La partita di calcio fra filosofi, azione n.25
Esistenzialisti contro Rinascimentali n. 5

Capitolo 56

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Esistenzialisti e Rinascimentali n. 5

 

Continua dal precedente...

 

Una volta allontanata la palla da Kierkegaard, questa arriva fra i piedi di Comte.

"L'insieme delle considerazioni precedenti conduce naturalmente l'esame del concetto fondamentale proprio della sociologia dinamica ad un ultimo aspetto fondamentale, molto più idoneo di qualsiasi altro a manifestare direttamente, in pratica, il vero carattere filosofico della politica positiva. Si tratta del principio ei limiti generali di qualunque azione politica, il cui concetto razionale deve soprattutto dissipare immediatamente oggi lo spirito ideale, assoluto e illimitato, il quale, sotto l'influenza preponderante della filosofia metafisica, domina ancora abitualmente il sistema delle speculazioni sociali, come ho spiegato all'inizio di questa lezione. Nessun uomo sensato potrebbe ormai riconoscere innanzitutto l'esistenza necessaria di simili limiti, astraendo dalla loro effettiva determinazione, a meno di continuare un uso serio dell'antica ipotesi teologica, che rappresenta il legislatore come il semplice organo d'una provvidenza diretta e continua, all'influenza della quale non si potrebbe, in effetti, ammettere alcun limite."

Comte, Corso di filosofia positiva, Mondadori, 2009, p. 253-254

Comte, dopo un veloce sguardo al campo, lancia la palla verso Schelling.

"Per la coscienza la compensazione per la perdita del dio che non doveva esistere e che perciò regredisce dall'essere nel non-essere, può darsi solo nel dio che è destinato ad esistere, a cui spetta l'essere. Questo dio non può essere colui che fin qui abbiamo chiamato Dioniso, infatti questi non è che la mediazione del dio destinato ad esistere con la negazione di quello che non deve esistere. Non è dio in sé, ma solo actu, che si dimostra quale dio solo in quanto nega colui che non deve esistere."

Schelling, Filosofia della mitologia, Mursia, 1990, p. 378

Schelling viene affrontato da Spinoza che gli toglie la palla.

"Tutti i modi per i quali un corpo è affètto da un altro corpo dipendono dalla natura del corpo affètto e insieme alla natura del corpo efficiente; di guisa che uno stesso corpo si muove diversamente secondo la diversità della natura dei corpi moventi, e, al contrario, diversi corpi sono da uno stesso corpo mossi diversamente."

Spinoza, Etica, Fratelli Melita editori, 1990, p. 129

Spinoza, fra la lucidatura di una lente e l'altra, passa la palla a Hume che, stoppata, se la mette sul piede pronto a scattare.

"Tutti gli scettici sostengono che, se si considera la ragione in modo astratto, essa fornisce argomenti inoppugnabili contro sé medesima, e noi non riusciremmo mai a mantenere una convinzione o una sicurezza su qualsiasi argomento, se i ragionamenti scettici non fossero così sottili e raffinati da non poter controbilanciare gli argomenti più solidi e più naturali derivati dai sensi e dall'esperienza."

David Hume, Dialoghi sulla religione naturale, BUR, 2013, p. 137

Su Hume si porta Heidegger che si pone una domanda.

"Ma per questa via, a prescindere dal problema specifico del mondo, è possibile accedere ontologicamente all'essere di ciò che si incontra innanzi tutto nel mondo? Non succede piuttosto che con la cosità materiale si introduce implicitamente un essere, la semplice presenza persistente della cosa, per la quale la successiva dotazione di predicati di valore non costituisce affatto un'integrazione ontologica, dato che tali attributi di valore sono anch'essi soltanto determinazioni ontiche di un ente che continua a conservare il modo di essere della cosa?"

Heidegger, Essere e tempo, Longanesi, 2011, p. 126

Ed ecco arrivare di gran corsa Nietzsche in appoggio a Heidegger pronto a rilevare la palla per continuare l'azione.

"Tutta la bellezza e la magnificenza che abbiamo conferito alle cose reali e immaginarie, voglio reclamarla come proprietà e produzione dell'uomo: come la sua più bella apologia. L'uomo come poeta, come pensatore, come Dio, come amore, come potenza, - ; oh! La regale liberalità con la quale ha donato alle cose, per immiserirsi e sentirsi meschino! Finora il suo più grande disinteresse è stato che egli ha ammirato e adorato e ha saputo nascondersi, che è stato lui che ha prodotto ciò che ha ammirato."

Nietzsche, La volontà di potenza, Newton, 1984, p. 52

Mentre Nietzsche si sta spostando, in scivolata interviene Voltaire che gli toglie la palla dal piede.

"Quando innanzi al tribunale del supremo sacrificatore egli confessa, con un modesto giro di parole, che è il figlio di Dio, il sommo sacerdote si strappa le vesti e grida alla bestemmia. Prima della discesa dello Spirito Santo, gli apostoli nemmeno sospettano la divinità del loro maestro; egli li interroga su ciò che il popolo pensa di lui; rispondono che alcuni lo prendono per Elia, altri per Geremia, o per qualche altro profeta. San Pietro ha bisogno di una rivelazione particolare per riconoscere che Gesù è il Cristo, il figlio del Dio vivente. Gli ebrei, ribellatisi contro la divinità di Gesù Cristo, hanno fatto ricorso ad ogni sorta di mezzi per distruggere quel grande mistero; sviano il significato dei loro oracoli, o non li applicano al Messia; sostengono che il nome di Dio, Eloi, non è specifico della divinità, ma che sia attribuito dagli autori sacri ai giudici, ai magistrati, in generale a coloro che rivestono un'alta autorità; citano in effetti un grandissimo numero di passi delle sacre scritture che giustificano questa osservazione, ma che non intaccano minimamente i termini espliciti degli antichi oracoli riguardanti il Messia."

Voltaire, Tutti i romanzi e i racconti, il Dizionario Filosofico, Newton, 1995, p. 639 - 640

Con la palla al piede, Voltaire si appresta a cambiare il fronte di gioco…

 

Continua...

 

Marghera, 01 giugno 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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