La Religione Pagana

Le Laminette Orfiche e partorire il corpo luminoso.

Argomenti di Religione Pagana.

Le religioni monoteiste, ebrea, cristiana e musulmana, si pongono una domanda fondamentale: da dove veniamo? La risposta che danno è: veniamo da Dio! La Religione Pagana si pone una diversa domanda fondamentale: visto che siamo, dove andiamo? La risposta che dà è: a costruire il Dio che cresce dentro ad ognuno di noi!

Le laminette orfiche sono un esempio di come le religioni misteriche pensavano la morte del corpo fisico e, di conseguenza, organizzavano la loro vita. Nell’interpretazione dei culti misterici si deve tener presente la frattura con le concezioni religiose del Mito operata da Platone. Platone, nell’Apologia a Socrate, fa dire a Socrate: “E' qualcosa che mi è cominciato da bambino, come una specie di voce, la quale, ogni volta che si produce, mi trattiene sempre da quello che sto per fare, senza però mai spingermi in avanti. Questo è ciò che mi impedisce di fare politica, e mi sembra una opposizione sacrosanta.” è un daimon, un’anima (estranea al corpo di Socrate), che si impadronisce del corpo di Socrate e che coabita nel corpo di Socrate.

Il giovane Platone separa il corpo da ciò che lo anima. Passioni, tensioni, bisogni, intelligenza, ecc. non sono manifestazioni del corpo nel suo abitare il mondo, come nel Mito, ma vengono separate. Ciò che è considerato “bello” e puro viene attribuito all’anima; ciò che è considerato “basso” e “volgare” è attribuito al corpo. Con Platone il corpo diventa l’involucro dell’anima. Un corpo da piegare e umiliare per sottometterne bisogni e desideri alla morale ideale attribuita all’anima.

Platone contribuisce a dare dignità filosofica alla superstizione rubando l’ideale umano al corpo degli uomini per attribuirlo ad enti sovrasensibili che determinano e decidono come l’uomo si deve comportare: il cristianesimo farà propria questa superstizione articolandola secondo i propri bisogni e necessità. Platone è un ciclone che condizionerà la storia del pensiero umano e sarà molto utile ai cristiani.

Con Platone tutto divenne forma, tutto divenne materia; ciò che non era forma e materia diventava superstizione che in Platone trovava la sua legittimità e la sua realtà come spiegazione della forma e della materia. La magia da atto di trasformazione dell’individuo e della sua capacità di percepire il mondo, si trasforma, nel Platonismo e nel cristianesimo, in atto con cui il mago, immobile e assoluto (creato da dio), trasforma il mondo magari con l’aiuto di forze divine o demoniache.

A questo modo di pensare il mondo si oppongono gli Esseri Umani che trasferiscono il loro “abitare il mondo” dalla filosofia alle religioni misteriche. Per la filosofia, da Platone ad oggi, si tratta di misteri perché i presupposti filosofici e teologici di tali religioni sono estranei alla filosofia dominante.

Le religioni misteriche non si riferivano alla ragione, ma alle emozioni. Il mondo emotivo è il mondo religioso. Il mondo emotivo è l’immenso da cui emerge il mondo della ragione. Nelle religioni misteriche la morte del corpo fisico era l’arrivo in un nuovo mondo. La religione non era altro che l’insieme delle pratiche che permettevano all’individuo di TRASFORMARSI per giungere nel nuovo mondo. Le antiche religioni non erano un’insieme di regole che sottomettono l’uomo ad un ente superiore, ma erano un insieme di interpretazioni del mondo che permettevano all’uomo di nascere al momento della morte del corpo fisico.

La ragione muore col corpo fisico, la struttura emotiva continua a vivere perché si trasferisce sul corpo di energia che la vita fisica ha costruito (se preferite, partorito!).

Nelle Laminette Orfiche appaiono vari Dèi il cui significato va precisato: Mnemosyne è il venir in essere della coscienza. Il prendere coscienza di sé e della necessità di agire. Da Mnemosyne e la ragione, Zeus, vengono partorite le Muse come arte che chi nasce nella ragione, come i figli dell’Essere Natura, può usare per plasmare la propria struttura emotiva. In qualunque mondo si nasca, si deve forgiare la propria coscienza e la propria consapevolezza “bevendo la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne”. Ade, sia come soggetto che come mondo, E’ la luce emotiva, l’oscuro della ragione.

La ragione serve solo al corpo fisico, muore con esso. Ade è caliginoso, visto con gli occhi della ragione; è luce quando percorri la “sacra via” con gli occhi emotivi.

Gaia, Gea, tradotto come terra; nel mito Gaia è l’energia vitale, il mattone primo di quanto esiste. Sia che si presenti, ai nostri occhi, sotto forma di materia o sotto forma di energia.

Gaia non ha coscienza di sé, ma ha in sé la qualità per costruire ogni coscienza di sé sfruttando ogni situazione favorevole che incontra. E’ il fondamento della Terra, come lo è di ogni astro e di ogni individuo di ogni specie nella Natura. E’ la sostanza del corpo di ogni Dio, comunque tale Dio si esprima. Urano Stellato è l’emozione. Non è solo le stelle del firmamento che vivono e, consapevoli, costruiscono le loro strategie di vita, ma è l’emozione che le ha portate a passare dall’inconsapevolezza alla consapevolezza, come per ogni Essere che noi chiamiamo vivente.

L’emozione è quello stato psichico che destabilizza l’inconsapevolezza, crea tensione nel soggetto fino a portarlo ad organizzare la propria consapevolezza su un diverso piano di organizzazione. L’emozione è il passaggio dal non-consapevole al consapevole. Tutti i successivi salti e sviluppi della consapevolezza avvengono per emozioni.

Bacco, altro nome di Dioniso, è le fasi di formazione della vita: nella pancia della madre (Semele), nella gamba di Zeus (vita fisica respirando aria), vita del corpo luminoso mediante lo smembramento del corpo fisico ad opera dei Titani (le emozioni profonde e la morte della ragione). Persefone, come piccola Demetra, è la libertà del corpo luminoso dai legami col corpo fisico.

Tutte le Laminette Orfiche rappresentano un canto di gioia: ho sfruttato la mia occasione di vita e mi sono trasformato in un DIO. O in un eroe, se preferite. Comunque cammino sulle strade dell’eternità.

Nelle Antiche religioni non esiste un corpo separato dall’ “anima” e non esiste nemmeno l’idea di Plotino secondo cui:

“Anche Platone ha dunque ragione quando non pone l’anima dell’universo nel corpo, ma il corpo nell’anima; egli dice che v’è una certa parte dell’anima in cui c’è il corpo, ma che ce n'è un’altra in cui non c’è affatto corpo – cioè le potenze dell’anima di cui il corpo non ha bisogno. Si deve dire lo stesso anche delle altre anime. Di queste altre potenze non dobbiamo esigere la presenza nel corpo, se non di quelle di cui ha bisogno, ed esse sono presenti ma non in quanto siano insediate nelle sue parti o nel tutto: la potenza sensitiva, per esempio, è presente all’intero organismo senziente, ma riguardo la sua attività essa è diversa in maniera sempre nuova.” Enneadi, IV 3, 22

Non l’anima presente nel corpo, ma il corpo che, proprio in quanto corpo e non cadavere, esprime quanto Plotino attribuisce all’anima. Ed è il corpo fisico che nell’esprimere quanto lo anima costruisce il corpo luminoso che alla morte del corpo fisico raccoglie su di sé la coscienza dell’individuo. Da questo si può comprendere il senso religioso Pagano Politeista della morte espresso nelle Laminette Orfiche. Il corpo fisico, vivendo nella Natura, ha partorito il corpo luminoso e questo si avvia a vivere una nuova e diversa vita:

 

Laminetta d'oro di Ipponio (VIBO VALENTIA).

 

A Mnemosyne è sacro questo (dettato): (per il mystes) quando sia sul punto di morire. Andrai alle case ben costruite di Ade; v'è sulla destra una fonte, accanto ad essa si erge un bianco cipresso; lì discendono le anime dei morti per avere refrigerio. A questa fonte non accostarti neppure; ma più avanti troverai la fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne: vi stanno innanzi i custodi, ed essi ti chiederanno, in sicuro discernimento, che mai cerchi attraverso la tenebra dell'Ade caliginoso. Di': “(Son) figlio della Greve e del Cielo Stellato; di sete son arso e vengo meno: ma datemi presto da bere la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne”. Ed essi son misericordiosi per volere del sovrano degli Inferi, e ti daranno da bere (l'acqua) del lago di Mnemosyne; e tu quando avrai bevuto percorrerai la sacra via su cui anche gli altri mystai e bacchoi procedono gloriosi (Traduzione di G. Pugliese Carratelli)

 

1) Laminetta d'oro di Thurii

 

Ma come l'anima si allontana dalla luce del sole vieni nella direzione del guardiano posto a destra della via dritta; è tutto perfetto. Gioisci, tu che hai sofferto la sofferenza; prima non l'avevi ancora sofferto. Da uomo sei diventato dio; capretto cadesti nel latte. Gioisci, gioisci, perché cammini lungo la strada che si dirige a destra, verso i prati sacri e i boschi di Persefone.

 

Laminetta d'oro di Pelinna

 

Ora muori, ora rinasci, tre volte beata, in questo giorno. Di' a Persefone che Bacco in persona ti liberò. Toro balzasti nel latte; subito balzasti nel latte; ariete cadesti nel latte. Hai il vino, o beata, quale segno d'onore e sotto terra ti rendono i riti perfetti che gli altri beati celebrano.

 

2) Laminetta d'oro di Thurii

 

Vengo pura dai puri, regina degli inferi, Eucle ed Eubuleo e voi altri, Dèi e Demoni: anch’io mi vanto di essere della vostra stirpe beata, anche se una pena scontai per opere non giuste, la Moira mi vinse [?] <* * * * * *> col fulmine balenante. Ora supplice vengo innanzi alla splendida Persefone, affinché benigna mi invii alle sedi dei beati.

 

3) Laminetta d'oro di Thurii

 

Vengo pura dai puri, regina dei sepolti, o Eucle, o Eubuleo e voi altri, dèi immortali: anch’io mi vanto di essere della vostra stirpe beata, ma la Moira mi vinse, e gli altri Dèi immortali <***> e il fulmine che folgora gli astri. In volo sfuggii al ciclo doloroso e molesto E alla desiderata corona giunsi con piedi veloci Al grembo scesi della regina, signora degli inferi; alla desiderata corona giunsi con piedi veloci. <> Capretto caddi nel latte.

 

Laminetta d’oro di Petelia

 

Troverai a sinistra delle case di Ade una fonte, e accanto ad essa eretto un bianco cipresso: A questa fonte non avvicinarti neppure. Ma ne troverai un’altra, la fredda acqua che scorre Dal lago di Mnemosyne: vi stanno innanzi i custodi. Dì’: “Son figlia della Terra e del Cielo Stellato. Urania è la mia stirpe, e ciò sapete anche voi. Di sete son arsa e vengo meno: ma datemi presto La fredda acqua che scorre dal lago di Mnemosyne”. Ed essi ti daranno da bere dalla fonte divina; e dopo di allora con gli altri eroi sarai sovrana.

 

Laminetta d’oro di Eleuterna (Creta)

 

A) brucio di sete e muoio.

B) Orsù bevi alla mia fonte eterna sulla destra, dove è il cipresso.

Chi sei? Donde vieni?

A) Figlio di Gaia e di Urano splendente di astri.

 

Laminetta d’oro da Roma

 

Giunge pura dai puri, o regina dei sepolti.

O Eucle, o Eubuleo, splendida figlia di Zeus, ho con me Di Mnemosine questo splendido dono per gli uomini.

“Cecilia Scundina, entra, divenuta Dea per la legge.”

 

Il testo delle Laminette Orfiche è preso da “Le religioni dei misteri” a cura di Paolo Scarpi edizione Fondazione Lorenzo Valla e da “I presocratici” di Hermann Diels e Walter Kranz ed Laterza.

Il concetto di “partorire il corpo luminoso” alla morte del corpo fisico è ben presente. La morte del corpo fisico come il passaggio per completare l’opera e diventare un Dio. L’Orfismo, come le altre Religioni Antiche, non è una religione della sofferenza, ma sono religioni “della possibilità”: quella di diventare un Dio. Mentre Platone impone la superstizione che verrà fatta propria dai cristiani che la uniranno con la superstizione ebrea, le antiche Religioni presentano un cammino di libertà verso la morte del corpo fisico.

Marghera, 20 gennaio 2010

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

e-mail claudiosimeoni@libero.it

 

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