Paganesimo dei Magiari
Commento Claudio (trasmissione 04.12.1997)
Argomenti di Religione Pagana.
Il paganesimo magiaro
ci permette di comprendere i passaggi dalla relazione pagana fra gli Esseri
Umani e il circostante e la sottomissione all’orrore cristiano. Il paganesimo
magiaro è particolare in quanto si articola sulla percezione sciamanica del
mondo circostante.
I Magiari sono tribù
nomadi delle steppe alle falde dei monti Urali che sotto la guida di un capo
reso leggendario dai racconti giungono alle pianure del Theiss
e del medio corso del Danubio. In queste zone si mescolano con le popolazioni
locali fondando, in questo modo, il regno magiaro.
Queste tribù dopo la
migrazione persero i rapporti con le altre tribù sviluppando una propria
cultura legata alla cultura occidentale.
Perché avvenne questa
migrazione?
A parte i desideri e
i progetti del principe Arpad che guidò le tribù
magiare dall’896 al 907, furono le indicazioni degli sciamani e soprattutto le
loro visioni e i loro voli nel regno della percezione.
E’ importante
comprendere il carattere sciamanico del paganesimo magiaro per comprendere i
meccanismi.
Quando un popolo
costruisce una religione pagana ha sì al suo interno degli Esseri Umani in
grado di relazionarsi più profondamente col circostante, che sanno leggere il
divino circostante, che sanno fondere i propri bisogni e i propri desideri con
bisogni e desideri del mondo circostante, ma la percezione generale appartiene
alla popolazione ed eventuali decisioni non sono mai calate dall’alto o dal
sapiente in quanto tutta la popolazione ha relazioni, ogni individuo secondo la
sua specificità, col divino circostante.
Quando una
popolazione dipende dalle percezioni dello sciamano, quella popolazione è
grande solo quando il suo sciamano è grande. E’ sufficiente che lo sciamano
successivo viva situazioni di autoinganno perché porti quella popolazione alla
distruzione.
Le vie alla
conoscenza sciamanica o alla stregoneria sono sempre vie individuali anche se
più individui possono cacciare in branco. L’oggettività in cui lo stregone o lo
sciamano determina la qualità della percezione. L’oggettività garantisce non
solo la qualità della percezione ma soprattutto la sua convergenza fra i
bisogni della popolazione e quelli dell’oggettività in cui questa vive.
Vie allo sviluppo di
percorsi di stregoneria fuori da contesti pagani possono soltanto portare alla
ricerca del potere da parte dello sciamano. Questo potere può essere Potere di
Essere qualora lo sciamano deve liberare il popolo di cui è espressione dal
male, ma diventa Potere di Avere quando determina il divenire di quel popolo
senza che quel popolo abbia relazione col mondo circostante.
Lo stregone o lo sciamano
percorrono della trasformazione, sono dei divenire, che comportano grandi
sfida. Queste sfide possono garantire un grande divenire o possono lasciare
solo lo sciamano a dover affrontare il mondo della percezione.
Quando lo sciamano è
espressione di un popolo o di una tensione da quel popolo o da quella tensione
ricava l’Energia Vitale o il potere attraverso il quale affrontare il mondo
della percezione. Quando l’apprendista stregone è espressione solo di sé stesso
e di nessuna tensione in dilatazione affronta il mondo della percezione con le
sue sole forze, ricorre spesso a piante psicotrope e subisce quanto nel mondo
della percezione tende a travolgerlo.
Il mondo della
percezione non è un mondo bucolico, è un terreno di sfida in cui tutte le
Coscienze di sé operano per trarre vantaggio. Trarre vantaggio non solo nella
percezione ma anche nel quotidiano attraverso cosa un apprendista stregone o
uno sciamano riportano da quel mondo. Dunque è un mondo di sfida. Per
affrontare quella sfida è necessario essere corazzati e il
paganesimo è la più grande corazza di cui un apprendista stregone si può
servire per affrontare il mondo della percezione.
Nel mondo della
percezione si possono incontrare Esseri di Energia che proprio per essere più
abili a gestire e a muoversi in quelle condizioni convincono l’apprendista
stregone o lo sciamano di essere inviati di un qualche dio e che lui è stato
scelto per portare messaggi alla sua gente. Questo non succede quando
l’apprendista stregone è un pagano o segue delle proprie tensioni, dei propri
intenti. In quel caso lo sciamano prende questi esseri a calci, in quanto il
suo intento e la libertà che pratica attraverso il paganesimo non gli
consentono di servire nessuno.
Quando si entra nel
mondo della percezione il fare cui si attiene nel quotidiano della ragione
appare come un fare divino, un tratto alchemico. Così le tribù nomadi
ispiravano lo stregone.
Il fare del nomadismo
era visto come una grande aquila. Un Essere alato e potente che spingeva gli
esseri verso una qualche meta. Ma la visione dell’aquila è una visione comune
alla stregoneria. Sono i contorni della coscienza dell’Essere Terra che si
forma e che assorbe la consapevolezza degli Esseri che avevano sufficiente
Energia Vitale per trasferire la propria coscienza sul proprio corpo luminoso
ma non ne avevano a sufficienza per volare verso il Sole, l’Essere Natura o
essere liberi.
Così il livello della
percezione sciamanica è al livello più basso in quanto lo sciamano deve
attingere soltanto da sé stesso. Ma non da un sé stesso libero, ma da un sé
stesso al servizio di un padrone, di un re, di un principe.
Così la divinità
pagana dei Magiari era Magyar Isten.
In pratica il dio dei Magiari. Più o meno come il dio degli Ebrei. E come il
dio degli Ebrei anche i Magiari trovarono il loro Mosè in Almos,
padre di Arpad.
Come gli Ebrei
avevano in Mosè, Giosuè e Aronne i rappresentanti del dio in terra, così anche
i Magiari erano sottomessi ai rappresentanti della loro divinità celeste ed
erano i nobili e i principi d’Ungheria.
Le cerimonie
sciamaniche culminavano con la “battaglia degli sciamani” durante la quale due
sciamani con le sembianze di un toro bianco e di un toro nero rappresentavano
la lotta fra la luce e le tenebre. Questo è un argomento caro agli Esseri di
Energia che si sono spacciati per dio creatore. Uno sciamano non assoggettato
conosce perfettamente il potere del lato scuro della luce. Uno sciamano conosce
perfettamente come luce e buio costituiscono una relazione dialettica
attraverso la quale costruire il potere di essere di ogni Essere Umano. Solo
chi è sottomesso chiama luce la sua sottomissione e tenebra chiunque si
sottragga alla sottomissione e ricerchi un cammino di libertà.
Il male in
stregoneria è determinato dagli ostacoli sul cammino dello sviluppo del
divenire degli Esseri Umani, non sul possesso di segreti.
Date queste premesse
era inevitabile la fine che fece questo tipo di paganesimo. Le tribù persero i
legami con la steppa. Persero i legami con l’unico divino che conoscevano: l’aquila
sciamanica. Il loro padrone, il principe Geza vissuto
fra il 927 e il 997 consolidò il regno ed ebbe la bella idea di rendere più
forte il suo controllo politico sul proprio popolo mettendolo in ginocchio non
solo davanti a sé stesso ma anche davanti al dio cristiano. Egli stesso si fece
battezzare e fece battezzare anche suo figlio Wojk.
E infine il
capolavoro: Stefano ottenne dal Papa Silvestro II il titolo di re per volontà
del dio cristiano, procedette al taglio delle teste di chi non si voleva
sottomettere distruggendo ogni forma pagana.
L’apprendista
stregone senza il paganesimo può soltanto avviarsi verso la sconfitta.
Ogni apprendista
stregone e ogni sciamano ha un compito: sviluppare il dio che cresce dentro di
lui; il suo corpo luminoso. Questo fare deve estenderlo all’intera specie in
cui vive. Se cessa di fare questo è pronto per mettersi in ginocchio.
Sviluppare il dio che
cresce dentro l’essere o mettersi in ginocchio davanti ad un dio padrone.
Questa è la differenza fra il cristianesimo e le religioni rivelate da un lato
e il paganesimo dall’altro. Quando di è al servizio di qualcuno si inizia la
propria distruzione. Uno sciamano è al servizio di libertà e del divino di cui
è parte. Quel divino alimenta il suo divenire solo nella misura in cui egli
riversa quel divino alla specie cui appartiene.
Riversare il divino
avviene attraverso la pratica del suo intento.
Costruire il sentire
pagano è l’unica garanzia per l’apprendista stregone di non essere sconfitto o
di non diventare un paria nel sistema sociale in cui vive.
Questo ci insegna la
storia del paganesimo magiaro. In realtà tutta la storia magiara altro non era
che una ripetizione della storia ebraica. Uno dei tanti tentativi fatti dagli
Esseri autospacciatisi per dio creatore per mettere
in ginocchio gli Esseri Umani. Un tentativo abortito solo in parte in quanto si
è innestato sull’operazione ebraica rafforzando il dominio cristiano nel cuore
dell’Europa.
Nota: per il lavoro
mi sono servito della traccia dell’Enciclopedia delle Religioni della Garzanti
1989.
Scritti nel dicembre
1997 e presentati in radio Gamma 5 fra il dicembre 1997 e il gennaio 1998.
Alcune date sono certe, altre lo saranno fra poco.
Claudio
Simeoni
Meccanico
Apprendista
Stregone
Guardiano
dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 –
Marghera Venezia
Tel.
3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it
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GENERALE DELLA RELIGIONE PAGANA