Le relazioni fra uomo e ambiente
La Stregoneria come arte

Prima parte di sei

Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891170903

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Argomenti di Religione Pagana.

 

La Stregoneria è l'arte di relazione fra l'individuo e il mondo in cui vive. Si tratta "solo" di stabilire che cos'è il mondo, che cos'è l'individuo e la magia della trasformazione. Oppure, in alternativa, c'è IL VIVERE. La capacità e le possibilità di veicolare nel mondo le proprie passioni e i propri desideri, un mondo fatto da soggetti che vivono con passione, intento e desiderio: anche di mangiarselo.

Non esiste una branca della scienza che non abbia la sua origine e il suo senso nella Stregoneria; sarebbe come dire che può esistere una scienza, una branca scientifica, che prescinde dalla vita e dai bisogni dell'uomo nelle necessità del suo quotidiano.

L'oggettività in cui vive uno Stregone è composta da soggettività che progettano la loro esistenza: ogni uomo e ogni donna; ogni animale e ogni pianta; ogni luogo e ogni fonte; ogni fiume e ogni strada; ogni pianeta e ogni galassia; ogni tensione psichica e ogni emozione; ogni cellula e ogni battere; ogni virus e ogni fungo; sono tutti soggetti pensanti che progettano la loro esistenza.

Si adattano ad ogni condizione e costringono il mondo ad adattarsi alle loro scelte: cacciatori e cacciati in cui la posta in gioco è l'INFINITO. La consapevolezza (e le infinite forme e gradi di consapevolezza) fanno la differenza di chi opera come uno Stregone e chi invece subisce, aspettando la morte come fine, le avversità della vita.

Scrive Jung in psicologia dell'inconscio:

"Abbiamo seguito il dissolvimento analitico delle fantasie infantili di transfert finché anche al paziente diviene sufficientemente chiaro che lui trasforma il medico in padre e madre, zio, tutore e insegnate, e quanti altri nomi hanno le autorità parentali."

Seguite il ragionamento dai tre punti di vista della magia (soggetto che agisce; soggetto altro che agisce; relazione come soggetto divino che agisce) e troverete nel transfert il meccanismo che crea la dipendenza nelle religioni monoteiste. Questo è il meccanismo e i neuroni specchio un mezzo per la sua attuazione.

Alla nozione di transfert associamo la nozione di "psicosomatismo". Il disagio psichico che si trasferisce nella struttura fisica. A questo concetto associamo l'altro aspetto: la condizione fisica, corporea, che abita l'ambiente e che (pensiamo per ora al disagio) si trasferisce nella psiche modificandola. In entrambi i casi l'individuo si modifica.

La modificazione del soggetto appare allo spettatore in un presente. In una forma, in quel momento, finita. Ma la formazione di quella forma psicosomatica del soggetto è avvenuta nel tempo, nel mutamento che lo spettatore non coglie perché è separato dal tempo, dal mutamento, in cui il soggetto ha costruito la forma che presenta.

Il transfert è un meccanismo razionale.

Io non posso sapere che l'uomo davanti a me è intelligente e sta pensando. Lo deduco. Immagino che come uomo, come lo sono io, faccia le stesse cose che faccio io. Trasferisco me stesso su quell'uomo. Un'esperienza con altri uomini con dei tratti somatici avrò la stessa aspettativa di reazione ogni volta che incontro un uomo con i medesimi tratti somatici.

O con le medesime idee culturali.

In sostanza trasferisco un'idea, un preconcetto, un atteggiamento, sui medesimi tratti. Non devo sempre cominciare da zero, ma SEDIMENTO LA MIA CONOSCENZA.

La ragione si muove ed agisce per categorie fisse: si muove per PRECONCETTI.

L'idea psicosomatica presuppone l'interferenza della psiche sul corpo; per cui i disturbi del corpo si trasferiscono nella psiche. Questa idea parte dal presupposto che esista un "modello di corpo" ideale e una "idea di psiche" ideale. La "malattia", in questo caso, è il disturbo causato dallo scostamento del soggetto dal modello "ideale".

Il "modello ideale" è una categoria illusoria della ragione che non esiste nella realtà. Per fare un simile ragionamento è necessario scomporre psiche e corpo e non considerare che l'uno nell'altro sono cresciuti in un insieme che ha preteso degli adattamenti: non si tiene conto degli strumenti che corpo e psiche del soggetto avevano per attuare i loro adattamenti nel mondo.

Nel discorso che stiamo facendo introduciamo un terzo elemento: il neonato.

Quando nasce una lumaca la prima cosa che fa è distruggere tutte le uova di lumaca che gli stanno attorno; quando nasce un piccolo di aquila è gettare l'altro uovo dal nido. Ogni Essere, di qualunque specie, che nasce nella Natura ha in sé la pulsione per garantirsi la sopravvivenza.

Tale pulsione può andare a buon fine se le condizioni della nascita lo permettono o può fallire. Quella pulsione è il fondamento psichico della vita: e nel bambino? Come si veicola quella pulsione? Come si modifica? Qual è l'oggetto del PREDARE del bambino? Non è per essere infinitamente piccolo che un virus della polmonite è meno pericoloso di un leone della savana.

Il psicosomatismo, il transfert e il neonato, sono tre elementi da cui partiamo per individuare l'azione di Stregoneria.

Il psicosomatismo è la somatizzazione di tensioni psichiche che il soggetto esprime nel mondo. Quelle tensioni e le relative risposte possono espandere l'individuo o rattrappirlo rispetto alle possibilità di agire nel mondo.

Il transfert ci indica un tipo di meccanismo con cui si costruiscono idee preconcette proiettandole sugli oggetti del mondo. Questi, cessano di essere nella nostra testa ciò che sono, per diventare ciò che noi vogliamo che siano.

Il neonato mediante la sua pulsione ci indica l'indifferenza per ogni condizione morale purché assicuri la sua sopravvivenza. La sopravvivenza ad ogni costo è l'unica condizione morale che la vita in sé è disposta ad accettare.

La Grande Opera!

Quando si incontra un individuo adulto (noi stessi, ad esempio) ha:

1) costruito la crescita psicosomatizzando le tensioni che ha incontrato;

2) trasferisce su di noi ( sull'altro; o sul mondo) le sue categorie preconcette;

3) nella sua esistenza ha veicolato la pulsione neonatale adattandola alle varie fasi di sviluppo della sua coscienza.

Da quando noi incontriamo una persona a quando il suo corpo morirà egli può:

1) modificare le proprie psicosomatizzazioni aggiungendovi altre e diverse psicosomatizzazioni;

2) può modificare le proprie categorie preconcettuali, sostituendole con altre;

3) può spostare la veicolazione della pulsione neonatale da oggetto che forma la sua coscienza alla sua coscienza che gestisce le sue pulsioni;

La Grande Opera risulta essere una selezione delle possibilità:

1) scelta di psicosomatizzazioni;

2) scelta delle categorie preconcettuali;

3) scelta delle veicolazioni della pulsione neonatale;

La Grande Opera risulta essere imposta dalle condizioni oggettive che impongono:

1) Risposte di adattamento a quelle e solo a quelle condizioni (la gabbia sociale di Pavlov):

2) approvano quelle e solo quelle categorie preconcettuali perseguitandone altre;

3) si permette solo una banda limitata di possibilità in cui veicolare la pulsione neonatale, salvo repressioni;

Tutto ciò non ha molto a che vedere con l'ambito razionale, della ragione, anche se gli effetti vengono espressi nella ragione.

1) Le risposte adattative sono di ordine psico-emotivo che vengono somatizzate;

2) Le categorie preconcettuali che proiettiamo sul mondo sono muri razionali che ingabbiano desideri emotivi;

3) La pulsione neonatale è una pulsione emotiva che manifesta il bisogno di espansione emotiva;

Per questo parliamo di Stregoneria.

Lo sviluppo dell'uomo è sorretto dalla volontà di vivere; dal piacere di vivere; dal desiderio di vivere; dalle relazioni.

Vivere significa "espandersi nel mondo" costruendo le relazioni personali col mondo.

L'uomo è ciò che è perché agisce nel mondo; perché rinuncia ad agire nel mondo; perché sceglie come e quando agire e come e quando non agire.

Per contro il mondo si oppone all'agire dell'uomo!

Il termine "potere" può essere usato in due modi sempre legato alle relazioni fra l'uomo e il mondo:

1) Il "potere" come capacità personale di agire nel mondo

2) il "potere" come capacità di possedere individui che agiscono, per conto e per mandato del loro capo, nel mondo.

Per capire come agisce la pulsione del neonato, nel costruire le categorie preconcettuali e la somatizzazzione, consideriamo due bimbi di 2 anni.

Bimbi che camminano e che vengono lasciati in affidamento ai nonni (come spesso succede). Spesso i nonni hanno problemi di deambulazione, paura di cadere e di farsi male.

Questa paura la IMPONGONO ai bambini con una serie di atteggiamenti di paura, apprensione, sgridi e, qualche volta, con sculacciate.

La pulsione neonatale risponde a queste sollecitazioni frenando gli impulsi infantili per aderire al modello imposto dal nonno.

La pulsione neonatale frena uno "sviluppo" delle gambe e della mobilità, per adeguare il bambino alle apprensioni dell'adulto.

Questi freni vengono approvati dal nonno perché danno sicurezza al nonno.

Costruiscono nel bambino preconcetti di giustificazione della mobilità. Impongono somatizzazioni che inibiscono il movimento.

Le somatizzazioni che inibiscono il movimento non sono limitate alla gambe, ma coinvolgono l'intera sfera del bambino.

L'inibizione al movimento è inibizione della sfera psichica che trasferisce le inibizioni nell'attività della vita.

Poi, succede che il bambino cresce e, magari, a scuola, impara a correre e a saltare. Le gambe si mettono in moto, ma non la sua psiche.

Per questo, spesso, assistiamo a grandi uomini forte, non essere in grado di reggere il conflitto psicologico o la gestione delle loro emozioni.

Il nonno prende atto del suo stato fisico in quel momento e lo proietta su tutti coloro che gli stanno attorno.

Non può imporre la propria percezione fisica alle persone adulte, in quanto queste gli sono "superiori", ma la può imporre ai bambini piccolissimi.

Tiene conto del suo andicap e lo proietta, come una categoria preconcettuale, sul bambino.

Nel farlo, impone al bambino di adeguarsi.

FINE della PRIMA PARTE

Marghera, 31 maggio 2010

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Claudio Simeoni

Meccanico

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Guardiano dell'Anticristo

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