazioni divine. Il caos
stesso perde il controllo di sé in quanto il tempo, attraverso il processo di
adattamento di tutti gli elementi presenti nel caos, riordina, struttura e
adatta fino a ricostruire la coscienza di Anu alla
fine del tempo. Teshup veniva raffigurato sopra due
montagne o nell’atto di soggiogare il giorno e la notte: Sheri
e Khurri. Il giorno e la notte la cui sequenzialità
determina la misura del tempo, la sequenza del mutamento attraverso il quale si
ricostruiva la coscienza di sé Anu. Coscienza di sé Anu la cui costruzione passava attraverso la coscienza di
sé dell’essere sole, CHEPAT (KHEPA), che veniva considerata moglie del tempo.
Una moglie dura e determinata nel dare l’assalto al cielo tanto che veniva
raffigurata in groppa ad un leone.
Con varie letture soggettive e
rispondendo a diverse esigenze religiose, questa sequenza è fondamentale in
tutto il medioriente, attraversa la Grecia e giunge
fino a noi. La coscienza Anu viene esautorata dal
padre degli dei che viene esautorato dal tempo che andranno a ricostruire Anu. E’ la sequenza generale su cui si fonda tutto il
paganesimo, al di là dei nomi e dei significati che attribuiamo agli Dèi. La
ciclicità assoluta delle trasformazioni. Tutte le altre divinità sono coscienze
che entrano nel gioco della fondazione del divenire. Il divenire è la
ricostruzione della coscienza di sé Anu.
Il meccanismo religioso percepito
attraversa lo spazio e il tempo. Si trasferisce nella religione dell’antica
Siria. Adone, considerato la natura, rinasce ad ogni stagione. Dopo l’inverno
la primavera della vita. Costituirà una base culturale di interpretazione dei
culti misterici nella Grecia antica mentre il lato femminile della natura, col
nome di Atargatis venne accettato ed ammesso anche
dai romani sotto il nome di DEA SYRIA.
La divinità più importante
dell’antica Siria era BAAL: l’energia della vita. L’energia della vita che
dalla madre terra si sprigiona per alimentare l’essere natura. Favoriva la
fertilità dei campi, regolava le piogge e le falde freatiche. Questa figura
subì parecchie trasformazioni a mano a mano che la percezione dei popoli si espandeva.
Fu identificato sempre con l’energia vitale, la forza in grado di costruire le
coscienze di sé di qualunque essere. Divenne il temporale, come padre degli
esseri di sola energia vitale, divenne un toro come identificazione del
principio maschile dell’Essere Natura, fu identificato col cielo come padre e
generatore dell’Essere Natura e ancora con l’Essere Sole come espressione
dell’energia vitale che si irradia nello spazio. Anche Baal,
quand’era identificato con l’essere natura, moriva e rinasceva a seconda della
velocità con cui l’energia vitale scorreva e dello sviluppo delle coscienze di
sé. Baal non è nessuno delle divinità hurrite ma è la sostanza di Anu
che priva della coscienza di sé ricostruisce Anu.
questo sistema religioso divenne proprio dei Fenici.
BAAL fu considerato il maggior
rivale del dio di Israele. Se Baal è l’energia vitale
che si trasforma in coscienza di sé, il dio degli ebrei è la coscienza che si
ciba di energia vitale stagnata. E’ il padrone degli esseri umani, colui che
vuole sbarrare la strada affinché gli esseri umani non possano cogliere
dall’albero della vita eterna e diventare Dèi. Baal è
il costruttore della coscienza ed è l’alimentatore dell’eternità di ogni
coscienza di sé esistente.
Nell’antica religione siriana abbiamo
un’altra divinità che muore e rinasce identificata anch’essa nella natura ed è
ESHMUN considerato dio della natura e della salute del corpo fisico.
Anche questa divinità ripercorre le
tappe della costruzione della coscienza di ogni essere che si sviluppa
attraverso dei cicli a seconda dello stadio di sviluppo e crescita in cui si
trova.
E’ importante parlare della
rinascita dal punto di vista pagano. La rinascita pagana non è né un processo
di metempsicosi, né un processo di reincarnazione, né un processo karmico. Il paganesimo riconosce un processo continuo di
costruzione della coscienza che nell’essere della natura va dall’attimo in cui
la coscienza tenta di dilatarsi al divenire uno con l’universo. Questo processo
è diviso in fasi di sviluppo, dove una fase costruisce gli elementi per
affrontare la fase seguente. Le rinascite sono gli arrivi nelle fasi seguenti,
non il ritorno al corpo fisico. Per quanto riguarda la rinascita di Adone (dal
punto di vista fenicio, non greco), la rinascita di Eshmun,
le rinascite di Baal non rappresentano delle
rinascite, ma scandiscono il respiro dell’Essere Natura, il suo rinnovarsi, il
giorno e la notte dell’Essere Natura come appaiono alla ragione.
Va sottolineato come la religione
ebraica esprima un odio feroce contro la vita e nel contempo la necessità della
sottomissione. Sia Elia che Osea si accaniscono
violentemente contro il culto di Baal nel tentativo
di distruggere la vita. Non è un caso che nei vangeli al momento della
trasfigurazione accanto a Gesù ci siano i due maggiori criminali della storia
ebraica: Elia il macellaio della vita e Mosé
l’artefice della sottomissione assoluta mediante i dieci comandamenti.
La contrapposizione diretta
all’ideologia religiosa ebraica, avviene proprio da parte della religione
fenicia. Per questo motivo diventa importante terminare quest’escursione del
pensiero e della religiosità pagana con la religiosità fenicia alla quale la
religione ebraica oppone il proprio terrore. A parte Baal
che era un sentire religioso comune a tutti i popoli semitici (e lo
sputtanamento e denigrazione del quale è stato fatto oggetto dall’ideologia
religiosa degli ebrei e del loro dio padrone). C’è l’essere natura chiamato
ADONE e venerato sia dai fenici dell’isola di Cipro che nella città di Byblos. Un altro aspetto dell’Essere Natura noto come
ESHMUN che ciclicamente muore e rinasce (dalla quale i cristiani prenderanno
spunto per descrivere la favola della resurrezione del loro inesistente Gesù di
Nazareth). C’È BEELZEBUB (sarebbe più corretto Baal Sebub), il caos dell’energia vitale dal quale prendono
forma le coscienza (o se vogliamo gli Dèi, visto che ogni coscienza di sé è un
dio partecipe alle trasformazioni consapevoli, appunto all’insieme dei divino,
dell’universo) venerato nella città Palestinese di Accaron.
Gli ebrei, che disprezzano la vita adorando un dio che si compiace del sapore
dell’olocausto, definiscono Beelzebub il signore
delle mosche (invocato anche per tener lontano le mosche dalla carne?)
dimenticando che essi stessi sono coscienze che lavorano per diventare eterni
se non preferissero essere sacrificati in olocausto per compiacere il loro dio
(infatti si definiscono il popolo proprietà del loro dio). Nel nuovo testamento
il disprezzo per Baal Sebul
giunge in Matteo che esaltando il Gesù che distrugge il divino dentro gli
esseri umani (Gesù scaccia il demone: il divino che cresce nell’essere umano)
ha terrore della vita che si trasforma in coscienza di sé diventando divinità
fondando il proprio divenire nell’eternità dei mutamenti.
Nel vangelo di Luca troviamo anche
l’idolo detestabile: MELEK (DETTO ANCHE MOLOCH). I cristiani lo detestano
davvero, infatti MOLEK altro non è che la coscienza di sé Sole mentre fonda il
proprio divenire nei mutamenti favorendo lo sviluppo di ogni coscienza di sé in
questa parte dello spazio. I cristiani indicano questa funzione nell’attività
del loro dio, il loro padrone, non negli Dèi che circondano e formano gli
Esseri Umani.
Ecco come la storia religiosa di un
paganesimo attraversa tremila anni prima del profeta dei cristiani e giunge
fino a noi. L’essenza attraversa cinquemila anni. Anche se le figure sono
distorte, spesso dimenticate, attraversando momenti percettivi diversi ci
portano l’essenza del paganesimo antico affinché noi possiamo ricostruire il
paganesimo futuro.
Lunghi fili rossi legano i
paganesimi attraversando le percezioni specifiche. Un lungo filo rosso dal
paganesimo hurrita giunge fino a noi. Noi ci
limitiamo a prenderlo, guardarlo con dolcezza, lo facciamo nostro e speriamo di
alimentarlo rinnovando la forza della percezione umana per quanto possiamo.
Nota: per il lavoro
mi sono servito della traccia dell’Enciclopedia delle Religioni della Garzanti
1989.
Scritti nel dicembre
1997 e presentati in radio Gamma 5 fra il dicembre 1997 e il gennaio 1998.
Alcune date sono certe, altre lo saranno fra poco.
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano
dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 –
Marghera Venezia
Tel.
3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
HOME PAGE - TORNA ALL'INDICE
GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA