Il signum nella Religione Pagana

Il mondo ci parla e noi ascoltiamo,
interpretiamo e agiamo nel mondo

Claudio Simeoni

Il Collegio degli Auguri e il Signum

 

Per interpretare i signa che si esprimono nel mondo, c’è un modo corretto in cui articolare l’interpretazione e c’è un modo superstizioso con cui interpretarli.

Il mondo ci parla e noi ascoltiamo, interpretiamo e agiamo nel mondo.

La prima cosa da considerare nel signum è che il fatto, l’evento, a cui assistiamo non accade solo per noi, ma accade per sé stesso, in sé stesso. Tutte le donne e tutti gli uomini possono essere spettatori di quel medesimo fatto. Inoltre, attorno a noi si manifestano milioni di fatti, che potenzialmente sono milioni di signa.

Cosa trasforma un fatto in un signum?

Le donne e gli uomini che lo guardano e che vengono travolti dallo stupore, dall’emozione, per quello che stanno vedendo.

Il signum non parla alla nostra ragione, parla alle nostre emozioni, al nostro intento, al nostro desiderio e alla nostra “tensione verso l’azione”. Il signum suscita un’emozione dentro di noi e costringe la nostra attenzione a separare quel fatto da tutti gli altri fatti che vengono relegati nel rumore di fondo degli avvenimenti quotidiani che ignoriamo e presto dimentichiamo.

L’insorgenza dell’emozione davanti al fatto costringe la nostra ragione a dare una spiegazione. L’insorgenza dell’emozione dentro di noi davanti al fatto trasforma quel fatto in signum. Costringe la ragione a motivare l’insorgenza dell’emozione. Quando dico “è bello!” sto giustificando, definendo “bello” l’oggetto che guardo. Quando dico: “questa statua mi piace” lo dico perché quel simbolo ha fatto insorgere in me un’emozione. Un’emozione che si lega ad un vissuto, ad un desiderio, ad un progetto o ad un intento sul quale ho riversato la mia struttura psichica nella mia attività quotidiana.

Queste sono le premesse per interpretare un fatto come segnale, signum, di una voce che ci giunge dal mondo.

Ora vedremo come interpretarla e come distinguerla dalla superstizione.

Un uomo che vive appassionato trova i segni che lo guidano nelle scelte. La passione si riempie di emozione e l’emozione viene guidata dai Signa nel suo percorrere il mondo. Gli Auguri a Roma erano 3 quando divennero 15, con la riforma di Silla, si posero le basi per la distruzione del collegio. Gli Auguri erano tre uomini (sembra uno per ogni tribù che formava Roma) talmente appassionati e coinvolti nella società Romana che i Signa che incontravano erano relativi ai problemi a cui la società andava incontro. Gli Auguri, e mi riferisco al collegio dei tre Auguri, hanno funzionato per centinaia di anni a Roma con la stessa funzione che in Italia ha il più alto organo di controllo delle leggi: la Corte Costituzionale.

Proviamo a vedere come funziona un Signum.

Io voglio costruire la Religione Pagana; io voglio vincere una vertenza di lavoro; io voglio vincere una causa giudiziaria....

Questo “io voglio” indica un investimento emotivo che faccio all’interno di un’azione che sto intraprendendo o vivendo nel sistema sociale in cui vivo.

L’azione e l’investimento emotivo chiama il mondo a partecipare. La mia tensione psichica che esprimo mediante le mie scelte è la voce che si rivolge agli Dèi e alle Coscienze del mondo che non hanno parola, ma si esprimono mediante l’azione.

Quando io, camminando per strada, mi sto chiedendo: “Sarò in grado di costruire la forma razionale di questo principio religioso in modo da farne comprendere l’importanza?”; “Riuscirò a far si che le mie ragioni sul lavoro vengano condivise dai miei colleghi o dalla controparte con cui tratto?”; “Riuscirò a spiegare in tribunale le ragioni della mia azione affinché il giudice la collochi nell’esatta dimensione giuridica superando le illazioni della controparte?”.

Dall’altra parte della strada, finché io penso questo, c’è un fruttivendolo che sta trattando il prezzo delle arance e davanti ad un cliente che, ad esempio, sta tentando di avere uno sconto sul prezzo delle arance. Improvvisamente arriva al mio orecchio un’espressione del tipo “tu sei tutto scemo...”. Questa battuta del fruttivendolo si colloca chiaramente nella discussione che lui sta facendo. Solo che tutta la discussione del fruttivendolo non arriva alle mie orecchie ed io afferrano solo quella battuta come continuità della riflessione che sto facendo in quel momento.

Io collego ciò che sto pensando alla battuta del fruttivendolo.

Il Signum si presenta in un modo emotivamente forte da penetrare il mio investimento emotivo in funzione di ciò che voglio.

Se io afferro il Signum rianalizzo tutta la strategia d’azione, che ho messo in atto, per ottenere ciò che io voglio. Il segnale dal mondo, in questo caso, è intervenuto per suggerirmi che qualche cosa nella mia strategia non funziona o può non funzionare in maniera ottimale. Mi segnala delle falle.

Se correggo le falle, la mia azione va a buon fine.

Cosa significa “andare a buon fine”? Significa che l’investimento emotivo che è stato fatto nel progetto va a buon fine; non significa che il progetto razionale vada a buon fine: che la Religione Pagana si costruisca; che si vinca la causa in giudizio; che si ottengano i risultati nella vertenza di lavoro.

Il Signum ha questa caratteristica. E’ un segnale emotivo, un’intuizione soggettiva, che viene richiamata da una voce, da un evento, da un fatto, da un suono, da un odore, ecc. in relazione all’investimento emotivo fatto dal soggetto. Non riguarda, se non in modo parziale, la situazione razionale, la causa, la vertenza, la costruzione, che il soggetto sta progettando; riguarda l’investimento emotivo che il soggetto sta facendo al di là di come lo sta veicolando nella razionalità.

Il fatto che l’investimento emotivo e il risultato razionale spesso coincidono non deve trarre in inganno né costruire l’ossessione di ricerca di “segni magici” che, senza l’azione e l’investimento emotivo del soggetto che persegue l’intento, si trasforma in superstizione. Diventa superstizione la pratica dei tarocchi o la pratica di astrologia che è solo ricerca ossessiva di risultati esistenziali senza capacità d’azione e investimento emotivo. E’ solo attesa passiva dell’accadimento provvidenziale.

A Roma avevano l’esigenza di individuare il Signum che confermasse che tutto era a posto per condurre una guerra. L’investimento emotivo era molto alto, ma non è necessario avere problemi gravi come la guerra per cercare il Signum capace di confermarci che tutto è a posto per affrontare il futuro o per cercare il signum che ci indichi che siamo carenti nella nostra organizzazione.

Cogliere il Signum significa aver aperto le nostre emozioni al mondo e permettere alle nostre emozioni di guidare la nostra attenzione.

La differenza fra la percezione di un Signum e una condizione emotiva illusoria è data dal nostro agire. Che ci siano o non ci siano i Signa noi dobbiamo vivere, agire e progettare; proprio perché viviamo, agiamo e progettiamo in un mondo formato da un insieme infinito di soggetti che vivono, agiscono e progettano i Signa sono una rappresentazione delle relazioni emotive fra il soggetto e i soggetti del mondo.

Il Signum si manifesta all’interno dell’arte dell’agire; il soggetto che agisce si fa DIO in un mondo che riconosce composto da Dèi che agiscono. Solo chi agisce incontra i Signa che lo accompagnano nella sua azione e alimentano i suoi progetti.

Marghera, 08 marzo 2014

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

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