Paganesimo dei Lettoni  

 

Commento Claudio (trasmissione 01.01.98)

Argomenti di Religione Pagana.

I Lettoni abitanti dei territori baltici di cui abbiamo notizie fin dal IX secolo e che furono conquistati e sottomessi ai Germani in Livonia e Curlandia nel XII secolo in seguito alle crociate del 1198 contro i pagani. Crociate ordite per distruggere il sentire degli Esseri Umani da parte dei cattolici e nello stesso tempo per depredare le popolazioni degli averi.

Il paganesimo lettone non differisce di molto da quello lituano. Dievs, come fra i Lituani, è il cielo in quanto tale: l’infinito che ci circonda. L’infinito dal quale si astrae l’esistente. L’infinito come sconosciuto dal quale attingiamo il conosciuto.

Il continuo scontro fra la religione pagana lettone e il cristianesimo avanzante dovette modificare la figura di Dievs per renderla più vicina alla concezione cristiana e contrapporla al dio cristiano e alla sua ferocia. Così Dievs perde la sua percezione astratta dell’infinito col quale relazionarsi per trasformarsi in un essere potente che gestisce una fattoria celeste; un allevatore di bestiame. Distrutta la relazione fra gli Esseri Umani lettoni e l’infinito della percezione diventa facile per i cristiani sovrapporre il loro dio assassino ad un allevatore di bestiame. Così il dio cristiano in lingua lettone si chiama Dievs. Tolto il senso dell’infinito che rende audaci gli Esseri Umani che vi si immergono Dievs resta solo un volgare macellaio di Esseri Umani buono per ogni uso.

Nell’antico paganesimo lettone Dievs era l’infinito. L’infinito dal quale gli Esseri Umani e con loro ogni altro Essere della Natura attingono per costruire il loro quotidiano. Una fonte dalla quale attingere e alla quale abbeverarsi. Solo il disseccarsi di quella fonte, sottomettendo gli Esseri Umani ad un dio assassino, permette la distruzione della religiosità pagana. Gli Esseri Umani non sono più Dei che, audaci, compenetrano l’infinito diventando infinito essi stessi ma sono sottomesso; bestiame pascolato da un dio assassino.

Questo era il senso delle crociate contro i pagani nordici.

Anche per i Lettoni il cielo era una Coscienza di Sé e in sé, come in quasi tutte le religioni pagane. Si riconosce il cielo il più antico degli Esseri che si relazionò con l’Essere Terra e che contribuì a generare l’Essere Natura. Era chiamato Perkons (tempesta). Nelle canzoni popolari è celebrato come liberatore della figlia del Sole. Potrebbe essere altrimenti? Perkons è la tempesta, è la saetta, è il tuono ed è la pioggia. Egli è il padre della fertilità. La figlia dell’Essere Sole è l’Essere Natura. E l’Essere Natura può liberare la sua potenzialità, esprimere il suo essere soltanto in presenza del cielo, della sua volontà, della sua esistenza.

Una caratteristica fondamentale del paganesimo lettone è che quasi tutte le divinità sono femminili. Il paganesimo lettone seguiva la linea della continuità del divenire e identificava la continuità del divenire attraverso le trasformazioni e le trasposizioni dell’Energia Vitale che da un essere si trasferivano in un altro essere. Queste trasposizioni erano il frutto di relazioni sessuali dove la produzione della coscienza era arte femminile.

Zemes Mate è la Coscienza di Sé della terra. La terra percepita come madre: come generatrice di esseri. Senza la coscienza dell’Essere Terra non è possibile la Coscienza di Sé dell’Essere Natura, non sono possibili le Coscienze di Sé degli Esseri Umani. Dunque la Coscienza di Sé degli Esseri Umani può attingere alla Coscienza di Sé dell’Essere Terra che ne alimenterà lo sviluppo fintanto che gli Esseri Umani si relazioneranno con l’Essere Terra.

Saule è la Coscienza di Sé dell’Essere Sole che dall’irraggiamento di tutto il suo potere nello spazio permise la nascita di numerose Coscienze di Sé compresa la Coscienza di Sé dell’Essere Natura e di tutte le Coscienze di Sé che la compongono. I Lettoni leggono la Coscienza di Sé dell’Essere Sole in maniera femminile in quanto leggono il procedere delle coscienze dalla sua coscienza. Essi afferrano il potere generativo dell’Essere Sole e quel potere generativo lo elevano a divino per eccellenza con cui costruire la propria relazione.

Infine vale la pena di ricordare una delle maggiori divinità lettoni: Laima Mate. Laima Mate è il divenire degli Esseri Umani. E’ l’essenza del loro divino, della loro volontà e delle loro determinazioni. Laima Mate è il destino inteso come costruzione dell’Essere Umano all’interno delle condizioni incontrate. Laima Mate è la fortuna. La capacità dell’Essere Umano di organizzare e strutturare sé stesso per affrontare Dievs, l’infinito che ci circonda.

Dopo l’arrivo dei crociati cattolici i Lettoni non hanno più futuro. Essi diventano ciò che il dio cristiano vuole. Dapprima bestiame della fattoria di un Dieva che li conduce al macello rendendoli dipendenti dalle sue decisioni e dalle sue elargizioni poi bestiame in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra.

Nel paganesimo lettone i riti sacrificali avvenivano sopra grandi pietre o sotto alberi le querce a simboleggiare il lato maschile della vita e i tigli a simboleggiare il lato femminile. Nel XVIII secolo in Lettonia vennero tagliati gli ultimi boschi sacri così i cristiani poterono continuare a diffondere l’orrore di cui sono i portatori.

Il paganesimo lettone ha potuto conservare parte del ricordo grazie alle canzoni popolari, le dainas, che per quanto fu feroce il cristianesimo non riuscì mai a bloccare. Anche se il cristianesimo può diffondere l’orrore distruggendo le foreste e mettendo in ginocchio gli Esseri Umani indifesi spesso non è in grado di penetrare nel cuore degli Esseri Umani per seminare il suo terrore.

Nota: per il lavoro mi sono servito della traccia dell’Enciclopedia delle Religioni della Garzanti 1989.

Scritti nel dicembre 1997 e presentati in radio Gamma 5 fra il dicembre 1997 e il gennaio 1998. Alcune date sono certe, altre lo saranno fra poco.

 Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

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