La partita di calcio fra filosofi, azione n.35
Esistenzialisti contro Rinascimentali n. 7

Capitolo 66

La partita di calcio mondiale fra i filosofi

Claudio Simeoni

 

Sei capace di giocare a calcio?

 

Esistenzialisti e Rinascimentali n. 7

 

Continua dal precedente...

 

Spinoza, in possesso di palla, la passa a Galilei Galileo.

"E il primo passo per il progresso peripatetico, quello dove Aristotile prova la integrità e la perfezione del mondo coll'additarci com'ei non è una semplice linea né una superficie pura, ma un corpo adornato di lunghezza, di larghezza e di profondità; e perché le dimensioni non sono più che queste tre, avendole egli, le ha tutte, e avendo il tutto, è perfetto. Che poi, venendo dalla semplice lunghezza costituita quella magnitudine che si chiama linea, aggiunta la larghezza si costituisca la superficie e sopraggiunta l'altezza o la profondità ne risulti un corpo, e che dopo queste tre dimensioni non si dia passaggio ad altra, si che di queste tre sole si termini l'integrità e per così dire la totalità, everei ben desiderato che da Aristotile mi fusse stato dimostrato con necessità, e massime potendoci ciò eseguire assai chiaro e speditamente."

Galileo, Opere Vol. 2, Dialogo sui massimi sistemi, Utet, 2005, p. 22

Galileo passa a Kant che tenta di muoversi in attacco:

"Coloro che di regola trovano aride e stucchevoli tutte le sottigliezze elucubrate nelle questioni teoretiche, ben presto si associano, se si tratta di qualificare il contenuto sostanziale, il tenore morale di un'azione buona o cattiva che si racconti; ed escogitano tutto ciò che potrebbe diminuire o anche solo rendere dubbi la purezza dell'intenzione, e quindi il grado della virtù che vi si esprime con una precisione, una meticolosità, una sottigliezza a cui non sono soliti quando si tratti di altri argomenti di speculazione. Da queste valutazioni spesso può trasparire il carattere delle stesse persone che giudicano di altre; alcuni, quando si ergono a giudici, soprattutto di persone morte, sembrano propensi a difendere quanto di buono si racconti di questo o quell'atto, contro tutte le obiezioni che ne offuschino la limpidezza, e insieme a difendere l'intero valore morale della persona contro l'accusa di simulazione e di malvagità segreta, mentre altri meditano piuttosto accuse e incolpazioni per impugnare tale valore."

Kant, Critica della Ragione Pratica, BUR, 1992, p. 479

Kant passa la palla a Pietro Pomponazzi.

"La prima soluzione, per la quale nei mortali l'intellettivo è realmente distinto al sensitivo, è stata impugnata sotto tutti gli aspetti; la seconda soluzione, per la quale l'intellettivo si identifica con il sensitivo e come tale è immortale in assoluto e mortale in senso relativo, è assai ambigua e non sembra concordare con Aristotele. Non ci resta da porre che l'ultima soluzione per la quale, ferma restando nell'uomo l'identità del sensitivo con l'intellettivo, si pone quest'ultimo come essenzialmente e veramente mortale e come immortale rispetto ad alcunché. Per procedere con ordine esporremo la questione secondo quelle cinque proposizioni enunciate nel capitolo precedente."

Pietro Pomponazzi, Tutti i trattati peripatetici, Bompiani, 2013, p. 985

Su Pomponazzi si avventa il difensore Kierkegaard che non esita a togliergli la palla.

"La nostra indagine ha già mostrato che la sensualità e l'angoscia si corrispondono. Appena ora si presenta il rapporto della generazione, ciò che si è detto su Eva non è che un cenno di ciò che è il rapporto di ogni individuo posteriore con Adamo; vale a dire che, essendo aumentata la sessualità nella generazione, è aumentata anche l'angoscia. La conseguenza del rapporto della generazione significa pertanto un di più, così che nessun individuo si può liberare da quel che hanno tutti gli individui posteriori in confronto di Adamo, ma non acquista neanche mai un tale più da diventare essenzialmente diverso da Adamo."

Kierkegaard, Il concetto dell'angoscia, Biblioteca Ideali Tascabile, 1994, p. 51

Entrato in possesso della palla, Kierkegaard serve immediatamente Russell.

"Le immagini mnestiche e le immagini dell'immaginazione non differiscono fra di loro, per quanto possiamo saperne, per le loro qualità intrinseche. Esse differiscono per il fatto che le immagini che costituiscono i ricordi, diversamente da quelle che costituiscono l'immaginazione, sono accompagnate da un sentimento di convinzione che può esprimersi con le parole "questo è accaduto". Il mero avvenimento delle immagini, senza questo sentimento di convinzione, costituisce l'immaginazione; è questa convinzione l'elemento distintivo del ricordo."

Russell, L'analisi della mente, Newton, 1969, p. 164

Rassell, in possesso di palla, lancia all'attaccante della sua squadra Heidegger.

"Le prossimità non sono costituite dal sommarsi delle cose semplicemente-presenti-assieme, ma sono già sempre utilizzabili in ciascuno dei loro posti. I posti stessi sono assegnati all'utilizzabile dalla visione ambientale preveggente o sono scoperti da essa. Tutto ciò che è utilizzabile in permanenza e di cui l'essere-nel-mondo tiene sempre conto nella sua visione ambientale preveggente ha per ciò stesso il suo posto. Il "dove" della sua utilizzabilità è tenuto in conto dal prendersi in cura che lo orienta in base agli altri utilizzabili. Così il sole, la cui luce e il cui calore sono usati quotidianamente, riceve i suoi posti particolari dalla visione ambientale preveggente in funzione dell'uso di ciò che esso dona: il sorgere, il mezzogiorno, il tramonto, la mezzanotte."

Heidegger, Essere e tempo, Longanesi, 2011, p. 131

Mentre Heideggr si porta verso la porta avversaria, è Ficino, arretrato dalla sua posizione di centrocampo, che entra in contrasto con Heidegger e gli toglie la palla.

"Tuttavia non dobbiamo credere che le immagini spirituali dei colori vengano prodotte dai corpi, né che esse si producano negli specchi e nel cervello. Esse infatti non sono altro che il riflesso della luce che si riverbera sui corpi. Ora, questa luce visibile sebbene risplenda sulla superficie dei corpi, tuttavia è prodotta e conservata dalla luce invisibile delle anime celesti, la quale, per via della sua straordinaria potenza e abbondanza, risplende oltre ogni limite fino a rendersi visibile. Senza tuttavia legarsi minimamente ad alcun corpo. Essa tuttavia può unirsi alla luce del nostro spirito, la quale dipende dalla nostra anima, offrendole il suo splendore. Se passiamo poi a considerare i significati delle parole, che giungono al nostro udito, che sono anch'essi spirituali ci accorgiamo che non sono prodotti dal corpo né al corpo sono diretti, ma vengono trasmessi da un'anima all'altra e sono prodotti e conservati dalla potenza propria di ciascuna anima."

Marsilio Ficino, Teologia platonica, Bompiani, 2011, p. 525

In possesso della palla, ora Marsilio Ficino può lanciarla ai suoi compagni a centro campo…

 

Continua...

 

Marghera, 25 giugno 2018

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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