Come la Religione Pagana
pensa gli Dèi:
madre Afrodite, corpo e pulsioni

di Claudio Simeoni

Argomenti di Religione Pagana.

 

Chiunque sa che i Pagani vivono emotivamente la presenza degli Dèi nel mondo, ma sappiamo anche che non esiste un DIO senza un corpo: io cercherò di spiegarvi com'è il corpo degli Dèi.

La prima cosa che dobbiamo definire è l'idea del corpo. Che cos'è un corpo? Oggi noi siamo fortunati. La scienza ci mette a disposizione degli strumenti come le sue scoperte scientifiche. Un corpo è un insieme di cellule legate da un comune progetto, un comune intento, che si è costruito nel corso dell'evoluzione. Un corpo non è una massa omogenea, ma è un insieme funzionale di masse omogenee diverse. Di cellule e di quant'altro.

Ogni cellula esprime intelligenza, progetto e scopo. Esprime volontà d'esistenza e i mitocondri, che la compongono, un tempo, i loro antenati, erano dei batteri, cioè Esseri che vivevano in sé e per sé, che si sono modificati finendo per confluire e collaborare in un progetto comune pur mantenendo la loro individualità di Coscienze e consapevolezze che costruiscono sé stesse in un nuovo e diverso ambiente: il mio corpo. Si! Siamo molto più complicati di quel che appare "...e non è poco quel che appare".

Chili di batteri e di virus vivono dentro di noi. Quasi tutti aiutano la nostra vita. Alcuni ci considerano loro prede. Parlare del corpo degli Dèi, significa parlare della “natura degli Dèi”. Per farlo mi servirò delle analogie col nostro corpo fisico. Io posso trasmettere l'idea di ciò che è la natura degli Dèi, ma il riconoscimento degli Dèi e del loro agire nel mondo, appartiene al singolo individuo. Alle sue trasformazioni, al suo divenuto e alla volontà che ha esercitato per agire nel mondo in cui vive.

Proviamo a riflettere sullo spazio esistente fra una cellula e l'altra del nostro corpo. E' un po' difficile pensare che fra una cellula e l'altra ci sia uno spazio, eppure le cellule sono separate le une dalle altre da una membrana che distingue la cellula A dalla cellula B vicina. Le cellule del cuore (ad es.) sono uguali fra di loro, ma ognuna è un soggetto in sé (si riproduce e vive per sé) pur concorrendo tutte, con le loro scelte, a costruire il cuore che poi costruisce la persona.

Ora, se questi esempi vi sono chiari, iniziamo a prendere in considerazione le indicazioni che gli Antichi (greci in questo caso) ci forniscono per Afrodite. Perché Afrodite e non Venere Romana? Perché Afrodite è descrizione della trasformazione, di questo possiamo parlare; la Venere Romana appartiene alla sfera dell'azione: ci si fa' Venere, si agisce come Venere, ma non si raccontano storie di Venere. Solo con l'arrivo dei Greci [Enea] si inizia a raccontare storie di Afrodite chiamandola Venere. Venere come azione e più in generale gli Dèi come azioni, sono parte del discorso che stiamo facendo, ma verrà fatto alla fine.

Collochiamo esattamente Afrodite. Riferiamoci ad Esiodo: Afrodite nasce dal pene di Urano Stellato che viene evirato da Cronos. Urano Stellato è l'unico soggetto che in quel momento (a parte i suoi figli, i Titani) ha volontà e intelligenza. Gaia è la materia-energia a fondamento dell'universo (quello che Aristotele definirebbe “il motore immobile”); Nera Notte è un utero e sarà il più grande Genius Loci: il luogo consapevole dell'universo. Nel momento in cui nasce Afrodite non ci sono né i figli del tempo (gli Dèi che divengono per trasformazione) né i figli della Natura, che costruiscono il loro divenire crescendo nella forma e nella quantità (nella ragione).

Prima che Afrodite nascesse dal pene di Urano Stellato, c'era la Terra (Rea), c'era il tempo (Cronos), ma sulla terra non c'era la vita come noi siamo abituati a considerare la vita nella Natura. Afrodite è la stessa potenza di Urano Stellato che, anziché agire sui pianeti e sulle galassie facendo nascere la Coscienza di Sé delle stelle, dei pianeti (Rea) e delle Galassie, si cala sui singoli "pianeti" per dare origine alla vita della Natura come noi la pensiamo. Questo calarsi è un motivo ricorrente nella Religione Pagana. I figli di Zeus sono un “calarsi” di forze universali nella Natura. La stessa Persefone è un calarsi di Demetra (come piccola Demetra) nell'Ade (l'uovo, il seme, l'utero, che fanno crescere la vita).

Quando il pene di Urano Stellato cade nelle acque, la vita come noi la conosciamo, non esisteva. Afrodite è l'emozione. E' colei che, incontrando le condizioni opportune, trasforma l'inanimato in animato. Si tratta di una questione lasciata in sospeso dal mito: Gaia non è propriamente "un DIO". A Gaia mancano le caratteristiche di volontà, intento, scopo e desiderio, per essere un DIO. Gaia è ciò che esiste (energia e materia), ma è priva di volontà, coscienza e scopo.

Quando noi ci riferiamo alla Natura, distinguiamo fra "quando la vita non è" e "quando la vita è". Sfruttando il lavoro scientifico, noi sappiamo (parlo in maniera generica) che in natura ci sono catene di acidi propedeutiche a catene dell'RNA e DNA, ma che non possono essere considerate propriamente "vita" dal punto di vista della Natura in quanto non hanno la capacità di riprodursi e, dunque non hanno desiderio, volontà, scopo, ecc. La scienza attuale ci fornisce gli strumenti per formare razionalmente un'idea che gli antichi rappresentarono in maniera poetica con Afrodite.

Fu nel momento in cui il pene di Urano, evirato da Cronos, cadde nelle acque che alcune forme della materia, passarono dallo stato di "inconsapevolezza" allo stato di "consapevolezza". In quel momento alla Necessità, messa in moto da Afrodite, sommarono la loro volontà (la falce dentata di Cronos) che manifestava il loro desiderio (Eros primordiale) ed iniziarono ad espandersi manifestando la volontà di vivere. In quel momento Afrodite sorse dalle acque: la vita della Natura si era affacciata sulla Madre Terra.

Il quid che trasforma il non consapevole in consapevole fra gli Esseri della Natura è proprio Afrodite. Quando Afrodite emerge dalle acque è la vita che emerge dalla non vita. E' la coscienza che emerge dall'inconsapevole. Questa condizione di "emergere" è il venir in essere, continuo e sistematico, della vita. Sia quando il venir in essere è il passaggio dalla non vita alla vita, sia quando una vita (tipo tuo padre e tua madre) costruiscono le condizioni affinché tu venga in essere. E' sempre Afrodite che emerge. E' il frammento di Afrodite dentro ad ognuno di noi che fa la differenza fra un soggetto che ha la pulsione di vita e la tensione di espansione e il soggetto che non ha tale tensione (come distingue la nostra percezione). Ed è Madre Afrodite che inizia a morire quando un individuo va in depressione. Ed è sempre l'Afrodite dentro alla madre che ha appena partorito ad essere menomata. Spesso le madri che hanno appena partorito cadono in stati depressivi. Questo è dovuto al fatto che l'Afrodite della madre si è scissa in due, come fosse un'ameba o una cellula e per molto tempo la madre si sente menomata. La nascita dei bisessuati è una strategia della Natura, ma la riproduzione di Afrodite avviene sempre per dilatazione nel soggetto e scissione.

Com'è dunque il corpo di Madre Afrodite?

E' un corpo formato da tante e diverse cellule quanti sono i singoli soggetti (anche riferiti a singole cellule di soggetti complessi e singoli batteri) di ogni singola specie, vegetale o animale, che abita madre Terra. Attenzione perché non è la Natura, ma la vita. E' la libido in qualunque modo le singole specie la usino per dilatare sé stesse nella loro vita.

La libido, come emozione, è la manifestazione della vita: quella è AFRODITE!

Proprio alimentando l'AFRODITE dentro di noi, noi possiamo chiamare l'AFRODITE fuori di noi. Si tratta della pratica della Stregoneria nel Paganesimo dove io posso chiamare gli Dèi del mondo solo attraverso gli stessi Dèi che io esprimo nel mio abitare il mondo. Io alimento quegli Dèi dentro di me con le mie azioni e le mie scelte. Questo mi dà il potere di chiamare gli Dèi fuori di me affinché io possa continuare a mettere in atto quelle azioni: è uno dei fondamenti ideologici della Religione Pagana.

L'opposto di Afrodite è stuprare. Appropriarsi, sottomettere, violentare. Venerare è l'atto religioso con cui il Pagano si relaziona nel mondo in cui vive. E' la PIETAS romana che consiste nel mettere attenzione e considerare che coloro con cui costruiamo delle relazioni non sono “oggetti”, ma soggetti che hanno desideri, bisogni e agiscono in base ai loro progetti adattandosi al mondo in cui vivono. Sono soggetti abitati da Afrodite che entrano in relazione con l'Afrodite dentro di me.

Questa lettura che vi ho fatto di Afrodite, con tutte le implicazioni che ne conseguono dal punto di vista dello sviluppo del pensiero filosofico, ho potuto farla oggi solo perché nel 1985 ho scritto "Il Libro dell'Anticristo". Senza quella rivoluzione del Pensiero Religioso, i Pagani avrebbero continuato a pensare agli Dèi con le stesse categorie del "dio personale" proprio dei cristiani. Quando qualcuno inveisce contro il mio intento di "guardiano dell'Anticristo", in realtà non inveisce contro una forma di "satanismo" più o meno latente, ma inveisce contro gli effetti: la capacità dell'uomo di incontrare gli Dèi nel mondo in cui vive e l'incapacità dei cristiani di opporre, a questo, elementi teologici o filosofici adeguati.

Marghera, 06 ottobre 2011

 

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Claudio Simeoni

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